Pagina 1 di 1
490
Inviato: 23 ottobre 2003, 15:38
da Valerio
Vorrei proporre un nuovo argomento su cui discutere.
Ho notato che in molte discussioni si affronta il tema della contaminazione, o comunque la si tira in mezzo piu o meno esplicitamente...
Quello che mi chiedo io e': tutti hanno bene in testa cosa si intenda (o si dovrebbe intendere), "esattamente", quando si usa la parola "contaminare"?
Potrebbe sembrare semplice, in apparenza, intuire il significato della parola... ma dov'e' che inizia e dov'e' che finisce la "contaminazione"? Esistono dei limiti o no???
E ancora: ma e' possibile o no fare musica non contaminata??
A voi la parola, se vi va...Questo messaggio é stato modificato da: Valerio, 23 Ott 2003 - 13:07 [addsig]
551
Inviato: 11 novembre 2003, 15:22
da LUMAURIZIU
Dici bene, Ziarturu !Il fatto é che a volte ti cadono proprio le braccia e ti passa anche la voglia di intervenire: c'é così tanta ignoranza, superficialità e presunzione in giro !Bellissime le tue domande. Mi riservo di rifletterci un po' su, prima di dare il mio contributo.Un abbraccio !Maurizio[addsig]
559
Inviato: 13 novembre 2003, 13:31
da cicerenè
Quando sento certe cose mi viene il dubbio che l'atteggiamento del guardare dall'alto in basso la musica "non colta" sia ben lontano dall'essere abbandonato.Io non credo che Petrachi sia LA musica salentina, come non credo che solo e soltanto la pizzica sia LA musica salentina; io non credo che la pizzica sia una danza selvaggia, ma capisco che agli occhi di una viaggiatrice dell'ottocento possa essere sembrato così.Entrambi i discorsi hanno una cosa in comune: il fatto che la storia cambia, si evolve e i gradini della sua evoluzione non si possono azzerare quando ci fa comodo.Dopo la Janet Ross, ne é passata di acqua sotto i ponti, e tante cose sono cambiate o passate in disuso... in quello stesso viaggio lei inorridiva di fronte ai fedeli che beveveno LA MANNA di S.Nicola, il liquido nel quale galleggiavano le ossa del santo... Una usanza poi vietata, perché assolutamente antigienica: non ci scandalizza che quest'usanza sia andata persa, vero? testimonianza che le cose cambiano, alcune vengono cancellate, altre riprese, altre ancora vengono viste e non capite... perché Janet Ross doveva dire per forza quello che a noi OGGI sarebbe piaciuto sentire... ?Non é questa la sede per approfondire il discorso sui viaggiatori dell'Ottocento e sulla MODA (perché era una moda anche quella dei Grand Tour che portavano gente benestante in giro per l'Europa e non solo). Ma non vorrete farmi credere che se Janet Ross dice che la pizzica é un ballo selvaggio, tutti si lasciano convincere? Potrebbe lasciarsi convincere solo chi ha letto solo quella pagina di Janet Ross, e null'altro PRIMA e DOPO di lei. La sua é una cronaca di viaggio, una testimonianza, non ha alcun valore scientifico, non é una ricerca, e non lo é stato neanche nelle intenzioni dell'autrice che scrive semplicemente il suo DIARIO di viaggio. E' una testimonianza e leggiamola per quella che é. .... Secondo punto:I vari Petrachi sono UNA evoluzione della musica tradizionale, loro hanno a volte rielaborato, riproposto ed hanno in molti casi "reinventato", ma partivano comunque dal pescare nel già sentito... chiaro che non é LA TRADIZIONE...e sapete perché non é tradizione? perché é un'evoluzione che spettacolarizza: il fine e l'occasione del canto o della musica non sono più tradizionali ma vengono fortemente connotate da una esigenza di SPETTACOLO. Tutto il mondo é spettacolo diceva qualcuno...