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il Colore dei Suoni

Inviato: 18 aprile 2006, 11:02
da andreap
Cari amici

a seguito dei quesiti posti, alcuni a me direttamente, altri tra le righe sulla interessante ed accesa discussione riguardo la Montemaranese, mi é sembrato giusto aprire un nuovo topic per approfondire alcuni temi...

Innanzitutto cari Luca e Zorro, non mi é proprio passato per la mente che Luca potesse riferirsi a me quando ha citato sedicenti "maestri" di tarantella o tammurriata (epiteti che mi fanno orrore ed a cui preferisco di gran lunga la carriera di corriere espresso, come suggerito dal buon Montar).

Per quanto riguarda ad esempio il citato "ball 'n copp o tammurro" l'unico (ed ahimé) ultimo vero "mestro" rimasto rimane Giovanni Coffarelli (ovviamente é un parere personale ed in quanto tale non condivisibile...) il quale sta dedicando strenuamente questa parte della sua vita alla divulgazione della sua cultura attraverso varie forme ma soprattutto con la creazione di un bellissimo centro culturale chiamato "La Paranza" dalle parti di Somma Vesuviana. Invito caldamente tutti voi ad andarlo a trovare al suo centro e contribuire, nella misura in cui potrete, alla vita e prosperita di questo luogo...

Riguardo il Cilento gli unici riferimenti al tarantismo di cui ho memoria provengono proprio dai lavori del Maestro De Simone, il quale li ha raccolti ormai diverse decadi fa e di cui ormai credo non rimanga più testimonianza "viva". Il Cilento rimane comunque una splendida perla musicale incastonata in questo stivale per la bellezza dei suoi canti su zampogna o battente, l'arcaicità  dei melismi e delle polifonie delle confraternite eseguite durante il venerdì santo, il canto "a falsetto", l'andamento "a quartine" dell'accompagnamento delle castagnette...

Un'ultima considerazione su questo forum:
la risorsa che rappresenta questa piazza telematica a mio avviso ormai supera di gran lunga le aspettive iniziali dei fondatori, in quanto vi sono confluiti moltissimi musicisti, ricercatori, appassionati e semplici curiosi non legati unicamente alla cultura salentina ma provenienti da varie tradizioni... Questa risorsa é enorme e il dialogo che ne scaturisce é qualcosa di assolutamente sano che non deve mai cristallizzarsi nel campanilismo. Cercare con curiosità  al di fuori della propria tradizione locale verso le altre contenute nel sopracitato stivale dà  dignità  e vita a tutte le Italiche tradizioni, le quali muoiono quando diventano unicamente appassiti oggetti di studio o catalogazione...
Da quì secondo me é naturale il passaggio di rivolgersi verso le "alterità " del bacino del mediterraneo alla ricerca del sottile "filo rosso" che collega da millenni tutte le culture fiorite intorno il "mare nostrum", sempe con la consapevolazza di essere parte di una tradizione "italiana" tra le più antiche e nobili e del pianeta...

Grazie a tutti Voi di esserci...

Andrea Piccioni

Inviato: 18 aprile 2006, 13:00
da Luca/
Mi é spesso capitato di affermare in questi anni che per comprendere e consolidare la propria identià  culturale in alcuni casi é indispensabile passare attraverso la conoscenza di culture "altre".
Per ciò che mi riguarda questo scambio si é sempre attuato attraverso il linguaggio della musica.
Ma il dialogo musicale tra culture non fà  bene soltanto agli attori di questo ultimo ma ,quantomeno secondo la mia opinione...
Qualche mese fà  mi capitò di suonare con un gruppo di amici senegalesi,quando finimmo da ciò che mi veniva detto dai presenti, era possibile ricavare un' impressione comune, e cioé che quella era forse la prima volta che si rendevano conto delle possibilità  musicali dei nostri tamburi,
fino ad allora erano oggetti legati nelle loro fantasie soltanto al simbolismo tipico di un certo tipo di folclore.
Avevano avuto bisogno di sentirli parlare in una lingua diversa perché potessero comprenderli.

Inviato: 28 aprile 2006, 13:25
da montar
Andrea, Luca.
La sera porta consiglio,
non ho partecipato prima a questa discussione per la mancanza di tempo, così come non partecipo a tante altre per lo stesso motivo, non ultima quella sui "Fiori-stornelli".

