Caro Maurizio.Premetto tre cose, la prima é il mio sincero ringraziamento per l'impegno e la dedizione per trascrivere il testo. La seconda, sicuramente chi cura la collana ethnica avra' azzeccato sicuramente mille altre cose.Terzo la mia preparazione su cio' che riguarda il Salento (spero di non errare in qualche complemento di moto o stato "in" luogo ... ) consiste nella lettura della terra del rimorso, Io al santo ci credo ..., recentemente quello di Agamennone, nella visione di qualche celeberrimo filmato e nel centinaio di CD che in ordine di data di acquisto sono: Fiata Jentu, Bona sira a quista casa ...! Ma quello che piu'conta per me é il confronto tra tutto il bagaglio di informazioni trasmessomi dalle coscienze individuali e collettive mediante ogni tipo di mezzo comunicativo che mi ha dato l'ambiente in cui sono vissuto e la rappresentazione della realtà tradizionale salentina data dai post che leggo. Ahime' le fonti che descrivono il mio passato sono veramente poche, sono "costretto" ( con molto piacere ) a confrontarmi con gli altri anche (e non solo) per conoscere meglio me stesso.Ritorno all'argomento.Riporto la definzione termine "Taranta" tratta dal sito( di cui diversi utenti di pizzicata indicano come riferimento):
www.taranta.it/pizzica.html (coperto da diritti d'autore)Negli ultimi anni alcuni operatoristanno diffondendo questo termineper indicare il ballo della pizzica odelle tarantate. Nei dialetti meridionali(e non solo salentini) "taranta" vuoldire semplicemente "tarantola", indicaquindi il ragno. La musica per "scazzicare" le tarante ( per cacciare glieffetti del morso della tarantola)veniva detta dal Mesciu (1) Stifani "pizzicatarantata".(1) Mesciu l'ho aggiunto io.In piu'a proposito della NEO-PiZZICA:... Secondo ogni buona regola di marketing, la nuova invenzione ésostenuta da qualche fiction cinematografica (...) , da ritrovimusicali di "pizzicati" in tutta italia e da NUOVE TERMINOLOGIE "AD EFFETTO",inesistenti nella tradizione, come "pizzica de core" e (uso il tue parole) guarda un po' "BALLO DELLA TARANTA"...A questo punto spiegami il titolo del CD?Caro Maurizio non ho piu' nulla da aggiungere sul termine, se non ancora un grazieper avermi insegnato un'altra accezione dello stesso.Il mio intervento sarebbe al quanto riduttivo se finisse qui, che ne pensi?Infatti tu cosa pensi se mentre leggi che si deve fare piu' ricerca per salvare un patrimoniodi inestimabile valore, lo condivido pienamente, e la lettura e' impedita da uno sciame di moscerini vestiti di nero che inseguono il tuo mouse e ti impediscono la lettura? Avrei preferito "li scurzuni" di cui parlava Luigi.Ancora,Cosa é per me la pizzica tarantata (quella terapeutica per intenderci)?Risposta, "é parte di un complesso sistema di scambi sensoriali finalizzata ad ottere dei benefici per la tarantata"non la faccio troppo lunga. La musica e' ottenuta oltre che dagli strumenti e dai suonatori dalle reazioni dei partecipanti,dall'ambiente circostante, dai presenti all'evento, dalla presenza di particolari oggetti etc. etc.In definitiva e' il risultato di complessi scambi di informazioni (partecipano tutti i sensi di tutte le persone con piu' o meno influenza).Secondo me gia', il portare i suonatori in uno studio, o nello stesso ambiente ma senza parti del complesso sistema non ha piu' senso parlare di pizzica tarantata: in quanto come minimo tutte le variabili casuali non sono piu' presenti.Quindi mi permetto di ballare, piu' che da foca monaca, da tricheco quando un gruppo di riproposta/tradizionale canta:Santu Paulo .... (conosci benissimo le strofe).credo di non offendere nessuna memoria di sofferenti in quanto il brano in questione, chiamalo come vuoi, per me non e' certamente pizzica tarantata, é distante milioni, anzi miliardi di anni luce!!!!Le pizzica tarantata e' morta quando e' stata eseguita l'ultima terapia. Non con la scomparsa dell'ultimo suonatore (scrivo questa frase con tutto il rispetto del caso).Quindi parlare di moda, almeno per quanto riguarda questo caso, mi sembra di parlare di qualcosa di inesistente.Quanto mi piacciono gli esempi:Paragone