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la RINASCITA?????????????

Inviato: 4 febbraio 2006, 2:52
da tarantune
Giudicate voi,io posso solo far parlare il mio silenzio:

http://www.pizzicata.it/index.php?modul ... 03/02/2006

Inviato: 4 febbraio 2006, 10:51
da Maruko_KuFu
Hem, qualcuno potrebbe spiegarmi che cosa é la "presenza del corpo nello spazio, con se stesso e con l altro"...?
O ancora, secondo voi lo scat (bi baba bi raba, baba bira ba, biiii baba bira ba, ba ba bira, bababababa biii...) ha origini nel crotonese, nell' aretusino o sulla Maiella??? Cito: "lavoro sull emissione vocale e la liberazione della voce, la produzione onomatopeica di ritmi e l accompagnamento musicale nel cerchio." - Un connubio tra the Sign, gran bel film e Jhonny Jackson the scoutY scout, Philadelphia, PA (che sta per Palermo?)??? O ci sono i Neri per caso (tichidi, tichida)?

Continuo e cito:
"danza terapeutica – fase a terra e fase in piedi, la mimesi e la lotta per l affermazione di se"

Diciamo che, sono interessato al corso, ma voglio saperne di più... qualcuno sa dirmi (magari il signore che prganizza tutto) in che consiste? Che succede? Come mai? Perché? Il lenzuolo per stendermi lo devo portare da casa? La salvia é compresa nel prezzo? Gilardino o Toni?

Comunque, vedo che la corrente della "rinascita" auspicata da un noto entoetolomusicologo CHE CANTAVA "BALLATI, FIMMINI SCHETTI..." SPACCIANDOLA PER SALENTINA é seguita da qualcuno.


Nb: mi scuso con chi di dovere per il sarcasmo... ma... ma... rripigghiativi!

NB: non giudico o condanno nessuno, non sono nessuno, per poterlo fare... ma dico solo che corsi presentati così, personalmente mi fanno ridere.

Fatemi cambiare idea.


"La radice sta nella semplicità  di un gesto e di un suono: ovvio, sinonimo di libertà  espressiva"

Inviato: 5 febbraio 2006, 21:04
da secundo
Mi sembra la Belloni. Non sanno più cosa inventarsi.

Inviato: 5 febbraio 2006, 23:06
da pjraptus
vuol dire che andremo tutti a purificarci l'anima in massa a questo corso,che potrebbe chiudersi con un fentastico suicidio di massa presenziato da krasty il clown.......

bo....dico fandonie perché non ho capito il concetto essenziale sul corso....

bobobobobobobobobobobobobobobobobobobobobobobobobobobobobobobobobobo.......

Inviato: 6 febbraio 2006, 13:38
da tarantune
Non sono in discussione il curriculum o la preparazione del"docente" in questione ma il modo di presentare questa "cosa" e le sue finalità !
faccio notare che non vi é stata alcun tipo di censura riguardo l'iniziativa da parte dell'amministrazione di pizzicata poiché la scelta editoriale é sempre caratterizzata da un "integralismo damocratico" come lo chiamo io!
e così deve essere!!
ognuno é libero di inserire qualsivoglia evento e qualsiasi commento (sempre usando quella parolina magica che si chiama rispetto ed educazione) e ovviamente se ne assume le responsabilità  e deve anche saper accettare le eventuali critiche e obiezioni mosse al proprio operato!
ma eventualmente può anche rispondere alle stesse!

Inviato: 6 febbraio 2006, 19:39
da LUMAURIZIU
Trovo il programma davvero molto interessante e sarei curioso di potervi partecipare per poter esprimere un mio modestissimo e poco qualificato giudizio personale, mi auguro positivo, anche sui suoi contenuti reali, oltre che su quelli dichiarati.

Possessione, morte rituale, adorcismo ed esorcismo, mimesi e lotta, fase a terra e fase in piedi, inversione, rinascita, guarigione: questi e tanti altri termini "colti" utilizzati dai vari De Martino, Lapassade, Rouget, Schneider !. nello studio del tarantismo e della terapia coreutica-musicale, potranno forse apparire "snob", eppure hanno persino il loro corrispondente dialettale-popolare, certamente più intuitivo e meno "cervellotico", ma assolutamente equivalente, sul piano simbolico e sostanziale, a quello "intellettuale" che tanto sembra fare scandalo nel forum: "à  stata pizzicata", "me sentu lesu", "à  schiattata la taranta", "m ave fatta la grazia"!.

La realtà  é molto complicata, e di fronte alla diversità  dei filoni di approccio e di ricerca, si reagisce in tanti modi, non sempre aperti e carini: c era una volta chi, al solo sentire la parola "cultura", metteva istintivamente mano alla pistola, o chi di fronte a modi "altri" di pensare e di agire preferiva fare tanti bei falò con libri e persone.

