Inviato: 27 febbraio 2007, 19:54
Ci bùn Frag!
Allora, dato che il buon Frag mi ha chiamato in causa, parlo per quanto mi riguarda, e cioé il ballo e la musica del mio paese, Martina Franca (Ta).
Per quanto riguarda la pizzica pizzica, ESISTE ANCHE LA VARIANTE MARTINESE. Citata in documenti dell'800 e ballata anche dalla nobiltà , si ballava in questo modo: "una donna comincia a carolar sola" (cito a memoria dal libro, se venite a Martina vi faccio consultare la mia sterminata
biblioteca sul folklore martinese), poi consegnava un fazzoletto a un uomo, che non poteva esimersi dal ballare neanche se era vecchio o inesperto. Ballava con questi e questi poi consegnava il fazzoletto a un'altra donna, e così via con tutti i i presenti. La pizzica pizzica martinese, da quel poco che ho visto, assomiglia un po' alla tarantella calabrese e c'é un "muovere il culo" (non so come definirlo altrimenti!") uguale alla pizzica pizzica putignanese che sta sul sito di Gianni Labate www.ziogio.it nel filmato di zia Cenzina, che ho avuto il piacere di conoscere e veder ballare durante il recente Carnevale a Putignano. Per quanto riguarda il documentare con telecamere, statevi certi che lo farò, solo che gli anziani che ancora se la ricordano (tenete conto che non si balla più da quarant'anni) hanno tutti dolori alle gambe. Comunque tanto farò che ne imparerò i passi, e poi mi vedrete a Zingaria
. Poi si ballava anche un ballo che si chiama "'a raspe", ma é piuttosto recente, voi lo avete sentito nominare?
Per quanto riguarda gli strumenti della musica popolare (perché Martina, avendo avuto la corte dei duchi Caracciolo, aveva anche un'eccezionale scuola d'alta musica come opere, messe, ecc.), a Martina si usavano, e alcuni di questi si usano ancora: i seguenti strumenti: il tamburello ('u tammurridde), l'organetto (l'argoniétte), la fisarmonica ('a fesarmuòneche), la cupa cupa ('u bùchete-bùchete), il flauto ('u fialòte), il triccheballacche e lo scetavajasse (mi sfuggono i nomi in dialetto), le nacchere ('i castagnòle), la chitarra ('a catarre), la chitarra battente (a catarre battiénte), l'armonica a bocca (l'argoniétte a 'mmuocche), il mandolino ('u manduléne). Il violino ('u viuléne) si usava per le serenate, ma a Martina ha sempre avuto più un impiego da chiesa (nel Settecento i preti che portavano il Santissimo ai malati venivano accompagnati da quattro suonatori di violini!) come ancora oggi.
Allora, dato che il buon Frag mi ha chiamato in causa, parlo per quanto mi riguarda, e cioé il ballo e la musica del mio paese, Martina Franca (Ta).
Per quanto riguarda la pizzica pizzica, ESISTE ANCHE LA VARIANTE MARTINESE. Citata in documenti dell'800 e ballata anche dalla nobiltà , si ballava in questo modo: "una donna comincia a carolar sola" (cito a memoria dal libro, se venite a Martina vi faccio consultare la mia sterminata
Per quanto riguarda gli strumenti della musica popolare (perché Martina, avendo avuto la corte dei duchi Caracciolo, aveva anche un'eccezionale scuola d'alta musica come opere, messe, ecc.), a Martina si usavano, e alcuni di questi si usano ancora: i seguenti strumenti: il tamburello ('u tammurridde), l'organetto (l'argoniétte), la fisarmonica ('a fesarmuòneche), la cupa cupa ('u bùchete-bùchete), il flauto ('u fialòte), il triccheballacche e lo scetavajasse (mi sfuggono i nomi in dialetto), le nacchere ('i castagnòle), la chitarra ('a catarre), la chitarra battente (a catarre battiénte), l'armonica a bocca (l'argoniétte a 'mmuocche), il mandolino ('u manduléne). Il violino ('u viuléne) si usava per le serenate, ma a Martina ha sempre avuto più un impiego da chiesa (nel Settecento i preti che portavano il Santissimo ai malati venivano accompagnati da quattro suonatori di violini!) come ancora oggi.