Carmine Palatucci
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montemaranese
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Carmine Palatucci
E' Morto Carmine Palatucci, anima e cuore di "Tiemp' e Briganti"...
Visto che sono in tema vorrei ricordare un amico scomparso l'11 settembre u.v.
Da ottopagine
MONTELLA PIANGE PALATUCCI IL CANTORE DELLE PIAZZE IRPINE.
E'scomparso ieri l'artista che cantava le gesta dei briganti.
MONTELLA - Lo incontravi nelle feste di piazza con il suo mandolino a suonare
e intonare gli stessi canti dei nostri padri. Non passava certo inosservato
Carmine Palatucci con la sua sagoma imponente, la barba folta, lo sguardo vivo
di chi nella vita vuole cogliere solo ciò c'é di più bello, uno sguardo che ricordava quello
dei brigranti, figure che come poche avevano colpito il suo immaginario. Estroso, spirito vivacissimo
che dell'Irpinia aveva la cifra dominante della sua arte, Palatucci non era solo un musicista,
tra i fondatori di gruppi popolari non solo in provincia come "Li Zuorri" e "Tiemp e briganti", più volte
protagonista anche di spettacoli teatrali.
A sorprendere era proprio la sua capacità di essere al tempo stesso cento personaggi differenti,
sorta di attore che sceglieva ogni giorno il suo ruolo, ora pittore sempre attento alla memoria del territorio,
ora scrittore e storico con studi come "sulle orme del lupo", vera e propria guida ai luoghi naturalistici e storici
dell'Irpinia, ora insuperabile guida montana ed escursionista, presidente dell'associazione EKOclub Montella, conoscitore
dei sentieri
più impervi del Parco dei Monti Picentini, ora ancora giornalista, con la sua collaborazione costante al periodico "Altirpinia"
o ancora attore, con le sue partecipazioni a serie tv come "La Squadra" o al film di Donatella Baglivi "E poi venne la neve".
Ma Palatucci era anche un sapiente artigiano, di quelli capace di lavorare il cuoio secondo tecniche tradizionali.
Paolo Saggese, presidente del Centro documentazione "Poeti del Sud" sottolinea come punto d'incontro di
questi tanti interessi e passioni fosse il suo legame più forte, quello con la propria terra: << Ricordo con estrema gratitudine
e ammirazione lo slancio ideale, la passione di Carmine verso l'Irpinia, perché Carmine era in grado di amarla da tutti punti di vista.
L'ho conosciuto durante un'appassionata visita guidata all'oasi di Senerchia, o ancora quando con i suoi quadri vorre rendere omaggio ai poeti d'Irpinia,
contaminando la sua arte con le parole dei poeti meridionalisti irpini, l'ho conosciuto dai palcji dell'epopea dei briganti del sud
o quando contestava l'occupazione da parte delle truppe piemontesi dell'Italia Meridionale.
Con lui se ne va un amante dell'Irpinia, un uomo puro, onesto,che studiava, scriveva,
creava per il gusto di farlo, con discrezione, senza andare
alla ricerca degli di allori o del successo o guardando alla concretezza della ricerca,
che era per lui espressione dell'amore per la sua terra, figura come poche, con tante doti da valorizzare,
capace di esplorare le molteplici identità dell'Irpinia>>.
A ribadire il legame forte di Palatuccci con Montella e l'Irpinia é anche la professoressa Dello Buono:
<< Carmine Palatucci era sorattutto un personaggio solare, eclettico, sapeva
cogliere gli aspetti più
belli di ogni cosa, di tutto ciò che la vita gli regalava. La sua passione per
il paesaggio irpino la traduceva
nell'impegno a sostegno dell'EKOclub, promuovendo le risorse sociali
e ambientalidel territorio, quando ancora non era di moda essere ecologista.
La fantasia lo guidava nella musica e nella pittura dove aveva tentato forme di
vera e propria sperimentazione.
Le sue opere erano innanzitutto una composizione di idee, come quella donata al
Liceo scientifico Rinaldo D'Aquino, dedicata proprio al poeta irpino.
La sua gioia di vivere era contagiosa ed é quasi una beffa che il destino abbia strappato alla nostra terra così prematuramente un uomo che
che tanto amava la vita.
