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Inviato: 24 novembre 2003, 22:44
Oggi, sacrificandomi stoicamente per voi, ho avuto il coraggio di vedere per Oggi, sacrificandomi stoicamente per voi, ho avuto il coraggio di vedere per ben due volte la registrazione della trasmissione "L'Aia, suoni e danze del mediterraneo", in onda su Telenorba ogni domenica alle 20.45. Dopo essermi imbottito di antiacidi per sopravvivere ad un improvvisa ulcera perforante, eccomi qui ancora dolorante a scrivervi il resoconto di quello che ho visto... e che avrei preferito non vedere.La trasmissione si apre con una sigla di apertura intitolata "The Pizzica" (oddio) scritta dal direttore artistico della trasmissione, che si rivela essere niente popò di meno che Antonio Da Costa. Per quei pochiiiiiiiiiiissimi che non conoscono Antonio Da Costa, c'é per fortuna su internet il suo belliiiiiiiiiiiiiissimo sito (www.antoniodacosta.it) dove potrete leggere la biografia artistica dell'autore di indimenticaaaaaaaaabili brani come "Movimiento", "Toro Parranda" e sopratutto il vero capolavoro: "Il Ginecologo del Ritmo" (aiutatemi !!!). Insomma, abbiamo un musicista, sicuramente bravo e virtuoso con la chitarra, esperto principalmente nella musicalità latino-americana, nel divertentismo, nei balli di gruppo...e la trasmissione dovrebbe occuparsi di musica del mediterraneo ! Va bo......tornando al brano di apertura, "The Pizzica", vi riporto alcune simpatiche strofe"girate de qua, girate de ddhaila pizzica du Salentu tutti quanti imu ballarenu passu de quai, nu passu de ddhaila pizzica du Salentu tutti quanti imu ballaremovite cu la pizzica, no non ti fermarefino a crai matina, tutti imu ballare" insomma, la sigla di apertura é un miscuglio fra pizzica e hip hop, con ampie incursioni della tromba e del campionatore, e con rapidi accostamenti di ballerini di pizzica nella ronda con danzatori free style nell'asfalto metropolitano...iniziamo veramente male insomma. Finisce (finalmente) la sigla e scende da una scala l'angelo biondo che dovrebbe rappresentare la conduttrice seria e professionale della trasmissione... Nathaly Caldonazzo !!! Continuiamo peggio !La scenografia vorrebbe ricostruire un Aia...c'é un pavimento di finto mattonato che sembra disegnato con il pennarello su un foglio bianco, ci sono ovunque dei poveri vitigni attaccati alle colonne con il filo di ferro ben in vista, trecce di peperoni e aglio appese un po' ovunque, qualche edera di plastica, qualche pentola di rame e delle grosse balle di fieno sulle quali sono adagiate una ventina di ragazzotte in minigonna scozzese bianca o rossa. Ovviamente, queste simpatiche ragazze daranno per tutto il corso della trasmissione spettacolo, ballando ogni musica sempre e unicamente con lo stesso, maledettissimo passo, tutte insieme belle coordinate...piede avanti, piede dietro...chissa quanto avranno provato per questa splendida coreografia, cosi tradizionaleeeeeeeeee. Nathaly presenta l'Aia, "un programma ideato per farvi rivivere le vecchie tradizioni genuine di una volta, quando i nostri nonni tornavano stanchi dopo una giornata di lavoro nei campi e si ritrovavano tutti insieme nell'aia, e davano inizio ai festeggiamenti, ai canti, alle danze popolari. Vogliamo farvi rivivere quella atmosfera facendovi divertire e cantare con noi."Arriva il "direttore artistico", che dopo esserti applaudito da solo, presenta il gruppo residente nella trasmissione, cioé gli "Elva" (fra i quali riconosciamo Gino Cerfeda degli Ariacorte), coadiuvati dalla presenza inquietante di "Dj Ciappy" al campionatore (mamma mia che razza di nome si é scelto). E ovviamente Antonio da Costa non poteva risparmiarci un momento di "divertentismo" di serie zeta, cantando a quarciagola una filastrocca da asilo:"Questa é l'Aia del mediterraneo, se siete dei nostri battete uno [singolo battito di mani], se siete dei nostri battete due [doppio battito di mani], se siete nei nostri gridate forte: questa é l'Aia del mediterraneo". A questo punto, il mio sistema gastrointestinale inizia a dare i primi segni di sofferenza, ma andiamo avanti."L'obbiettivo é proprio questo: la fiesta, il divertimiento...il casino !". Mi sembra ovvio, con questi presupposti, figuriamoci se una trasmissione sulla musica e la danza del mediterraneo poteva darsi degli obiettivi vagamente culturali !Arriva Elena, una bella ragazzona con un vistoso decolté "leggermente evidenziato" da una scollatura che arriva fino all'ombellico, o quasi. Questa fanciulla dovrebbe rappresentare "il pozzo della cultura", leggendo da un libro una presentazione per ogni gruppo ospite...ah, e io che pensavo che non fosse una trasmissione culturale, ma guarda un pò !Antonio Da Costa attacca con una pseudo-pizzica-divertentismo che gira sulla strofa:"L'ospite é qui, che si esibirà , cantando e suonando emozioni ci darà "...ed entrano i Tamburellisti di Torrepaduli.Vengo preso da un irrefrenabile voglia di estrarre la cassetta e bruciarla, ma mi contengo, e aprendo il flacone degli antiacidi, continuo a vedere cosa accade.I Tamburellisti vengono introdotti dal "pozzo della conoscenza", che legge dal suo libro un sacco di fregnacce, fra le quali "i Tamburellisti di Torrepaduli hanno provocato negli anni novanta una vera e propia rinascita della tradizione della pizzica salentina. Il successo del gruppo é dato dalla creazione di nuove