Ballo con la falce

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montemaranese
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Ballo con la falce

Messaggio da montemaranese »

Caro Avvocatista..questo topic inizia per te...Due anni fa, ad un raduno folk a Calitri(AV) ero a ballare 'a tarantella 'e Montemarano con i miei cari amici di Paternopoli(Av), e rimasi molto impressionato, da un gruppo di Moliterno(Pz) che ballava il ballo con la falce. ecco, il tuo avatar, non richiama forse questa tradizione folklorica?? per quel che so, il ballo con la falce, di tradizione squisitamente lucana, anche se si balla anche in alcuni paesini irpini, si ballava durante la mietitura, ed aveva l'effetto di canzonare il padrone e invitarlo ad essere sollecito nel pagamento dei mietitori a giornata, sbaglio, caro amico??ecco, partendo dal ballo con la falce, non sarebbe bello discutere sul legame indissolubile tra tradizione musicale popolare e duro lavoro dei campi?Non é qui, altro che nei tarantolati, che la musica aveva un effetto terapeutico autentico perché aiutava a rendere meno duro il lavoro di tutti i giorni?!
LUMAURIZIU
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Messaggio da LUMAURIZIU »

Sarebbe interessante sentire la risposta alla seconda domanda anche da parte di "Maria di Nardò" o di qualche altra/altro "tarantolato" salentino tuttora vivente.
Avvocatista
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Messaggio da Avvocatista »

Secondo De Martino, che osservò il rito a San Giorgio Lucano nel 1959 (insieme al fotografo Franco Pinna), il rito della falce, o "Gioco della falce" aveva un preciso significato:

Per i contadini, mietere il grano rappresentava quasi un sacrilegio, in quanto si recideva il simbolo stesso della vita.

Per scongiurare carestie (o la vendetta di una qualche divinità ) si ricorreva ad un capro espiatorio: un contadino travestito da animale (forse un caprone, con baffi, manto e corna) iniziava a correre (ballare) per i campi.

Iniziava così una vera e propria caccia al caprone, da parte degli altri contadini, il cui scopo era quello di evitare che "la bestia" distruggesse il raccolto.

Per catturarlo, i cacciatori erano costretti a tagliare il grano, in quanto la bestia usa nascondersi tra le spighe.

(Ecco che la mietitura assume un altro significato: non la recisione della vita, ma la lotta contro il "male")

Alla cattura, la bestia era spogliata dei suoi attributi, per destituirla, simbolicamente del suo potere (ucciderla, simbolicamente?).

Solo allora potevano iniziare i festeggiamenti, i pranzi, i balli, le danze, i canti.

Secondo il mio incolto e modestissimo parere, questo fenomeno richiama, almeno in parte, un antico rito, di ancora non chiara origine, che i latini chiamavano Cerealia.

Nelle "Cerealia", le processioni in onore della Dea delle messi Cerere (la Demetra greca) si tenevano nei campi di grano o altre graminacee. Un sacerdote sacrificava su un'ara un animale e compiuto il rito impugnava una falce, come auspicio per la stagione della mietitura.

Per quanto ne so, quindi, questo rito ha poco a che vedere con il tarantismo o con altri "riti" finalizzati ad esprimere/esorcizzare disagio disagio sociale e/o psicologico e/o economico.

Secondo quanto noto, esso parrebbe un rito di natura squisitamente religiosa.
montemaranese
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Messaggio da montemaranese »

Ora che mi sono documentato meglio, ci sono due interpretazioni e correggimi se sbaglio: due versioni della valle del Sinni. A S.Giorgio Lucano é quello che ti ho detto: la burla nei confronti del padrone, spogliato con le punte di falce, e qui si inserisce anche la tradizione irpina della tarantella all'organetto e/o ciaramella(senza tamburello), con " lle fauce", che culminava con la beffa al padrone e le rime già  note " e lu sol'é fatto russo, e 'o patrone é calato lu musso, cala cala cala sole, hammo 'ngappato malo patrone....".Altrove, presenta tracce di un ballo come dici tu antichissimo, di morte e resurrezione. i danzatori ballano la tarantella sul ritmo del rullante(E NON DEL TAMBURELLO, almeno stavolta ;) ), agitano le braccia con in una mana la "faucia" e nell'altra un piccolo bastone, "lu mazzariedde", mimando di tanto in tanto dei combattimenti. a un certo punto un danzatore cade e si finge morto, tenendo il mazzariello a mò di fallo eretto, mentre tutti gli altri gli danzano intorno,finché il morto non resuscita e riprende a ballare con loro. almeno questa é la versione che ho visto ballare dal gruppo di Moliterno
Avvocatista
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Messaggio da Avvocatista »

Credo sia probabile che il "rito", almeno in alcune zone, si sia evoluto in beffa "a lu patron' " (al padrone o al "caporale").

