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Ma San Vito cosa centra con il tarantismo
Inviato: 8 gennaio 2006, 12:56
da secundo
Più di qualche volta durantel'esecuzione di una pizzica, ho sentito cantare qualcuno questa seguente frase:
Santu Vitu mia ti li taranti,
ca pizzichi li caruse mmienzu all'anche.
Personalmente ho una discreta conoscenza della musica popolare e del
tarantismo e non mi sembra di aver mai letto qualcosa del genere, tranne che non mi sia sfuggito.
Sembra quasi che San Vito sia paragonato a San Paolo
A quanto né so io sia nel brindisino, che nel tarantino non c'erano santi
che interferivano con il rito del tarantismo, e mi sembra di ricordare che il ballo di San Vito era diffuso nel medioevo sopratutto nel nord Europa e non c'era niente che pizzicasse. L'unica strofa di pizzica che conosco sta nella pizzica di San Vito dei Normanni. Questa pizzica conclude con questa frase:
Ti lu ritornu a dì, ti lu ritornu, ti lu ritornu a dì pi n'ata fiata
alla cumpania và a Santu Vitu và Sta sirinata.
Nesuun riferimento ad Un S. Vito che pizzica o guarisce.
La mia domanda é: c'é un legame frà San Vito e il tarantismo, visto che in giro si canta Santu Vitu Mia ti li taranti,o solo un invenzione?
Spero nella vosta partecipazione.Saluti.
Inviato: 8 gennaio 2006, 13:14
da Ialma
Perché, credete che ci sia solo San Paolo a proteggere dai morsi degli animali velenosi ???
Inviato: 8 gennaio 2006, 13:29
da Frag
il rapporto tra religione e tarantismo viene spiegato nel libro di de martino la terra del rimorso...
nel libro di de martino non viene citato san vito, ma é semplicemente riconducibile al fatto che la ricerda di De martino é molto sommaria e ristretta.
sicuramente tarantismo non é un fenomeno esclusivamente salentino e credo quindi che esistano tantissimi altri santi preposti a funzione curativa di questo male, semplicemente non se ne anno notizie perché sono tradizione che in altri luoghi non si sono tramandate come lo hanno fatto in salento, quindi non credo ci sia da stupirsi..
parere mio...
Inviato: 8 gennaio 2006, 14:45
da il_tarantolato
cmq fenomeni simili al tarantismo esistono in puglia e non solo, e sono legati oltre che a san paolo, che nel salento e grazie al salento ha avuto una visibilità estrema, a san vito anch'esso molto conosciuto e a san donato, protettore dei malati di mente, nel brindisino... io ho avuto la fortuna di vedere alcuni filmati risalenti agl'anni 50 che, se non mi avessero detto che si trattava del male di san donato, avrei sicuramente scambiato x il tarantismo legato a san paolo ke noi tutti conosciamo...
ciao
Inviato: 8 gennaio 2006, 15:11
da Robytamburello
Naturalmente se nelle canzoni più conosciute si parla solo di San Paolo e San Rocco, si pensa che solo questi Santi siano i protettori degli "attarantati", e ci sembra strano quando sentiamo pezzi in cui si parla di altri Santi.
Saluti.
Inviato: 8 gennaio 2006, 15:16
da margareth
"Il ballo di san vito", da un'espressione popolare, riguarda una malattia che porta a DISTURBI PSICHICI.
San Vito viene invocato contro la rabbia, l'insonnia e la malattia sopra citata.
Quindi...
Inviato: 8 gennaio 2006, 15:17
da Frag
[quote:13527f3169="Ialma"]Perché, credete che ci sia solo San Paolo a proteggere dai morsi degli animali velenosi ???[/quote:13527f3169]
a dire la verità no, in quanto il morso era un elemento simbolico...
e comunque cosa singolare é quella che non si registrino casi di tarantati nella città e nel feudo di galatina, in quanto il santo avrebbe concesso (a suo tempo) la grazia a questa regione, e ancora più singolare é la descrizione che de martino da quando durante il viaggio da nardò a galatina arrivati proprio nel punto in cui iniziava idealmente il feudo di galatina maria di nardò (che era in macchina) abbe un lieve scossone senza accorgersi però di essere entrati in galatina....
Inviato: 8 gennaio 2006, 15:24
da secundo
Ok, De Martino ha svolto la sua indagine nel basso Salento e ha trovato il culto di San Paolo.