intervento chirurgico - ritualeLa situazione reale: a) Cose evidenti: chirurgo,bisturi,assistenti,sala operatoria, paziente, studenti di medicina, strumentazione varia ... b) Cose non evidenti: mano ferma del chirugo, aumento delle pulzazioni, stati di nervosismo, aumento della sudorazione, lunghezza dell'operazione ...La situazione fittizia:Prova tu a descrivere cosa manca?Comunque io non faccio nessun sillogismo del tipo: se gli uomini hanno due gambe e se gli uccelli hanno due gambe allora gli uomini sono uccelli, come ho visto scrivere tempo addietro. Ricordo che all'inizio ho mparlato di mille altre cose buone.X Luigi:L'idea é buona, ho evidenziato solo cosa potrebbe accadere, riguardo al forum.Pero' non tutti i giornali sono sempre uguali, da una decina di amici, e non solo, mi arrivo' nel mese di maggio il seguente articolo tratto dalla sezione cultura del mattino, che non rigurda il Salento, scusate l'off-topic dell'argomento non riguardante la pizzica, pero' che incontra le cose dette da Pan qualche post addietro:---------------------------------------------------------------------------------------15/05/2005 Silenzio a Montevergine scritto da un "vecchietto" Roberto De Simone - Ero partito circa alle sei del mattino; in meno di un ora mi trovavo allo svincolo autostradale di Avellino e già scorgevo, quasi irraggiungibile, in alto a strapiombo, il venerato e vetusto Santuario di Montevergine, l immacolata abbazia turrita che sembra sospesa miracolosamente su un abisso. Lungo il percorso, alla soglia del miglio sacro, mi chiedevo con qualche scettica perplessità : «Chissà se incontrerò più qualche gruppo di donne di Solofra, di Bracigliano, di Candida, di Montecalvo, di Quindici, di Volturara Irpina, di Montesarchio, di Foglianise, di Lentace di San Martino Sannita, di Monteforte, le quali, nelle domeniche di maggio, a piedi, arrampicandosi su per i tortuosi sentieri, per gli scoscesi pendìi, facevano risuonare il sacro monte di una paleo diafonia che fino agli anni Ottanta ho riscontrato?». Intorno, tra una natura priva di smog e aulente di faggi, di castagni e ginestre, il primo maggio respirava di verdi polmoni luminosi, ma il filtro dei raggi solari non incontrava il riverbero delle antiche voci, la vibrazione materica di quei devoti, che, nel passato, fin dalla notte compivano il rituale pellegrinaggio. No, non c erano segnali di tal genere. Comunque, la suggestione dell ascesa, dello staccarsi dal basso nella progressiva visione di un panorama grandioso, produceva la sensazione immateriale di raggiungere il cielo, di accedere al numinoso. Sorpassai il cosiddetto Scalzaturo e la Cappella della misura, tappe devozionali e obbligate anche per lenire la fatica della salita a piedi o a piedi scalzi. Giunto al piazzale dei tigli, davanti al cortile d accesso al vecchio Santuario, non c era anima viva; la nuova chiesa era metafisicamente aperta, come in un dipinto di Carrà , e le uniche persone presenti erano due donne anziane dai visi scolpiti come divinità dell isola di Pasqua, le quali vendevano candele, nocciole sgusciate e castagne infilzate con spago; erano lì, quasi fantasmi metatemporali, ad offrire la loro tradizionale mercanzia ad altri invisibili fantasmi. Trascorsero tre ore grevi d immobilità assoluta, poi cominciarono a giungere delle auto e dei pullman dai quali scendevano, più che pellegrini, degli anonimi gitanti domenicali, dei comuni vacanzieri, che in silenzio si recavano al bar e poi accedevano alla chiesa, a quella moderna, connotata da discutibilissimo gusto architettonico, e costruita, prima degli anni Sessanta, in stile tardo fascista. Il cortile cinquecentesco, antistante l antica Cappella detta dell Apparizione, méta dei tradizionali pellegrini, era vuoto; la scalea di ventitrà© gradini ugualmente deserta: eppure era quella la Scala santa che i fedeli percorrevano in ginocchio, sostando gradino dopo gradino e dispiegando il pathos che informava il canto:'Ammo sagliuto la primma 'rara e la Maronna nci proie la mano'Ammo sagliuto la siconda 'rara e la Maronna nci proie la mano così, fino a giungere all ultimo gradino