Pero' mi associo ai ringraziamenti di Raheli (Quale?) ed a Carlo
e lo faccio di vivo Cuore. In più aggiungo un buon primo Maggio.


Vengo al dunque.
Essendo il portale ideato, realizzato e manutenuto da persone salentine é giusto che principalmente, il portale promuova la cultura salentina in tutti i suoi aspetti affascinanti o meno. Per quanto mi riguarda non mi é mai passato per la testa di pubblicizzare eventi di gruppi non salentini nel calendario e penso che tu ragioni allo stesso modo . Nel forum non mi sembra che gli amici salentini abbiano mai censurato una discussione su di un altro argomento attinente.
Ne tantomeno ha senso dividire il forum in cio' che appartiene alla cultura salentina e cio' che non appartiene ad essa per ovvi motivi di interlacciamento . D'altronde la linea del forum la fanno gli argomenti di interesse non gli editori o chi fa recensioni . Quindi nella sostanza il forum, Andrea, già  rappresenta quello che hai espresso.

Per quanto riguarda la cultura "altra".
Luca condivido la tua opinione, per conoscere meglio se stessi bisogna conoscere chi ci sta intorno, per valutarne le differenze, infatti gli amici salentini del forum questa regola la applicano alla lettera, ad es. quando si perdono riferimenti precisi sul tarantismo, ecco che si inizia ad allargare l'obiettivo, ma questo accade con tutto, quindi ritroviamo l'interssante articolo consigliato da Carlo sul tamburello nell'antichità  ( Andrea diamo un fifti fifti per quanto riguarda il tamburello=femmina o tamburello=Maschio ? he he he). D'altronde per quanto rigurda il popolare credo che il tarantismo sia uno dei temi più trattati nel presente e nel passato quindi,forse, la necessità  di indagare sull' "altro" arriva più tardi o mai.

Luca, riporto un esempio di "altro" per comprendere le situazioni che si presentano.

Tempo addietro stavo leggendo qualcosina sui Liberi Filosofi investiganti della natura ( tipo il Serao per intenderci), questo argomento mi portò a leggere di Giovanbattista della Porta (Napolitano)
Il quale scrisse:


"De i miracoli et meravigliosi effetti dalla natura prodotti" libri IIII
"nuovamente tradotti di Latino in lingua volgare, e con molta fatica illustrati
con due tavole, l'una de capitoli, l'altra delle cose più notabili"
In Venezia appresso Ludovico Auanzi MDLX (1560)


Nel volume secondo trovai scritto:

A fare che gli uomini, sieno tormentati, da una longa inquietudine di saltare. O pure di ridere sempre, piangere, cantare o altri simili effetti,
in questo modo potrà  succedere, con cause naturali. Et accio questo sperimento sia più chiaro. Dirò prima come a Taranto in Puglia, si trova un animale, il quale si domanda Tarantola, é ve ne tanta copia, che sono pochi che possino fuggire di non esser morsi di quell'animale ...
...

poi descrive come catturare l'animale
e come preparare la ricetta

comunque, la ricetta completa la conservo per me altrimenti poi mi fregate nel ballo he he :-)


Come vedi leggendo "Altro" ...




Infine, Andrea, visto che nella discussione accenni al modo di suonare le nacchere/nacchera,
potresti cortesemente aggiungere nella discusiione sulle nacchere come si suonano "alla cilentana"?
Mi farebbe, altresì, piacere se qualcuno aggiungesse altri modi di suonarle: salentina , calabrese, lucana ( ogni riferimento all'Avvocatista é puramente casuale he he he ).
Anche se mi rendo perfettamente conto che i nomi usati sono fittizzi in quanto indicano luoghi con confini amministrativi che si e no risalgono ad un secolo addietro, quindi non reali.

Saluti.

P.S. Rinnovo i ringraziamenti a Carlo ed a tutti partecipanti.

Inviato: 28 aprile 2006, 15:54
da Luca/
Grazie Montar, cominciavo a disperare di essere l' unico ad aver acquistato una copia del "De miracoli".
(Se ti interessi di filosofia ti consiglierò in privato un opera interessante , basata proprio sui punti d' incontro di due pensatori apparentemente lontanissimi tra di loro)