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Andrea Sacco ci ha lasciati...
Inviato: 17 marzo 2006, 15:01
da pizzicagnolo
Vi giro questa brutta notizia giuntami dalla redazione di Carpino Folk Festival e dall'amico Francesco di Zingaria:
Dopo aver invitato questa estate i Cantori al festival, la morte di Andrea Sacco ci rattrista ancora di più. La Carovana si unisce al cordoglio generale e, così come questo inverno abbiamo dedicato il festival Capodanze a Matteo Salvatore, questa prossima estate dedicheremo il festival Zingarìa ad Andrea Sacco cercando di fare il nostro meglio per farlo rivivere nei nostri cuori.
Francesco Marino e lo staff di Carovana Folkart
Il grande patriarca dei «Cantori di Carpino, la voce del Gargano, un grande della musica popolare oggi ci lascia.
Un uomo assolutamente fuori dal comune. Cantautore famoso di Carpino, ha partecipato a tutte le raccolte effettuate sul Gargano e con la dolcezza della sua chitarra battente e la forza poetica delle sue parole ci ha tramandato i segreti della nostra terra, dall'amore per le donne alla fatica del campi. Un uomo che sfugge a ogni regola e a ogni legge, arguto e imprevedibile, geniale e sregolato come un vero artista e incantatore come ogni uomo destinato al successo. A breve distanza dalla scomparsa di Matteo Salvatore, viene a mancare un'altro grande della terra delle memoria del Gargano. L'ultimo discendente di una tradizione popolare, fatta di suoni, di sogni e di fatiche spesso indescrivibili. Andrea Sacco é nato 95 anni fa a Carpino (FG), dove ha vissuto la sua vita, con l eccezione della lunga parentesi della II guerra mondiale. Contadino, cantore e suonatore di talento assoluto, ha lasciato tracce molto influenti nella musica popolare. Decine sono le versioni della sua montanara più famosa, Accomà« j eia fa p ama sta donnà«, conosciuta impropriamente come Tarantella del Gargano.È stato il leader di tre diversi gruppi musicali di cantatori di Carpino che si sono succeduti nei decenni, suonando in tutto il territorio italiano i repertori di sonetti e tarantelle del suo paese. Ciao zio Andrea, come tu ci hai insegnato "chi suona e canta non muore mai". L'Associazione Culturale Carpino Folk Festival nel salutarti é convinta che tu, la tua musica e le tue parole non morirete mai.
Ufficio Stampa Ass.Cult. Carpino Folk Festival - trattino
www.carpinofolkfestival.com
Inviato: 17 marzo 2006, 15:09
da pizzicagnolo
E queste sono notizie "racimolate" su Internet; scusate se dovessero contenere delle imprecisioni o (peggio) dei grossolani errori, anzi fareste bene a segnalarli, così imparo anch'io...
Il promontorio del Gargano, situato a nord-est della Puglia, comprende diciassette Comuni, più le isole Tremiti. Le difficoltà d'accesso alla montagna, dovute alla presenza di gigantesche gradinate che scendono a strapiombo sul mare e sulla pianura sottostante, e altri fattori, quali l'impaludamento che ha colpito il Tavoliere durante l'arco di molti secoli, e l'utilizzo del suolo della regione pedegarganica, tenuto in gran parte incolto, unicamente in funzione della mena delle pecore (migrazione degli armenti dall'Abruzzo alla Puglia), hanno creato condizioni di particolare isolamento del Promontorio dal resto d'Italia. Isolamento che, se da un lato ha generato una situazione di sottosviluppo legata ad un'economia in gran parte di sussistenza (le attività esercitate erano prevalentemente quelle della pastorizia e dell'agricoltura), dall'altro ha dato la possibilità alle tradizioni di conservarsi in modo alquanto integro almeno fino alla Seconda Guerra Mondiale. La rottura dell'isolamento, avvenuta soprattutto alla fine degli anni Quaranta, attraverso le trasformazioni economiche, sociali, culturali e la diffusione dei mezzi di comunicazione di massa segna una fase di cambiamento radicale. La cultura popolare é la prima ad entrare in crisi: molti riti, credenze, canti e balli, legati alla civiltà contadina, scompaiono. Quello che viviamo oggi, spesso decontestualizzato, non é che il pallido riflesso di ciò che era immensamente ricco e articolato.
