Pagina 1 di 1

Approfondimento sulla questua...

Inviato: 18 aprile 2006, 22:39
da CarloTrono
Vorrei approfondire con gli amici del forum il discorso della questua, in particolare vorrei conoscere sia le tradizioni presenti sul territorio italiano di questua tradizionale non solo legata alla Pasqua (vedi Santu Lazzaru e Passiuna nel Salento o il Sabato Santo nella Murgia) ma anche legate ad altre festività  religiose e pagane in altri momenti dell'anno (Natale, feste di Santi, carnevale o altro).

Mi piacerebbe capire dove si fa ancora la questua (ovvero dove i canti di questua vengono fatti casa casa in maniera spontanea da gruppetti di cantori e suonatori, e NON dove si organizzano concertini ed eventi di spettacolo che hanno come oggetto la riproposta dei canti di questua).

Infine, mi piacerebbe fare con il vostro aiuto una piccola bibliografia di tutte le pubblicazioni (sia libri che cd) in cui sia possibile conoscere o ascoltare esempi di questue tradizionali.

Dite tutto quello che sapete, anche indicando cose già  note. Grazie.

Inviato: 19 aprile 2006, 9:19
da raheli
So già  che mi attirerò critiche incrociate, ma questi sono fatti.
E l'elenco qua sotto é di pubblicazioni di Edizioni Aramiré, stampate e con CD audio allegato (e reperibili).

Bonasera a quista casa (1999)
traccia 1- min 7'25" (Lu Santu Lazzaru)
info a
http://www.aramire.it/edizioni/pag006.htm

Canto d'amore (2000)
traccia 2 - min. 4'17"
La Passione (Passione grica)
info a
http://www.aramire.it/edizioni/pag005.htm

I Passiuna tu Christù (2000)
traccia 2 - min. 22'35" (Passione grica)
info a
http://www.aramire.it/edizioni/pag007.htm

Musiche e canti popolari del Salento vol. 1 e 2 (2002)
traccia 2 CD1 min. 7'50"
A' Lazzaro (Passione grica)
Traccia 4 CD1 min. 5'05"
Santu Lazzaru (Dialetto)
info a
http://www.aramire.it/edizioni/pag008.htm

Il Salento di Giovanna Marini (2004)
traccia 25 CD1 min. 4'26"
I Passiuna tu Christù (Passione grica)
info a
http://www.aramire.it/edizioni/pag012.htm

Notizie su Lu Santu Lazzaru:
I colori della terra - Di Uccio Aloisi (2004)
Pagg. 63-65 trascrizione dell'intervista con audio nel CD 2
traccia 12 min. 3'56"
traccia 13 min. 4'47"
info a
http://www.aramire.it/edizioni/pag014.htm

N.B.
In Canto d'amore e in Musiche e canti popolari del Salento vol. 1 e 2 sono presenti registrazioni de La Strina, il canto di questua natalizio.

N.B. 2
In I Passiuna tu Christù (2000)
é riportata la registrazione della versione integrale della Passione grica (73 strofe) eseguita da cantori di Martano. Si tenga conto che esistono varie versioni, che si differenziano per dialetto grico in base al paese di provenienza e che la stessa "trama" della Passione di Gesù può differenziarsi a seconda della scelta delle strofe, trattandosi di canto di tradizione orale, quindi soggetto ad interpretazioni da parte dei cantori.

N.B. 3
Tutte le registrazioni e le pubblicazioni sopra menzionate si riferiscono a canti della tradizione orale ed a anziani cantori, non già  a registrazioni di gruppi di riproposta.

N.B. 4
Le registrazioni sopra menzionate sono tutte diverse l'una dall'altra, trattandosi di vari interpreti e di varie versioni, registrate in momenti diversi e da diversi ricercatori.