Ma leggendo A. Majorano e Il Carrieri che hanno svolto un indagine nella provincia di Taranto
non viene riportato nessun dato San Vito- taranta. Io stesso parlando con delle signore
di due paesi della provincia orientale di Taranto mi dicevano: ca quedda no era robba ti santi.
Per quel poco che conosco riguardo la provincia di Brindisi, nel libro Tre Violini Inediti del Tarantismo si legge per chi avesse il libro a pag 18 NO ERA COSA TI SANTI, LU MIRACULU LU FACEVUNU LI SUENI E LI CULURI. Perciò nessun santo.Domanda per Ialma tu hai delle conoscenze più profonde riguardo la relazione San Vito - taranta? Per roby non é come pensi tu.
Inviato: 8 gennaio 2006, 15:28
da Frag
L'indagine di de martino é sicuramente ristretta al basso salento, disognerebbe invece a mio avviso cercare altri testi relativi al folklore (non son se é la parola esatta) brindisino, sicuramente su quelli é spiegata la figura di san vito ed il tipo di rapporto con le malattie psichiche...
chiedo a margareth dove é riuscita a reperire quelle informazioni, sarei curioso di leggere....
Inviato: 8 gennaio 2006, 15:36
da secundo
Quello che dice margareth, in parte non mi é nuovo.
Sapevo del morso dei cani.
Inviato: 8 gennaio 2006, 15:38
da strazzapercall
trascrivo per intero la parte di un libro dedicato a san vito protettore di Polignano a mare e alla diocesi di Polignano in provincia di Bari
"Esilarante é l'episodio del milanese Giovan Battista Quenzato,vescovo di polignano(morto a napoli nel 1606),che non credeva da buon nordista agli effetti dei morsi delle tarantole.Se ne fece portare in gran copia e se li fece piazzare su tutto il corpo,finendo anche lui per ballare la tarantella"
così é scritto.
l'autore é Favale!
questo é tutto quello che sono riuscito a trovare,
se riesco a reperire altro lo scrivo!
spero non vi dispiaccia!
Inviato: 8 gennaio 2006, 16:18
da Gianlu
Pagina 72, rigo 26 dall'alto:
"...ed effettivamente quando nel riquadro del finestrino apparve un certo albero che valeva come mistico cippo confinario, la tarantata ebbe un momento di abbandono, dal quale del resto subito si riebbe."
La mia edizione é credo l'ultima, quella della NET. Nella mia edizione non mi sembra ci sia qualcosa che lasci intendere che la Maria di Nardò fosse inconsapevolmente entrata nel territorio di Galatina. Le cose sono due: o hai un'edizione speciale, più ricca (nel qual caso ti prego a nome di tutta la comunità di fornircene i dati, le copie, le fotocopie, commenti, qualsiasi cosa) oppure hai frainteso ciò che é stato scritto. Anche perché con questa tua interpretazione dai conseguentemente valore al Tarantismo come fenomeno soprannaturale, ritienendo inspiegabile la protezione del feudo di Galatina. In quest'ottica io al posto tuo mi preoccupererei molto ad andar in giro per Taranto e limitrofe, soprattutto d'estate...hai visto mai che qualche famiglia di Tarante variamente colorate non inizi ad inseguirmi per qualche viottolo di campagna???
Tralasciando il fatto che, a parte la tua prima riga, il resto mi sembra poco collegato a quello espresso da Secundo o da altri, caro Frag mi fa piacere che tu ti sia cimentato nella lettura di De Martino...ma abbi la pazienza di accettare qualche consiglio amichevole.
Immagino che tu abbia moooolta voglia di "partecipare", e ciò é bene, é nelle finalità di questo sito. Il partecipare a tutti i costi no. E' evidente a mio parere che le tue considerazioni vengono spiattellate per cercare di entrare a tutti i costi in questo "gruppo". Se studi é un'ottima cosa, ma fallo per te stesso, non per gli altri. Sei veloce, tu; impari a suonare il tamburello in due settimane, leggi De Martino in due giorni...ma chi ti corre dietro? Fai le cose con calma, perché quel testo non va letto, ma studiato. Io, non mi vergogno a dirlo, ancora devo tornare sopra molte parti che mi sono ostiche e quando ho tempo lo rifaccio; rileggendo quelle già comprese, ne imparo altre. Per molte cose ci vogliono tempi lenti (e credo che per il tamburello valga lo stesso identico discorso). Le conoscenze vanno anche sedimentate nella testa e ruminate a più riprese. I tempi lunghi erano caratteristici dell'epoca che più o meno qua dentro tutti ammiriamo e forse rimpiangiamo. Tu purtroppo sei il figlio perfetto di questo periodo: tutto e subito. C'é da chiedersi se sia il ritmo giusto per la vita umana. Io me lo chiedo tutti i giorni, perché faccio un lavoro che mi chiede troppo spesso di schiacciare troppo la tavoletta. Ti assicuro che la cosa più difficile non é pestare, ma allentare l'accelleratore.
