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Il "Valore" di uno strumento

Inviato: 17 novembre 2006, 3:25
da Luca/
Quanto vale veramente uno strumento per un musicista?il mio primo tamburo serio(non che mi definisca un musicista ,ma attraverso un periodo di mitomane autocelebrazione,dunque mi utilizzerò come esempio), quello che ho comprato dopo mesi a risparmiare per il primo "Palco" si é rotto,ed ha un microscopico taglio nella sommità  della cornice ,se solo lo colpissi si distruggerebbe la pelle,eppure é qui in questo momento sul divano "seduto" di fianco a me ,dove d' altronde é di solito(per la gioia di tutti,sopratutto degli ospiti):mi basterebbe cambiare la pelle ma...e allora resta per il momento ferma una cornice il cui solo acquisto dei materiali..bhé lasciamo perdere le follie personali.
Quanto vale uno strumento per il suo ascoltatore? personalmente sono prostrato per Massimiliano come se mi avessero rubato un orologio(per rendere l' idea di come sarebbe ridicolo poter paragonare il mio al suo disagio),e non credo di essere il solo.E non perché "sò quanto ci tenesse",per il semplice motivo che ,non conoscendolo,si traterebbe solo di una momentanea immedesimazione,nella situazione,e non nella persona.Eppure non posso,e di sicuro non potete,paragonarlo a :"quando rubarono la chitarra di Giggino",che pure ci teneva(leggi Giggino come una ,partenopea,generalizzazione)
Secondo voi che "valore" ha uno strumento?

Inviato: 17 novembre 2006, 10:44
da march
Posso dirti che ogni mio strumento ha un nome, ed anche se non suona più ogni volta che lo guardo mi ricorda tutto quello che ci ho passato insieme...ho una chitarra, si chiama Alba, che ha una cicatrice sulla guancia per un rametto infuocato che volando si posò giusto accanto alla buca. Con quella chitarra al collo ho camminato tanto sulle montagne, ho incontrato e conosciuto tanta gente, ho scritto e cantato tante canzoni...il valore di mercato é di una 30/40 euri ormai (fra l'altro non ha un bel timbro e per la tensione delle corde si sta aprendo la cassa), ma per me é una compagna di strada importante.

Inviato: 17 novembre 2006, 11:45
da andreap
mi sono soffermato varie volte, caro Luca/ e cari tutti, a riflettere su questa questione... Che cosa rappresentano per me i miei strumenti? o meglio che cosa rappresenta lo strumento per il musicista (musicista nell'accezione più ampia del termine, inteso come "colui che fà  musica"...)???

Forse per tutti voi sarà  difficlile definire questa semplice domanda, così come lo é per me, fondamentalmente perché i motivi e le cause affondano giù, giù, nel profondo dlla mia anima...

Fondamentalmente lo strumento é la mia voce, il modo che ho scelto per dire delle cose al mondo... Io ho scelto le percussioni, faccio rumore, quindi magari ho un dannato bisogno inconsio di farmi ascoltare!
Ho scelto anche un particolre tipo di percussioni, i tamburi a cornice, tamburi grossi con bassi molto profondi e ricchi di armonici...
Qualche giorno fà  parlavo proprio di questo con Rocco Zecca, grande musicista e splendida persona (che forse qualcuno ricorderà  come voce dei XANTI YACA) della nostra comune passione per questo strumenti, e abbiamo concluso che noi due siamo fortemente attratti dai suoni che ti vibrano nella pancia (i bassi). Sensazione tutta diversa da quella che prova ad esempio un chirtarrista o un organettista, i quali sentono vibrare i loro strumenti in altre parti del corpo...

La mia domanda quindi, amici miei é questa, in quale parte del vostro corpo sentite vibrare i vostri strumenti musicali?

