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Montemaranese, Pizzica, ritmi e riti.

Inviato: 2 marzo 2006, 16:44
da LUMAURIZIU
In diversi forum ho notato un certo interesse, da parte di molti, per la "montemaranese".

Penso quindi che uno spazio di discussione dedicato all argomento possa essere interessante.

Dal momento che é giusto che gli ultimi siano i primi ! é corretto che sia io a cominciare.

Domenica e lunedì scorsi, per la prima volta in vita mia, sono stato a Montemarano. E stato molto bello, divertente ed istruttivo.

Ci sono andato con due obiettivi, entrambi raggiunti: primo, divertirmi e rilassarmi per un paio di giorni con la famiglia in un posto nuovo; secondo, osservare dal vivo la "montemaranese" per vedere di iniziare a capirla, in particolare dal punto di vista ritmico-esecutivo sul tamburello.

Il bagaglio con cui sono arrivato, da semplice appassionato non musicista, che si diletta col tamburello, era rappresentato da una capacità  esecutiva tendente allo scarso sulla pizzica e su pochi altri ritmi "base", da ascolti di CD specifici, dallo studio di qualche pagina di etnomusicologia ed antropologia culturale (comprese le notazioni musicali), dalla lettura degli approfondimenti sul significato del rito carnevalesco di Montemarano e sulla musica presenti sul sito www.promontemarano.it , e da diverse prove - assolutamente senza successo perchà© evidentemente velleitarie - di esecuzione da "autodidatta a tavolino", cioé senza aver mai visto nessuno suonare veramente il tamburello come i montemaranesi.

Nei due giorni trascorsi a Montemarano, con videocamera e tamburello al seguito (quest ultimo l ho usato solo al chiuso in stanza per esercitarmi su quello che avevo ripreso !) credo di aver capito alcune cose importanti (anche grazie a Luigi D Agnese, e Beniamino e Danilo Palmieri: quest ultimo si é gentilmente prestato a farsi riprendere eseguendo la tecnica base anche al rallentatore), ma mi sono sorti anche altri nuovi dubbi.

Intanto ho capito che certi ritmi sul tamburello non puoi "sentirli" veramente se non li associ contemporaneamente anche alla musica, alla danza ed al rito sottostante: non puoi cioé avvicinarti ad un ritmo tradizionale come se fosse un fatto meramente tecnico-esecutivo o artistico: in questi casi musica, passi di danza, momenti topici del rito, canti, ritmo sul tamburo e, infine, ma davvero molto infine, tecnica del tamburellista, sono un tutt uno. Pensare di imparare la tecnica del tamburello sulla montemaranese senza entrare anima e corpo (occhi, orecchie, arti, etc.) nel contesto complessivo del rito, ritengo sia non solo difficile, ma proprio sbagliato.

E credo che questo valga non solo per la montemaranese, ma per tutte le altre musiche e danze tradizionali "liturgiche" (calmo, Tarantune: "liturgica" sta per "funzionale ed organica ad un rito ed alle sue regole di svolgimento", dove il rito e le sue pratiche sono a loro volta collegati funzionalmente ed organicamente ad un insieme di credenze metafisiche, religiose o magiche proprie della cultura in cui risiede quella tradizione).

Ho anche capito che le notazioni musicali di certi ritmi tradizionali hanno un valore didattico molto limitato, e soltanto complementare ed "a posteriori" rispetto all esperienza diciamo "estetica" dell immersione nel contesto: si tratta cioé di momenti di razionalizzazione e sistematizzazione che é sicuramente utile fare dopo, a mente fredda, per fissare certi aspetti, per cogliere analogie e specificità ; invece studiare un ritmo prima a tavolino, sulla notazione, serve davvero a poco (almeno per un non musicista come me): magari ti può dare una traccia di riferimento che ti orienti nell osservazione sul campo, ma non ti serve certamente ad imparare a suonare da solo.

Gli esempi di notazione sulla montemaranese riportati da Andrea e da Zorro nella discussione sui bpm di S. Rocco, per esempio (e colgo l occasione per ringraziarli davvero di cuore) mi sono diventati chiarissimi ed utili soltanto ora, dopo l esperienza di osservazione diretta, esperienza con la quale peraltro le notazioni dei due amici di forum combaciano perfettamente (mentre la notazione riportata su "Grammatica della Musica Etnica – Bulzoni Editore", invece, per esempio, anche se esatta, continua a crearmi problemi).

A Montemarano mi hanno colpito diverse cose: l assenza di strumenti tradizionali (a parte le ciaramelle usate dal gruppo facente capo al Museo di Etnomusicologia diretto da Luigi D Agnese): solo clarinetti, fisarmoniche e, cosa che mi é sembrata ancor più strana, quasi esclusivamente tamburelli sintetici professionali; le pesantissime protezioni usate dai tamburellisti, davvero incredibili; il fatto che, salvo pochissime accezioni, i suonatori fossero tutti giovani e giovanissimi; una bella Caporaballo di sesso femminile; il fatto che i suonatori fossero in fondo pochi rispetto alle mie attese: 3 o 4 gruppetti, non di più.

