Uccio Aloisi vs Uccio Bandello
Inviato: 2 settembre 2006, 22:44
Apro questo topic per chiedere il vostro parere su una questione spinosa che attanaglia i cutrofianesi(e non solo) da un pò di anni.
Da quando il gruppo storico degli Ucci fece outing col cd "Bona sera a quista casa" edito da Edizioni Aramiré(di cui recentemente é stata curata una ristampa).O addirittura da quando andava in giro per il paese a cantare "Santu Lazzaru",o si presentava di tanto in tanto sul palco, durante qualche festa,per far sentire quei canti che,di giorno,i vari componenti,avevano cantato in campagna per tanti anni.
Ora...Uccio Aloisi lo conoscono tutti oggigiorno,uno dei più anziani cantori della nostra tradizione popolare,sicuramente il più matto,dotato di una carica eccezionale per la sua età ,di una voglia di protagonismo fuori dal comune e con una forza comunicativa stratosferica.
Ma non sarò io a fare il ritratto di questo mio grande paesano...ci hanno già pensato caterve di giornalisti,ricercatori,etnomusicologi,musicisti e "addetti ai lavori".
Mi limito solo a ricordare quello che anche quest'anno é riuscito a combinare alla Notte della Taranta,davanti a migliaia di persone che lo acclamavano come un divo,con cori da stadio. Simpatico anche il gesto di acchiappare un musicista dei Buena Vista Social Club e fargli dire a tutti i costi: "Robba de smuju",dimostrando una accoglienza paesana nei confronti dei forestieri,una comunione nella voglia di fare rivoltare tutto e tutti, di "smujare" tutto l'ambiente.
Lui stesso mi ha detto più volte: "Iu,cchiu gente viciu de su lu palcu,cchiu casinu fazzu".
Uccio Bandello ci ha lasciato un pò di anni fa.
Ma la sua voce,il suo timbro vocale,la potenza e allo stesso tempo la dolcezza del suo canto...beh...quelli no,sono rimasti eccome.
Credo,però,che parecchi degli iscritti a Pizzicata.it,almeno i nuovi e quelli che si avvicinano a questo mondo solo perché han sentito per caso un cd di pizzica,non abbiano mai sentito parlare di Bandello.
E vi assicuro che non sapete quello che vi siete persi.
E' stato definito "il Tito Schipa della misica popolare salentina" e sentirlo dal vivo era qualcosa di spaventoso.
Vorrei riuscire a trasmettervi le mie sensazioni quando,da piccolo,ogni anno,durante la notte che precedeva la domenica delle Palme,l'ultima disponibile per cantare "Santu Lazzaru",venivo svegliato da questo canto di usignolo,un qualcosa che faceva diventare passionale anche un canto di questua,un susseguirsi di parole scandite quasi liricamente,in una lingua che italianizzava il dialetto,forse per renderlo più scioglievole e comprensibile,un vortice di emozioni impossibili da soffocare anche col cuscino in faccia.
E non ci crederete mai ma,Uccio Piricallo(così é chiamato Aloisi dai cutrofianesi),faceva solo un innocente controcanto,il basso era Leonardo(Narduccio) Vergaro,e lui era relegato in una situazione di marginalità .
Chi l'avrebbe mai detto che un giorno avrebbe fatto impazzire folle oceaniche...
I più cattivi sostengono che,se la buonanima di Bandello fosse ancora in vita,l'Aloisi non avrebbe avuto tutto questo successo,annichilito dalle doti canore del primo.
E ancora che Piricallo é stato tenuto in disparte per tanto tempo é si é sentito avvilito per così tanti anni che,alla morte del collega,é esploso in tutta la sua vitalità e voglia di esserci a tutti i costi.
Ce da dire che lo stesso Aloisi aveva una sorta di rispetto reverenziale nei confronti del Bandello,vuoi per la differenza d'età ,vuoi per la palese superiorità qualitativa.