Oggi, fortunatamente, almeno in Europa, le cose vanno meglio: ed é infatti una buona cosa che l intolleranza e l integralismo culturale si manifestino con intensità  molto limitata, come per esempio accade su questo sito, dove un nutrito gruppo di iscritti, non appena sente parole come "danza delle spade" o "rinascita" o "inversione rituale" o, peggio ancora - grandissimo tabù !- "swastika", invece di mettere la mano alla pistola o all accendino, si limita ad usare il mouse e la tastiera, anche se li usa per criticare e deridere persone ed iniziative in modo spesso assolutistico e con sorda cattiveria, restando chiuso in maniera esclusiva entro l orizzonte - inevitabilmente piccolo – del proprio percorso personale.

Viva le menti aperte !

A proposito: qualcuno può indicarmi se é a conoscenza dell esistenza di documenti scritti o iconografici in cui sia storicamente attestato un legame tra spade e spadini da un lato, e tarantismo, tarantati, tarantelle e pizziche dall altro ? E se questo legame é attestato, qualcuno saprebbe indicarmi anche il significato simbolico di queste spade e spadini ? Qualcuno ha mai notato che il corpo dei danzatori di pizzica e degli stessi schermidori di Torre Paduli, durante il ballo, forma più volte con gli arti una swastika ? E solo un caso ? Lo é anche tutta l iconografia che troviamo sugli antichi vasi greci, in cui incroci rituali e swastike umane abbondano nelle scene di danza ? Qualcuno mi sa dire come mai, se di semplice "scherma" si tratta, si danza con lo stesso ritmo utilizzato nella terapia del tarantismo e solo con quello ? Me lo dirà  forse Uccio Aloisi ?

E mi chiedo, infine: se, per ipotesi, la nonna di Uccio Aloisi avesse tenuto le galline in un dolmen, ed io chiedessi oggi ad Uccio Aloisi, avendo egli un dolmen sul suo fondo, se é vero che nei tempi antichi si facevano libagioni rituali funebri presso quel monumento: beh, non pensate che mi risponderebbe "libagioni de stu c!.." ?

Ne dovrei forse dedurre qualcosa di fondato sui dolmen ?

E perchà©, invece, se Uccio mi dice "Danza delle spade de stu c!" mi devo sentire autorizzato a bruciare i libri che accostano Tarantismo, Tarantella, Danza delle Spade e Torre Paduli, e le persone che hanno speso la vita a studiare ed a scriverli ?

Inviato: 6 febbraio 2006, 19:59
da montar
Caro lu Maurizio.
Ti prego non me ne volere.
Amichevolmente ti dico che ho assistito al convegno a Torino sulla transe e stati modificati della coscienza.
Dopo aver fatto una domandina semplice semplice, forse sono ancora lì a discutere.
Questo é il mio umile parere, sbagliato che sia...
Cordiali saluti.

P.S. Poi ho avuto il piacere di conoscere anche Daniele Durante,
ricordi la discussione ... l'ho continuata con lui.

Inviato: 6 febbraio 2006, 20:45
da tarantune
Lu mauriziu ha scritto:

[i:91dfee0be1]A proposito: qualcuno può indicarmi se é a conoscenza dell esistenza di documenti scritti o iconografici in cui sia storicamente attestato un legame tra spade e spadini da un lato, e tarantismo, tarantati, tarantelle e pizziche dall altro ? E se questo legame é attestato, qualcuno saprebbe indicarmi anche il significato simbolico di queste spade e spadini ? Qualcuno ha mai notato che il corpo dei danzatori di pizzica e degli stessi schermidori di Torre Paduli, durante il ballo, forma più volte con gli arti una swastika ? E solo un caso ? Lo é anche tutta l iconografia che troviamo sugli antichi vasi greci, in cui incroci rituali e swastike umane abbondano nelle scene di danza ? Qualcuno mi sa dire come mai, se di semplice "scherma" si tratta, si danza con lo stesso ritmo utilizzato nella terapia del tarantismo e solo con quello ? Me lo dirà  forse Uccio Aloisi ? [/i:91dfee0be1]

e poi:
[i:91dfee0be1]E perchà©, invece, se Uccio mi dice "Danza delle spade de stu c!" mi devo sentire autorizzato a bruciare i libri che accostano Tarantismo, Tarantella, Danza delle Spade e Torre Paduli, e le persone che hanno speso la vita a studiare ed a scriverli ?[/i:91dfee0be1]

Vi é un forum
http://www.pizzicata.it/index.php?name= ... opic&t=634
apposito dove se ti và  puoi intervenire visto che sembra che tu lo conosca bene!
personalmente sarò felice di risponderti lì
E ancora:

[i:91dfee0be1]Trovo il programma davvero molto interessante e sarei curioso di potervi partecipare per poter esprimere un mio modestissimo e poco qualificato giudizio personale, mi auguro positivo, anche sui suoi contenuti reali, oltre che su quelli dichiarati[/i:91dfee0be1].

se proprio vuoi verificare la genuinità  dei contenuti dichiarati perché non ci fai un salto???
E poi magari ne riparliamo....!