Me ne sono tornato a casa portandomi dentro il cuore un granellino di montemaranese che, forse, ha finalmente attecchito, ma mi sono venuti tre dubbi molto seri.

Primo: ciò che ho osservato ed in cui mi sono immerso a Montemarano nel 2006, in che rapporto é con la tradizione della montemaranese ? Non é che anch io, come capita ai turisti che vengono in Salento, ho assistito a qualcosa che c entra ormai poco con la tradizione ?

Secondo: indipendentemente dalla risposta alla domanda precedente, é incontestabile che l autentica montemaranese sia oggi esattamente quella che ho visto io a Montemarano: suonata, ballata e cantata dai montemaranesi durante il rito della processione di carnevale; allora mi chiedo, trasponendo in casa mia: esiste ancora in Salento un autentica pizzica, cioé una musica, una danza, un ritmo che si possa osservare in Salento suonato danzato e cantato dai salentini durante uno specifico rito tradizionale della nostra cultura ?

O ci é rimasta solo la riproposta (quella "buona", secondo l'illuminante spiegazione di Raheli in altro forum, per intenderci) e la pizzica da ronda diciamo "per divertimento", cioé quella non rituale ?

Forse di rituale ci é rimasta davvero solo la pizzica – scherma di S. Rocco, a meno che non ci sia ancora oggi (come in cuor mio continuo a sperare) qualche "vetero-tarantata/o" che continua a ricorrere alla terapia coreutica-musicale domiciliare in modo ovviamente riservato (ah, che cosa non darei per parteciparvi !. !)

Ma non so, ditemi voi.

Terzo e ultimo dubbio: la domenica, di pomeriggio e di sera, in pieno svolgimento delle processioni, ci sono stati diversi distinti gruppetti di "viaggiatori" che, con mia sorpresa e disappunto, hanno cominciato a fare chi la pizzica, chi il ballo n goppa o tamburo ! La mia prima reazione interna é stata negativa, di rifiuto e di condanna: "ma come, venite a Montemarano ed invece di mettervi buoni buoni ad osservare con rispetto, vi mettete ad occupare lo "spazio rituale" e la "fonosfera" altrui con un altra musica che non c entra niente ?" Poi mi sono chiesto: ma non é che sono troppo rigido e severo io, e qui sta soltanto avvenendo un normale piccolo dialogo tra culture, uno scambio semplice semplice tra persone, un offerta reciproca di suoni, ritmi e danze; un omaggio riconoscente e pacifico ai montemaranesi ?

Anche qui: non so, ditemi voi.

Scusate la lunghezza.

Inviato: 2 marzo 2006, 17:32
da montar
Maurizio,
Anch'io ero inizialmente con lo stesso gruppo "civiltà  contadina".
Poi ho cambiato, nonostante la regola generale: si puo' cambiare la fidanzata, la moglie,
Ma mai la squadra di calcio , ne tantomeno la mascarata.
Non a caso celebri versi dicono " La mascarata nosta non si 'mmesca co la vosta".
...
Rispondo all'ultimo quesito
In effetti gia' da qualche anno, forse una decina, vi sono persone che provengono da altre zone ed eseguono altre musiche, anche esperti.

Poi ovviamente c'e' anche il popolo del tamburello tanto odiato da Ialma, che ovunque si trova deve dire che la taranta é biba e che la figliola é chiamata rosa.

Comunque il tutto é facilitato dal fatto che la sera non c'e' nulla di accattivante nei soliti posti di ritrovo...

Spero di aver soddisfatto almeno in parte le tue domande.
Saluti

Re: Montemaranese, Pizzica, ritmi e riti.

Inviato: 2 marzo 2006, 18:22
da raheli
[quote:82f461e962="LUMAURIZIU"]trasponendo in casa mia: esiste ancora in Salento un autentica pizzica, cioé una musica, una danza, un ritmo che si possa osservare in Salento suonato danzato e cantato dai salentini durante uno specifico rito tradizionale della nostra cultura ?
O ci é rimasta solo la riproposta (quella "buona", secondo l'illuminante spiegazione di Raheli in altro forum, per intenderci) e la pizzica da ronda diciamo "per divertimento", cioé quella non rituale ?
[/quote:82f461e962]

Ahi, ahi, Maurizio, ma questo sito mi lascerà  un po' di tempo per lavorare?

Provo a risponderti rapidamente.