Ma c'é chi dice che in alcune occasioni,se non ci fosse stato l'Aloisi,Gli Ucci non si sarebbero neanche esibiti,perché il Bandello e gli altri erano persone "serie",di chiesa,che si seguivano i concerti bandistici delle feste di paese,che si trovavano a disagio nelle situazioni popolari con troppo pubblico,nei centri sociali,di fronte a persone che si scolavano litri di vino,davanti agli "zingari" di Torrepaduli...
Infatti,che io ricordi,non si é mai registrata la presenza del defunto nelle ronde di San Rocco(correggetemi se sbaglio),ma solo nella cappella per fare visita al Santo,mentre Piricallo trovava il suo "humus" proprio lì,tra la confusione e la folla,tra i duellanti e le ragazze rom che ballavano...
Aloisi,ancora oggi, é considerato uno "zingaro",dai suoi coetanei del paese o da quelli delle generazioni di poco successive,perché sul palco spesso lascia andare qualche parolaccia o addirittura qualche bestemmia,perché si faceva precedere da una damigiana di buon vino,prima delle sue esibizioni,perché nella sua vita(ed é stato lui stesso a dirlo ne "I colori della terra") ha fatto tanti mestieri,"ma sempre de fame ave mortu".
Lo si vedeva fino,a qualche anno fa,con la sua mitica Ape arancione,(che da pochi mesi é stata sostituita da una più nuova di colore verde), andare e venire da campagna,quasi sempre a mani vuote o con quualcosa che aveva rimediato da qualche amico.
E ora si é montato anche un pò la testa...
L'ho visto in più di un'occasione litigare con qualche bambino che lo chiamava affettosamente per ingiuria "Piricallo,Piricallo,Piricallo...";e lui che lo inseguiva minacciando "Marducato,se te zziccu,te la 'mparu iu la ducazione".
Ma daltronde anche l'età si comincia a far sentire.
L'ipotetica querelle Aloisi-Bandello,mi fa pensare a un dualismo che rappresenta due modi diversi di vedere la nostra musica popolare:da una parte la voglia di emergere,di protagonismo a tutti i costi,la carica esplosiva del nuovo che avanza e vuole lasciare un segno del suo passaggio;dall'altra la classe,la riservatezza,l'attaccamento alla parte più bella e più pura della nostra storia locale,la voglia di tramandare senza contaminare nulla,di continuare nel solco dei nostri padri.
Musicisti che si vendono per apparire una sera sul palco più rinomato del Salento,tradendo dei percorsi avviati dalle generazioni precedenti da cui loro hanno imparato;artisti che preferiscono stare in disparte,aspettando che questo fiume in piena della Taranta straripi,portando via con se tutto il superfluo,facendo passare la momentanea moda.
Per i primi penso a Sparagna & Co;per i secondi a Claudio Miggiano,agli Aramiré,a Cinzia Villani,a Max Morabito,a tanti altri che al momento non mi vengono alla mente...
Qualità vocale e classe allo stato puro di Bandello o capacità di intrattenimento e qualche dote(innegabile anche per lui) tecnica di Aloisi?
Mi arrovello da un pò sull'argomento e tendo sempre di più verso la prima opzione.
Di solito ricordiamo i nostri grandi vecchi dopo la loro morte;tanti ci lasciano e ci fanno venire la consapevolezza che potevamo imparare di più da loro,che li abbiamo trascurati.
Vedi mesciu Ninu di Nociglia...
Con questo topic volevo anche solo attirare l'attenzione,perché Aloisi qualche altro anno sicuramente lo ruberà al camposanto,ed é ancora "sfruttabile",é ancora lì con la voglia anche di imparare solo a suonare il tamburello ad un giovane,di raccontare,di affabulare.
Sfruttiamolo,non in senso economico naturalmente,e come lui tutti gli altri,cominciando dai nostri nonni che abbimo in casa.
Fatemi sapere cosa ne pensate di questi miei mitici paesani.
