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Inviato: 31 marzo 2005, 21:20
da stellarossa
ciao !sono una ragazza di milano.sono al 5 anno del liceo delle scienze sociali e sto facendo la tesina di fine anno.la mia tesina é sul tarantismo e neotarantismo.vorrei dei consigli per approfondire i lati psicologici e sociologici del tarantismo.già mi sto informando sul problema di isterismo fondamentale dei tarantati attraverso freud.poi una domanda:"ma possiamo considerare il neotarantismo come una forma di lotta contro la globalizzazione e per il mantenimento delle tradizioni?"grazie mille.baci stellarossa[addsig]
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Inviato: 1 aprile 2005, 9:46
da LUMAURIZIU
Scusa la franchezza, ma credo che tu sia molto fuori strada.La riduzione del tarantismo a malattia psichiatrica é notoriamente una grande stupidaggine: lascia perdere Freud e studia De Martino.Il Neotarantismo é una pura invenzione che con la Tradizione non c'entra proprio nulla.Ciao [addsig]
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Inviato: 1 aprile 2005, 13:02
da giannino
Condivido l'affermazione di Lumaurizio per quanto riguarda l'imprescindibilità dello studio di De Martino per chiunque voglia avvicinarsi al fenomeno del tarantismo, ed anche la difficoltà di una definizione razionale e precisa di "neotarantismo", termine che tra l'altro designa secondo me l'esatto contrario di ciò che hai detto tu, e ciò la globalizzazione di una tradizione locale.Comunque anche sul "Neotarantismo" é uscito di recente un libro, che però non ho ancora lettoTitoloNeotarantismo. Pizzica, transe e riti dalle campagne alle metropoli. Con CD AudioAutoreNacci AnnaPrezzo€ 18,00 Dati206 p., ill., brossuraAnno2004 EditoreNuovi EquilibriCollanaEretica speciale[addsig]
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Inviato: 1 aprile 2005, 13:25
da stellarossa
Scusa la franchezza, ma credo che tu sia molto fuori strada.La riduzione del tarantismo a malattia psichiatrica é notoriamente una grande stupidaggine: lascia perdere Freud e studia De Martino.Il Neotarantismo é una pura invenzione che con la Tradizione non c'entra proprio nulla.Ciao bé ernesto de martino lo sto già leggendo e rende abbastanza chiaro che il tarantismo sia dato dalle condizioni non ottime della vita delle persone e da una influenza sociale.secondo me spiegare i problemi di depressione e isterismo in cui le persone cadevano non é sbagliato...l'isterismo lo ha spiegato bene freud ma cosi altri psicologi che hanno trovato dei nessi con il comportamento del tarantato...il neotarantismo alla fine ha secondo me un pò a che fare con la tradizione...non cadiamo in fondamentalismi...io credo che oggi suonare pizziche e tarantelle sia un modo per mantenere viva la tradizione quindi inpedire alla globalizzazione di renderci massificati e tutti uguali.poi alla fine neotarantismo é solo una parola per spiegare il fenome attuale.il neotarantismo non é una moda,ma unpensiero e un modo di vivere...pensavo di spiegare nella mia tesina tarantismo e neotarantismo come il modo di sconfiggere il male.male che nel tarantismo é la sofferenza data dalle condizioni della vita nel sud e oggi il neotarantismo un modo per combattere i nuovi mali checi oppone questa società ...su molti cd di pizziche di oggi si trovano spunti anche politici e critici verso a società ...forse il mio collegamento é sbagliato ma tutto é dato dal frutto della mia vita ,dello studio e del mio pensiero..io sono di milano ma avendo origini del sud penso che la mia curiosità e il mio amore per il sud qualche frutto magari me lo ha dato..grazie dei consigli.baci [addsig]
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Inviato: 1 aprile 2005, 13:27
da stellarossa