Inviato: 17 novembre 2006, 12:44
da peppe21
vi racconto la mia storia di amore/odio verso il mio strumento...
da piccolo mio padre vedeva che avevo una certa inclinazione verso la musica, e decise di iscrivermi al Conservatorio... felicissimo (facevo le elementari, quindi avevo circa 10 anni) mi stavo arrovellando il cervello su quale strumento imparare a suonare.
seguivo x radio delle trasmissioni impostate sul Jazz, poi avevo imparato a suonare il flauto, quello che una volta facevano suonare alle scuole medie, e mi stavo orientando sullo studio del clarinetto o sax (lo amo) o tromba.
ma mio padre grande intenditore di musica disse "tu studierai la Viola, xché é + facile trovare lavoro!"
OK, purché si suoni...
é stato l'incubo peggiore della mia vita, solo musica classica, crescendo sono diventato metallaro ed ero li a suonare la viola...
con enorme sacrificio ho portato a termine gli studi e appena preso il diploma (appena vuol dire il tempo di arrivare da lecce a squinzano) ho chiuso la mia viola nell'armadio...e quell'armadio é rimasto chiuso x anni.
tempo dopo un amico mi propose di mettere su un gruppo di musica popolare (e che roba é gli dissi io) presi il mio vecchio e scassatissimo violino non avevo tutte le corde e accorciai un mi cantino di chirtarra montandolo sul violino (roba da matti) e cominciai a prendere gusto nel suonare il "mio" strumento...da quel giorno sono passati anni, ho un violino yamaha silent da ormai 6 anni e nonostante tutto non lo cambierei con nessuno strumento al mondo.
xò non mi parlate di suonare musica classica!!!
:roll:

Inviato: 17 novembre 2006, 13:50
da Avvocatista
Vedo che la pratica di dare un nome ai propri strumenti musicali sia piuttosto diffusa. Meno male, pensavo di essere malato. Almeno, adesso, sono in buona compagnia.

Nel mio caso tutti i miei tamburelli hanno un nome: Mimmuzza, Taran, ecc... (chissà  perchà© sono tutte donne)

Leggendo i vostri post, e riflettendo sulle mie percezioni, credo che la tendenza ad "antropomorfizzare" gli strumenti musicali (a differenza dello stesso fenomeno che affligge i nostri animali domestici) possa avere ([b:80021c1b5b]almeno per quanto mi riguarda[/b:80021c1b5b]) diverse derivazioni:

la prima é legata al fatto che questi oggetti rappresentano, in qualche modo, una estensione/appendice della nostra persona (come dice Andrea);

la seconda é che alcuni strumenti producono, in chi li suona, spiccate variazioni psico-fisiologiche, ossia, entrano in relazione profonda con il suonatore. Recenti ricerche, d'altra parte, hanno provato che il suono del tamburo riproduce molto fedelmente la frequenza celebrale dell'onda theta, quella che si manifesta negli stati di di sogno, immaginazione e trance.

la terza, molto più profonda, attiene alla simbologia profonda associata - da sempre ed in tutte le popolazioni - ad alcuni strumenti musicali (tamburo=sole/luna/universo/ecc... viola=donna, ecc...) o ai suoni da essi emessi, che mettono in contatto con altre dimensioni/entità  (vedi il ruolo della musica e degli strumenti musicali nei fenomeni di sciamanesimo o nelle pratiche religiose estatiche o non estatiche, nelle moderne pratiche di musicoterapia, ecc...)

D'altra parte, che reazione abbiamo avuto alla notizia del furto dell'organetto di Massimiliano?

Quanto al quesito di Andrea. Anch'io sono attratto dai suoni che "vibrano nella pancia" e nella cassa toracica, quindi, dai suoni a bassa frequenza prodotti dai tamburi a cornice che, per suoni prodotti e prossimità  al tronco, producono effetti di risonanza fisica/corporale più marcati di altri strumenti.

Ma aggiungerei di più. La risonanza più impressionante la avverto (quelle rarissime volte che riesco a suonare "bene") a livello psico-fisico.

Ad esempio, ho avuto la fortuna di suonare per buona parte di una intera notte al fianco di un grande suonatore di zampogna lucana.

Sarà  stato per il contesto (una festa religiosa), per il vino, per il ritmo ipnotico delle sue pastorali, ma ad un certo punto ho perso la cognizione del tempo, dello spazio, della fame, del freddo, della sete,....

Ero tutt'uno con quei ritmi, e basta. Non avevo coscienza di suonare. Non avvertivo il meccanismo articolare che produce il suono nà© la pressione o il peso del tamburello.

Cos'é questa? Semplice risonanza acustica? Semplice induzione di onde theta?