In gamba Frag, io onestamente non riesco a capire come ancora non ti renda conto di ciò che non va nel tuo approccio con Pizzicata. Te lo hanno detto in molti, in modi bruschi e non. Io ti consiglio di cercare di scrivere di meno e cercare il giusto tempo per le cose. Insomma cerca di evitare i fuori tempo anche nella tua vita, non solo col metronomo. So che ci sono alcuni dotati di grande pazienza che cercano di spiegarti molti tuoi errori, parla con loro, MA NON ASSILLARGLI L'ANIMA, mi raccomando.
Qua dentro é normalissimo litigare, perché nessuno la pensa alla stessa maniera (per fortuna!), però io spero tu ti sia stancato di girare col bersaglio disegnato sulla schiena...
Scusa la paternale...a presto
Inviato: 8 gennaio 2006, 16:38
da Frag
se la frase che hai riportato tu fosse completa sarebbe anche giusto scrivere quello che hai scritto, ma la frase inizia in questo modo:
"La proposta fu accettata(di accompagnare la figlia a galatina), ma i familiari non mancarono di avvertirci di fare attenzione all ingresso del feudo perché la tarantata sebbene ora fosse calma, si sarebbe immancabilmente agitata nel momento del fatale transito: ed effettivamente..."
letta nella sua interezza questa frase assume un significato diverso da quello che tu vuoi lasciare intendere, infatti é de martino il primo a dire che il fenomeno é prettamente scientifico ma che molti erano i fattori oscuri che con la loro indagine non é stato possibile studiare...
il fatto che il libro di de martino vada studiato sono daccordo con te... dovresti vedere la mia copia come é ridotta dopo solo pochi giorni ,l'ho letto una volta ed ora lo sto rileggendo evidenzioando, sottolineando, facendo freccette, insomma, stai tranquillo, lo sto studiando questo libro....
Inviato: 8 gennaio 2006, 16:40
da Frag
adesso mi sto immaginando col bersaglio detro la schiena....eheheheheheheheh
Inviato: 8 gennaio 2006, 16:45
da Gianlu
vabbé, qua continuiamo in OT. Parliamo tra noi in chat
Inviato: 8 gennaio 2006, 17:48
da secundo
Ma insomma state andando troppo oltre.
La mia domanda era ed é molto semplice, rileggetivi per favore il testo.
Inviato: 9 gennaio 2006, 17:09
da secundo
Dalla scarsa partecipazione a questa mia domanda,devo dedurre che nessuno
sappia niente.e che quello che ho sentito cantare é solo e semplicemente un invenzione
di chi interpretava il canto,magari un pò geloso di San Paolo.
Inviato: 9 gennaio 2006, 17:13
da Frag
non credo secundo, secondo me quello che molti hanno espresso riguardo a questo argomento può rispondere a verità ....
Inviato: 9 gennaio 2006, 17:15
da Frag
secondo me che sono un ignorante in via di istruzione (si dice così??)
Inviato: 9 gennaio 2006, 17:23
da Ialma
io conosco la strofa che hai citato tu come
"de lu ritorno di questa traviata, a Santu vitu va sta tarantata"
ma che mi risulti, il tarantismo nella zona della Murgia non ha niente a che fare con quello salentino più conosciuto, perché (qui lo dico per i vari neoprofessori di tarantismo) anche nel tarantismo ci sono tante forme differenti.
p.s. San Vito proteggeva dai morsi delle bestie, anche quelle velenose, san Donato dalla malattia omonima (l'epilessia)
Di culti di santi protettori dai morsi degli animali velenosi se ne sono ancora mantenuti diversi con intensità pari a quella per San Paolo