Temo, però, che tale evoluzione sia avvenuta piuttosto di recente.
Infatti, da numerosi documenti e studi (anche di epoca recente, es. post-unitaria o fascista) emerge un sistema sociale (soprattutto nelle campagne e nei piccoli paesi) totalmente ed intimamente controllato dalla classe aristocratico-latifondista e dal clero.

I contadini lucani (gente cioé che coltivava una terra non proprio floridissima) erano tenuti costantemente in condizioni di soggezione morale, finanziaria, culturale, ecc.... .

Pertanto, trovo abbastanza improbabile che la rozza classe dominante lucana abbia consentito ai braccianti di farsi "beffa del potere".

E' vero, in alcune aree d'Italia si sono manifestati fenomeni tollerati dal potere e tesi a ridurre il grado di "turbolenza sociale" mediante, ad esempio, la satira (es. alcune manifestazioni carnascialesce), ma escludo che ciò possa essere avvenuto in un'area piuttosto "turbolenta" come la Lucania, dove spesso aristocratici e clero sono stati oggetto di attenzioni non proprio pacifiche da parte delle classi "inferiori".
montemaranese
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Messaggio da montemaranese »

Dunque tu escludi l'ipotesi della beffa a lu patron'...non posso non piegarmi al tuo parere, in questo senso, indiscutibile. Però ho da ribattere, speculando su quanto tu hai riflettuto: i braccianti lucani, come quelli irpini, oltre a lavorare una terra arida(che buò fà , terra secca re muntagna), lavoravano una terra non loro, essendo nella migliore delle ipotesi mezzadri, o molto spesso, semplici jurnatieri, ossia lavoratori a giornata. Da testimonianza attendibile del mi' nonno, mietitore stagionale in Capitanata, fino agli anni 30 il padrone, issato a cavallo, con un lungo 'ngino(bastone da pastore) non disdegnava di distribuire paternamente nerbate ai mietitori che facevano cenno di tirar un pò su la schiena.Però, terminato il lavoro, ai tempi "dei conti" la situazione mutava, e il padrone deponeva l'abito da dittatore, e si metteva spesso anche a ballare coi mietitori, al suono di uno scongegnato quattro bassi fabbricato a S. angelo dei Lombardi(Av). Quindi in questo contesto io lo inserirei il ballo della falce
Avvocatista
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Messaggio da Avvocatista »

Verissimo, risulta anche a me l'esistenza di questa figura così "paterna", ma quel tipo di "padrone" credo sia piuttosto "moderno".

Infatti, dopo l'unificazione, in tutto il Sud Italia si formò una classe di proprietari terrieri di stampo "imprenditoriale". Gente - anche di "nobili" origini - ma abituata a ragionare in termini "manageriali": più attenta al miglioramento dei fondi, alle "nuove tecnologie", allo sfruttamento razionale dei terreni, ad una gestione più accorta della manovalanza, ecc....

Questa nuova classe imprenditoriale sostituì i vecchi aristocratici, veri e propri baroni di stampo medievale, che consideravano i contadini come servi della gleba, quasi allo stesso livello degli animali. Il tutto, con il beneplacito del clero.

L'unica occupazione di questi imbecilli consisteva nello sperperare denari, vessare i villani e, di tanto in tanto, violentare qualche bella cafona.

A tal proposito, in un piccolo paese lucano, fino a qualche decennio fa, era usanza regalare alle novelle spose un micidiale e prezioso coltello (la Balestra), che le giovani villanelle usavano far pendere dalla cintura a mo' di monito.

Da una cronaca del '600:

"[i:82170c5ed2]Li maritato sono zelanti dell'honore ...., e non timerono anticamente quei cittadini di tagliare il capo a lor Padrone Caracciolo e ponergliela alla finestra a causa d'havergli voluto toccare nell'honore delle donne[/i:82170c5ed2]"

Cmq, adesso mi é venuto appetito di sapere, approfondirò questa storia.