Inviato: 19 aprile 2006, 12:52
da lapo
toscana (fra il 30 aprile e il 1 maggio)
nella val d'Orcia, nel Pistoiese, maremma grossetana, e in Mugello (dicono anche in lucchesia)
i Maggiaioli andavano a cantare le strofe di Maggio, ricevendo in cambio cibo o denaro.

attualmente mi risulta che esistano solo rievocazioni messe in scena da gruppi folkloristici

Inviato: 19 aprile 2006, 13:05
da lapo
e poi a mente, per l'epifania

ecco donne la befana
non é quella degli altri anni
ha mutato veste e panni
e sé messa la barbatana
ecco dooonne la befana

di firenze in lucchesia
la befana gli é venuta
tutti quanti vi saluta
qunati siete nel paese
quanti sieeeeete nel paese

la befana é poverina
via porgetele qualcosa
non ha pani e non ha dota
si marita domattina

dunque su fate prestino
anche a noi l'ora ci tarda
e in su lo spuntar dell'alba
dalla guazza nel violino
dalla guaaaazza nel violino

noi di qui facciam partenza
d'altra parte abbiamo a ire
e vi prego compatire
della nostra impertinenza
della noooostra impertinenza

vi ringrazia la befana
che l'avete favorita
dio vi dia la lunga vita
bona geeeeente state sana

noi di qui facciam partenza
perché già  son bianchi i monti
abbiam fatto i nostri conti
vi facciam la riiiiverenza

termoli, molise

Inviato: 19 aprile 2006, 22:22
da holda
Da noi (termoli, sulla costa molisana)
la questua tradizionale gira per le case in 2 occasioni, tra l'altro molto vicine tra loro.
il 16 gennaio c'é quella per s. antonio abate, il 19 invece é la volta di s.sebastiano.
in queste date (ossia il giorno precedente la ricorrenza dei santi celebrati)
gruppi di ragazzini scorazzano di casa in casa per cantare la canzone relativa al santo festeggiato, e dopo l'esibizione bisogna dar loro qualcosa in cambio.
per s.antonio la tradizione non é fortissima, mentre s.sebastiano viene ancora "ricordato" dai bambini (almeno nel mio rione é così!).
di solito i giovani del coro sono vestiti da pastori, con giubbini di pelliccia (ossia giacche rivoltate in modo da mostrare la parte interna in finta pelliccia ovina) e i volti anneriti.
strumenti d'accompagnamento sono flauti e putipù rudimentali. a volte hanno anche semplici bastoni (=mazze di scopa) con sonagli (=tappi metallici appiattiti) che vengono sbattutti energicamente a terra per dare il ritmo.
ecco il testo del canto per san sebastiano.

1. Buona sera nobile gente

statevi tutti allegramente

per la festa di domani

ricorre Santo Sebastiano.



2. Ai venti di gennaio

ricorre Santo Sebastiano.

Lo faremo col sole e la luna

il protettore della puntura.



3. Sebastiano é un giovanotto

Per la fede lui é morto

Ad una quercia l'hanno legato

E cinque frecce gli hanno tirato.



4. Sebastiano scendeva le scale

e le scendeva piano piano,

le scendeva in compagnia

con due angeli di Dio.




5. Sebastiano dalla Francia

con la spada e con la lancia

con le stelle e con la luna

il protettore della puntura.



6. Sebastiano é partito

ed a Roma é già  arrivato.

Madre e padre l'hanno ammazzato

perchà© da Dio fu comandato.



7. Sebastiano si confessava

e due angeli lo ascoltavano,

lo ascoltavano piano piano.

Viva Santo Sebastiano.



8. Sebastiano senza pane,

senza avere un po' di fuoco.

Era un santo così buono

che ha sofferto un gran dolore.


9. Sebastiano con gli occhi al cielo

Era tutto insanguinato

E dal popolo fu adorato

Perchà© era un santo martirizzato.



10. Madre e padre si fecer meraviglia

Che hanno ucciso il proprio figlio

Senza fede e senza cuore

Senza avere un po' di dolore.



11. Buona sera a voi signori

Quanti ne siete dentro e fuori

Quanti ne siete dentro e avanti

Buona sera a tutti quanti.


per sentire questo canto, oltre quello relativo la questua di s.antonio (che ho saltato per nn dilungarmi troppo), potete visitare il sito di questo gruppo di musica tradizionale termolese :"a paranze"
http://www.aparanze.it/pagine/cantipopolari.htm

Un'ultima cosa: per quel che mi risulta, quello delle questue effettuate da bambini é un capitolo a parte, ma nn ho mai approfondito la cosa.
se qualcuno ha notizie in merito, lo pregherei di affrontare l'argomento nei post a seguire. grazie!