Sembra che una volta anche sul Gargano si eseguisse l'esorcismo con suoni, danza e colori legato al tarantismo . Sotto la direzione del capo-attarantato s'addobbava una camera in nero, o in rosso, o in verde, secondo le preferenze del morsicato, che si faceva ballare tra due specchi, con due ragazze, a suon di tamburello, nacchere, chitarra battente e cupa-cupa (tamburo a frizione), gli strumenti con cui si suonavano tradizionalmente le tarantelle del Gargano, alla presenza di parenti e d'invitati, ai quali si servivano intanto ciambelle e vino schietto. Adesso l'arte del capo-attarantato é morta, perchà© da quasi mezzo secolo, nel Gargano non vi sono più casi di tarantismo.
Il Gargano viene interessato per la prima volta da una ricerca sul campo nel 1954, da Alan Lomax e Diego Carpitella; nel 1958 viene effettuata la seconda campagna di registrazioni, a cura di Diego Carpitella ed Ernesto De Martino. Nel 1966 Diego Carpitella e Roberto Leydi, che stanno preparando uno spettacolo a Milano con cantori e suonatori tradizionali, si recano a Carpino per effettuare una raccolta di canti del paesino garganico e in quest'occasione viene registrata la "cosiddetta" Tarantella del Gargano o di Carpino, che tanto successo ha avuto tra i gruppi di riproposta, e che é in realtà un sonetto (sunette) nella forma di tarantella alla mundanare. Proseguono Roberto De Simone, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Eugenio Bennato e Giuseppe Gala; vengono pubblicate varie raccolte di dubbia scientificità nella trascrizione e nell'analisi musicale. Solo a partire dai primi anni del 1980 inizieranno le prime ricognizioni etnomusicali eseguite con sistematicità e rigore scientifico, con la supervisione di Roberto Leydi.
I Cantori di Carpino sono oggi i depositari di questa affascinante tradizione. Mentre su quel modello una inesauribile schiera di musicisti e appassionati innestano la loro interpretazione, i giovani di Carpino stessi, cioé i legittimi depositari di questo genere musicale, hanno iniziato a interessarsi della loro tradizione, rivolgendosi ed affiancandosi ai vecchi maestri. Intorno ad Andrea Sacco (90 anni), Antonio Piccinino e Antonio Maccarone (anch'essi anziani), si raduna il gruppo di giovani; nasce il gruppo Cantori di Carpino, formato dai tre maestri e dai cinque giovanissimi che l'accompagnano, un ensemble generazionale che dà vita ad uno straordinario concerto di musica etnica.
Inviato: 17 marzo 2006, 15:24
da Gianlu
Se qualcuno sa dirmi quando ci saranno i funerali, ne sarei grato.
Inviato: 17 marzo 2006, 15:28
da Ialma
Sabato 18 marzo alle ore 09.00
Inviato: 17 marzo 2006, 15:45
da kalukapu
Chi canta e sona non muore mai!!!!
Grazie Zii Andrea....
Inviato: 17 marzo 2006, 16:34
da trattino
I funerali avranno luogo nella giornata di domani sabato 18 marzo 2006 nella Parrocchia di S. Cirillo d'Alessadria alle ore 10:00 al centro di Piazza del Popolo di Carpino che per tanti anni lo ha visto protagonista di esaltanti sonetti e serenate.
Scrivete nei commenti del blog il vostro pensiero sul nostro artista scomparso.
Inviato: 17 marzo 2006, 17:25
da Avvocatista
Zi zi, si muort c' la ctarra mman. Ohi quanda belli sunat, ohi quanda belli cantat. Quanda uaglion e figliuol hai fatt' nammurà . E cumm'er cundend d' vre la terra toja, quand turnast dalla uerra.
E mo' chi adda sunà chiù? Chi adda fa nammurà sti figliuol?
Va zi Andrea, piglit la ctarra e va a sunà cu l'amic' toj. Va a sunà p' lu Prufssor, fallu abballà nata vota. E ogni tant' mena n'uocchj pur a sti uaglion.
Inviato: 17 marzo 2006, 18:36
da raheli
Dialogo in morte di Andrea Sacco.