Grazie M
Damiano
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Messaggio da Damiano »

Tutto questo m'ha fatto venire in mente due strofe di un canto alla stisa che si cantava in valle d'Itria, dalle mie parti. La prima strofa é in dialetto di Locorotondo e si cantava a cori alterni (mi diceva la mia informatrice: "si faceva come un teatro!"), la seconda me l'ha riferita un mio amico ed é in dialetto di Martina:

"E lu sule munte munte,
scinne patrune c'amma 'ffà  lì cunte!"
"Ci cunte n'amma 'ffà ?"
"Sò fatiéte e 'na pajà !".

"E u sole paréte paréte,
'u patrone nà  m'à  pajéte,
u sole réte a casiédde,
isse patrone p'a furchetiédde".

Mi mangio le mani perché la mia casa editrice non si decide a fare uscire il mio libro dove ho raccolto tutto questo materiale.....Comunque colgo l'occasione per invitarvi a fare un giro su Pugliafedefolklore.it, l'ho aggiornato un po'.

Un caro saluto da Martina.
montemaranese
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Messaggio da montemaranese »

Richiama un pò il :
"cala cala cala sole
hammo 'ngappato male patrone
e n'é dato poco pane
caca cala ca sento fame" della montemaranese, con continuazione altirpina:
"E lu sole m'ha fatte zinne,
m'ha ditte vattinne, ca sò calato"
montar
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Messaggio da montar »

[quote:3347578b4c="Avvocatista"]

Secondo il mio incolto e modestissimo parere, questo fenomeno richiama, almeno in parte, un antico rito, di ancora non chiara origine, che i latini chiamavano Cerealia.

Nelle "Cerealia", le processioni in onore della Dea delle messi Cerere (la Demetra greca) si tenevano nei campi di grano o altre graminacee. Un sacerdote sacrificava su un'ara un animale e compiuto il rito impugnava una falce, come auspicio per la stagione della mietitura.

[/quote:3347578b4c]

Anche se quoto il simpatico avvocato :-)
Il post lo dedico all'amico di forum Zorro a cui vanno i miei più sinceri saluti.

Avvocati' durante il periodo dei cerealia
chi mieteva i cereali e chi ufficiava i riti religiosi?

A mietere il grano erano delle macchine agricole oggi chiamate schiavi,
dico oggi perche' schiavo deriva dal latino medievale e non quello arcaico. Sclavio (Schiavo) deriva da slavo ,nessuno riferimento a Mamma
Schiavona ;-). Questo perché intorno all'anno 1000 furono catturati una quantità  enorme di gente proveniente dall'est che venivano impiegati come servi. Infatti, dal veneziano sclao -> tzao -> Ciao (Servo tuo). Infatti, prova ad indovinare come si chiama il porto di venezia dove attraKKavano i commercianti provenienti dall'est?

Dico macchine agricole perche' i servus erano degli oggetti.
Lascio a te dire in quale unico rito i servus erano presi in considerazione
(cioé quando il mondo diventava alla rovescia) e chi officiava le altre cerimonie religiose.

Sul tamburello
Se prendo un ragazino di 8 o 10 anni di Montemarano che suona il tamburello e lo metto in un contesto dei ballo con "strumenti" agricoli, sono sicuro che lo terrà  sotto il braccio senza mai far uscire un suono,
perche' si renderebbe istintivamente conto che andrebbe a coprire altri stumenti rudimentali , quali falci et. etc. sulle stesse bande di frequenze (non parlo di note in quanto la falce come il tamburello emettono suoni indistinti...). Al massimo si metterebbe a suonare un cupa cupa.
D'altronde come dici tu, anche l'inserimento dell'organetto é recente, credo 1850 o giu di lì. Così come bisognerebbe distinguere le
"montemaranesi quadrigliate"

In conclusione studiare la tradizione musicale di un luogo e ben diverso da suonare uno strumento, é un'altra materia.
Occuparsi del tradizionale superficialmente
sarebbe come voler tenere in piedi una pianta senza radici: il primo vento la spazza via.
Senza il dovuto approfondimento qualcuno potrebbe scambiare il tuka tuka come riproposta della pizzica scherma :-) e accusare la Carra' di plagio :-)

Insomma, montemaranese, cortesemente potresti cambiare nome, in quanto chi si scaglia contro di te indirettamente potrebbe scagliarsi contro il popolo musicale di Montemarano.

Ti ringrazio se accogli il mio affettuoso invito.