laura

Inviato: 19 aprile 2006, 23:52
da pizzicagnolo
Nell'ambito del mondo rituale emiliano, ben s'inseriscono i "Maggi", manifestazioni pagane di benvenuto alla primavera. Questo canto di Castel di Casio (BO) é un canto di questua che si connette a un consistente e non del tutto scomparso sistema di rituali primaverili :


Viene di maggio che fiori' la liova
le vostre galline facesser tante uova.
E benevenga maggio!
Viene di maggio che fiori' l'ortica
se avete figli Gesu' li benedica.
E benevenga maggio!
Siamo i primi primi e vi vogliamo dire
Santa Maria lodare e benedire.
E benevenga maggio!
Siamo i primi primi e vi vogliamo fare
Santa Maria lodare e ringraziare
E benevenga maggio!
Signor curato con quelle calze nere
vada in cantina e ci porti da bere!
E benevenga maggio!
Viene di maggio che fiori' la liova
le vostre galline facesser tante uova.
E benevenga maggio
Viene di maggio che fiorisce l'erba
le vostre galline facesser tanta merda!
E benevenga maggio
Viene di maggio se non ci date niente
alle vostre galline ci venga un accidente!
E benevenga maggio
Viene di maggio veniamo col tamburo
se non ci date l'ove vi venga il bruciaculo!
E benevenga maggio

Il "Maggio delle ragazze" o "profano" ricorda da vicino la festa celtica di Beltane, si svolgeva nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio, per propiziare la venuta della buona stagione; gruppi di giovani si recavano nei boschi e ne asportavano rami fioriti, che attaccavano alle porte o finestre delle ragazze come dichiarazione d'amore, o interi alberi che piantavano per recare il segno della rinnovata fecondità  della natura che a sua volta avrebbe procurato ai singoli e alla comunità  l'abbondanza e la fortuna.

Il "Maggio drammatico"é invece una recitazione dove si alternano momenti sentimentali alle fasi guerresche che prevedono duelli con urto di scudi ad ogni assalto.
Canzoni inneggianti al mese di maggio e alla primavera fanno parte del patrimonio delle tradizioni popolari del nostro paese, ma non so quanto attualmente siano tradizioni praticate in maniera spontanea...

Inviato: 20 aprile 2006, 0:17
da Avvocatista
Lucania centrale (fino a 20-30 anni addietro) a partire dal giorno S. Antonio e per tutto il carnevale, effettuavamo la questua (la cerca) casa per casa.

Gruppi di suonatori e noi ragazzini "mascherati" da pastorelli ed armati di strumenti musicali rudimentali (come in Molise, vedi post precedente), cupa cupa ad acqua e campanacci, chiedevamo la questua alla fine di una esibizione musicale e coreutica (in genere una tarantella), cantando un lungo stornello di cui ricordo solo il pezzo finale:

Ué cumpà , damm na nzenga d' saucicch.
Si nun m' n' vuò dà , ca lu malvient tadda piglià .

(Compare, dammi un po' di salsiccia. Se non me ne darai, che il male possa coglierti)


Ho notizia di questue ancora in uso solo in alcuni paesi interni della Lucania: Tricarico, San Mauro Forte, Satriano di Lucania.

Se non l'avessi già  fatto, alcune fonti trovate googlando:

Marche. Canti e musiche popolari, 1. Canti di questua, batoccu, canti infantili, canti di lavoro
Eds. R. Meazza - P. Navoni. VPA 8361 (1977)

Musica e canti popolari del Salento, 1. Canti rituali e di questua, stornelli, contrasti, canzoni satiriche e d'amore Ed. B. Montinaro. VPA 8405 (1977)

P. Clemente I canti di questua: riflessioni su una esperienza in Toscana in "La Ricerca Folklorica", n. 6 (1982)

http://www.specchiomagico.net/santantonio.htm un articolo con chiare declinazioni esoteriche, che non riporta le fonti, ma con qualche spunto interessante.

idem http://www.lucedistrega.net/pdf/Santonio.pdf

http://www.consiglio.basilicata.it/pubb ... uzione.pdf e seguenti

http://66.249.93.104/search?q=cache:oXT ... clnk&cd=34

Inviato: 20 aprile 2006, 17:51
da montar
Carlo.
La domanda é quanti riti in Italia?
Bisognerebbe contare tutti i paesi d'Italia e moltiplicare per un fattore pari a 2,5 o 3 :-)(eventi più comuni: carnevale santo patrono, Pasqua etc.) :-) .
Uno per tutti, i risvegli napoletani dovuti alle urla dei fujenti per la Madonna dell'Arco.