Nel Salento la trasmissione orale della musica di tradizione si é interrotta per motivi vari e tutti giustificabili.
Emigrazione, radio, televisione, mancanza di un corpus di repertori consolidati, mancanza di un utilizzo massiccio della musica di tradizione nelle feste, assimilazione da parte degli anziani della musica con momenti tristi della propria vita (miseria, povertà ) e desiderio di voltar pagina in modo netto!
Stando così le cose le generazioni giovani NON hanno appreso la musica con tutto quello che c'era dietro. Stili e tecniche tradizionali, contestualizzazione, capacità  di improvvisare ed innovare mantenddosi all'interno degli schemi esecutivi e compositivi tradizionali.
La riproposta ha provato e prova ancora oggi a saldare la frattura con il passato, ma la frattura, se va bene, c'é ancora e si sente.
Se va male c'é la scorciatoia della finta contaminazione (che é una scorciatoia per tenere insieme cose che insieme non stanno).

Nel Salento io credo sia difficile ascoltare oggi da esecutori giovani gli stili di tradizione. Forse se si puntasse sul recupero profondo di cui parlo nell'altro forum si potrebbe concludere qualcosa. Forse no.

A Montemarano probabilmente la tradizione non si é mai interrotta (dico probabilmente perchà© non so) ed allora i clarini possono essere suonati al posto delle ciaramelle ed i tamburi sintetici al posto di quelli tradizionali perchà© chi lo fa é dentro agli stili e tecniche tradizionali.

Se nel salento la tradizione non si fosse interrotta probabilmente avremmo oggi, ad esempio, i bassi elettrici suonati alla "salentina", perchà© tecniche e stili tradizionali sarebbero stati trasposti sul basso. Contaminazione reale.

Invece oggi si appiccica un basso rock alla pizzica. Contaminazione finta.

Ho risposto?

Ciao

Inviato: 3 marzo 2006, 18:41
da montar
Uh mamma mia,
dai post di Maurizio e qullo di Raheli si potrebbe scrivere un'intera biblioteca.

Maurizio dice:
[quote:9a0d8495a4]
Primo: ciò che ho osservato ed in cui mi sono immerso a Montemarano nel 2006, in che rapporto é con la tradizione della montemaranese ? Non é che anch io, come capita ai turisti che vengono in Salento, ho assistito a qualcosa che c entra ormai poco con la tradizione ?
[/quote:9a0d8495a4]

A mio modesto avviso, il concetto di tradizione a Montemarano, va esteso all'enesima potenza.
Pur restando ancora nella tradizione.
Nel senso che ogni tarantella ha il suo suonatore, per chi conosce un po' come vanno le cose:
si parla della tarantella di tizio, della tarantella di caio, etc. etc. (ometto volutamente i nomi)
e si potrebbero associare anche modi di ballare diversi. Più o meno agitati.
In più da quando ci sono i mezzi di registrazione moderni si puo' parlare anche di tarantelle di persone scomparse da tempo.
Una volta nel forum ho accennato alle Balene: comunicaano attraverso un linguaggio che viene modificato continuamente, ed avendo la memoria corta ricordano solo l'ultima modica. Questo fino a quando non c'erano mezzi di registrazione, le balene di oggi possono ricordare anche i vecchi linguaggi.

Raheli osserva

[quote:9a0d8495a4]
A Montemarano probabilmente la tradizione non si é mai interrotta (dico probabilmente perchà© non so) ed allora i clarini possono essere suonati al posto delle ciaramelle ed i tamburi sintetici al posto di quelli tradizionali perchà© chi lo fa é dentro agli stili e tecniche tradizionali.
[/quote:9a0d8495a4]

In effetti il calo di interesse ci fu dopo il sisma del 1980.
Ma li sono veramente veraci e ben presto si sono ripresi, mentre in altri paesi limitrofi la tradizione é scomparsa del tutto o quasi. Comunque grazie a pochi gruppi folk, principalmente, soprattutto, quello di Achille D'Agnese (questa volta il nome ci vuole) andando in giro per sagre e feste paesane ha fatto si che in tutti i paesi limitrofi si siano conservate le differenze stilistiche nel ballo.

A questo punto vorrei chiedere a Maurizio, visto che il suo interesse é rivolto principalmente al tamburello, sempre secondo, voglia, tempo e pazienza permettendo, di esprimere quali differenze, non tecniche, ma emotive ritiene che ci siano tra il tamburello nella pizzica e nella montemaranese?

Saluti

Inviato: 3 marzo 2006, 19:02
da betsabea
[i:20496b180f]"Nei due giorni trascorsi a Montemarano, con videocamera e tamburello al seguito (quest ultimo l ho usato solo al chiuso in stanza per esercitarmi su quello che avevo ripreso !)"[/i:20496b180f]

Accidenti ormai si teme di venire assaliti dai fanatici di pizzicata.it ovunque! ; )



A parte gli scherzi.. sono stata anche io a Montemarano un po' di volte..