(Guy Debord) I gruppi folkloristici hanno questa esigenza prima di tutto, raramente la RICERCA pura é nelle loro intenzioni, a meno che non abbia un fine spettacolarizzabile (alcuni gruppi folkloristici propongono tarantate che si dimenano). In molti casi purtroppo il repertorio folkloristico ha sepolto la tradizione da cui lontanamente si ispirava, venendo erroneamente confuso con essa, ma questo purtroppo accade...e accade in tanti altri modi meno plateali purtroppo... Quando si parla del folklore cittadino alla Petrachi per intenderci, vivo ancora oggi, pensate ai vecchietti ad es. che suonano con le basi midi... lo si accantona con disprezzo e in molti casi vergogna, la stessa vergogna con cui i nostri padri guardavano i nonni suonare la rigonetta. Come fai a dire questo é tradizionele e questo non lo é, questo é tradizione e questo é folklore, se censuri mentre guardi e ascolti?ATTENZIONE....ribadisco: questo non significa che Uccio e Petrachi (che poi poretto...é diventato un simbolo, il portabandiera) siano espressione della stessa cosa...come non sono la stessa cosa Petrachi e i vari guppi di riproposta più o meno seria.Quella del folklore cittadino é contaminazione, come di contaminazioni ce ne sono tante, ma viene dal basso, non dalla musica colta... non ha arrangiamenti ritenuti "fini", ok può non piacere, ma NON PER QUESTO NON ESISTE. Mi dispiacerebbe se a decidere i canoni entro i quali limitare la riproposta e la contaminazione debba essere uno sguardo "colto" e "censore", anziché uno sguardo "curioso" e "disincantato". O ancora peggio mi dispiacerebbe ancora di più se a deciderlo sia la moda o la scìa esotica del momento. .....Altro ampio discorso. Se il fenomeno pizzica sta dilagando a macchia d'olio, questo non significa che la musica salentina sia solo a pizzica. La musica salentina non é Petrachi, ma non é neanche solo pizzica... A proposito tutto l'altro repertorio dov'é? o meglio c'é, ma A CHI INTERESSA? quando si parla di pizzica tutti si contorcono in follie orgiastiche (e poi ci si scandalizza della Janet Ross) non esiste nient'altro che sta follia pseudo-new-age che tutto ammanta... i valzer, gli scottini, i repertori a ballo e quelli vocali sembrano svanire: vengono ignorati e sepolti sempre più a fondo.... In fondo che bello sentire SOLO la milionesima versione dellu rusciu de lu mare o di damme nu ricciu o di Aremu...!!! magari "ispirata" dai dischi del Canzoniere degli anni 70 (SE SIAMO FORTUNATI!!).......Non pensiate che i gruppi di riproposta siano esenti dalla SPETTACOLARIZZAZIONE e dalla MODA del momento, vedi costumi simili, inscenamenti di tarantate, pizziche eseguite alla velocità della luce per raggiungere i ritmi del pubblico, testi di canti non a pizzica fatti a pizzica, trance coreutiche simulate... tutto rispettabile per carità , tutto si può fare nell'ambito della musica POPOLARE o della musica in STILE POPOLARE, basta solo avere l'onestà di chiamare le cose con il loro nome:non dire che é tradizionale quello che non lo é;non dire che é farina del proprio sacco quello che é invece saccheggiamento del repertorio tradizionale;e lì dove ci mettiamo sui palchi a suonare,ricordiamo le fonti ogni tanto, dove ci sono e dove le conosciamo ovviamente......Ricordiamoci inoltre che se non é difficile all'interno del repertorio folkloristico riconoscere la lontana tradizione... non é altrettanto facile per i profani (e anche per molti "esperti") di fronte ad un gruppo di riproposta (che come tale ripropone il POPOLARE anche nello stile) riconoscere cosa é tradizione di un luogo, cosa non lo é e cosa é originale di quel gruppo... in questo sta l'onestà e un certo senso di responsabilità ....Un'ultima cosa:....Dobbiamo fare attenzione a non essere presuntuosi, a non dare giudizi affrettati: il materiale su cui lavorare non é più tanto, ma c'é e noi non possiamo permetterci di disperderlo... e per chi fa altro dalla tradizione o dal popolare, si può non condividere, ma é sempre un materiale di confronto. io la vedo così.scusate se mi sono dilungata e spero di essere riuscita a spiegarmi beneSaraQuesto messaggio é stato modificato da: cicerené, 13 Nov 2003 - 15:49 [addsig]
1248
Inviato: 29 aprile 2004, 15:10
da il.dellaSituazione
esperienza personale.