Sempre in risvegli napoletani, vicino Natale, i zampognari e ciaramellari di S. Gregorio Magno (SA) ,questua natalizia per se stessi). Tutt'ora in vigore.

Saluti

Inviato: 21 aprile 2006, 15:28
da betsabea
In Calabria ci sono molti posti dove si fa la "Strina"... http://www.calabriaonline.com/ita/rubri ... strina.php

Mentre in provincia di Reggio (zona di Siderno) sempre nel periodo di natale si cantavano "li boni festi" che sono canti di questua per i quali una volta i suonatori trascorrevano spesso diversi giorni lontano
da casa per andare a cantare in casa di tutti gli amici in cambio di cibo e vino. Si dovevano necessariamente toccare tutte le case della comunità , nessuna esclusa!! di solito si suonava la lira, la chitarra battente, i fischiotti e il tamburello e c'era un solo cantante, il testo si allungava all'infinito perché si basava sull'improvvisazione..


Li boni festi e li boni simani
mu ndi li duna a te nostru Signure (2)
Mu ndi li manda cunsulati e sani
cacciandu di turmenti e di doluri (2)
Tu levati figghiola balarina
bongiornu già  vi dicu é Capudannu (2)
Surgi la testa de lu to cimattu
figghiola mu ti dicu du paroli (2)
Si non ti levi mi tir e m ammazzu
cu nu pugnale mi passu su core (2)
Di la finestra vitti allumenare
je su sicuru ca vui dintra siti (2)
Levativi levativi cumpare
ca nun é ura de stare curcatu (2)
Caru cumpare me si cosa cara
ppe spallare ti vole la regina (2)
Lu rre ca fici na carrozza nova
vi spisi di ducati trentamila (2)
Vi spisi di ducati trentamila
ppe mu vi porta a spassu la matina (2)


Comunque questo topic mi ha incuriosito e mo' mi faccio una ricerca come si deve...
:wink:

Inviato: 22 aprile 2006, 19:15
da suonatorejones
[b:1d6b9d074a]
[u:1d6b9d074a]
dal Molise:[/u:1d6b9d074a][/b:1d6b9d074a]

[b:1d6b9d074a]Le Novene[/b:1d6b9d074a]

[...]Benchà© nel Molise la zampogna sia usata durante tutto il ciclo calendariale, la tradizione più importante resta quella natalizia, quella delle novene. Per novena, in senso lato, si intende un rituale religioso che dura nove giorni. Nel linguaggio degli zampognari sta più specificatamente per i 'giri natalizi' che essi fanno, per nove giorni consecutivi, presso alcune famiglie che li hanno ingaggiati per suonare. Novena é anche il nome che si da al brano musicale, tipico del periodo natalizio, eseguito dagli zampognari (il brano é detto anche Pastorale o Pastorella).
Le novene tradizionali di fine anno sono due: la Novena dell'Immacolata (detta anche della Concetta) che si effettua dal 29 novembre al 7 dicembre per la ricorrenza dell'Immacolata Concezione (8 dicembre), e la Novena di Natale, suonata dal 16 fino al 24 dicembre vigilia della Natività .
Durante le novene gli zampognari usavano consegnare alle famiglie presso cui si recavano un cucchiaio di legno (cucchiarella) e un santino raffigurante Gesù Bambino, dietro al quale sono stampate le parole di Tu scendi dalle stelle. Questi doni simbolici erano dei veri e propri pegni, una sorta di sacro patto che obbligava lo zampognaro a tornare a suonare nello stesso posto per i nove giorni necessari alla regolare celebrazione della novena.

[...]




[b:1d6b9d074a]Le Maitunate[/b:1d6b9d074a]

Nel Molise, la notte di San Silvestro é "la notte dei bufù"(Tamburo a frizione), durante la quale si eseguono le maitunate, i canti augurali e di questua intonati per il Capodanno. Maitunata (o maitenata) sta per "mattinata"; fare cioé festa nell'attesa del mattino, del nuovo giorno e del nuovo anno. Infatti, l'incipit di molte maitunate era "Bonnì e Bonnanne", corruzione dialettale di Buon dì e Buon anno. Ecco, in proposito, i versi iniziali d'una maitunata improvvisata:

Che ru bondì e che ru bonanne
puozza campà  tanta anne
pe quante pese i' che tutte re panne.