Ci sono due indizi-risposte che accenno ma che qualcuno che ne sa più di me potrebbe poi magari spiegare meglio (o puoi fare una ricerca tu..)

La prima é che il Carnevale di Montemarano é una sfilata di carnevale.. e quindi non c'entra niente né con la pizzica né con la tarantella né con la musica tradizionale in genere.. quindi non vedo come poterla confrontare con le altre realtà  che citi..

La seconda riguarda i clarinetti: non é un caso che ci siano solo loro, per quello che ne so la Montemaranese che conosciamo nasce con loro.. nel senso che quella che conosciamo oggi si può fare solo con il clarinetto perché é stata composta da uno (più) immigrati in America.. ovvero di ritorno al loro paese.. non so se hanno ripreso delle vecchie sonorità  o é stata fatta ex novo.. non mi ricordo neanche in che periodo.. insomma non mi ricordo altro MA... é un indizio no?!
: )

Dati i miei livelli soliti di approssimazione non ti biasimo se non mi darai retta ma forse varrebbe la pena approfondire..

Mi spiace non poterti dare le fonti.. quella che citi tu mi sembra (arrunzunata) ma buona..

http://www.promontemarano.it/tarantella_dettagli.asp

Inviato: 6 marzo 2006, 15:38
da montar
Betsabea.
Con LuMaurizio mi son "scontrato" diverse volte su diversi argomenti.
In questo caso credo che il suo agire sia da prendere a modello.
Anzi, forse basterebbe un decimo.

Poi credo che una musica/brano senza autore penso che sia tradizionale.

Poi si é tanto sicuri che si tratti di emigranti ...
Poi ...
Poi ...
...
Poi c'é chi ha formulato ipotesi di provenienza dall'est europeo ... che smentiscono tutto il resto.

Comunque se ricerchi nel forum c'e' un elenco di libri ( discussione creata dall'utente Monckage)
,diversi dei quali trattano l'argomento.


Saluti

Inviato: 6 marzo 2006, 18:03
da LUMAURIZIU
Ehm, carissimo Montar, ti devo proprio ringraziare per la bellissima domanda, perchà© mi costringe a leggermi dentro ! cosa che , almeno di tanto in tanto, é bene fare !

Dunque, le diverse emozioni sul tamburello della pizzica e della montemaranese ...

Provo a rispondere in estrema sintesi e con conclamata reticenza, dal momento che qui ci stiamo addentrando in un mondo molto intimo, caro amico di forum, forse troppo: é evidente infatti che io ti posso parlare soltanto delle mie, di emozioni, e siccome ne ho provate e ne provo tante, e forti; e siccome ciò che io vivo emotivamente attraverso lo studio, l ascolto e la pratica dei ritmi tradizionali sul tamburello rappresenta una parte abbastanza importante della mia attuale impostazione di vita, allora ho il pudore di chiedermi fino a che punto le mie personalissime emozioni possano davvero interessare qui e, soprattutto, fino a che punto sia per me prudente aprire qui il mio cuore !

In più, vorrei sottolineare che il mio rapporto con la montemaranese, tanto emotivo quanto pratico, é ancora troppo "giovane" per permettermi di giungere a conclusioni consolidate.

Ad ogni buon conto, l emozione che ho provato durante le processioni a Montemarano, quando, nel momento in cui cambia la tonalità  della musica, vengono emesse alte grida e i tamburelli crepitano ancora di più, é stata molto simile, fisicamente, a certe emozioni forti provate in Salento al suono di altre grida ed altri tamburi: la sensazione che qualcosa di importante e misterioso sta finalmente succedendo; che si é ottenuto un risultato faticoso e benefico attraverso un sacrificio, una sofferenza, una pazzia; che qualcosa si sta invertendo da male in bene.

Mentre il tamburo della pizzica - regolare, cardiaco, prevedibile – mi dà  la sensazione di un tamburo che affascina, ipnotizza, incanta, riduce, lega e trascina con sé; quello della montemaranese – ciclico, eppure irregolare come un singhiozzo e per niente scontato – mi dà  la sensazione di un tamburo che sorprende, distoglie, confonde, spiazza, disorienta, inebria, scaccia via da sé, espelle; entrambi i tamburi però, ciascuno a suo modo, in fin dei conti mi portano alla stessa emozione finale: lottare, invertire, vincere, stare bene, gioire.

Cominciando (ma proprio cominciando) a tamburellare la montemaranese , ad un certo punto avverto la sensazione che una metà  del cervello sta comandando alle mani un certo schema, mentre l altra metà  sta ascoltando con l orecchio uno schema diverso che la prima metà  nemmeno sospetta: quando prendo coscienza di questo solitamente, in questa fase di "iniziazione", comincio a sentirmi strano e dopo poco mi blocco automaticamente.