A voi la parola...
P.S.= sono attesi con impazienza i pareri di Carlo Trono, Raheli e svincen
Da quando il gruppo storico degli Ucci fece outing col cd "Bona sera a quista casa" edito da Edizioni Aramiré(di cui recentemente é stata curata una ristampa).O addirittura da quando andava in giro per il paese a cantare "Santu Lazzaru",o si presentava di tanto in tanto sul palco, durante qualche festa,per far sentire quei canti che,di giorno,i vari componenti,avevano cantato in campagna per tanti anni.
Ora...Uccio Aloisi lo conoscono tutti oggigiorno,uno dei più anziani cantori della nostra tradizione popolare,sicuramente il più matto,dotato di una carica eccezionale per la sua età ,di una voglia di protagonismo fuori dal comune e con una forza comunicativa stratosferica.
Ma non sarò io a fare il ritratto di questo mio grande paesano...ci hanno già pensato caterve di giornalisti,ricercatori,etnomusicologi,musicisti e "addetti ai lavori".
Mi limito solo a ricordare quello che anche quest'anno é riuscito a combinare alla Notte della Taranta,davanti a migliaia di persone che lo acclamavano come un divo,con cori da stadio. Simpatico anche il gesto di acchiappare un musicista dei Buena Vista Social Club e fargli dire a tutti i costi: "Robba de smuju",dimostrando una accoglienza paesana nei confronti dei forestieri,una comunione nella voglia di fare rivoltare tutto e tutti, di "smujare" tutto l'ambiente.
Lui stesso mi ha detto più volte: "Iu,cchiu gente viciu de su lu palcu,cchiu casinu fazzu".
Uccio Bandello ci ha lasciato un pò di anni fa.
Ma la sua voce,il suo timbro vocale,la potenza e allo stesso tempo la dolcezza del suo canto...beh...quelli no,sono rimasti eccome.
Credo,però,che parecchi degli iscritti a Pizzicata.it,almeno i nuovi e quelli che si avvicinano a questo mondo solo perché han sentito per caso un cd di pizzica,non abbiano mai sentito parlare di Bandello.
E vi assicuro che non sapete quello che vi siete persi.
E' stato definito "il Tito Schipa della misica popolare salentina" e sentirlo dal vivo era qualcosa di spaventoso.
Vorrei riuscire a trasmettervi le mie sensazioni quando,da piccolo,ogni anno,durante la notte che precedeva la domenica delle Palme,l'ultima disponibile per cantare "Santu Lazzaru",venivo svegliato da questo canto di usignolo,un qualcosa che faceva diventare passionale anche un canto di questua,un susseguirsi di parole scandite quasi liricamente,in una lingua che italianizzava il dialetto,forse per renderlo più scioglievole e comprensibile,un vortice di emozioni impossibili da soffocare anche col cuscino in faccia.
E non ci crederete mai ma,Uccio Piricallo(così é chiamato Aloisi dai cutrofianesi),faceva solo un innocente controcanto,il basso era Leonardo(Narduccio) Vergaro,e lui era relegato in una situazione di marginalità .
Chi l'avrebbe mai detto che un giorno avrebbe fatto impazzire folle oceaniche...
I più cattivi sostengono che,se la buonanima di Bandello fosse ancora in vita,l'Aloisi non avrebbe avuto tutto questo successo,annichilito dalle doti canore del primo.
E ancora che Piricallo é stato tenuto in disparte per tanto tempo é si é sentito avvilito per così tanti anni che,alla morte del collega,é esploso in tutta la sua vitalità e voglia di esserci a tutti i costi.
Ce da dire che lo stesso Aloisi aveva una sorta di rispetto reverenziale nei confronti del Bandello,vuoi per la differenza d'età ,vuoi per la palese superiorità qualitativa.