quando, alla soglia dell antica Cappella, in cui troneggiava la monumentale icona di Maria, essi, folgorati dall incontro, commossi alle lagrime, esclamavano: O Maronna quanto sì bella che nci faie int'a sta cappella? Oggi: nulla; il vuoto cortile, la scala nuda, privata della sua funzione simbolico-rituale denunciavano l assenza: l assenza dell arcaica polivocalità mariana, l assenza della religiosità contadina, della sua energia sonora, l assenza delle campane... ma no! Ecco che inaspettatamente presero a rimbombare dei rintocchi... ma erano le antiche campane, quelle? no, erano scampanii attivati da un meccanismo elettrico collocato nel nuovo campanile. Il caratteristico campanone e le due campane (rispettivamente: un do #, un fa # e un sol #) giacevano inerti nella memoria dell antico campanile. Eppure, una volta, all udire i tre sacri bronzi di Montevergine, i pellegrini così effondevano la loro emozione: Quanno sona la campana é la Maronna che ci chiamaQuanno sona lo campanone nci dà la voce Mamma SchiavonaIn tanta assenza, formulai il dubbio che anche la Madonna fosse assente. Dalla secolare Cappella il quadro venerato era stato rimosso e collocato, fin dal 1962, nel dispersivo e insignificante spazio della nuova chiesa. Mi affrettai all interno, dove un sacerdote celebrava la Messa munito del microfono, in tutto adeguato a quelli della comunicazione televisiva. Alzai lo sguardo al quadro della Vergine, Essa era lì, ma sembrava privata del suo attributo di Schiavona, di scura, di negra; appariva privata della sua sacrale bruttezza, di quell alterità infera e celeste, che, secondo la leggenda popolare, la rendeva la più bella delle sue sorelle:Nui saglimmo vallone vallone che bella grazia ha fatto 'a SchiavonaSchiavona era il titolo che Le si conferiva, per il colore scuro del suo viso, per il mistero dei suoi occhi, per la sua aura ineffabile ed oscura, per essersi relegata, secondo la leggenda, su una mistica montagna: identificazione naturale di una verginità inaccessibile, o rivelabile come teofania ai limiti del cielo, ma, in questo desacralizzato giorno di maggio, visitata distrattamente da turisti, Ella era una madonna simile a tante altre, non la più bella delle sue sorelle, ma resa, nel perbene, scialba e insignificante a paragone di quelle di Fatima o di Cestokova, oggi più celebrate dalla televisione. Che bell'uocchie tene 'a Maronna ca me pareno doi stelle Doi stelle alluminate Mamma bella, chi te l'ha date? Cu chill' uocchi menanno splendore Montagna bella 'e ll'altare maggiore Insomma, a esaltare le sue bellezze non erano i canali televisivi, ma erano contadine, madri e schiavone come Lei, negre rese tali dal sole, dal lavoro nei campi, dalla povertà , dai disagi esistenziali, dalle ambasce per i figli in guerra come quando, ancora ad evocare i traumi dei due ultimi conflitti mondiali, esse rinnovavano un'angoscia mai sopita:O Maronna che stai esposta fanci vence l'Italia nostaO Maronna mia bella fa' torna' i sordati r' 'a guerraO Maronna no figlio tenevo e notizie non ce l'avevoE na lettera m'é arrivata prigioniero se trovavaO Maria ncimm' a sto monte fa' torna' i sordati r' 'o fronteOggi é tutto sparito, spento, cancellato senza lasciare traccia, anche se non é certamente sparita la negritudine delle classi più povere, il malessere di chi alla Schiavona chiedeva soccorso, un soccorso negato da un sistema di inerzie, di indifferenze, di miopie sociali, di contraddizioni taciute, di ipocrisie sancite, di sordità storiche, di superficialità culturali, che conferivano alla denuncia di quei dolorosi canti la romantica denominazione di folclore. Oggi, a Montevergine, dove anche il Santuario si staglia come l ombra muta di un anima smarrita, questa domenica di maggio celebra il de profundis del mondo contadino, estinto, a dirla con De Martino, senza che la coscienza e la ragione trasformatrice abbiano potuto ristabilire l'ordine attivo di una riplasmazione civile, armata di sapere storico e di consapevolezza sociale. E a Montevergine incombe il silenzio, in cui sembra che perfino i segnali elettroacustici dei pullman, gli irriverenti