Con la pizzica no: é tutto decisamente molto più sotto controllo.

Per il gentile crotalo :D (con simpatia) Betsabea:


Come puoi dire che la tarantella ed il carnevale non c entrano nulla ?

Nella parte di approfondimento del sito www.promontemarano.it é a mio avviso spiegato molto bene, negli articoli tratti da "La Città  Longobarda", il significato simbolico rituale della processione carnevalesca di Montemarano e della relativa tarantella, in particolare nell aspetto connesso all espulsione del male: espulsione del male, tarantella, pizzica, ! dovrebbe dirci qualcosa, no ?

Permettimi di ricordarti che i riti carnevaleschi affondano le loro radici nelle tradizioni più antiche di molte culture, con numerosi e profondi significati simbolici: mi limito a segnalarti quello dell inversione (tutto é all opposto, tutto si inverte: male/bene, maschio/femmina, ricco/povero !), quello della ciclicità  (una volta all anno ogni anno) e quello della morte rituale e della resurrezione (la morte del carnevale, la morte della quaremma, la pasqua ventura). A mio parere vi sono molte analogie tra i riti carnevaleschi e le danze tradizionali di medicina ("pazzia", inversione, morte rituale, rinascita, ciclicità ), tra le quali si annoverano senz altro le tarantelle e la nostra pizzica ! La cosa per me estremamente interessante, e meritevole di grande attenzione e studio, é proprio questo accostamento tra tarantella e riti carnevaleschi esistente a Montemarano: mi piacerebbe molto approfondire, al riguardo, se tale accostamento é presente, per esempio, anche in altri luoghi.

Scusate sempre la lunghezza, ma come disse giustamente una volta il "discolo" Frag, sono un "vecchiaccio" :? (era bbuenu pe iddhu ...)

Inviato: 7 marzo 2006, 13:33
da betsabea
E' anche perché i riti carnevaleschi hanno radici ben più "arcaiche e continue" che dico che non c'entrano con "la tarantella".. secondo me a voler cercare connessioni tra le cose se ne trovano a iosa, ma non necessariamente cose simili hanno la stessa origine o possono essere accomunate..

Ne convieni che forse prima dovevamo dirci cosa intendiamo per "tarantella".. :)

Io intendevo dire solamente che il ballo, le cosiddette danze tradizionali (tra le quali la pizzica), che caratterizzavano alcuni momenti particolari della vita di una comunità  (nascite, matrimoni, feste religiose, e familiari, vendemmie, ammazzamma u porcu ecc..) sono qualcosa di diverso dal ballo processionale a cui si assiste a Montemarano.. che invece é un ballo collettivo, carnevalesco, dionisiaco ecc..

Se invece intendi che é il fenomeno del tarantismo che ha una connessione con i riti del carnevale! la cosa mi sembra lo stesso una forzatura! direi che vedo maggiori affinità  con alcuni riti e danze del mondo africano!

Inviato: 7 marzo 2006, 14:34
da montar
X Betsabea.
Per inciso alla mia promessa di matrimonio vi erano nove suonatori di tarantelle montemaranese.
Al mio matrimonio vi erano altri dieci suonatori di tarantella montemaranese,
se vuoi ti faccio nomi e cognomi. Così come in ogni altro evento del genere.
Quindi oltre la forma processionale, ne esiste evidentemente anche una forma stanziale,
suonata in occasione di feste, sagre etc. etc.
Addirittura esistevano anche forme casalinghe per combattare la fame,
come ben sai il ballo, il movimento, produce ormoni che inibiscono l'appetito.

Se vuoi ti descrivo anche dei collegamenti possibili tra carnevale e rito terapeutico per la cura,l tarantismo.

Saluti

Inviato: 7 marzo 2006, 14:35
da LUMAURIZIU
Differenze, Similitudini, Analogie, Corrispondenze, Contrasti, Somiglianze, Relazioni, Dissomiglianze, !

...chi ha il gusto di cercare !e cerca bene ! prima o poi qualcosa trova ! che cosa ?

In questo caso le sfumature e i chiaroscuri esistenti tra il bianco ed il nero, quelli che ti fanno intuire le possibili profondità  e le forme al di là  delle semplici geometrie. Sfumature, chiaroscuri e prospettive che possono anche ingannarti l occhio, ovviamente, ma proprio perchà© sai che può essere così, ti spingono a non fermarti, a porti altre domande, a guardare da più angolazioni, a verificare, senza mai dare nulla per scontato e senza mai rifiutare o accettare qualcosa a priori o sulla base di affermazioni non verificate.