Un saluto Daniele

Inviato: 6 febbraio 2006, 21:10
da tarantune
Lu mauriziu in http://www.pizzicata.it/index.php?name= ... nto+raduno
ha scritto:

[quote:d16673920b]
Sono invece molto interessato a partecipare, e se possibile contribuire, a tanti momenti veri e alternativi di musica popolare, quelli più nascosti e fuori dai circuiti del business che ancora possono sopravvivere in Salento: alle piccole feste in paese ed in campagna, ai ritrovi semplici semplici di piccole comunità , agli incontri con gli anziani ed i portatori, alle improvvisazioni spontanee con gli amici incontrati per caso in strada nella notte dell ultimo dell anno.
[/quote:d16673920b]

Non credo comunque che il corso in questione faccia parte di queste situazioni che a te piacciono tanto, comunque puoi sempre sincerartene!

Inviato: 7 febbraio 2006, 9:12
da raheli
Caro Maurizio,
lungi l'idea da me l'idea di bruciare i libri e tanto meno chi li ha scritti.
E' vero che le cose sono più complicate di quello che si pensa, ma questo discorso vale nei due sensi.
Se Uccio dice che la pizzica si ballava una volta l'anno e basta, l'affermazione, che non va presa alla lettera, può però servire a far riflettere su questa moderna iconografia immaginata, caratterizzata da frotte di contadini che dopo una giornata di lavoro si svagavano con la pizzica sull'aia.
Fra le due visioni io credo che quella più vicina al vero sia quella di Uccio Aloisi.
Inoltre, se mi permetti, io credo che anche a volersi avventurare in teorizzazioni riguardanti antichi rituali da cui poi si sia originato il tarantismo, ritengo che sia azzardato pensare ad un uso quotidiano di musiche antesignane della pizzica, in quanto al rituale sarebbero stati dedicati solo alcuni momenti dell anno.
Allo stesso modo credo sia azzardato voler stabile a tutti costi dei rapporti fra l iconografia presente su ceramiche antiche e la scherma di Torre Paduli.
Di questi argomenti si sa poco o niente e queste possono solo restare idee, magari affascinanti ma un tantino campate in aria.
A proposito della danza delle spade, dei coltelli, dei pugnali, io credo che ai ben documentati post di Ialma si dovrebbe rispondere con altrettanto documentati apporti a sostegno di una tesi contraria.
Tuttavia personalmente io non mi meraviglio che alcuni atteggiamenti siano presi di mira su questo sito.
Se uno degli esponenti della corrente pizzica=rinascita si espone in pubblico in modo ossessivo urlando dai palchi "che notte questa notte" e "un salto qua un salto là , entriamo tutti a ballare la pizzicaaaaa", non credi che chiunque lo ascolti sia poi portato ad associare tali esternazioni con qualcosa di poco serio, che coinvolge poi tutta la corrente di cui sopra?
Se sedicenti etnomusicologi si permettono di dichiarare in sede universitaria di avere le registrazioni di una pizzica-pizzica eseguita con l incudine, teorizzando che questo era il modo corrente di suonare, non credi che io poi sia autorizzato ad essere un pochino prevenuto?
Credo che a tutti piacerebbe credere che i Neandertal presenti sul territorio salentino suonassero la pizzica ed abbiano poi trasmesso questo antico retaggio ai Cro Magnon che li hanno soppiantati e che queste popolazioni preistoriche salentine l abbiano poi a loro volta trasmessa ai Messapi, ai Greci, ai Romani e così via, sino ai giorni nostri.
L ancestralità  della pizzica, del tarantismo, della scherma di Torre Paduli, della polifonia salentina derivante da tale teoria sarebbe per tutti fonte di fascino immenso.
La ricerca sul tarantismo come religione ancestrale salentina effettuata da emuli di Indiana Jones alla ricotta forte, pronti a far balenare davanti ai nostri occhi fugaci visioni di misteri insondabili di cui loro conoscono i segreti ma non possono rivelarli se non agli adepti, mi lascia perplesso. Anzi perplesso é un eufemismo. Aver assunto in passato una piccola dose di tale trattamento pseudo esoterico, mi ha vaccinato per tutta la vita.
Forse bisogna stare con i piedi per terra.
Le cose sono più complicate di quello che si pensa.
Anche la corrente pizzica=rinascita é una semplificazione.
E in questa società  moderna, dove le apparenze contano più della sostanza, permettimi di dubitare.
Specie quando ogni giorno assistiamo a tentativi spesso riusciti di commercializzare nel modo più bieco possibile tutto ciò che é connesso al Salento, alla sua tradizione ed alla sua musica.