[color=red:29020815f2]– Perch੠quell aria di cane bastonato?[/color:29020815f2]
[color=darkblue:29020815f2]– È il tempo, é il tempo, questo, delle assenze.[/color:29020815f2]
[color=red:29020815f2]– In fondo manco lo conoscevi.[/color:29020815f2]
[color=darkblue:29020815f2]– Vanno via, questi vecchi, e a noi che resta?[/color:29020815f2]
[color=red:29020815f2]– L avessi conosciuto![/color:29020815f2]
[color=darkblue:29020815f2]– Resta il rumore della mancanza di suono.[/color:29020815f2]
[color=red:29020815f2]– ! potrei anche capirti![/color:29020815f2]
[color=darkblue:29020815f2]– Resta l afasia della parola mai più detta.[/color:29020815f2]
[color=red:29020815f2]– ! ma l hai visto mezza volta e dormiva.[/color:29020815f2]
[color=darkblue:29020815f2]– Resta l assenza di "quella" voce.[/color:29020815f2]
[color=red:29020815f2]– Ora mi sembra che stai esagerando.[/color:29020815f2]
[color=darkblue:29020815f2]– Resta la mancanza di "quelle" mani su "quella" chitarra.[/color:29020815f2]
[color=red:29020815f2]– Smettila![/color:29020815f2]
[color=darkblue:29020815f2]– Resta il fatto che Andrea Sacco non c é più.[/color:29020815f2]
Roberto Raheli
Inviato: 17 marzo 2006, 19:55
da mandolino78
beh la notizia ci mette tanta tristezza ed io come appassionato e suonatore di chitarra battente ho grande ammirazione per andrea sacco,un uomo che ha fatto della musica la sua vita,una grande persona che ha affrontato i palchi con spirito di divulgazione magistrale, che ci ha fatto venire mille volte la pelle d'oca e che ora continuerà a vivere nella nostra memoria con la sua voce ed i suoi meravigliosi cd.........grazie andrea sacco.....
angelo gaccione
Inviato: 18 marzo 2006, 1:12
da FIGLIADELURE
Piglia u' libro e va alla scola, impara a leggere e scrivere e tanto t'impari a fare l'amore...
grazie..anche se non ti ho mai conosciuto...un abbraccio!
Inviato: 18 marzo 2006, 15:33
da Gianlu
parole dette oggi...non m'importa se per qualcuno risulteranno già sentite o scontate...
...Andrea era una scheggia della bellezza di Dio...
...Andrea adesso canta con gli angeli...
Inviato: 18 marzo 2006, 16:53
da tarantune
Lungo il cammino ognuno segue le stelle che trova nel suo cielo,e spesso si impara a riconoscere anche le stelle di cieli diversi, di terre distanti, ma che brillano nella loro semplicità ....avrò una ragione in più per sbirciare nel cielo e trovare una stella lucente col tuo sorriso...
ciao andrea.....
Inviato: 18 marzo 2006, 20:58
da svincen
Uccio Bandello, Luigi Stifani, Matteo Salvatore, Vincenzo Vita, e ora Andrea Sacco. Il grande tesoro della cultura orale della Puglia se ne va, e per ognuno di loro, é come se bruciasse una grande biblioteca fatta di suoni, ritmi, canti, poesie, saperi antichi. Un grande patrimonio che si disperde definitivamente, fra i tentativi disperati di pochi che cercano di conservarne almeno dei minuscoli frammenti, perchà© chi viene dopo possa sapere.
Per chi ha avuto il privilegio di conoscere queste persone, rimarranno dei ricordi meravigliosi, un grande insegnamento morale, un modo di amare la musica assoluto e senza tempo.
Io in un agosto di qualche anno fa invitai Andrea Sacco ad un festival in Salento. Eravamo in un posto bellissimo, a Santa Marina di Stigliano, in mezzo a un mare di ultivi, davanti a una chesetta bianca di calce. Quella sera c'era tantissima gente, forse 10.000 persone, in gran parte venute lì inseguendo il consumo superficiale della pizzica. A un certo punto salì sul palco lui, un vecchietto di novant'anni, con la sua chitarra. Disse. "Buonasera. Io mi chiamo Andrea Sacco e tengo novant'anni. Con la mia musica ho girato il mondo, e mò vi canto una bella canzone". E cominciò a suonare e a cantare. Subito nel grande spiazzo in mezzo agli ulivi - dove con il gruppo precedente tutti avevano ballato forsennatamente - scese un silenzio rispettoso e complice; la sua presenza, la sua semplicità , avevano questa forza. Fu un momento straordinario, indimenticabile.
Grazie per tutti questi bei regali, Zi Andrea. Oggi per te sono listate a lutto le bandiere di tutti coloro che amano la musica.
Vincenzo Santoro
Inviato: 20 marzo 2006, 16:02
da andreap
..."Una scheggia della bellezza di Dio"...
...Un Uomo...
Si, così mi piace ricordarti, e non ha importanza che Tu non credevi in Dio, evidentemente Lui credeva in te... Non il freddo Dio delle chiese e delle processioni, ma quello che Ti ha donato la voce e ti ha messo una chitarra in mano... Più di questo non saprei chiedere...
Con Immensa Gratitudine
Andrea