Il Bianco = Bianco e Nero = Nero (qui noi afere tarantella, JA, lì noi afere carnefale, Ja :wink: ), Betsabea, va bene forse per gli scacchi, non per quello di cui stiamo parlando: e comunque io qui non sto giocando a scacchi, non sto cercando diagonali di identità  o di uguaglianza su cui spostare gli alfieri (non mettermi in bocca parole che non ho detto), se mai sto notando alcune corrispondenze e relazioni che trovo interessanti e forse anche singolari, da cui si potrebbe anche partire per una ricerca, per esempio su: origini, significati e caratteristiche coreutico-musicali dei riti carnevaleschi nel Sud Italia e loro relazioni con i riti tradizionali di guarigione e di prosperità .

Hai detto niente :shock: .... magari se rinasco ... Ciao. :)

Inviato: 7 marzo 2006, 15:01
da betsabea
Ma le mie affermazioni non vogliono contraddire le vostre!
(Per esempio lo so che la montemaranese si suona e si balla anche in altre occasioni... e conosco le analogie tra riti carnevaleschi e di guarigione ecc.)

Solo ribadire che forme diverse sfumano sicuramente l'una nell'altra... ma questo vale per ogni tipo di danza!

E' che io più che le similitudini penso sia importante sottolineare le differenze.. soprattutto considerato che ormai si va verso una generale amalmagazione..

Inviato: 7 marzo 2006, 15:06
da montar
Betsabea.
Volendo si può collegare anche le dimensioni dello shuttle alla larghezza delle strade consolari
romane, tutto é possibile. Tutto sta in quale direzione ci si vuole orientare e che tipo di legami si vogliono trovare (forti o deboli). Perché in qualche modo tutto quello di oggi é la somma di quello che accadde ieri, l'altro ieri, etc. etc.


Saluti.

Inviato: 7 marzo 2006, 15:18
da montar
Ma perché sottilineare le cose simili significa omogeneizzare?
Ma perché sottolineare le differenze significa separare, distanziare, segregare?

Il fatto é uno, a mio modesto parere ,devi riflettere di più su quello che scrivi!
Senza offesa!

Cordiali Saluti

Inviato: 7 marzo 2006, 16:23
da betsabea
lo so che qui scrivono solo persone intelligenti e colte cerco di sforzarmi anche io credetemi ma siete irraggiungibili!!!

Rileggendo i tuoi due ultimi post vedo solo un grande sforzo a capire quello che vouoi di quello che scrivono gli altri.. a far polemica sempre e comunque e.. e a tagliar corto.

Tagliando corto anche io : lo shuttle montar...

:roll:


Quando parlo do per scontato che molte cose le sappiamo più o meno tutti, io e le persone che scrivono.
Quindi é naturale che mi aspetto che tu capisca che le mie affermazioni nulla tolgono a quanto hai scritto ma vogliono rispondere direttamente primo post in oggetto che a quanto ho capito invogliava a scrivere "sulla" Montemaranese, a "scriverne" oltre a quanto leggiamo su siti e libri ecc.

Quando dico che oggi si tende a massificare intendo dire semplicemente che se ti fai un giro in campania vedrai ballare (e suonare) la tammorriata dappertutto allo stesso modo, per cui le votate di un paese, piuttosto che di un altro, sono fatte insieme come se fosse lo stesso ballo (ovvio non da tutti..).
Allo stesso modo c'é questa tendenza a confondere la pizzica, come ballo magari di festa, con il fenomeno del tarantismo ecc.
Oppure c'é la tendenza a considerare le "tarantelle" del sud italia come se fossero comunque tutte riconducibili al medesimo schema quindi si imparano i passi e una vale l'altra (ne converrai che la viddanedda con la montemaranese con la pizzica col saltarello con la tammorriata non possono essere trattate allo stesso modo, ma ormai si parla generalmente di "danze tradizionali del sud italia" e tanto basta..)

Questo ovviamente da parte dei giornalisti, dei mass media, di tanta gente che si avvicina ad esse solo in modo superficiale, per moda..
e mi pare anche che é questo il fenomeno più allarmante che bisognerebbe contrastare..

Quindi: E' ovvio che ci sono legami tra queste realtà  e che le radici tornando indietro, ma restando in tempi olocenici, sono spesso comuni .. ma intendevo dire solo che secondo me é cercando ed evidenziando le differenze che si aiuta la preservazione di tutte queste forme..

Mi potrai dire che questo é un discorso a parte.. ma la mia era solo una suggestione nata dallo svolgimento del topic in questione..



Se poi vuoi proprio fare a pugni vieni fuori che ti aspetto..