Inviato: 7 febbraio 2006, 11:14
da Maruko_KuFu
Hem, coff, coff...(onomatopee) vorrei dire che, se si parla e se ne discute, degli argomenti in oggetto, é un conto... ma se si tenta di insegnarli... allora é finita proprio... madddai!!! Con quale coraggio si puo' insegnare ad un tizio ad agitarsi a terra senza criterio!?! Ancora peggio, come si fa ad insegnare ad un tizio ad agitarsi a terra CON CRITERIO!?! Come si fa ad insegnare ad un tizio cose che non si sono mai imparate.... é come se io organizzarsi un corso sul "Come contorcersi per il beri beri"... o ancora "La malaria e i riti di purificazione con acqua piovana nelle paludi del messinese nel secolo XVII"... o ancora: "La lebbra e i canti funebri, come simulare la morte durante un weekend a Calcutta"... La mia fervida mente potrebbe partorire (ngweee!) altri scellerati esempi... ma spero di essermi spiegato. La cosa delle onomatopee mi ha lasciato sconvolto... cosa s'insegna? Lo sciabordare delle lavandare? O il "PUNCH!" di Batman (POW!) telefilm anni 70? Chiedo spiegazioni. Ne ho il diritto. Fatemi ricredere, spiegatemi che cosa s'intende fare... io, così come stanno le cose, annullerei tutto e rivedrei il programma. Quei poveri atleti provenienti da tutti i paesi del mondo che impressione si faranno? Quei poveri giamaicani del bob (no Marley, tratara ta tatta)... Gia hanno la Fiat Multipla come condanna a vita... Ah gia, gli americani e i canadesi hanno la Belloni, magari associano tutto, si contorgono sul Sestriere e (Crash!) ci lasciano qualche medaglia...

"So-so la sooo, mi-mi fa miiiiii"

Inviato: 7 febbraio 2006, 13:55
da svincen
Caro LUMAURIZIU, visto che con il tuo post chiami in causa anche me (o almeno così mi sembra), vorrei cercare di rispondere alle tue considerazioni, sempre ovviamente in amicizia.

Innanzitutto, non vorrei che si cadesse nel solito andazzo, molto praticato di questi tempi, per cui si reagisce alle critiche non rispondendo nel merito, ma accusando chi critica di essere "integralista", "derisorio", o addirittura di voler "bruciare i libri". Sarebbe meglio confrontarsi, appunto, nel merito delle cose. Quando io ho parlato della "corrente interpretativa" che "sovrappone" il termine "danza delle spade" alla scherma, rifacendosi a Schneider, ho semplicemente descritto questo pensiero (infatti ho citato in maniera asciutta il libro di De Giorgi).
Su Schneider non ho detto che tutte le sue idee sono "cattive" o "sbagliate" (rimane comunque un importantissimo studioso) ma che vanno contestualizzate in una temperie culturale quantomeno "controversa" (sono noti i rapporti perversi tra l'ideologia nazista e tutta una serie di dottrine più o meno esoteriche che nascono e prosperano nella Germania dei primi decenni del novecento). Come é noto, comunque, De Martino liquida la sua interpretazione del tarantismo come "mitopoiesi personale e infondata".

Per quanto riguarda Uccio Aloisi e la memoria degli "anziani", io sono d'accordo che queste fonti sono da vagliare in maniera critica. Ma questo vale per tutte le fonti. Ad esempio, far discendere dalla somiglianza RECENTE del ritmo della scherma con quello della danza del tarantismo una identificazione forte tra i due fenomeni mi pare un caso esemplare di proiezione delle proprie teorie sui dati storici. Infatti abbiamo idee molto vaghe su quale fosse la musica del tarantismo nei secoli scorsi (i documenti dicono che ce n'erano di molti tipi, anche completamente diverse dalle tarantelle, cosa che trova riscontro nella memoria orale - vedi Luigi Stifani), e della scherma "storica" sappiamo poco e niente, perchà© le tracce documentarie sulla scherma di Torrepaduli partono al massimo (ma proprio al massimo) dalla fine dell'ottocento. Quindi questa storia del ritmo comune, su cui si costruisce un grande monumento interpretativo, é molto parziale ed é documentabile solo al massimo da un secolo, quindi non molto più in là  della "memoria orale". In queste cose bisogna sempre stare molto attenti alla "mitopoiesi personale". Detto questo, tutte le ipotesi e le interpretazioni sono lecite, tutti i pregiudizi sono sbagliati, e il lavoro di chi le fa é benvenuto, perchà© comunque fa progredire la conoscenza. Soprattutto se accetta di confrontarsi con il prossimo anche lui senza pregiudizi e senza lanciare anatemi.

E comunque quello che da' fastidio a molti di noi non é tanto che esistano queste interpretazioni, ma il loro uso spregiudicato, funzionale quasi sempre a una becera vendita tanto al chilo di un Salento molto esotico e new age.

Vincenzo Santoro

Inviato: 7 febbraio 2006, 15:41
da tarantune
Inviterei i partecipanti alla discussione a parlare nei forum appropriati degli argomenti diversi dal topic, ma non meno importanti, che sono spuntati fuori nei vari post!
In questo che ho aperto vorrei sapere:

le vostre impressioni come iscritti e appassionati sul corso in questione e se ritenete valida o interessante un impostazione del genere

le ragioni degli organizzatori del corso e l'obbiettivo che si sono prefissi

Le finalità  del corso stesso ovvero punto di partenza e punto di arrivo.

