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in 4 righe
Inviato: 16 dicembre 2005, 3:03
da lapo
... torno dal concerto del Canzoniere Grecanico Salentino di stasera ancora una volta confuso. é strano che sempre più spesso questi eventi invece che trasmettermi spensieratezza e rilassarmi tensioni mi portino a pensare. pensare più che altro al senso di tutte queste cose.
vorrei chiedere a chiunque voglia dire la sua di scrivere in massimo 4 righe qual'é second lui il senso più profondo di ascoltare, suonare, cantare, ballare musica tradizionale (o se preferite riferitevi soltanto alla pizzica)
credo che mi arricchirebbe molto leggere le vostre 4 righe, perché in così poco é difficile andare molto oltre l'essenziale.
notte
Inviato: 16 dicembre 2005, 11:41
da andreap
... la condivisione, la passione di chi sta sul palco e la sua volontà di comuncare con chi sta di fronte, il rifiuto di una musica "settaria" ed il ritorno ad un senso più profondo ed infinitamente più semplice, la musica fatta di carne e sangue e non di cervellotiche competizioni o banali protagonismi, l'abbandono del giudizio verso una "reale" comunicazione non verbale ed in quanto tale infinitamente più potente...
Con affetto
Andrea
Inviato: 16 dicembre 2005, 11:53
da montar
Mo si parte la barca re lo munno
e chiano se ne vai pe l'oriente.
Si parte senza vela e senza nienti
la nenna chi 'nge dinto sempe chiange.
Arriva 'mmiezzo a lo maro e drà si ferma
rice ca 'nge trovato 'mpirimiento:
so lo primo amore e mi fazzo 'nnanti.
Ecco, la musica o qualunque altro aspetto del
popolare/tradizionale é come il primo amore.
Non si scorda mai, pero', in ogni periodo della
propria esistenza viene visto in modo diverso.
Saluti
Inviato: 16 dicembre 2005, 15:51
da FIGLIADELURE
Il piacere di tornare...di vivere il passato! Far rivivere e assaporare l'odore del fumo dei camini, delle caldarroste..ascoltare e vivere note e storie mai vissute, lanciarsi nella danza appassionata, negli sguardi allegri , pensierosi....Non so se riesco a descrivervi ciò che sento o provo...la musica tradizionale é quella scala...o quel sentiero che ti porta nell'altro mondo...nel mondo della vita semplice , spensierata, dove anche l'emozione più semplice era causa di un sorriso! Mi fa pensare a "Il sabato del villaggio", alla donzelletta che vien dalla campagna e assapora nella sua mente la sera del di' di festa! Forse la musica tradizionale é per me quel mondo in cui tutte diventiamo donzellette....in cui tutti, dopo giorni di vita frenetica, lasciamo libero sfogo ai nostri istinti più nascosti...
Inviato: 16 dicembre 2005, 16:46
da Gianlu
Lapo,
posso chiederti 4 righe (manche più) sul concerto a cui hai assistito? In particolare cosa non ti ha dato la spensieratezza che cercavi? Mi hai incuriosito (ovviamente io non c'ero). Ciao
si
Inviato: 16 dicembre 2005, 17:09
da lapo
si però apriamo un altro topic...
qua mi faceva piacere raccogliere soltanto queste (4 X n) righe. quelle arrivate fino a ora mi sembrano suggestive e molto interessanti

Inviato: 16 dicembre 2005, 17:34
da Maruko_KuFu
Lapo... cerca di vedere un concerto di, che so, Carlo Muratori... sono sicuro ti riappassionerai all'ennesima potenza... cacchio, minchieralla e accipicchia!!!
Inviato: 16 dicembre 2005, 18:12
da LUMAURIZIU
E interessante notare che chi ha sinora risposto ha dovuto ricorrere, per spiegarsi, ad immagini, simboli, analogie e versi, cioé a codici di comunicazione intuitivi ed estetici, e non analitico-razionali: non poteva del resto che essere così, se é vero come é vero che "percependo l inneffabile, le parole non possono mai essere adeguate".
La musica tradizionale, con i suoi ritmi-simbolo inscindibilmente legati a miti e riti che affondano le radici nella parte più ancestrale e profonda della nostra psiche e della nostra storia, ci offre una consapevolezza intuitiva ed un emozione estetica che ci apre nuovi ed impensati squarci di verità sull universo e su noi stessi; soddisfa il nostro bisogno naturale e primitivo di conoscenza e di bellezza, ci fa capire chi siamo veramente e, soprattutto, molto semplicemente, ci ricorda che possiamo essere felici.
Questo processo di "conoscenza estetica" offerto dalla musica tradizionale (o almeno da ciò che più si avvicina oggi genuinamente ad essa) richiede, per sua natura, partecipazione, e non mero ascolto: ecco perchà© chi inizia davvero a "percepire l ineffabile" non può fare a meno, da un certo punto in poi, di voler cominciare anche lui a danzare ed a suonare, anche se non é nà© un ballerino nà© un musicista.
Del resto come spiegare altrimenti, per esempio, la miracolosa moltiplicazione dei tamburellisti e dei danzatori nelle ronde, nelle feste ed ai piedi del palco nei concerti ? Solo moda ? Solo business? Certamente no.
Inviato: 16 dicembre 2005, 19:26
da march
Per me é vero, il senso più profondo della musica popolare é la partecipazione, il suo essere artigianale, facilmente riproducibile da chi non é un professionista, da chi ha solo bisogno di cantare e suonare per evadere o per comunicare con i suoi simili
Inviato: 16 dicembre 2005, 20:38
da Ialma
Per me il senso della musica tradizionale é quello del legame con il passato, di continuità con chi mi ha preceduto e di informazione per chi mi seguirà .
E' senso di me come parte di una comunità che si riunisce, della gioia dello stare insieme e di condividere momenti ed emozioni.
anche io mi pronuncio
Inviato: 14 gennaio 2006, 17:19
da lapo
é la riscoperta di un'identità musicale che é stata rinnegata dalla musica popolare italiana molti anni fa, assieme a tanto della cultura (povera) che l'ha prodotta.
ma sopratutto é un modo di condividere gesti e significati. comunicare con altre persone, nel più profondo dei suoi possibili significati.
é armonia gioiosa e misurata.
é una di quelle cose talmente connaturate alla natura umana che trovarne una ragione diventa difficile. si ha l'impressione che abbiano senso e significato di per se.
Inviato: 14 gennaio 2006, 20:36
da gmartano
Da "De Tarantulae Anatome et Morsu" (di Nicola Caputi, medico in Campi Salentina, 1734)
[i:c1051f961e]...La musica dunque é stata data agli uomini come
latte per l'anima, piacevolissimo sollievo della sofferenza,
conforto delle fatiche e rimedio straordinariamente
dilettevole per dimenticare le umane sventure che
assediano e afferrano la nostra vita.[/i:c1051f961e]
Consiglio di leggerlo a chi piace andare "alle origini delle fonti"...più bello della TdR..anche se meno "scenografico"..Caputi era un medico..e da medico scrive

)))))))
Ciao a tutti, Giovanni