Condivido l'affermazione di Lumaurizio per quanto riguarda l'imprescindibilità dello studio di De Martino per chiunque voglia avvicinarsi al fenomeno del tarantismo, ed anche la difficoltà di una definizione razionale e precisa di "neotarantismo", termine che tra l'altro designa secondo me l'esatto contrario di ciò che hai detto tu, e ciò la globalizzazione di una tradizione locale.Comunque anche sul "Neotarantismo" é uscito di recente un libro, che però non ho ancora lettoTitoloNeotarantismo. Pizzica, transe e riti dalle campagne alle metropoli. Con CD AudioAutoreNacci AnnaPrezzo€ 18,00 Dati206 p., ill., brossuraAnno2004 EditoreNuovi EquilibriCollanaEretica specialegrazie per il consiglio credo che prenderò questo libro...dato che il neotarantismo oltre a notarlo quando vado ai concerti non ho altri modi per capirlo..baci[addsig]
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Inviato: 1 aprile 2005, 13:59
da Ialma
- io credo che oggi suonare pizziche e tarantelle sia un modo per mantenere viva la tradizione Prova a chiedere in giro... la maggior parte dei suonatori alla buona di pizziche e tarantelle non conoscono che quella dozzina di canti, sempre tristemente quelli. Che tradizione viene mantenuta viva ?-quindi inpedire alla globalizzazione di renderci massificati e tutti uguali.E' meno massificato chi va a fare i rave parties a ritmo di pizzica rispetto a chi va ad ascoltare techno a palla in discoteca ?[addsig]
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Inviato: 1 aprile 2005, 14:11
da stellarossa
- io credo che oggi suonare pizziche e tarantelle sia un modo per mantenere viva la tradizione Prova a chiedere in giro... la maggior parte dei suonatori alla buona di pizziche e tarantelle non conoscono che quella dozzina di canti, sempre tristemente quelli. Che tradizione viene mantenuta viva ?-quindi inpedire alla globalizzazione di renderci massificati e tutti uguali.E' meno massificato chi va a fare i rave parties a ritmo di pizzica rispetto a chi va ad ascoltare techno a palla in discoteca ?dici di no?io osservo e parlo a riguardo..poi se dici che non mantiene viva la tradizione allora sono inutili i corsi di pizziche,i concerti,i libri....sono scettica pre quanto riguarda il tuo modo di pensare....[addsig]
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Inviato: 1 aprile 2005, 15:24
da CarloTrono
ciao stellarossami permetto di "interpretare" il pensiero di Ialma, se poi mi sbaglio, chiedo a Ialma di correggermi.Suonare, ed ascoltare la musica tradizionale, é sicuramente un modo per riavvicinarsi alla propria identità territoriale, contrastando almeno in parte il "pensiero dominante" che ci vuole tutti uguali, con le stesse esigenze e con gli stessi desideri, in modo da piegarci ad un mercato globalizzato, e non ad una società globale.Questo però é vero nel momento in cui c'é uno sforzo personale di andare al di là dell'aspetto spettacolare di un concerto o di una ronda di pizzica. Se si rimane alla superficie, allora non si sta cercando di rimanere ancorati alla propria identità territoriale, ma si sta seguendo una moda, la "pizzicomania", quindi si sta seguendo una tendenza massificante fra l'altro terribilmente subdola (perché "mascherata" da qualcosa di diverso)Con questo non voglio dire che i concerti di pizzica e i gruppi di riproposta sono "il male". Assolutamento no ! voglio dire che per mantere veramente viva la tradizione é necessario uno sforzo molto maggiore, protratto nel tempo, che non si può nemmeno limitare ad un approfondito studio "teorico" sui libri. In quest'ottica, i gruppi di riproposta hanno il ruolo importante del primo approccio...poi se questo primo approccio é buono o meno buono, dipende...Per quanto riguarda la tua tesina di fine anno, devo dire che ti sei imbarcata su un lavoro niente male. Ti suggerisco di fare una ricerca più approfondita su questo forum, perché altre persone hanno chiesto come te alcuni spunti per tesi e ricerche. Per quanto mi riguarda, personalmente ti consiglio "Il Ritmo Meridiano", a cura di Vincenzo Santoro e Sergio Torsello, edizioni Aramiré, disponibile su questo sito . Per quanto riguarda più specificatamente il Tarantismo, la Besa Editrice produce una collana di libri molto completa, fra i quali ti consiglio particolarmente, per iniziare la ricerca, un libro non ancora presente in catalogo ma comunque disponibile, intitolato "La tela infinita - Bibliografia degli studi sul tarantismo mediterraneo 1945-2004" . Puoi trovare informazioni su questo libro in questa news di pizzicata (dopo la descrizione della rivista Melissi). Spero di esserti stata utile, in bocca al lupo[addsig]