Vorrei inoltre spiegare che nel calendario sono presenti decine di appuntamenti e di certo non stiamo mica lì col fucile spiananto a spulciarli tutti e vedere se qualcuno sbaglia le virgole!!
certo é che esiste un' ovvia terminologia da utilizzare poiché non si possono chiamare pomodori le patate!!
La cultura ha il diritto di essere divulgata,il compito di divulgare , ma ha anche il doveroso dovere di farsi compredere!!!!!!
Gentilmente chi conosce i termini e i sostantivi, sconosciuti ai più ma, presenti nella locandina del corso ce li può spiegare ???????
O é una tecnica propagandistica per gettare fumo negli occhi con paroloni, teorie, neologismi nuovi, proprie di una certa new age più vicina alla politica degli ipermercati che alla filosofia buddhista????
Omnamashivaja!

Inviato: 7 febbraio 2006, 19:00
da LUMAURIZIU
Provo a commentare la locandina (in parentesi i miei commenti):

PIZZICA: LA DANZA DELLA RINASCITA (la pizzica é notoriamente una danza di guarigione: nel pensiero primitivo il malato non può semplicemente guarire, ma deve morire e rinascere nuovo ! da qui la rinascita, appunto)

espressione del corpo e della voce attraverso la pizzica salentina (si balla, si canta, si urla !normale, no ?)

La "taranta": Il suo morso rende furiosi fino alla frenesia e poi alla liberazione. Generata da questo mito la pizzica diventa strumento di liberazione dalle tensioni e danza sensuale di corteggiamento. (mi pare del tutto chiaro)

PERCORSO DI LAVORO (quindi si lavora, non ci si diverte soltanto, buon segno)

Gli incontri sono finalizzati soprattutto al risveglio del movimento ancestrale (l uomo moderno ha perso la sua naturalezza ritmica "primitiva", che lo teneva in armonia col mondo – vedi Schneider , "Il significato della Musica" - ma può risvegliarla e recuperarla)

alla liberazione delle tensioni del corpo, attraverso il ritmo della pizzica, (chiaro, no ?)

ritmo basato sull alternanza degli opposti (pelle/sonagli, botta sulla pella/terzina sui rami; 1/8 puntato,1/8; - per approfondimenti sul ritmo opposito-complementare della pizzica vedi De Giorni "L estetica della Tarantella")

Dopo aver affrontati i temi del cerchio di contenimento/rituale (la ronda, il lenzuolo bianco della tarantata per terra, .. lo spazio rituale, insomma, all interno del quale avviene la danza di rinascita !)

e del confronto con l altro/opposto (la danza diviene simbolicamente confronto tra opposti complementari che deve risolversi nell unità : i due danzatori, maschio/femmina, sole/terra, malattia/guarigione, vita/morte, sofferenza/liberazione ed altri simboli simili – vedi De Giorgi "Tarantismo e Rinascita")

il percorso si svilupperà  nelle seguenti direzioni e prenderà  in considerazione i seguenti elementi:
- presenza del corpo nello spazio, con se stesso e con l altro; (mi sembra chiaro)
- danza di corteggiamento – il maschile e il femminile, il cerchio di relazione con l altro; (idem, vedi per esempio AAVV "Il Ritmo Meridiano")
- danza figurata di lotta – la sfida, il confronto, la risoluzione dei conflitti; (chiarissimo: la pizzica, la danza della tarantata, come quella degli schermidori di Torrepaduli o la Capoeira é una danza di lotta, di sfida, in cui avviene un confronto, un conflitto con una forza nemica simbolica: il sesso opposto/complementare, il ragno, lo spirito che possiede, la malattia, lo sfidante; un nemico che può sopraffarci del tutto; una sfida che si risolve sempre positivamente con la catarsi e la guarigione– vedi Shneider, "La danza delle spade e la Tarantella" )
- danza terapeutica (lo é certamente la pizzica, la nostra iatrodanza)
fase a terra e fase in piedi, la mimesi e la lotta per l affermazione di se (la fase a terra ed in piedi nel ballo della tarantata sono descritte impareggiabilmente da De Martino e Carpitella nella TDR; sulla mimesi, cioé l imitazione iniziale del ragno da parte della tarantata, e l adorcismo, cioé i "patti" tra la tarantata ed il ragno, hanno scritto in tanti, in particolare Rouget, Lapassade; la fase in piedi con lo schiacciamento del ragno sotto la pianta del piede - o l esorcismo, come direbbe Rouget - costituiscono, dopo l inversione rituale, l affermazione del sà©, appunto)
- lavoro sull emissione vocale e la liberazione della voce, (mi pare chiaro)
- la produzione onomatopeica di ritmi (abbiamo presenti quei versi e quegli urli a tempo che solitamente gli uomini fanno in battere e le donne in levare, nella pizzica, con i quali imitano i versi degli animali ? Qui siamo nel totemismo musicale: l imitazione non solo coreutica, ma anche vocale e ritmica degli animali-simbolo – Vedi ancora Schneider , "La danza delle Spade, etc." o "Gli animali simbolici !")
- e l accompagnamento musicale nel cerchio (chiaro)
La grande tradizione offerta dalla musica sacra della pizzica – iatromusica - e dei complessi rituali, dei movimenti e delle danze connesse, offre la possibilità  di lavorare con questo strumento a diversi livelli di approfondimento. Sono connesse a questa antica forma di danza, una serie di stimoli tutti orientati alla risoluzione di conflitti.(più chiaro di così !)