Zorro, hai visto, per salutarti quanto mi hai fatto scrivere :-) :-) :-)
naike
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Messaggio da naike »

[quote:82c4e02427="montar"]


Questo perché intorno all'anno 1000 furono catturati una quantità  enorme di gente proveniente dall'est che venivano impiegati come servi. Infatti, dal veneziano sclao -> tzao -> Ciao (Servo tuo). Infatti, prova ad indovinare come si chiama il porto di venezia dove attraKKavano i commercianti provenienti dall'est?

[/quote:82c4e02427]

Ed é per questo anche che nel veneto di qualche decennio fa, ma anche ora nella zona del bellunese sopratutto, si usa salutare con Sani, che deriva dal latino, Salus, Salute a te.
:wink:
zorro
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Messaggio da zorro »

Ciao Montar,
grazie per i saluti e contraccambio con un affettuoso abbraccio. Ti rinnovo anche i complimenti per le tue scritture. Sei stato per caso alle ultime feste dalle tue parti: Canale di serino 21-22-23 luglio e montefalcione 21-22-23 agosto. io ho suonato in tutte e due le manifestazioni e me la sono spassata anche con le formazioni montemaranesi. Dovevo andare a suonare anche a Montemarano alla festa del borgo, ma non ce l'ho fatta, ho suonato 18,20,21,22,23,24. adesso sto in recupero, ma mi é dispiaciuto saltare montemarano. mandami la tua mail o il cellulere, se torno dalle tue parti ci sentiamo. magari stavi anche in giro per quelle feste. Se venivi a Montefalcione, potevi rimanere sbalordito dai calabresi, hanno suonato da mettere paura, che mostri! Comunque se ti va di ascoltare un pò di buona musica, qua da me sto organizzando un festival popolare di tre giorni 15-16 e 17 settembre: venerdi ci saranno i zampognari di Cardeto, sabato i Lingatere dalla Puglia e domenica Zi Giannino e amici vari il tutto con interventi di una formazione di Montemarano, non appena finito il programma cercherò di pubblicarlo su pizzica. Un abbraccio
zorro
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Iscritto il: 5 settembre 2004, 15:39

Messaggio da zorro »

ta!
montar
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Messaggio da montar »

[quote:824927b376="zorro"]ta![/quote:824927b376]

Egregio Zorro,
visto che gente incompetente ed approssimativa continua a parlare della nostra tarantella, ne approfitto per rigranziarti dell invito. Lo faccio pubblicamente perchà©, ovviamente, non é una risposta esclusiva.


Purtroppo gli impegni mi tengono lontano da questi eventi interessanti, anche se amici e parenti partecipano tutti gli anni e puntualmente mi arrivano notizie, pareri, filmati e quanto altro. Gli unici a cui posso partecipare sono quelli del periodo vacanziero. Partecipo solo alla festa del bosco, tra un mogliariello, un soffritto e un bicchier di vino, e quanno Jachillo si race ‘nna mossa rao puro quatto zumpi" che ho imparato dai miei avi, e sinceramente non ho mai chiesto se uno starnuto fosse provocato da Dioniso o Demetra.
Quindi, non potrò partecipare nemmeno alla tua splendida iniziativa, che spero abbia tanto successo, molto di più della NDT: un grosso in bocca al lupo.
Purtroppo, si parla tanto di origini remote e non si fa nemmeno un commento alla enorme quantità  di materiale che hai messo a disposizione. Penso che tu e quelli che hanno trascritto tutti i fraseggi abbiate abbracciato il genio popolare alla fine degli anni ottanta quando il tamburello seguiva, imitava, anticipava, suggeriva, plasmava e riplasmava il fraseggio melodico. Il fraseggio melodico sembra essere catturato proprio in quegli anni. A mio parere, si evince dalle pause tra alcuni fraseggi, dalla dolcezza dei trilli, così come dalle legature di valore oggi trasformate in variegate legature di portamento (non mi spingo oltre volutomanente;-) ! ). Infatti l esecuzione sembra studiata attraverso un clarino di legno, in quanto anche la dinamica si mantiene forte e raramente va sul fortissimo adatta quindi, principalmente per ambienti chiusi; non come invece accade per il metallico in cui la dinamica si spinge costantemente verso il fortissimo e rare volte scende sul forte spingendo così il tamburello a più frequenti esasperazioni ritmiche ! he he he continuerei per ore.