pizziche, sia in dialetto che in Italiano, nel pieno rispetto della tradizione salentina"....apro il secondo flacone di antiacidi.Si esibiscono quindi i Tamburellisti, con la solita ballerina che balla così freneticamente da rovinare tutta la bellezza della danza...in genere d'estate ha solo la gonna e quindi é tutto un volare di mutante, questa volta almeno c'aveva sotto i pantacollant. Il ballerino poi, +contravvenendo alla regola basilare di questa danza di corteggiamento, cioé che non ci si deve mai toccare, al massimo sfiorare, appoggia pesantemente le mani sui fianchi nudi della ragazza...e vai !Pierpaolo, tanto per cambiare, ha (parere personale ovviamente) una voce semplicemente inascoltabile, stonata e troppo bassa ...inoltre nel primo pezzo finiva molte strofe aggiungendo una risata che avrei visto bene in un film horror di maniaci schizofrenici. Secondo pezzo dei Tamburellisti (non prima di un "fraseggio brasialiano improvvisato" di Antonio da Costa con Rocco), una "Pizzica Orientale"...va be, vi lascio immaginare.Dopo un momento di cabaret (di serie zeta) entra il secondo gruppo, i Radicanto. Devo dire di aver apprezzato l'esibizione del gruppo barese, molto bravi nelle voci e con un ottimo sax soprano...come come? un sax soprano? ebbene si, il gruppo dei Radicanto "traduce la tradizione attraverso i suoni del presente". Per quel poco che ho potuto sentire, il risultato non é del tutto spiacevole, ma ovviamente é abbastanza lontano dalla tradizione, e non può essere altrimenti vista la presenza di una batteria, di un basso elettrico, di una chitarra elettrica e del sax. Dopo i Radicanto, che mi hanno risollevato un po' il morale (anche se speravo di vedere qualcosa di più tradizionale), ci pensa Antonio Da Costa a ributtarmi nell'oceano della acidità gastrica, costringendo Gino Cerfeda a cantare insieme a lui tre strofe di "Mamma la Rondinella" come se fosse una canzone da divertentismo, interrompendo il canto con dei commenti e accellerando il ritmo in maniera ignobile. E ovviamente, dietro Nathaly c'erano tutte le ragazzotte che facevano il solito passo, in un vorticare di coscie ipertrofiche. Entrano gli "Itinerari e Sentieri", un gruppo di danza. Si esibiscono in una "Bhangra dell'India" (o almeno mi é sembrato di capire così). Ammetto di non conoscere questa danza celebrativa del raccolto, quindi, ho osservato con curiosità senza esprimere alcun giudizio.Ancora una volta, mi sorbisco un noiosissimo e lunghissimo momento di comicità ...se così si può chiamare. A quanto pare nella trasmissione questi momenti abbonderanno...Terzo gruppo, l'ultimo italiano, sono gli "Terranima", un gruppo con una grande "passione per la propria terra e per la musica, intesa come espressione dell'anima di cui la terra vive e ha vissuto". I Terranima attaccano con una Tarantella di Sannicandro, suonata con ... basso elettrico, batteria, chitarra classica, tamburello (sintetico) e un buon violino elettrico, molto piacevole, suonato dal cantante fra una strofa e l'altra. Ancora una volta la tradizione reinterpretata con l'ausilio di strumenti moderni. Il secondo brano dei Terranima é una canzone malinconica, in Italiano, dedicata alla città di Baghdad, dove i Terranima si sono recati per partecipare al Festival di Babilonia, un grande evento che veniva organizzato ogni anno dal regime di Saddam Hussein. "Sono sicuro che tutta questa gente, fra pace e guerra cerca di vivereparlar d'amore non ci costa niente, ma cambierebbe il mondo come tu hai cambiato me"Il testo effettivamente da in alcuni punti l'impressione di essere un po' scontato, ma si vede che i Terranima sono rimasti molto colpiti dall'esperienza, tanto da dire : "abbiamo visto quella che era la realtà di Baghdad, ora é molto diversa...noi pensiamo sia peggio". Ovviamente, Nathaly interrompe subito questa discussione, freddando il cantante con un "Non tocchiamo questo tasto"...infatti non c'é tempo, la trasmissione deve andare avanti e dare spazio a questioni più importanti, più culturalmente pregnanti......un altro orrendo momento di cabaret. Prima dell'entrate dell'ultimo gruppo, Antonio Da Costa si presenta con un tunicone bianco, una sciarpa blu buttata sul collo...e due scarpe da ginnastica marroni che sbucano da sotto la tunica, per cantare una canzone arabeggiante del suo repertorio. Sicuramente Antonio é tecnicamente molto abile...però...Dopo l'ennesima sofferenza, entra il gruppo tunisino, che mi é sembrato sentir chiamare "Kantago". Finalmente un po' di musica tradizionale del mediterraneo... non c'entra molto con l'Aia, ma va bene, é interessante. La trasmissione finisce con una pizzica tecno-dance-hip hop-discotecara, in un ennesimo vorticare di coscione che starebbero bene dietro il banco del macellaio, e con Gino Cerfeda che per essere più "trendy" per questo brano, si é tolto gli occhiali da vista e si é messo un paio di occhiali da sole avvolgenti...Per fortuna, é finita...la sofferenza é rimandata alla prossima puntata, che spero sia meglio. La speranza é sempre l'ultima a morire, e nel frattempo io ho finito gli antiacidi.Ah dimenticavo: Nathaly sbagliava i nomi degli artisti, (ha chiamato Giampiero Pierpaolo dei Tamburellisti), continua a dire "questo é il bello della diretta" mentre i microfoni non funzionano e Antonio Da Costa combina continuamente casini... lo abbiamo detto che é una professionista [addsig]