Si, se il corso lo facessero a Lecce ci andrei volentieri, quanto meno per poterlo giudicare fondatamente, senza pregiudizi "culturali": ripeto, trovo la cosa molto interessante e meritevole in sà© di attenzione e rispetto, per molte ragioni.
Ma ora, dopo il compitino, faccio di nuovo amichevolmente girare le p ! al carissimo e stimatissimo Daniele, collegando Danza delle Spade,Tarantismo, Rinascita, Mito Dionisiaco!..

Paolo Pellegrino, Professore di Estetica alla Facoltà  di Lettere e Filosofia dell Università  di Lecce, a pag. 152 del suo volume "Il ritorno di Dioniso" – Congedo 2003, ci offre un interessantissimo concentrato di spunti e documenti su questi temi:

Riporto testualmente (il sottolineato é mio):

Su ciò che un tempo furono lo scenario e gli oggetti rituali del tarantismo, la più antica letteratura sull argomento ci fornisce dati preziosi, ormai da tempo non più rilevabili dall osservazione etnografica. De Martino cita la testimonianza di un autore che insieme a Epifanio Ferdinando é considerato il classico del tarantismo pugliese, il medico dalmata Giorgio Baglivi, il quale non manca di "accennare ai pampini e ai rami fronzuti che i tarantati agitavano ed immergevano nell acqua, per adornarsene il capo". Altri oggetti rituali ricordati dal Baglivi sono "le spade e gli specchi: le spade per il combattimento rappresentato durante la danza, e lo specchio nel quale i tarantati di quando in quando si contemplavano, traendo dal petto profondi sospiri". E impressionante la somiglianza fra i simboli del tarantismo, nella variante in cui la danza é accompagnata dall uso di specchi e di spade, e l episodio narrato da Nonno (Nonno di Pannopoli, 48 d.c. ndr) relativamente all uccisione di Dioniso da parte dei Titani e alla successiva resurrezione del dio. Ecco il passo delle Dionisiache:

I Titani, spalmati astutamente di gesso i volti ingannevoli con l aiuto di Era, la dea dell ira implacabile, affondarono la lama del Tartaro nel corpo di Zagreo, mentre contempla una falsa immagine di sà© riflessa nello specchio. Dove le sue membra venivano lacerate dal ferro titanico, la vita di Zagreo finiva, e ne principiava una nuova: quella di Dioniso.

Quindi abbiamo una danza con spade e specchi come variante della danza di guarigione del tarantismo, riportata in uno scritto della fine del 1600 da Baglivi, ed abbiamo un documento del 48 a.c. che ci riferisce di una lotta con lame nella quale Zagreo muore e rinasce come Dioniso.

Ma guarda un po ! e stiamo parlando soltanto di pochi righi e di due soli autori !. a fronte di una letteratura e di un iconografia vastissima !

Io di fronte a tutto ciò, preferisco approfondire, non chiudermi ! altro che New Age, Daniele carissimo.

Inviato: 7 febbraio 2006, 19:37
da betsabea
che c'é da capire? tengono una teca con tante belle tarantole delle campagne leccesi, ti ci fanno mettere dentro il piede e aspettano che ti pungano e poi comincia il corso...


8)

Inviato: 7 febbraio 2006, 20:16
da Maruko_KuFu
Sentite, lo dico pubblicamente... De Giorgi sarà  una bravissima persona e lo é sicuramente, visto che l'ho conosciuto, e, in più di un'occasione, ho avuto modo di suonarci e parlarci... sara un etnologo, un professore, uomo di cultura e tutto... ma di musica, secondo me non ne sa niente e mi ha dimostrato di non saperne niente. Si diletta a suonicchiare come farebbe un semplice poco appassionato... si diletta a canticchiare esagerando nelle descrizioni lecite, ma personalissime, come fanno molti... io personalmente non mi fido di uno che non comprende e non conosce la metà  dell'arte che tenta di proporre, puo' essere il presidente della repubblica di congiassero sul naviglio. Mi dispiace citare un personaggio che probabilmente non leggerà  sto post... sarà  mia premura fargliene avere una copia, ma mi pare che si da troppo credito ad una brava persona che di cultura prettasmente musicale, esecutiva, compositiva, contemplativa, elaborativa, armonica, solfeggiativa, dodecaconofonativa, pulzellativa, ambaradammativa etceteras etceterum... beh non ne sa nulla, lo dico prendendomi tutte le mie responsabilità  e lo ridico anche in presenza del citato... gli faccio avere anche sta copia, non é quello il problema... non voglio mica screditarlo, avrà  le sue opinioni condite da fantasiose o reali concomitanze, ma sempre personali sono... ecco, io non darei tanto adito alle sue teorie.