mio compagno di gruppo (ex, per fortuna): "raga', ma qua non dobbiamo fissarci troppo, ché, se una sera ci va, durante un'esibizione, di fare, che so, bossa nova o salsa, non possiamo certo crearci problemi. tanto cosa cambia! SEMPRE MUSICA E' ".
sempre musica é [addsig]
1258
Inviato: 30 aprile 2004, 18:05
da federico.capone
Ok, ho capito, non studiamo più l'antropologia (culturale, musicale) perchà© all'inizio é partita come lo studio della cultura dei popoli "primitivi" e "selvaggi", buttiamo De Martino perchà©, intriso di pregiudizi eurocolti, guardava i nostri contadini dall'alto in basso, e così via...
Mi sa che i corsi al conservatorio e le letture (o meglio il non studio) delle varie grammatiche dell'etnomusicologia vi facciano più male che bene...
Ho cercato di riproporre una chiave di lettura "diversa" della musica folklorica del Salento. Che male c'é? Mi dovete romere per 'sto motivo? Ho il vizio di fare scelte sbagliate, che ci posso fare? mica son come voi che fate le scelte "giuste" o perlomeno considerate tali perchà© seguite da centinaia di ragazzi...
Pensate, ogni tanto, al posto di criticare anche a costruire qualcosa di diverso, a prendere posizioni che possono sembrare poco "ortodosse", così si cresce.
Andate a farvi un giro sul sito del Muspe (quello della Magrini, Musica e Antropologia), leggete Merriam e non solo Giannattasio (ma anche Fabietti andrebbe bene) e ascoltate la musica (o le musiche) tutta.
A proposito, nelle registrazioni di Lomax e Carpitella vi é un brano, "u pulece" assomiglia molto a stornellacci leccesi di Petrachi (che ci sia un filo di continuità ? no, eh!). Non solo, quel brano era stato cantato precedentemente da Tito Schipa (che attingeva a piene mani dalla tradizione popolare)... ma, dopotutto, chi se lo fila un tenore "colto"?
Grazie!
CiaoQuesto messaggio é stato modificato da: federico.capone, 30 Apr 2004 - 12:22 [addsig]
1267
Inviato: 3 maggio 2004, 13:50
da ramonn
Per prima cosa non vedo perché accanirsi contro il corso tenuto al conservatorio visto che nessuno di quelli che hanno scritto in questo topic studia al conservatorio, né tanto meno mi sembra che abitualemente quelli che frequentano il corso del conservatorio scrivano su questo sito.Per quanto riguarda la tua chiave di lettura io non la condivido, e penso di essere liberissimo di non farlo.Sicuramente c'é qualche legame tra Petrachi,Ginone,ecc e la musica tradizionale, ma da quanto mi é sembrato di capire il legame é nei testi e forse in qualche melodia, per il resto il filone a cui si legano con la loro musica non é quello tradizionale. Ma é quello di una tradizione proveniente da altri posti, se non ricordo male, dalle cose che ho ascoltato, nel loro repertorio e molto presente il "liscio".Comunque ben venga la tua proposta di una chiave di lettura diversa della musica folklorica nel salento, il confronto é sempre bhene che ci sia, però mi sembra strano che non ci sia nessuno che sia attratto o che condivida la tua chiave i lettura.Secondo il mio parere o sei all'avanguardia e quindi é presto per proporre questa chiave di lettura (che verrà valutata in futuro) oppure la tua chiave di lettura ha qualcosa che non va per cui non viene accettata e condivisa da nessun altro, quanto meno su questo sito!ciao[addsig]