Inviato: 7 marzo 2006, 16:45
da giannino
Di certo non posso dire di essere un appassionato o un esperto di montemaranese, ma ammetto che si tratta di una tarantella affascinante soprattutto per quanto riguarda quei cambi di tonalità  che tanto hanno sorpreso ed eccitato ance Maurizio. Detto ciò, da organettista con la m minuscola, ci tengo a precisare che quei cambi di tonalità  tra maggiore e minore sono dovuti a mio parere dall'antico uso purtroppo scomparso dell'organetto ad otto bassi nella montemaranese, che comprende appunto una tonalità  minore (nell'organetto in sol é il La m). Ci tengo anche a precisare come moltissimi suonatori anziani amino creare quest'euforia negli ascoltatori col cambio di tonalità , ma soprattutto come ciò non avvenga solo nella tarantella montemaranese!!!
Qui dovrebbe venirmi in aiuto Massimiliano Monkage. L'otto bassi era diffusissimo anche in puglia e soprattutto nella murgia brindisina, dove ancor'oggi se ne conserva una ricca tradizione (gli ormai famosissimi organettisti di villa castelli...ma anche di cisternino, locorotondo ecc.). Ebbene questi musicisti usano spesso il cambio di tonalità  tra maggiore e minore nella pizzica (che é molto diversa da quella, di solito esclusivamente in maggiore, del "basso salento"), accompagnandolo spessissimo con urla d'euforia sia proprie che provenienti dagli altri cantori e dal pubblico...ed anche chi balla riceve una vera e propria SPINTA dal cambio di tonalità .

Detto ciò condivido il paragone di Maurizio tra carnevale e tarantismo, chiedendo agli esperti di montemaranese: se prima del clarinetto si usava la ciaramella, come si faceva a cambiare la tonalità  della montemaranese visto che la ciaramenlla non lo permette? Il cambio di tonalità  é davvero dovuto all'utilizzo dell'otto bassi come ho ipotizzato prima?

Inviato: 9 marzo 2006, 15:19
da montar
Giannino da chi non capisce un H di musica:

[quote:4d2ac4c670]
Detto ciò, da organettista con la m minuscola, ci tengo a precisare che quei cambi di tonalità  tra maggiore e minore sono dovuti a mio parere dall'antico uso purtroppo scomparso dell'organetto ad otto bassi nella montemaranese, che comprende appunto una tonalità  minore
[/quote:4d2ac4c670]
Sei sicuro che quanto affermato sopra sia vero?

Le urla sul cambio di tonalità  hanno lo stesso effetto in un ballo di gruppo rispetto ad uno di coppia con partecipazione del gruppo circostante? Così mettiamo in evidenza le differenze.

Premesso che non capisco veramente nulla sulla storia degli strumenti, ma dal tuo post capisco che dai per scontato prima organetto poi fisa. Magari sbaglio,
Quanto tempo é passato tra l'invenzione dell'organetto e della fisa, secondo me nemmeno 50 anni. Forse sbaglio ...
...?
...?
...?

Saluti

Inviato: 9 marzo 2006, 16:00
da giannino
Maurizio dice:
"Ad ogni buon conto, l emozione che ho provato durante le processioni a Montemarano, quando, nel momento in cui cambia la tonalità  della musica, vengono emesse alte grida e i tamburelli crepitano ancora di più,"

Mah...se tu credi che abbiano un effetto diverso cerca di spiegarmi in che cosa é diverso...io so solo che il cambio di tonalità  nella tarantella di montemarano che sento sui cd mi procura lo stesso movimento interiore del cambio di tonalità  nella pizzica ostunese o di villa castelli...nel senso che mi vinene da sorridere, da gridare, da zompare e da fare eehhhh ohhhh olehhhh!!!...sia che in quel momento io stia suonando, sia che stia ballando, sia che io stia assistendo come spettatore al ballo. Penso che sia più o meno lo stesso nel "gruppone" che si forma nella montemaranese...no?

Per quanto riguarda la differenza tra organetto e fisarmonica...bé, mi sembra chiaro come in questo caso sia nato prima l'uovo che la gallina...l'organetto, anche ad un primo e fugace sguardo, é molto più "rudimentale" della fisarmonica, e questo già  ne denota la sua primogenitura (ci sono circa 50, hai ragione, tra i due strumenti).
Il vero spartiacque però non é nella data d'invenzione ma nella semplicità , nella praticità  e nel costo!!!!! del primo rispetto alla seconda. Dubito infatti che una capraro di eboli (e cristo vi si é fermato solo mezzo secolo fa)...potesse acquistare facilmente una fisarmonica...mentre un piccolo organetto era sicuramente alla portata di più gente.
Ho fatto l'ipotesi del cambio di tonalità  proveniente dall'uso dell'otto bassi (ne sono quasi certo) prima di tutto perché dall'ascolto di registrazioni della montemaranese all'organetto, si nota perfettamente il giro che porta dal lam al fa o al rem(a volte) e al sol (nell'organetto in sol)e via dicendo...e poi perché se fosse nato con la fisarmonica non sarebbe stato di certo forzato nelle tonalità  in cui invece é costretto.
in definitiva il continuo passaggio tra maggiore e minore nelle nostre pizziche e tarantelle lo vedo principalemte come retaggio dell'organetto 4 e 8 bassi...altrimenti non si spiega!!! tutti gli altri strumenti (e quelli diatonici in particolare (armoniche, ciaramelle, zampogne ecc.ecc.) infatti non prevedono un passaggio forzato dalla ton maggiore alla sua corrispettiva minore....ma qui mi serve un aiuto storico etnico musicale...Massimilianoooo!!!!!!!!!!!!!!!!!