CENNI BIOGRAFICI: UN PERSONAGGIO DAI MILLE VOLTI ADOTTATO DALL'ALTA IRPINIA
Carmine Palatucci era nato a Losanna in Svizzera il 7 settembre 1955.
Ma Montella era diventata presto la sua terra.
Qui viveva, dipingeva, scriveva, presidente del circolo EKOclub, promotore di escursioni e di iniziative finalizzate alla valorizzazione del territorio.
Chitarrista e Mandolinista, era stato promotore di numerosi gruppi musicali fino all'ultimo fondato,
insieme al fisarmonicista montemaranese Giuseppe Benevento,
"Tiemp 'e Briganti". Collaboratore del periodico
"Altirpinia", aveva ideato insieme al professore Edoardo Spagnolo il periodico "Lo Brigante",
finalizzato alla ricerca di fonti d'archivio riguardanti la storia dei paesi
d'Irpinia nel periodo 1860-1870.
---------------------------------------------------------
A lo tiembo re li tiempi migliara r'anni arreto,
quanno Roma era no paisieddro re pecorari e zappaturi,
rind'a ste mondagne noste,
rind'a sti waddruni 'nfuti,
n'gera gente ca nonn'aja paura.
Farcuni, cristarieddri e aquile abbolawano pe l'aria.
Re gghiomare erano chjene re trotte e capituni.
ursi cignalie lupi erano patruni re sti oschi.
Li breandi ti faciano tremà
a ro sulo nomenà .
dal cd tiemp'e briganti.
------------------------------------------------------
Dal n.1 del periodico "LO BRIGANTE" gennaio 2003
Introduzione:
I vecchi di paese sono ancora oggi depositari di "cunti", canzoni, preghiere in dialetto,
espressione di una cultura popolare quasi del tutto scomparsa.
Invitiamo i nostri lettori a trascriver queste testimonianze orali per tramandarle ai posteri.
Li VIECCHI RE NA OTA
Quanno tinivi nome rà© persona addiritta, co' rà© brazza chi si sapiano move,
non 'ngera chi ti tozzecava. Se la pigliavano co chi non se la sapia werà©ne.
Tutto é biecchio e nienti 'ngei rà© nuovo.
La matina appriesso, comm'a lo juorno prima; accussi a tirà 'nnanti no juorno roopo fato.
Quanno cominciawano li riluri e non ieri buono a zompane comm'a prima, rivi re consegne a li wagliuni, chi ajano mparato
lo mistieri. Restavi capo rà© casa, lo pierno re la compagnia.
N'gera canoscenza pe' li viecchi chiù de mone. Non g'erano libbri; ra li viecchi si putia ìmparane.
Li iecchi canusciano lo munno e tiniano spirienza re la vita. N'ajano viste cose; ne sapiano cunti!
Li giuvani se re mangiavano co l'uocchi, la sera, vicin'a ro fuoco o a chiaro re luna.
Contavano la storia rà© l'antici e de paisi, ra quera via re montagne, addò ng'ei lo maro, acqua senza fina, chi sape re sale.
Canusciano r'ereve chi so 'bbone pe' mangiane.
Ti riciano come si conosce si adda chiove o si non c'e speranza r'acqua 'ncielo; lo nome re li vienti, quanno osciano
é che portano con 'loro.
Ti 'nzengavano come si conta lo tiempo, ra la luna; come si vere l'ora 'ncielo e lo nomo rà© re stelle chiù lucienti.
Sapiano addò 'nge so' liepri e cignali; addo li birivi; addò t'ara guardane rs l'ursi e ra li lupi.
TI 'MPARAVANO TUTTE RE COSE CHI TI NZENCAVANO A CAMPANE.
Tratto dagli scritti di Sua eccellenza reverendissima mons. Ferdinando Palatucci
profondissimo conoscitore dei culti popolari delle religioni in Campania.
Da ottopagine
MONTELLA PIANGE PALATUCCI IL CANTORE DELLE PIAZZE IRPINE.
E'scomparso ieri l'artista che cantava le gesta dei briganti.