La scherma appartiene agli schermitori. Deriva da altre cose, tra cui quelle citate da vari autori nel post di Maurizio. Questa non é un opinione, ma un dato di fatto. Si, i riti dionisiaci ecc. ecc. ma quelle sono pezzettini antichi che compongono una cultura in movimento. La tradizione é fatta dai popolani, dai contadini, dai MUSICANTI, MUSICANTI, MUSICANTI, non dai professoroni. Che magari non sanno accompagnare un canto nuovo con una chitarra. E certe cose non si devono insegnare o far rinascere. Certe cose si studiano e non si eseguono, certe cose devono rimanere tali, certe no. Sono d'accordo con l'approfondimento di Maurizio... ma l'approfondimento sull'arte figurativa lo faccio con Angelo Stano, Claudio Villa e la Bonelli, non con Demon Hunter o con i Porno de "Lo squalo" visti dal barbiere... se voglio approfondire il discorso sulla musica per banda mi ascolto Jacob de Haan, non il primo Orsomando che capita, se voglio approfondire la conoscenza dei film horror mi gusto Carpenter e Romero, mica il Corvo 3 di Giuseppino Capalalunga... non voglio offendere nessuno, ma mi sembra che non dicendo niente di male non si arriva a niente. Pur rispettando molto le opinioni di Maurizio, e, appunto rispettandole, mi sento in dovere di dire come potrebbero stare le cose... ovviamente posso cambiare idea anche io. Ma non sulle basi non musicali che tentano di reggere la musicalità  di uno stato di essere che pende in gran parte da un discorso... musicale...! Attendo commenti e sono pronto ad approfondire ulteriormente il discorso, magari su un altro forum.

Inviato: 7 febbraio 2006, 20:19
da tarantune
[quote:c06801df89]
Su ciò che un tempo furono lo scenario e gli oggetti rituali del tarantismo, la più antica letteratura sull argomento ci fornisce dati preziosi, ormai da tempo non più rilevabili dall osservazione etnografica.
[/quote:c06801df89]

Lo dici tu stesso!
Comunque [b:c06801df89]ripeto [/b:c06801df89] per quanto riguarda l'argomento della [b:c06801df89]scherma[/b:c06801df89]
ti rimando al forum apposito mio caro.....posta di là  cortesemente!
Per quanto riguarda il corso ti ringrazio per le delucidazioni che ci hai dato,ma rimane un'altra domanda che mi logora......
[b:c06801df89]A cosa serve???[/b:c06801df89]
altrimenti credo che l'osservazione di betsabea sia quella che mi soddisfa di più!
Apertura non significa assenza di senso critico e che mi devo bere qualsiasi cosa mi propinano solo perché uno ha un curriculum lungo un chilometro o perché usa termini forbiti e declama teorie che conosce solo lui!

Inviato: 7 febbraio 2006, 22:47
da raheli
Caro Maurizio,
Nonno di Panopoli, a quanto mi risulta. é del quinto secolo d.C. e non del 48 d.C. o 48 a.C, come riportato nel tuo post.
Il De tarantula di Baglivi é del 1695.
Fra i due ci sono 1600 anni (oppure 1200) anni di distanza.
In tutto questo tempo che cosa é successo?
La testimonianza più antica che viene messa in rapporto con il tarantismo é circa del 1000 e passa dopo Cristo (vado a memoria) quindi oltre 500 anni (o 1000) più tardi.
In tutto questo tempo che cosa é successo?
In Grecia, prima del culto di Dioniso, che cosa é successo?
Il culto di Dioniso si é originato dal nulla?
Giusto per tenere la mente aperta e riflettere sulle semplificazioni.

Inviato: 8 febbraio 2006, 20:16
da LUMAURIZIU
Belle domande: giustissimo approfondirle, come molte altre ancora.

Si, é vero, ho sbagliato la collocazione di Nonno di almeno 5 secoli: nei miei neuroni temporanei mi era rimasta memorizzata una data relativa ad un autore latino che non c'entra niente. Chiedo scusa.

Roberto, giusto per chiarezza, é evidente che nessuno può pensare che possa esistere una continuità  ininterrotta e consapevole di una certa tradizione attraverso i millenni, le generazioni e le culture; ma normalmente accade che alcune manifestazioni di tradizioni antichissime arrivino fino a noi e continuino ad essere eseguite dalla gente in modo probabilmente abbastanza simile a come venivano eseguite nei tempi remoti, ma anche in modo del tutto inconsapevole, cioé senza più conoscerne il vero significato rispetto all'apparato rituale-mitico originario, o addirittura attribuendovi significati nuovi e del tutto diversi rispetto a quelli originari.