Inviato: 9 marzo 2006, 20:05
da Ialma
Caro Maurizio,
rispondo solo al terzo punto, riportando un accadimento reale.
Domenica scorsa, a Montemarano c'é stata la morte del carnevale, ed ha avuto luogo la tradizionale lettura del testamento del carnevale, in cui vengono lette al pubblico una serie di versi composti per raccontare fatti e misfatti inerenti gli accadimenti Montemaranesi dell ultimo periodo.
Fra le altre cose lette, (fra cui una serie di polemiche sulla gestione del carnevale), c é stato un verso sui suonatori in visita, quelli che vengono a Montemarano a suonare la pizzica e la tammurriata , che sono stati invitati a stare a casa propria ed a non rompere i santissimi.
Il che vorrà  pure dire qualcosa...
Mentre stavamo andando via, alla paninoteca all uscita del paese stavano suonando.
Ovviamente una tammurriata.
Pure questa é globalizzazione, porca trota. Io non ci sto più.

Inviato: 10 marzo 2006, 9:12
da raheli
Accadimento reale anche questo:
Lismore, Irlanda, luglio 2000. Simpatica serata con musicisti irlandesi in un pub. Si inizia a cantare, sia i musicisti che avevano suonato sul palco che altra gente, fra cui ricordo un anziano irlandese che cantò benissimo.
Io cantai Donna ci stai alle cambare nzerrata e Damme nu ricciu.
Ma fui invitato espressamente a farlo.
In altra occasione, anch'essa conviviale e non concerto, un tamburellista fu altrettanto espressamente invitato a NON suonare il tamburello sulla musica irlandese.
Altra occasione di confronto:
Rostrenen, Francia, agosto 2000.
Botta e risposta di strofe improvvisate su L'aria de li trainieri con musicisti SARDI.
Situazione spontanea mentre si tornava in albergo dopo aver bevuto un po'. La cosa andò avanti fino a notte fonda.
Gli stessi musicisti non si sono neppure sognati di mettersi a suonare insieme a noi durante l'esecuzione di un brano in concerto o in altre situazioni spontanee dove però suonavamo, in gruppo, il nostro arrangiamento di un brano salentino.
Mio parere personale.
Gli "omaggi ad altra cultura" fatti suonandoci sopra o anche suonando un po' per uno vanno bene se il piacere di farlo é reciproco.
Se a Montemarano, durante il carnevale, non gradiscono, evidentemente non va bene.
Nulla toglie che gli stessi montemaranesi che hanno espresso disappunto, in altra occasione possano avere piacere a divertirsi con la musica mischiando i generi e le tradizioni.
Io faccio così: quando vado in giro, ascolto.
Poi se la situazione é tale da permetterlo posso anche suonare o cantare.
Ma solo se é chiara la volontà  di tutti di farlo.

Inviato: 10 marzo 2006, 11:09
da montar
Dico la mia.
Condivido l'opinione di Raheli, ci sono le giuste circostanze e quelle meno giuste.
ecco quanto accaduto l'anno scorso.
Durante la sfilata verso la sera ci si infila nei bar, ebbene i miei amici suonatori hanno riconosciuto un anziano suonatore di ciaramella sulla tammurriata ebbene per ricambiare la
gentile visita lo hanno "invitato" a suonare una tammurriata, iniziando prima loro.
questo credo che rientri nell'esempio di Raheli ...
Questi tipi di scambi ci sono sempre stati... Conservo un volantino del 1980
riguardante il "ripristino" del carrettone di bagni (scafati)in cui éra ufficialmente invitato il gruppo
folk di Montemarano.
Poi ci sono altre situazioni un po meno belle ...

X giannino "sulla differenza tre le urla":
In un caso le urla sono emesse per incitare principalmente la coppia che sta ballando (pizzica)
tipo quella "Diavule diavule stanotte ..."
Nell'altro caso sono gli stessi danzatori ad urlare quindi l'urlo é rivolto principalmente a se stessi e
poi anche al gruppo che balla ( perché in effetti ci sono due cerchi uno che balla e uno che "osserva" e generalmente non urla). Spero di essermi spiegato abbastanza.
Così si sotttolineano le differenze ti pare. Come vedi le stesse urla hanno significati diversi non ti pare?

Comunque a me piacerebbe discutere su di un particolare aspetto comune, se a voi fa piacere:
i colori.

Saluti