MONTELLA - Lo incontravi nelle feste di piazza con il suo mandolino a suonare
e intonare gli stessi canti dei nostri padri. Non passava certo inosservato
Carmine Palatucci con la sua sagoma imponente, la barba folta, lo sguardo vivo
di chi nella vita vuole cogliere solo ciò c'é di più bello, uno sguardo che ricordava quello
dei brigranti, figure che come poche avevano colpito il suo immaginario. Estroso, spirito vivacissimo
che dell'Irpinia aveva la cifra dominante della sua arte, Palatucci non era solo un musicista,
tra i fondatori di gruppi popolari non solo in provincia come "Li Zuorri" e "Tiemp e briganti", più volte
protagonista anche di spettacoli teatrali.
A sorprendere era proprio la sua capacità di essere al tempo stesso cento personaggi differenti,
sorta di attore che sceglieva ogni giorno il suo ruolo, ora pittore sempre attento alla memoria del territorio,
ora scrittore e storico con studi come "sulle orme del lupo", vera e propria guida ai luoghi naturalistici e storici
dell'Irpinia, ora insuperabile guida montana ed escursionista, presidente dell'associazione EKOclub Montella, conoscitore
dei sentieri
più impervi del Parco dei Monti Picentini, ora ancora giornalista, con la sua collaborazione costante al periodico "Altirpinia"
o ancora attore, con le sue partecipazioni a serie tv come "La Squadra" o al film di Donatella Baglivi "E poi venne la neve".
Ma Palatucci era anche un sapiente artigiano, di quelli capace di lavorare il cuoio secondo tecniche tradizionali.
Paolo Saggese, presidente del Centro documentazione "Poeti del Sud" sottolinea come punto d'incontro di
questi tanti interessi e passioni fosse il suo legame più forte, quello con la propria terra: << Ricordo con estrema gratitudine
e ammirazione lo slancio ideale, la passione di Carmine verso l'Irpinia, perché Carmine era in grado di amarla da tutti punti di vista.
L'ho conosciuto durante un'appassionata visita guidata all'oasi di Senerchia, o ancora quando con i suoi quadri vorre rendere omaggio ai poeti d'Irpinia,
contaminando la sua arte con le parole dei poeti meridionalisti irpini, l'ho conosciuto dai palcji dell'epopea dei briganti del sud
o quando contestava l'occupazione da parte delle truppe piemontesi dell'Italia Meridionale.
Con lui se ne va un amante dell'Irpinia, un uomo puro, onesto,che studiava, scriveva,
creava per il gusto di farlo, con discrezione, senza andare
alla ricerca degli di allori o del successo o guardando alla concretezza della ricerca,
che era per lui espressione dell'amore per la sua terra, figura come poche, con tante doti da valorizzare,
capace di esplorare le molteplici identità dell'Irpinia>>.
A ribadire il legame forte di Palatuccci con Montella e l'Irpinia é anche la professoressa Dello Buono:
<< Carmine Palatucci era sorattutto un personaggio solare, eclettico, sapeva
cogliere gli aspetti più
belli di ogni cosa, di tutto ciò che la vita gli regalava. La sua passione per
il paesaggio irpino la traduceva
nell'impegno a sostegno dell'EKOclub, promuovendo le risorse sociali
e ambientalidel territorio, quando ancora non era di moda essere ecologista.
La fantasia lo guidava nella musica e nella pittura dove aveva tentato forme di
vera e propria sperimentazione.
Le sue opere erano innanzitutto una composizione di idee, come quella donata al
Liceo scientifico Rinaldo D'Aquino, dedicata proprio al poeta irpino.
La sua gioia di vivere era contagiosa ed é quasi una beffa che il destino abbia strappato alla nostra terra così prematuramente un uomo che
che tanto amava la vita.
CENNI BIOGRAFICI: UN PERSONAGGIO DAI MILLE VOLTI ADOTTATO DALL'ALTA IRPINIA
Carmine Palatucci era nato a Losanna in Svizzera il 7 settembre 1955.
Ma Montella era diventata presto la sua terra.
Qui viveva, dipingeva, scriveva, presidente del circolo EKOclub, promotore di escursioni e di iniziative finalizzate alla valorizzazione del territorio.
