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taranta nait

Inviato: 8 maggio 2006, 23:09
da lapo
si é concluso venerdì scorso il ciclo di concerti dedicati alla musica e alla tradizione popolare del sud italia all'auditorium flog di firenze (taranta nait, appunto). da quest'inverno si sono esibiti: Canzoniere Grecanico Salentino, Uccio Aloisi Gruppu, Antidotum Tarantulae, Acqua Trula, Kumenei, Original Salento Tarantae, Magnapasta, Kalamau e poi scordo qualcuno perché un paio di appuntamenti me li sono persi.

qualche commento a questo esperimento di esportazione pizzicaiola in terra toscana:

1) molta poca cultura e parecchia pogo-pizzica.
all'inizio si credeva addirittura possibile un coinvolgimento di Pino Gala e dell'associazione culturale Taranta, che avrebbe dovuto curare delle introduzioni-approfondimento di tipo culturale. poi la cosa é sfumata non so bene perché. é un peccato. un'occasione sprecata.

2) qualità  dei gruppi piuttosto eterogenea. In particolare l'ultimo concerto degli OST. sembra che nel complesso si sia tirato al risparmio. ma i concerti erano tutti rigorosamente a pagamento

3) la cultura salentina, oltre a quella musicale, era rappresentata da: primitivo 2 euro a bicchiere (ma davvero non si pteva bere) e taralli (quelli del supermercato)

4) ballare era veramente difficile, solo qualche eroe riusciva, in disparte a abbozzare un po' di pizzica pizzica.

5) alla fine dei concerti partiva immediatamente il dj. impossibile qualsiasi tipo di proseguimento spontaneo.

il bilancio potrebbe sembrare totalmente negativo.
di positivo rimane che abbiamo avuto l'occasione di sentire alcuni bravi musicisti. che i fiorentini e le fiorentine si sono divertiti un giovedì al mese. e che alcune migliaia di giovani sono stati esposti a melodie tradizionali salentine (se pur troppo spesso tendenti alla canzoncina digitalizzata), questo non é un bene in se, ma magari qualcuno avrà  voglia di approfondire un po' il discorso.

ed é chiaro che questa é una personalissima opinione e mi fa piacere confrontarmi con chi c'era o con chi vuole dire la sua sulle potenzialità  di questa esportazione della musica "tradizionale" salentina.
senza scadere nella polemica più sterile

ho finito

Inviato: 10 maggio 2006, 18:05
da betsabea
Caro lapo... un concerto é pur sempre un concerto... certo non si può pretendere che i fiorentini tutti sapessero perfettamente ballare la pizzica e si disponessero in ronde ordinate... : )

Il contesto é quello che é.. e secondo me non ci si può fare molto...

Io mi batterei piuttosto perché ciò non avvenga quando sono i fiorentini (tanto per dire) a venirvi a trovare d'estate nei vostri bei paesi salentini.. ecco io lì farei in modo di mantenere un certo "servizio d'ordine" spontaneo che faccia da deterrente alla pogata selvaggia.. del resto stanno invadendo le vostre piazze!! forse lì si é più leggittimati a chiedere-pretendere un po' più di rispetto per le vostre feste da parte dei "sempre graditi" ospiti...

Ovviamente non dico che bisogna ricorrere alle maniere forti (anche se vi dirò che a pasqua in calabria per aver attraversato un corteo mi sono beccata dai penitenti una scudisciata con frustino di metallo che mi ha sfregiato il braccio...).. ma magari che ne so... insieme ai volantini che ti dicono che quella sera lì si mangiano le lumache, stampare anche degli opuscoletti informativi sulla storia ed i motivi della festa, sulle modalità  del ballo, che mettano in evidenza l'importanza di dare spazio agli autoctoni (musicisti o ballerini che siano) proprio per poter gustare meglio la festa.. é chiedere troppo alle amministrazioni comunali fare in modo che non si perda il senso della festa!!???


...

Inviato: 10 maggio 2006, 19:24
da piran
Da una parte l'occasione per tanti di noi di conoscere un po meglio la musica tradizionale del Salento, ma anche come scrive lapo l'oportunità  persa di andare oltre e capire la musica tradizionale come quello che é: una manifestazione in piຠdella cultura popolare, difficile di capire se scollegata dall'insieme.

Tuttavia una iniziativa da correggere e da ripetere, no?