clacson delle auto, il fischietto lacerante del parcheggiatore, le campane meccanizzate ne ribadiscano la desolante realtà , denunciando, tra l'altro, quel genocidio culturale che Pasolini già aveva profetizzato. Di chi la colpa? Statti bona Maronna mia l'anno chi bene nci torno a benì Così, nell accomiatarsi, i pellegrini promettevano a Maria di tornare a visitarLa l anno successivo, ma essi non hanno potuto mantenere più la loro promessa. A chi imputare la responsabilità di questo addio senza ritorno? Certamente la Chiesa non ha incoraggiato la conservazione di quelle espressioni ricche di una cultura plurisecolare, sia pure destinata fatalmente alla disgregazione. D altronde, l introduzione degli asettici canti che ufficialmente si ascoltano durante il rito della Messa, di quelle melodie preconfezionate semplicisticamente, quasi modellate sulle espressioni mediatiche del consumismo giovanilistico e televisivo, oltre ad appiattire la sacralità millenaria della Chiesa, ha accelerato il coma dell espressività contadina, globalizzandone gli individui, e rendendoli disponibili alla massificazione, allo smarrimento della loro identità , alla smemorizzazione della loro Storia. E mi torna in mente un canto di protesta, che le contadine di Montesarchio intonavano prima di lasciare la montagna santa. Esso si riferiva a quando, intorno agli anni Sessanta, venne abolita la consuetudine, per chi giungeva di notte al Santuario, di dormire in chiesa fino al mattino seguente; ugualmente fu vietato di cantare in dialetto nella Cappella, e la proibizione, secondo la testimonianza delle cantatrici, fu vigilata dalla Forza pubblica: 'O monaco traditore m'ha cacciato for' 'o purtone M'ha cacciato e se n'é ghiuto e non ha avuto pietà re me Nu putimmo manco canta' i carabbinieri nci vuonno arresta' Nci vuonno arresta' e nci vuonno [piglia' 'bbascio Avillino nci vuonno purta' Ntribbunale nci vuonno purta' tre anni pi r'una nci vuonno fa' fa' Statti bona Maronna mia statti bona me n'aggio 'a j'. A tal punto, ripensando a questo requiem di maggio, a questo estremo saluto, alle ombre di un amaro amarcord, non ho esitazione ad affermare che, se nell altro mondo vigessero le stesse perbenistiche discriminazioni, lo stesso autoritarismo, preferirei essere cacciato all'inferno, dove, perlomeno, non sarei dannato in eterno ad ascoltare quegli anonimi alleluia cantati, che son costretto ad ascoltare e seguire nelle liturgie ufficiali.---------------------------------------------------------------------------------------Questo é il timbro degli articoli che preferisco, anche se non condivido alcuni punti.Se va in porto la tua idea, Spero che la giornalista in questione, se casomai si trovasseda queste parti, lo legga. Infine dedico a Maruko una intervista video (scrivo il testo) ad Antonio Matrone detto O'Lione ( per chi non lo conoscesse é il tammorraro ufficiale della tammurriata per la Madonna di Bagni) fatta a Montemarano durante lo scorso carnevale (tutti i diritti di lupusintabula)....D. Quante tammuriate ci sono?R. Le principali sono quattro: zona Maiori, zona Somma Vesuviana, Zona agronocerino sarnese e zona giuglianese.D. Allora,Come mai lei dell'area vesuviana si trova qa Montemarano?R. Perche' dove stann' le tammorre e i tamburelli unisce tutti dal Salento alla campania, dal Salterello alla calabrese unisce tutti. Dove c'e un tamburello unisce tutt'quant...Io aggiungo che i tamburelli vengono suonati anche in Sicilia!Ho dimenticato una quarta premessa: scusate la lunghezza.Un'ultimissima cosa ma che senso ha parlare in questo portaledi chi fa musica leggera che parla di tradizione da 25 anni.Se ne dovrebbe parlare in altri forum.Un caro saluto saluto da chi crede ancora in un'umile mascherina vestita di bianco che Ialma e Carlo non chiameranno piu' pulcinella.AlfioP.S. "la terra del rimorso" l'ho letto in 10 giorni, pero' non so quanti anni impieghero' per rifletterci su. Quindi cortesemente non mi consigliate letturesu cose moderne. Forse sono troppo all'antica per essere un pizzicagnolo torinese. Bhooo!Ovviamente, Maurizio non sentirti tirato in causa. [addsig]