Chitarrista e Mandolinista, era stato promotore di numerosi gruppi musicali fino all'ultimo fondato,
insieme al fisarmonicista montemaranese Giuseppe Benevento,
"Tiemp 'e Briganti". Collaboratore del periodico
"Altirpinia", aveva ideato insieme al professore Edoardo Spagnolo il periodico "Lo Brigante",
finalizzato alla ricerca di fonti d'archivio riguardanti la storia dei paesi
d'Irpinia nel periodo 1860-1870.
---------------------------------------------------------
A lo tiembo re li tiempi migliara r'anni arreto,
quanno Roma era no paisieddro re pecorari e zappaturi,
rind'a ste mondagne noste,
rind'a sti waddruni 'nfuti,
n'gera gente ca nonn'aja paura.
Farcuni, cristarieddri e aquile abbolawano pe l'aria.
Re gghiomare erano chjene re trotte e capituni.
ursi cignalie lupi erano patruni re sti oschi.
Li breandi ti faciano tremà
a ro sulo nomenà .
dal cd tiemp'e briganti.
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Dal n.1 del periodico "LO BRIGANTE" gennaio 2003
Introduzione:
I vecchi di paese sono ancora oggi depositari di "cunti", canzoni, preghiere in dialetto,
espressione di una cultura popolare quasi del tutto scomparsa.
Invitiamo i nostri lettori a trascriver queste testimonianze orali per tramandarle ai posteri.
Li VIECCHI RE NA OTA
Quanno tinivi nome rà© persona addiritta, co' rà© brazza chi si sapiano move,
non 'ngera chi ti tozzecava. Se la pigliavano co chi non se la sapia werà©ne.
Tutto é biecchio e nienti 'ngei rà© nuovo.
La matina appriesso, comm'a lo juorno prima; accussi a tirà 'nnanti no juorno roopo fato.
Quanno cominciawano li riluri e non ieri buono a zompane comm'a prima, rivi re consegne a li wagliuni, chi ajano mparato
lo mistieri. Restavi capo rà© casa, lo pierno re la compagnia.
N'gera canoscenza pe' li viecchi chiù de mone. Non g'erano libbri; ra li viecchi si putia ìmparane.
Li iecchi canusciano lo munno e tiniano spirienza re la vita. N'ajano viste cose; ne sapiano cunti!
Li giuvani se re mangiavano co l'uocchi, la sera, vicin'a ro fuoco o a chiaro re luna.
Contavano la storia rà© l'antici e de paisi, ra quera via re montagne, addò ng'ei lo maro, acqua senza fina, chi sape re sale.
Canusciano r'ereve chi so 'bbone pe' mangiane.
Ti riciano come si conosce si adda chiove o si non c'e speranza r'acqua 'ncielo; lo nome re li vienti, quanno osciano
é che portano con 'loro.
Ti 'nzengavano come si conta lo tiempo, ra la luna; come si vere l'ora 'ncielo e lo nomo rà© re stelle chiù lucienti.
Sapiano addò 'nge so' liepri e cignali; addo li birivi; addò t'ara guardane rs l'ursi e ra li lupi.
TI 'MPARAVANO TUTTE RE COSE CHI TI NZENCAVANO A CAMPANE.
Tratto dagli scritti di Sua eccellenza reverendissima mons. Ferdinando Palatucci
profondissimo conoscitore dei culti popolari delle religioni in Campania.
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RonnaPaulina
- Messaggi: 191
- Iscritto il: 1 gennaio 1970, 2:00
Ci associamo al ricordo di folkfan; avevamo circa la stessa età di Carmine, abbiamo visitato le mostre dei suoi quadri e abbiamo cantato e suonato in un'occasione assieme "Per i morti di Reggio Emilia" e altro anni fa sul palco della chiazza di Montella. Quando tornavamo a Montella d'estate, lo incontravamo spesso e lo salutavamo e chiacchieravamo un pò. O anche presso il suo banchetto d'artigianato artistico. Quando mia cognata ci ha telefonato la notizia... eravamo increduli... basta, bastano le parole di folkfan, noi non sapremmo aggiungere altro.