Per non smentirmi però un piccolo richiamino bisogna farlo a chi paragona ciaramella e clarino, dicendo che uno ha una estensione di una ottava e l altro di tre. Zorro, spiega agli amici che le note vanno a spiaccicarsi sulla parte alta del pentagramma, così come i moscerini vanno verso l alto per cercare il calore delle lampade nel loro continuo andirivieni. Significa dire che il "porta voce" (Chiave posta sulla parte inferiore del clarino) si tiene sempre premuto di conseguenza le tre ottave (24 note) si riducono a 12 di cui quelle più gravi mai utilizzate. A questo punto paragoniamo l estensione reale dei due strumenti? Agli esperti del forum l ardua sentenza.

Poi devo dirti la verità  non mi posso mica far passare la mosca sotto il naso, pardon i moscerini.
Il legame tra i Campi Ardenti (Flegrei) e la nostra zona (dico nostra perchà© ti considero cittadino onoraio J ) esiste e come. E come se esiste. Addirittura ne parla espressamente Publio Virgilio Marone nella sua Opera.

Però permettimi quanto segue di dedicarlo all Avvocatista.

ENEIDE VII
Est locus Italie in medio sub montibus altis,
nobili set fama multis memoratus in oris,
Anxancti valles. Densis hunc frondibus atrum
Urget utrumque latus memoris medioque fragosus
Dat sonitum saxis et torto vortice torrens.
Hic specus horrendum et saevi spiracula Ditis
Monstrantur ruptoque ingens Acheronte vorago
Pestiferas aperit fauces: quis condita Erynnis,
Invisum numen, coelum terramque levabat.

É dell Italia in mezzo
E de suoi monti una famosa valle,
che d Amsanto (Valle dell Ansanto) si dice. Ha quinci e quindi
oscure selve, e tra le selve un fiume (Avvocati é l Ofanto)
che per gran sassi rumoreggia e cade,
e si rode le ripe e le scoscende,
che fa spelonca orribile e virago,
onde spira l?acheronte, e Dite Esala. (Ci vogliono le bombole da sub)
In questa buca l odioso nume ( Avvocatì, é la dea Mefite)
De la crudele e spaventosa Erinne
Gittossi, e dismorbò l auria di sopra.

(traduzione di Annibal Caro)

Virgilio fu considerato una sorta di mago, Lui stabilì quali cure associare alle diverse sorgenti delle acque bollenti dei campi ardenti con delle iscrizioni che poi la leggenda vuole che i"medici" cancellarono.
Ebbene, Avvocatì quale Libero filosofo investigante della natura 1600 anni dopo scrisse l epigrafe sulla tomba di Virgilio? La stessa persona che usò il termometro per lo studio delle cure termali dell area flegrea, la stessa che studiò il morbo dei laghi flegrei dovuto alla lavorazione della canapa, a quale fiume comparò tale attività ?
Infine nel gran tour virgiliano che andava di moda nell ottocento qual era l ultima meta?
È proprio da questo tour che si hanno i ritratti dei costumi delle pacchianelle della nostra zona.
Infine come mai Ferdinando IV aveva la passione per il popolare? Chi fu il suo Tutore e poi consigliere?
Quindi mio caro Avvocatista, (e caro Kamammury) legami ce ne sono, tutto sta alla nostra interpretazione. Quindi, sia ben chiaro, non si tratta di un discorso su chi ha ragione e chi ha torto ma un discorso di punti di vista diversi.

Ha dimenticaho l'acquedotto augusteo che portava l'acqua da Serino alla
Piscina Mirabile (immenso serbatoio di Capo Miseno) che dissetava la flotta dell'Urbe.
Bastano i collegamenti?

Ah, poi, c é pure chi chiede: perchà© ci sono poche maschere? Magari l ho avrà  sentito da qualcuno su qualche pulpito. Che dire, beh, come chiedere a Raheli perchà© nel 1970 c erano trecento tarantate oggi solo tre. Tutto inutile, se per le vie del borgo nel ribollir dei tini non va più l aspro sapor dei vini l anime a rallegrar!non a caso cito Carducci, in quanto disprezzava l arte popolare.




Infine, se il falso montemaranese avesse finito di scrivere il De Bellum Tarantula potrebbe leggere il bel libro dell amica Franca Molinaro:
Frammenti Canori Della Civiltà  Irpina
Delta 3 editore.

Per un po di tempo sarebbe mansueto.







Amministratore metti quanto segue nella discussione giusta (grazie).

