Io vorrei chiedere a Giannino
se mi puo' dare un riferimento storico/letteraio/archeologico ( non leggendario )
tra il V sec. d.C. ed il XIV sec. d.C.
in cui ci sia un passaggio tra la fine dei riti classici (per intenderci da Macrobio in poi ) alle prime fonti storiche del tarantismo (a voi note).
Ad esempio come accade per il diritto romano (chiedo scusa a chi studia giurisprudenza

) in ogni secolo ci sono elenchi sterminati di documenti, quindi si puo studiare il diritto nella sua trasformazione dal periodo classico a quello attuale secolo per secolo, si potrebbe fare lo stesso con il tarantismo?
Io non lo so, ma se la risposta fosse affermativa allora si potrebbe essere certi della sua discendenza, cosi' come il diritto di oggi discende dal diritto romano.
Ovviamente la domanda e' estesa a tutti.
Vorrei dire qualcosa sui termini (neologismi):
A mio parere I termini servono per parlare ( a tutti i livelli) non per agire, il tempo stabilirà cosa accadrà poi, se moriranno, se resteranno solo in discussioni da forum, accademiche, su libri, su tesi di laurea, in seminari o se pregneranno nel tessuto sociale.
Off topic - tranne per Ialma
Proprio sabato scorso discutevo a tavolino sull'entrata in "vigore" del termine "Tammurriata" con l'etnomusicologo M. Orabona, in presenza di R. Inserra, Zi Giannino, Zi fedele, , R. Izzo e G. Aiello.
Perché dagli anni Venti/trenta alla fine degli anni 50, il termine "tammurriata" si usava, ma dove, in quale contesto, in che modo ... etc. etc. ...
fine off topic.
Poi vorrei dare un input alla questione dell'uovo e la gallina:
Io ho letto la terra del rimorso, non solo perché parla di tarantismo
ma per il protocollo e la metodologia di ricerca, applicata per la prima volta al tarantismo, insomma De Martino ha messo una pietra miliare importante sul modo di analizzare le cose. Ma penso che questo risulti a tutti chiaro.
Nelle mie letture spesso trovavo scritto:
"In base alla metodologia di ricerca fatta da De Martino."
"Sulla scia della linea tracciata da De Martino."
"Sulla rivoluzione metodologica del De Martino."
Allora, mi son chiesto, cosa ha scritto de Martino? quale metodologia ha usato?
Quindi si, applicazione affascinante, tarantismo. Ma anche punto di vista diverso.
Infatti dopo averlo letto ho dovuto rileggere diversi altri testi che col tarantismo hanno poco a che vedere. Se non per origini veramente remote oggi del tutto cancellate.
Con l'idea che mi son fatto, posso dire che in diverse tarantelle (nell'accezione più gnerale del termine) esistono due sfumature (prima ero in grado di dirlo solo con una): una tendente al "sacro", al rito, e un'altra tendente al profano, al divertimento al corteggiamento etc. etc.. Ovviamente queste due sfumature si differenziano in modo diverso in ogni caso specifico anche a seconda della definizione di che si da di "sacro e di "profano".
Ai giorni nostri risulta sempre piu' forte la spinta verso il profano, e sempre più debole quella verso il rito di qualunque tarantella si tratti.
Qualche annetto fa mi presi la briga di "ricercare" (parola che a me proprio non mi si addice) testi delle mie zone che parlassero di termini ad esso legati.
Riporto una frase di chiara espressione ludica di corteggiamento (Ialma, se non uso questi due termini, quante parole dovrei sprecare per dire le stesse cose he he he).
Come ballano belli
sti dui figliuli
e la tieno la tatarantola
sotta le pere
Come ballano belli
sti dui figliuli
awanno le bulimo maretane.
Come vedi col tarantismo "rito" "terapia" le frasi hanno poco a che vedere infatti : basti pensare che il testo si riferisce ad una coppia.
Poi ci sono altri testi che spiegano le frasi testé riportate, ma preferisco non annoiarvi ...
Infine le statistiche possono essere allargate perdendo ovviamente in correllazione fino a passare da prove ad indizi (Post di Giannino sulle origini classiche o Lazzarelle e S-capricci-atielli varÃŽ).
Saluti