Ma c'é chi dice che in alcune occasioni,se non ci fosse stato l'Aloisi,Gli Ucci non si sarebbero neanche esibiti,perché il Bandello e gli altri erano persone "serie",di chiesa,che si seguivano i concerti bandistici delle feste di paese,che si trovavano a disagio nelle situazioni popolari con troppo pubblico,nei centri sociali,di fronte a persone che si scolavano litri di vino,davanti agli "zingari" di Torrepaduli...
Infatti,che io ricordi,non si é mai registrata la presenza del defunto nelle ronde di San Rocco(correggetemi se sbaglio),ma solo nella cappella per fare visita al Santo,mentre Piricallo trovava il suo "humus" proprio lì,tra la confusione e la folla,tra i duellanti e le ragazze rom che ballavano...
Aloisi,ancora oggi, é considerato uno "zingaro",dai suoi coetanei del paese o da quelli delle generazioni di poco successive,perché sul palco spesso lascia andare qualche parolaccia o addirittura qualche bestemmia,perché si faceva precedere da una damigiana di buon vino,prima delle sue esibizioni,perché nella sua vita(ed é stato lui stesso a dirlo ne "I colori della terra") ha fatto tanti mestieri,"ma sempre de fame ave mortu".
Lo si vedeva fino,a qualche anno fa,con la sua mitica Ape arancione,(che da pochi mesi é stata sostituita da una più nuova di colore verde), andare e venire da campagna,quasi sempre a mani vuote o con quualcosa che aveva rimediato da qualche amico.
E ora si é montato anche un pò la testa...
L'ho visto in più di un'occasione litigare con qualche bambino che lo chiamava affettosamente per ingiuria "Piricallo,Piricallo,Piricallo...";e lui che lo inseguiva minacciando "Marducato,se te zziccu,te la 'mparu iu la ducazione".
Ma daltronde anche l'età si comincia a far sentire.
L'ipotetica querelle Aloisi-Bandello,mi fa pensare a un dualismo che rappresenta due modi diversi di vedere la nostra musica popolare:da una parte la voglia di emergere,di protagonismo a tutti i costi,la carica esplosiva del nuovo che avanza e vuole lasciare un segno del suo passaggio;dall'altra la classe,la riservatezza,l'attaccamento alla parte più bella e più pura della nostra storia locale,la voglia di tramandare senza contaminare nulla,di continuare nel solco dei nostri padri.
Musicisti che si vendono per apparire una sera sul palco più rinomato del Salento,tradendo dei percorsi avviati dalle generazioni precedenti da cui loro hanno imparato;artisti che preferiscono stare in disparte,aspettando che questo fiume in piena della Taranta straripi,portando via con se tutto il superfluo,facendo passare la momentanea moda.
Per i primi penso a Sparagna & Co;per i secondi a Claudio Miggiano,agli Aramiré,a Cinzia Villani,a Max Morabito,a tanti altri che al momento non mi vengono alla mente...
Qualità vocale e classe allo stato puro di Bandello o capacità di intrattenimento e qualche dote(innegabile anche per lui) tecnica di Aloisi?
Mi arrovello da un pò sull'argomento e tendo sempre di più verso la prima opzione.
Di solito ricordiamo i nostri grandi vecchi dopo la loro morte;tanti ci lasciano e ci fanno venire la consapevolezza che potevamo imparare di più da loro,che li abbiamo trascurati.
Vedi mesciu Ninu di Nociglia...
Con questo topic volevo anche solo attirare l'attenzione,perché Aloisi qualche altro anno sicuramente lo ruberà al camposanto,ed é ancora "sfruttabile",é ancora lì con la voglia anche di imparare solo a suonare il tamburello ad un giovane,di raccontare,di affabulare.
Sfruttiamolo,non in senso economico naturalmente,e come lui tutti gli altri,cominciando dai nostri nonni che abbimo in casa.
Fatemi sapere cosa ne pensate di questi miei mitici paesani.
A voi la parola...
P.S.= sono attesi con impazienza i pareri di Carlo Trono, Raheli e svincen