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Inviato: 2 aprile 2005, 8:53
da Danzerino
Si deve fare attenzione a postare certe frasi su questo sito tipo " parliamo di neotarantismo " o " tarantismo = malattia psichiatrica ", rischiamo di innescare dei polveroni dove una persona che si é avvicinata da poco finisce per cancellare la parola pizzica e sinonimi dalla memoria del proprio computer.Come comunità ampia, c'é il lato fondamentalista, atto a preservare, a mantenere la purezza dei termini, e non é il solo sito questo, l'altro gemello fà piu o meno la stessa politica, e poi c'é il lato che intende svolgere un lavoro più ampio dove inquadrare certi fenomeni.Per farti un' idea di cosa era in principio il neotarantismo ti propongo questo topic
http://www.pizzicata.it/modules.php?op= ... c=354&1che effettivamente nasceva dall'esigenza di proporre un'alternativa ( non lotta ma alternativa ) alla massificazione della proposta culturale, tv spettacoli ect, poi in seguito anche questo fenomeno é stato assoggettato alle regole della massificazione, dove una persona inizia ad ascoltare i gruppi più commerciali poi passa a qualcosa di più attinente la tradizione poi diventa fondamentalista poi passa, si spera, a fare una analisi più ampia, tra l'altro non so quanti che scrivono su questo sito avrebbero conosciuto il tarantismo senza quella deprecabile operazione di massificazione. La domanda ancora viva é " come mai tanti giovani fanno riferimento a questa moda musicale ?" e questo sarebbe pane per diverse categorie di studiosi, io aspetto ancora che qualcuno apra un topic in proposito, parte delle cause si devono cercare proprio in quel fenomeno che dici tu, la globalizzazione.Anche su l'altro punto sono d'accordo con te, il tarantismo, nella forma in cui é arrivato a noi,prevedeva una buona dose di malessere psichico, parlo per esperienza diretta, sicuramente associare il lavoro di psichiatri e psicologi ti può aiutare nella tua ricerca, forse in tempi remoti vi erano delle componenti mistiche ma quello che é arrivato a noi é quasi esclusivamente PSICHIATRIA, un buon ritratto é tracciato su MORSO D'AMORE di L.Chiriatti, da unire ad altre letture di diversa specialità per farti un quadro completo di un fenomeno che é veramente molto ampio, come la mente umana. In bocca al lupo.[addsig]
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Inviato: 4 aprile 2005, 8:42
da montar
Stellarossa.Innanzitutto ti faccio i complimenti per tutti i baci che dispensi .Ecco, secondo me, un articolo che potrebbe fare al tuo caso (in italiano): Il tarantismo: un fenomeno al confine tra rito e psicopatologia Tarantism: a phenomenon at the border between rite and psychopathologyScuola di Specializzazione in Psicologia Clinica, Università di Padova; * ULSS 12 Venezia, CSM Campo Santa Maria Nuova, Cannaregio, Venezia; ** Facoltà di Psicologia e Medicina dell Università di Padova, Clinica Psichiatrica, Università di Padovahttp://sopsi.archicoop.it/rivista/2004/vol10-3/demasi.htmSe hai un po di tempo guarda la bibliografia,poiche' affronta la questione dal tuo punto di vista.E non dimenticar di citare le fonti. Baci.Questo messaggio é stato modificato da: montar, 04 Apr 2005 - 04:43 [addsig]
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Inviato: 9 aprile 2005, 13:05
da stellarossa
ciao!grazie per i link,mi saranno sicuramente utili!sicuramente devo citare le fonti altrimenti potrei dare l'impressione ai professori che quello che dico sia poco attendibile.bacistellarossa[addsig]