Ho scritto che probabilmente la mia diffidenza nasce da dei pregiudizi nei confronti dei gruppi folkloristici, che sono i protagonisti del festival in questione se non ho inteso male.
Riguardo al Folklore ho trovato
questa pagina su wikipedia.
Cito fedelmente:
[i:a3ae567fbe]"Il termine Folklore é stato poi accettato dalla comunità scientifica internazionale dal 1878, per indicare quelle forme, contemporanee, di aggregazione sociale incentrate sulla rievocazione di antiche pratiche popolari ovvero tutte quelle espressioni culturali comunemente denominate tradizioni popolari, dai canti alle sagre alle superstizioni alla cucina (e che già due secoli prima il Vico chiamava rottami di antichità )."
[/i:a3ae567fbe]
Quello che mi lascia perplesso é che in genere, almeno per la mia scarsa esperienza, quella dei gruppi folkloristici é si una rievocazione di antiche pratiche popolari, ma per molti aspetti abbastanza discutibile, perchà©, opinione mia, stravolge quello che vuol rievocare, spendendo forse troppo impegno nella rielaborazione e nella reinterpretazione, finendo per proporre una versione "da cartolina" degli scenari passati.
E penso soprattutto a due cose: alla musica, che risulta una caricatura, una versione edulcoratissima di quella che verosimilmente poteva essere la musica originariamente suonata, ed ai costumi, tutti uguali, standardizzati, coloratissimi ed elaboratissimi, altra cosa che mi pare abbastanza difficile possa trovare riscontro nel passato.
[img:a3ae567fbe]
http://www.cittadicastrovillari.it/uplo ... kcdc01.jpg[/img:a3ae567fbe]
Ma io, oltre a conoscere poco e pochi gruppi folkloristici, ignoro innanzitutto come questi motivino la scelta di questo tipo di approccio e se, eventualmente, rivendichino dei collegamenti col passato che io sottovaluto o ignoro.
Magari in passato i contadini si vestivano veramente così durante le feste e sbaglio io, tutto puo' essere.
La curiosita' relativa al festival del pollino nasce proprio dalla sensazione possa trattarsi di una cosa seria, visto anche che coinvolge
in veste di protagonista (anche se non so cosa si intenda) una docente universitaria di antropologia culturale e di sociologia.
Al solito: scrivo per imparare cose nuove ed eventualmente essere smentito.