[b:1d6b9d074a]Alberto M. Cirese, nel secondo volume de I canti popolari del Molise (1957)[/b:1d6b9d074a], scrive che le maitunate, avevano "un tempo (e ancora un secolo fa) un certo carattere ufficiale, di cui si trova traccia anche negli atti amministrativi, e costituivano uno dei compiti che i bidelli e i banditori municipali dovevano assolvere; ma sono oggi affidati solo all'iniziativa di singoli o di gruppi (un tempo anche femminili, e qualche volta ancora adesso a carattere semi professionale) senza altro obbligo che quello che nasce dalla tradizione".
Le maitunate molisane si eseguivano, a seconda dei paesi, con l'accompagnamento di vari strumenti. È stato documentato l'uso di zampogne, chitarre, tamburi, tamburelli, organetti, mandolini. Molto usati anche alcuni oggetti paramusicali: strucuratora (stropicciatoio per i panni), coperchi per tegami, casseruole e altro. Ma lo strumento tipico delle maitunate molisane é il bufù, che ancora oggi contraddistingue la notte tra San Silvestro e Capodanno in varie località  della regione. In alcuni casi si tratta di vere bande di suonatori e cantori, composte da gruppetti di esecutori (le cosiddette "squadre") che girano per le strade e le case del paese intonando strofette d'augurio e chiedendo donativi.

[...]

La nostra regione conserva un ricchissimo repertorio di maitunate di Capodanno (che in taluni luoghi vengono dette capodannare). Molti testi sono stati documentati in pubblicazioni, altri sono affidati solo alla tradizione orale. Una delle componenti fondamentali di questo repertorio cantato é l'improvvisazione. I cantori, infatti, sovente creano al momento dell'esecuzione nuovi versi, sia essi d'augurio, di scherno, di richiesta di cibarie. L'improvvisazione si rende necessaria anche per il fatto che i canti si indirizzano, di volta in volta, a determinati personaggi del paese (autorità , amici, parenti) e vanno quindi adattati al nome di detti personaggi e a fatti e circostanze di cui durante l'anno essi sono stati protagonisti. Ecco un esempio che parla di un tale Giovanni divenuto papà :

Chesta maitunata la faceme a cumpare Giuvanne
ca la mugliera ze figliate propria auanne.

Eccone un altro che allude al vizio del bere:

Ru bone capedanne a don Nicola Carline
ca sta sempe appise a la buttiglia de vine.

Una non secondaria caratteristica delle maitunate é[b:1d6b9d074a] la questua[/b:1d6b9d074a], cioé la richiesta e la raccolta di cibi di stagione, dolci, vino e, in certi casi, denaro. Ecco la parte finale d'una maitunata documentata all'inizio del Novecento ([b:1d6b9d074a]O. Conti, Letteratura popolare capracottese, Napoli 1911[/b:1d6b9d074a]):

'Ncicce e 'ncicce
damme nu poche de salsiccia
nen me ne dà  tanta poche
ca se struie pe ru foche
ma na cosa iustamente
sant'Antuone ze cuntenta
ca se la casa perze à  l'use
l'anne che vé
pozza sta chiusa.

Come si vede, oltre la richiesta di cibo (salsicce) si avverte il padrone di casa che, nel caso ci sia un rifiuto o un'offerta troppo modesta, il canto diverrebbe male augurante, laddove la chiusura della casa sottintende la morte del padrone.


fonte:
M.Gioielli
http://www.piazzaregione.it/molise/rubr ... HTM#molise

Inviato: 26 aprile 2006, 16:17
da betsabea
Ancora..

In molti paesi di origine albanese per commemorare la resurrezione di Lazzaro, gruppi di persone prima dell'alba della Domenica delle Palme, ma anche al vespro del sabato, usano andare in giro di casa in casa, cantando le "kalimere" alla famiglia visitata, da cui ricevono in cambio doni. Sono canti popolari augurali in lingua albanese, espressione genuina e spontanea del popolo. La parola "kalimera", di origine greca, significa "buon giorno".