Inviato: 11 maggio 2006, 15:24
da lapo
si da ripetere ma da correggere, sicuramente.

la moda della pizzica ci da l'occasione per un recupero di qualcosa andato perso da tempo, soprattutto qua in Toscana: il ballo come momento di espressione di una collettivita', come mezzo di comunicazione fra le persone, come momento di svago e condivisione. tutte cose di cui le nostre popolazioni abrutite hanno molto bisogno.

ma esportare la pizzica come pogo-pizzica ha solamente l'effetto di trasformare un'espressione umana fondamentale in qualcosa di molto simile a quello che abbiamo gia'. esitono centinaia di situazioni in cui si puo'pogare e fare ognuno quello che ci pare, un po'ubriachi e fumati.

questa questione mi sembra quella fondamentale:
e'la musica e il ballo tradizionale che sono potenzialmente uno strumento di miglioramento dell'esistenza dell'uomo industrialis-economicus. non e' la tradizione musicale italiana che deve essere trasformata a somiglianza dei suoi potenziali "consumatori".

se si fa l errore di esportare in formule di facile consumo la tradizione musicale e di ballo salentina, se ne distruggono i caratteri piu' profondi e belli.
se invece si riesce a esportarla in modo genuino (per quanto possibile) si regala a persone che l'avevano persa (diciamo 1-2 generazioni fa) una cultura di valore inestimabile.

in questo senso credo che sia interessante anche guardare alle esperienze della penisola iberica e dell'irlanda. che hanno intrapreso la strada del recupero "di massa" prima di noi.

Inviato: 11 maggio 2006, 17:36
da Valerio
Sottoscrivo quanto detto fin'ora da Paolo.

Non so quali fossero le intenzioni degli organizzatori quindi esprimere un giudizio in termini di negatività  o positività  del loro operato mi resta difficile.
E' vero che forse si poteva fare meglio.
Dico "forse" perche' il contesto, in se', non é sicuramente dei più favorevoli: l'auditorium Flog é un luogo molto piu' adatto al pogo che alla cultura a parer mio.
Vero é che Uccio é riuscito a domare e direi a farsi amare dal pubblico fiorentino a suon di stornelli, senza piegarsi troppo per assecondare le esigenze pogherecce del pubblico, dimostrando che non di solo terzinato vivono i pizzicati fiorentini.
Ed anche gli Antidotum sono riusciti a limitare il terzinato salentino entro limiti secondo me accettabili.
Forse con un po' piu' di coraggio sarebbe stato possibile abbassare di molto il coefficente pizzicofilo-ossessivo-poghereccio medio di queste serate.
Quello che mi chiedo é se la volontà  di fare meglio ci sia.
Oppure se quello che é stato sia esattamente quello che si cercava.

Con questo amletico dubbio mi preparo alla trasferta pisana...

Inviato: 13 maggio 2006, 8:11
da raheli
Non ho assistito ai concerti sin qui descritti e menzionati ma credo di poter dire questo:
il gruppo ed il pubblico, purtroppo o per fortuna, si influenzano a vicenda, non solo nel singolo concerto, ma durante tutta la storia del gruppo stesso.
Esisteranno sempre i gruppi che tendono di più alla pogo pizzica, come dite voi, sia per scelte intrinseche al gruppo stesso, sia perchà© facilmente influenzabili da un certo tipo di pubblico.

Perchà© poi il "pubblico" non é una cosa unica, quindi sta anche al gruppo lasciarsi influenzare da questi invece che da quelli e dare a questi invece che a quelli delle emozioni positive.
In questo modo il gruppo, il suo repertorio ed il suo pubblico camminano insieme.
Detto questo, ogni gruppo fa le scelte che vuole, notte della taranta permettendo.

Come utenti che si può fare?
Selezionare gli appuntamenti prediligendo quelli maggiormente in sintonia con noi stessi.
Come organizzatori di concerti che si può fare?
La stessa cosa.

Quello che mi sento di dire infine é questo.

Si fa presto a parlare di pizzica, di taranta, di musica salentina, di musica popolare!
All'interno di queste "etichette" di comodo ci sono cose molto, molto diverse fra loro.

Ciao a tutti.
Parto per la Bulgaria.
(Ma poi torno.)

Inviato: 15 maggio 2006, 14:26
da lapo
tutto condivisibile. resta un iperativo secondo me:
alfabetizzazione