Valore di uno strumento

Inviato: 17 novembre 2006, 15:32
da Robytamburello
Non frequento corsi del conservatorio ma suono in un gruppo, e secondo me, per un musicista il SUO strumento non ha prezzo, non esistono unità  di misura per quantificarne il valore.
QUELLO strumento nelle mani di QUEL musicista ha un suono unico e irripetibile che nessun altro potrà  imitare.....(secondo me)

Inviato: 17 novembre 2006, 16:52
da Frag
[quote:73963050ce="Avvocatista"]
la prima é legata al fatto che questi oggetti rappresentano, in qualche modo, una estensione/appendice della nostra persona;[/quote:73963050ce]

E' BELLO CHE DOVE FINISCONO LE MIE DITA DEBBA IN QUALCHE MODO INCOMINCIARE UNA CHITARRA "Fabrizio De André"

vabbé, così, ogni tanto mi ricordo di conoscere a memoria le canzoni di de andré...

Inviato: 17 novembre 2006, 17:40
da giannino
I miei strumenti non hanno un nome (tranne uno, che ha preso il nome di chi me l'ha regalato), ma l'amore (e la gelosia) che provo verso di essi é molto simile a quello che si può nutrire verso la propria donna...ed infatti quando NON amo nessuna donna AMO di più i miei strumenti...e ne sono anche più geloso ihihihi
c'é una piccola differenza però...al tuo strumento glie ne puoi combinare di tutti i colori e puoi anche tradirlo...ma sei sicuro al 100%che lui non ti tradirà  mai.

Inviato: 17 novembre 2006, 17:47
da andreap
"..Ad esempio, ho avuto la fortuna di suonare per buona parte di una intera notte al fianco di un grande suonatore di zampogna lucana.

Sarà  stato per il contesto (una festa religiosa), per il vino, per il ritmo ipnotico delle sue pastorali, ma ad un certo punto ho perso la cognizione del tempo, dello spazio, della fame, del freddo, della sete,....

Ero tutt'uno con quei ritmi, e basta. Non avevo coscienza di suonare. Non avvertivo il meccanismo articolare che produce il suono nà© la pressione o il peso del tamburello.."

Le parole dell'avvocatista sono davvero meravigliose... Questo é il motivo per cui adoro accompagnare la zampogna al tamburo... Come tutti gli strumenti polifonici, il suo suono é totalmente avvolgente, la "manca" soprattutto é ipnotica come poche cose, le lucane in particolare viste le considerevoli dimensioni e l'abilità  dei suonatori nella gestioni dei bassi, in particolare le zampogne con quattro canne attive (mi viene in mente la "zoppa" laziale) vanno a coprire una enorme gamma in risposta di frequenza e il suo suono racchiude i suonatori ed i danzatori in una sorta di "bozzolo" ovattato ma tremendamente vibrante di energia...
Non so descriverlo meglio, e come cercare di raccontare i colori...

Inviato: 17 novembre 2006, 18:18
da Frag
Ecco come fare per i colori di cui parla andrea: provate l' LSD se proprio non conoscete nessuno zampognaro lucano :D :D

Scherzo, che belle parole che state dicendo!!!


Giuro se non ho + nulla di interessante da dire non parlo +!!!

Inviato: 24 novembre 2006, 18:35
da betsabea
Aimé devo dire che anche io sono caduta nella rete dei musicoromantici..
C'é stato un tempo in cui i miei tamburelli giacevano abbandonati in macchina sotto ogni tipo di intemperie, in cui il mio organetto passava di mano in mano durante le serate e veniva prestato per interi periodi ad amici (fidati?), l'archetto della mia lira si "scrinava" perché spinto a forza in custodie improponibili, e lo strumento stesso portava impresse le macchie di mani non ben ripulite dal grasso della "carni i crapa" addentata poco prima..

Ma ora.. ora che possiedo una lira di Fragomeni me la riguardo e me la accarezzo commossa pensando ai suoi colpetti di ascia... c'ha un difetto: un tassello inserito (con grande maestria) in corrispondenza di un buco dei pirozzoli.. ma quel difetto me la rende unica!

Insomma.. continuo a prestarla volentieri ma.. che non scompaia dal mio campo visivo!

: )