Considerazioni intorno alle voci della riproposta
Inviato: 13 settembre 2005, 16:13
Stavo pensando...
il 99,9% dei gruppi di musica popolare che ripropongono il repertorio tradizionale salentino adotta un progetto musicale nel quale si cerca principalmente di lavorare sulle melodie: vengono presentati nuovi arrangiamenti di brani tradizionali, più o meno vicini alle linee melodiche originali, oppure vengono elaborate le cosiddette "contaminazioni", nelle quale si cerca di inserire strumenti moderni, anche elettronici, affianco a quelli tradizionali.
Più raramente il progetto musicale dei gruppi attualmente presenti sulla scena prevede la stesura di nuovi testi, magari aderenti alle realtà di oggi, sia secondo nuovi canoni, sia secondo canoni tradizionali.
La cosa che si trova più raramente nei gruppi di riproposta é senza ombra di dubbio [b:74243fe7be]un lavoro di ricerca intorno alle voci[/b:74243fe7be]. I gruppi che studiano il modo di cantare tradizionale, magari andandosi a cercare le differenze nelle "arie" da paese a paese, possono essere contati "sulle dita di una mano monca". E' invece molto facile trovare gruppi magari abili dal punto di vista strumentale, magari capaci di offrire molto sul piano melodico, e che poi presentano [b:74243fe7be]gravissime lacune nelle voci[/b:74243fe7be].
Questa é evidentemente una grande contraddizione insita nel movimento della riproposta. Chi ha ascoltato la voce degli anziani, sia dal vivo che attraverso le registrazioni originali, avrà sicuramente notato che il principale strumento era proprio la voce, e che il canto, specialmente quello a più voci, senza nessun accompagnamento strumentale, costituiva la quasi totalità del repertorio tradizionale.
Questi concetti sono stati diffusi recentemente da Ambrogio Sparagna, durante la direzione artistica delle ultime due edizioni della Notte della Taranta: nelle numerose interviste rilasciate, Sparagna ha sempre dichiarato che le voci hanno nel Salento il ruolo protagonista. Effettivamente, negli arrangiamenti proposti sul palco di Melpignano, le voci trovavano ampio spazio. I risultati del progetto musicale di Sparagna sono ovviamente soggette ai gusti e ai pareri personali, mentre sono oggettive alcune "stonature" prese dalle cantanti...d'altronde, cantare davanti ad ottantamila persone non capita tutti i giorni, quindi l'emozione potrebbe aver giocato brutti scherzi.
Comunque non é della NdT che voglio parlare in questa discussione...anche perché ci sono altre discussioni aperte sul forum dove poter esprimere le proprie opinioni in merito.
Quello di cui vorrei discutere con voi é su questa inadempienza da parte dei gruppi di riproposta, specialmente quelli più giovani: si studia tanto sullo strumento, e non si studia quasi per niente sulla voce. Ripeto: é proprio un paradosso considerando che la vocalità é la caratteristica più esaltante nel patrimonio musicale di tradizione orale del Salento. Come mai? Cosa ne pensate? Cosa si può fare per cambiare direzione?
il 99,9% dei gruppi di musica popolare che ripropongono il repertorio tradizionale salentino adotta un progetto musicale nel quale si cerca principalmente di lavorare sulle melodie: vengono presentati nuovi arrangiamenti di brani tradizionali, più o meno vicini alle linee melodiche originali, oppure vengono elaborate le cosiddette "contaminazioni", nelle quale si cerca di inserire strumenti moderni, anche elettronici, affianco a quelli tradizionali.
Più raramente il progetto musicale dei gruppi attualmente presenti sulla scena prevede la stesura di nuovi testi, magari aderenti alle realtà di oggi, sia secondo nuovi canoni, sia secondo canoni tradizionali.
La cosa che si trova più raramente nei gruppi di riproposta é senza ombra di dubbio [b:74243fe7be]un lavoro di ricerca intorno alle voci[/b:74243fe7be]. I gruppi che studiano il modo di cantare tradizionale, magari andandosi a cercare le differenze nelle "arie" da paese a paese, possono essere contati "sulle dita di una mano monca". E' invece molto facile trovare gruppi magari abili dal punto di vista strumentale, magari capaci di offrire molto sul piano melodico, e che poi presentano [b:74243fe7be]gravissime lacune nelle voci[/b:74243fe7be].
Questa é evidentemente una grande contraddizione insita nel movimento della riproposta. Chi ha ascoltato la voce degli anziani, sia dal vivo che attraverso le registrazioni originali, avrà sicuramente notato che il principale strumento era proprio la voce, e che il canto, specialmente quello a più voci, senza nessun accompagnamento strumentale, costituiva la quasi totalità del repertorio tradizionale.
Questi concetti sono stati diffusi recentemente da Ambrogio Sparagna, durante la direzione artistica delle ultime due edizioni della Notte della Taranta: nelle numerose interviste rilasciate, Sparagna ha sempre dichiarato che le voci hanno nel Salento il ruolo protagonista. Effettivamente, negli arrangiamenti proposti sul palco di Melpignano, le voci trovavano ampio spazio. I risultati del progetto musicale di Sparagna sono ovviamente soggette ai gusti e ai pareri personali, mentre sono oggettive alcune "stonature" prese dalle cantanti...d'altronde, cantare davanti ad ottantamila persone non capita tutti i giorni, quindi l'emozione potrebbe aver giocato brutti scherzi.
Comunque non é della NdT che voglio parlare in questa discussione...anche perché ci sono altre discussioni aperte sul forum dove poter esprimere le proprie opinioni in merito.
Quello di cui vorrei discutere con voi é su questa inadempienza da parte dei gruppi di riproposta, specialmente quelli più giovani: si studia tanto sullo strumento, e non si studia quasi per niente sulla voce. Ripeto: é proprio un paradosso considerando che la vocalità é la caratteristica più esaltante nel patrimonio musicale di tradizione orale del Salento. Come mai? Cosa ne pensate? Cosa si può fare per cambiare direzione?