Allora, dato che il buon Frag mi ha chiamato in causa, parlo per quanto mi riguarda, e cioé il ballo e la musica del mio paese, Martina Franca (Ta).
Per quanto riguarda la pizzica pizzica, ESISTE ANCHE LA VARIANTE MARTINESE. Citata in documenti dell'800 e ballata anche dalla nobiltà , si ballava in questo modo: "una donna comincia a carolar sola" (cito a memoria dal libro, se venite a Martina vi faccio consultare la mia sterminata
Per quanto riguarda gli strumenti della musica popolare (perché Martina, avendo avuto la corte dei duchi Caracciolo, aveva anche un'eccezionale scuola d'alta musica come opere, messe, ecc.), a Martina si usavano, e alcuni di questi si usano ancora: i seguenti strumenti: il tamburello ('u tammurridde), l'organetto (l'argoniétte), la fisarmonica ('a fesarmuòneche), la cupa cupa ('u bùchete-bùchete), il flauto ('u fialòte), il triccheballacche e lo scetavajasse (mi sfuggono i nomi in dialetto), le nacchere ('i castagnòle), la chitarra ('a catarre), la chitarra battente (a catarre battiénte), l'armonica a bocca (l'argoniétte a 'mmuocche), il mandolino ('u manduléne). Il violino ('u viuléne) si usava per le serenate, ma a Martina ha sempre avuto più un impiego da chiesa (nel Settecento i preti che portavano il Santissimo ai malati venivano accompagnati da quattro suonatori di violini!) come ancora oggi.