Tutto ciò che sopravvive di una tradizione é il più delle volte solo questo: la superstizione, intesa, latinamente, come ciò che "super stat". Ma cosa c é di male nello studiare le possibili connessioni di una "superstizione" dei giorni nostri con il passato più remoto, nel cercare di ricostruire la trama e l ordito di questo passaggio di testimone tra generazioni, con i suoi intrecci e le sue discontinuità  ? Cosa c é di male se si utilizza il metodo storiografico ma si attinge anche ad altre discipline (ebbene si: anche gli studi tradizionali), e si utilizza anche un po di creatività  che non guasta mai in nessun campo del sapere ?

I Titani con le spade e le facce dipinte di bianco che uccidono Dioniso che rinasce! la danza con i coltelli nella notte di S.Rocco !. Il colore bianco ! le Tarantate vestite di bianco !. le menadi ! le spose di San Paolo !

Il puzzle é sconfinato, e nessuno ha trovato ancora una chiave di codifica unica: però non vi dispiacete se qualche "Indiana Jones alla ricotta forte" (bellissimo, Roberto !) si appassiona ad un filone di ricerca che trova sicuramente molto più affascinante e fecondo di altri.

Per me la mente aperta é semplicemente quella di chi, cercando, dubita su tutto, ma al tempo stesso non respinge nulla come del tutto impossibile o inutile.

Perchà© fare tutto ciò, Daniele ? A cosa serve ? Semplicemente a soddisfare la curiosità  ed il desiderio di conoscere e sperimentare, che é la caratteristica principale dell essere umano.

Non mi sembra poco.

Poi se uno preferisce rimanere nel recinto in cui si trova più a suo agio e tirare le pietre addosso a chi ne sta fuori: diciamo che ! può sembrare poco carino da parte sua.

Comunque, massimo rispetto per Pier Paolo De Giorgi, da parte di Maurizio, uno dei più grandi ignoranti che frequentano questo sito.

Inviato: 9 febbraio 2006, 9:42
da raheli
Caro Maurizio,
le mie domande non erano domande fatte a casaccio.
Quello che intendevo sottolineare era l'enorme complessità  della questione.
Un periodo di tempo lunghissimo, con poche tracce e frammenti di cose che potrebbero non essere necessariamente in relazione fra loro.
E' chiaro che la ricerca di una chiave univoca di lettura é affascinante. Ma é affascinante per tutti, anche per me, non solo per te.
Purtroppo fra il fascino e la ricerca della verità  c'é una distanza grandissima.
Tu parli di menti chiuse e di menti aperte, di semplificazione e di complessità , di chiudersi in un recinto o di aprirsi.
Io vorrei indicarti il rischio che si corre nel pretendere a tutti i costi una chiave di lettura univoca di fenomeni complessi.
Anche questa strada può diventare un recinto in cui rinchiudersi, quando il fascino di teorie ardite sopravanza l'oggettività .
Allora si instaura quel processo di mitopoiesi infondata di cui parla De Martino a proposito di Schneider, come riportato da Vincenzo prima.
In questo modo le idee, le teorie, diventano un recinto in cui rinchiudere i fatti.
La raffigurazione di cembali e sciamani danzanti nella grotta dei cervi (quando é molto più probabile che tali raffigurazioni simbolizzassero tutt'altro), la pretesa che il tarantismo sia discendente diretto del dionisismo, la ricerca spasmodica di relazioni fra il tarantismo e la scherma di Torre Paduli, potrebbero essere forzature che solo il fascino che emanano tiene insieme.
Non sono disposto a credere che la teoria univoca sia segno di mentalità  aperta.
E' solo un modo diverso di costrursi un recinto in cui stare comodi e sereni nella convinzione di aver finalmente tutto compreso.
E tirar pietre addosso agli altri, pietre che cantano, magari.
Cosa c'é di male, chiedi tu.
Se la cosa resta un esercizio personale o accademico di ricerca, nulla.
Se la cosa invece, come purtroppo accade, rotola in interpretazioni esoterico new age allo scopo di vendersi meglio e svendere il Salento alla moda pizzicagnola, moltissimo.
Esporre teorie, per quanto azzardate, é lecito. Il dibattito culturale fa sì che poi tali teorie vengano discusse, confutate o accettate.
Sovrapporre miti e pizzica, tarantismo e notte della taranta, tarantate vere e ballerine perizomate, danza delle spade e scherma, il tutto condito di ambiguità  ad hoc, personalmente sento che mi impoverisce. Ed impoverisce questa nostra terra bellissima ed affascinante.
Ogni volta che stampo un libro c'é qualcuno che dice: "con una bella taranta in copertina avresti venduto il triplo". E io ogni volta scuoto la testa e resto zitto. E sulla copertina di Mazzate pesanti scrivo invece "stop agli abusi sui ragni".
In un altro tuo post dicevi che rifiuti di essere il target della commercializzazione del Salento.
Anche io commercializzo il Salento, ma c'é modo e modo di farlo.
Non so se il corso da cui si é originata questa discussione sia serio, o invece sia la solita svendita di pacottiglia.
Sicuramente sarà  serissimo.
Ma non criticarmi se tengo alto il livello di vigilanza, visto che la tendenza imperante oggi va nella direzione opposta.

Con grande affetto e amicizia.
Roberto Raheli