Luca, pensi che LuEnzu passerà  di nuovo da queste parti? Spero di si! Così potrà  leggere queste poche righe. Per dire che una tarantella é madre delle altre bisognerebbe confrontarla in tutti i suoi aspetti.
Tutti gli esperti concordano che il ballo collettivo sulla nostra tarantella, caro Zorro, riconduce a:

1) Riti propiziatori per l agricoltura
2) Riti di espulsione del male, catartici e gioiosi
3) Riti preparatori per le guerre

A questo punto chiedo a LuEnzo: possiamo ancora dire che la tarantella per la cura del tarantismo é la tarantella madre, o la pizzica scherma, o la pizzica pizzica? Secondo me rispondere a questa domanda significa specificare chi é nato prima l uovo o la gallina. Non ti sembra?
Altro discorso potrebbe essere quale si sarebbe conservata meglio! Ma pure su questo argomento ci sarebbe tanto da discutere!

Ancora un in bocca al lupo.
Se qualcuno volesse replicare ...

P.S. Nike grazie per l integrazione. Sane
montar
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Località: torino (origine: irpinia)

Messaggio da montar »

[quote:ac75a08409="zorro"]ta![/quote:ac75a08409]

Gli interessati alle tammurriate in Campania dovrebbero iscriversi alla mailinglist
di casertafolk.
federico.capone
Messaggi: 160
Iscritto il: 25 ottobre 2003, 13:30
Località: Cavallino (le)
Contatta:

Messaggio da federico.capone »

Mi riprometto, appena trovo il cd, riportare qualche brano di autori italiani e stranieri che ho inserito nel mio "in Salento", dove si parla, appunto della stretta connessione fra lavoro dei campi e musica, sperando possa farvi piacere.
fc
CarloTrono
Amministratore
Messaggi: 977
Iscritto il: 11 maggio 2003, 11:06
Località: Copertino (Lecce)
Contatta:

Messaggio da CarloTrono »

[quote:11a2652bbf="montar"]
Amministratore metti quanto segue nella discussione giusta (grazie).
[/quote:11a2652bbf]

vuoi anche un cappuccino ed un cornetto? o preferisci un pasticciotto con un po' di latte macchiato e un sussurro di cacao in polvere?
Sposto le discussioni quando questo mio lavoro porta ad un miglioramento della fruibilità  del forum, non per rispondere alla pigrizia di chi non c'ha voglia (o tempo) di trovare la discussione giusta. Oh !
Con simpatia, Carlo.
federico.capone
Messaggi: 160
Iscritto il: 25 ottobre 2003, 13:30
Località: Cavallino (le)
Contatta:

Messaggio da federico.capone »

ci sono riuscito... ho inserito "in Salento" (in formato .pdf) su

http://groups.msn.com/federicocapone

chi interessato può andare a prenderselo, sta in "documenti", "volumi editi" (se considerato spam, cancellare pure)

fc
Kamammury
Messaggi: 32
Iscritto il: 22 febbraio 2006, 19:26
Località: Penisola Salentina

Messaggio da Kamammury »

[quote:91bb765c2b]"Quindi mio caro Avvocatista, (e caro Kamammury) legami ce ne sono, tutto sta alla nostra interpretazione. Quindi, sia ben chiaro, non si tratta di un discorso su chi ha ragione e chi ha torto ma un discorso di punti di vista diversi".[/quote:91bb765c2b]


Saluto con sincero affetto e stima la simpatica enclave longobardo-sannita-irpina-ciociara di amici, i cui contributi continuo a leggere con interesse e umiltà , oltre che con personale difficoltà  (non solo per la cataratta incipiente), certamente intendendo poco.

Ringrazio e taccio intimidito di fronte a tanta superiore sapienza.

Mi ritiro idealmente al di qua del paretone greco con i miei poco felici tamburelli, a meditare sulle danze ed danzare meditando

Un abbraccio a doppia spirale a tutti.
montemaranese
Messaggi: 138
Iscritto il: 14 aprile 2006, 9:48
Località: irpinia

Messaggio da montemaranese »

caro paisano, montar...me rici a me fauzo???e tu che si..tu si re Montella(Av) e no re montemarano, e sai che c'é da nuovo, m'hai rutto lle palle!!! Statti buono!!! Allové...Ma quante facce tieni tu????Na ota fai lu buono crestiano e pò quanno te piace a te te vuoti comma na scera re grandine!!!
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