Nella tradizione di S. Benedetto Ullano viene cantata la seguente Kalimera:
Ndrinin lurin margaritare / pjot kukule dheu e kanicare ./ Ngreu m'u ngreu m'u zonje shlà«pis / e shih se à«sht njà« gonez me ve, / mirrme katà«r e pesà« keqe ve / me di tà« kuqe e di tà« bardha pà«r ne...
(Portiamo alle spose l'annata più lieta / con stuoie copiose di bachi da seta. / Svegliati lesta, signora, e di lena / ci porta una cesta di uova ripiene. / Ascolta la nuova, padrona di casa, / vogliamo un po' d'uova e qualche altra cosa...).

Longi.

Inviato: 6 maggio 2006, 10:11
da Maruko_KuFu
[b:65807ff0a6]La questua, la cerca ed il periodo pasquale a Longi (Me).[/b:65807ff0a6]

La domenica delle Palme nella tarda mattinata viene ricreata la biblica scena dei bambini "demoniaci" che frustano ed insultano Giuda. La tradizione longese vuole che Giuda (vestito verosimilmente come si usava ai tempi) venga insultato e colpito dai rami d'ulivo branditi dai bimbi locali. La frase che ogni bambino longese ha pronunciato ed urlato nella sua infanzia pasquale é: "[i:65807ff0a6]Giuda pentiti, chi diu ti perdona[/i:65807ff0a6]."

Il giovedì Santo, durante la processione e la lettura del "miserere" in latino, si esegue un canto vocale e polifonico chiamato "a litanìa". Il canto presenta interessanti intonazioni e suggestivi cromatismi (Lomax a 10 km da Longi, nel piccolo centro di Mirto, registrò un canto molto simile; esso é presente in "Tesori italiani: Sicilia).

La confraternita (di secolare esistenza) dei "Fratelli" é solita simulare la "cerca" notturna per le vie del deserto paese insossando catene e simulando l'autofustigazione con "virghe" che nel tempo hanno assunto varie forme da vari materiali. Inquietante é caratteristico il rumore delle catene che si ode per tutta la notte.

La domenica di Pasqua al mattino le statue del Cristo Risorto e della Vergine in lutto vengono (a spalla) portate avanti ed indietro per tre volte (con relativi tre squilli di tromba) fino al riconoscimento dei congiunti che sfocia nel giubilo della folla.


[b:65807ff0a6]La novena natalizia a Longi (Me).[/b:65807ff0a6]

Nove giorni prima di Natale é gia palpabile tra i "carusi da nuvena" la voglia e l'entusiasmo per l'evento. Alla mezzanotte ci s'incontra in piazza e ci si organizza con gli strumenti e col giro da effettuare. Giro che durerà  (procedendo per quartieri e frazioni) per tutte le notti di tutti i nove giorni. I musicanti procedono per l'itinerario stabilito ed é facile, accanto alle piante ai lati delle porte, trovare bottiglie di vino lasciate dai longesi come omaggio ai nottambuli musicanti. Il corteo di novenanti si ferma sotto le finestre illuminate dall'interno: segno di certa ospitalità . Suonando infatti un certo tipo di canzone, invocando il nome dell'abitante della casa, si viene accolti da quest'ultimo dentro le mura domestiche e rimpinzati di companatici, pane di farina macinata a pietra, ramette glassate (dolce tipico) e frappato locale (simile al nero d'Avola ma molto più ostico).

"[i:65807ff0a6]Rapriti don Pippinu, facìtini u café; si café non haviti, datini u vinu chi vui tiniti[/i:65807ff0a6]"

Il corteo di novenanti é anno dopo anno sempre più folto: segno che i giovani apprezzano lo spirito dell'evento; spirito religioso, di grande identità  culturale, di grande divertimento e di aggregazione. L'unica nota dolente é rappresentata dalla presenza (da almeno un decennio) nel repertorio musicale di brani che poco hanno a che fare con la tradizione nebroidea. Silent Night, Jingle Nells, Twinkle Star e altri disneyani must non rendono giustizia alle atmosfere e alle centenarie arie musicali (documentate e di facile reperibilità ) che per secoli hanno attraversato i vicoli allietando il sonno, e le veglie, di grandi e piccini.

Sitologia utile: www.longiweb.it - www.nebrodibandb.it