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Inviato: 11 marzo 2005, 11:40
da giannino
Cosa davvero curiosa e niente affatto scontata mi sta sembrando il modo di vestirsi, soprattutto delle donne, nelle occasioni in cui si balli la pizzica o comunque le altre danze del nostro caro meridione.Le gonne lunghissime, di svariate fogge e colori (ma preferibilmente nere), sono ormai un imperativo così come lo é il corpetto o la camiciola bianca, con fazzoletto rosso.Ecco, a distanza di molti anni, mi é venuta la curiosità  (brutta bestia) di capire il perché di questo costume, visto che io non ho mai visto indossare questo tipo di abito né alle giovani, né alle vecchie signore dei nostri luoghi.Questa non vuol'essere una critica, anzi, ben venga una ragazza così abbigliata rispetto ad una con i jeans attillatissimi (mi riferisco al momento del ballo naturalmente); vuole essere un po' un modo, attraverso magari le opinioni che daranno le dirette interessate, di capire qualcosa di più su ciò che in questo ambito può definirsi tradizionale o modaiolo.Niente di ciò ho notato nei costumi degli uomini, uomini che nella maggiorparte dei casi, si vestono un po' come gli pare.Mi chiedo allora? E' giusto questo anacronismo? Una donna dell 800 che balla con un uomo del 2000?Cosa servirebbe all'uomo per ritornare un tantino indietro nel tempo senza sembrare un pagliaccio?Questa domanda fa ridere anche me...[addsig]

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Inviato: 11 marzo 2005, 11:51
da Maruko_KuFu
Allora, rispondo in breve (semplicemente dicendo come spesso mi vesto io):Pantaloni neri in fustagno; stivaletti in cuoio; camicia di velluto marrone; gilet nero e, cosa fondamentale, coppola Barbisio (non intendo quella alla Nike...) made in Sicily. A proposito, l'ho persa credo a "Lu puzzu" qualche giorno fa. Sigh. Se trovate una coppola "Barbisio - Messina  - Palermo  - Catania" in velluto... é la mia.Comunque, abbigliato così modestamente non si  sfigura...[addsig]

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Inviato: 11 marzo 2005, 21:29
da Danzerino
Caro Giannino la tua domanda é di spunto per una serie di considerazioni, poi se pensate che stia scrivendo troppo vi autorizzo a sabotare il mio sistema di invio.1) C'é un vizio di fondo nella considerazione comune di rifare quel tipo di abbigliamento ( alla campagnola bella ) al nostro mondo contadino. Quel tipo di vestiario, correggetemi se sbaglio, fu immesso in circolo dal gruppo musicale  "le striare", il quale abbigliamento rappresentava un pò la loro filosofia di vita che niente aveva a che fare con il mondo contadino, questo gruppo, completamente femminile, fece proseliti fra le donne dei vari gruppi diventando una sorta di movimento femminile del neotarantismo e quindi si diffuse questa loro divisa, in seguito ripresa abbondamente anche dalle giovani leve fino a diventare "la" divisa delle neopizzicate.2) il problema che a me sembra più evidente é la mancanza di credibilità  che ha l'immagine di una ragazza che vive nel terzo millennio conciata in quella maniera, mi rivolgo chiaramente alle ragazze della piazza e non a quelle che appartengono a gruppi di teatrodanza dove gli abiti contano quanto i brani e le danze che propongono. Difficilmente queste ragazze potrebbero sopravvivere ad una giornata tipo: sveglia all'alba, pulire il letame della stia con il "profumo" che ti rimane nelle narici per 24 ore, uccidere un coniglio, frollarlo e prepararlo per pranzo, andare a raccogliere olive per una giornata intera e quando torna il proprio uomo essere pronta a fare da serva senza diritti. Piuttosto é più facile trovarle alle 4 di notte al bar dei cornetti, e mi sembra pure giusto, ma capisci come é poco credibile la loro immagine ?3) così come trovo altrettanto poco credibili le nostre canzoni cantate con la voce giovane e cristallina dei nostri gruppi giovanili ( peggio ancora con chi tenta di imitare la voce della simpatichina, quello é proprio obbrobrioso). Ritengo che il ruolo dei nostri cantori fosse quello di dispensare delle lezioni di vita attraverso le canzoni, di dare degli insegnamenti, di suffragare con la loro sacralità  dei momenti della vita comune, e secondo me l'ultimo grande cantore é stato Uccio Bandello, differente il discorso per Uccio Aloisi che essendo una seconda voce aveva un altro ruolo. Capisci quanto siano poco credibili quei canti espressi da giovanotti con pochissima esperienza alle spalle ?4) Il problema che nasce é questo: come mai il neotarantismo ha fatto tanta breccia nei cuori dei giovani del terzo millennio ? cosa ci porta a proiettarci in un mondo che non esiste più ? quali bisogni ci portano a vestire da campagnoli e considerare indispensabili elementi come il fazzoletto o la ronda invece di considerare il tutto nell'ottica della società  attuale ?  Penso che quando ognuno di noi si é dato una risposta interiore a queste domande avrà  la possibilità  di riflettere con più chiarezza su questo fenomeno, che non é poi molto diverso da altri fenomeni di costume, tipo reality show e compagnia bella, cambia solo l'obiettivo.Ti porto un esempio. Agli inizi della mia carriera di appassionato di questo genere ebbi modo di passare una pasquetta con un gruppo di amici nelle campagne di Calimera, con annesso mangiare casareccio, vini e nonnette grike, il massimo della situazione per chi desiderava tuffarsi nel passato, a quel punto ci impazzirono gli ormoni canterini e iniziammo a sfornare tutti i bei canti che avevamo imparato tipo Aremu rindineddhra, Klama ect ect, fino a che a tavola la nonnetta grika esclamò " Finalmente sta mangiamu cusì la spicciati cu ste canzuni ca me sta straziati lu core figghi mei " : nonostante conoscessimo il significato di quei canti stavamo proponendo un momento di dolore in una situazione che doveva essere di gioia, quelle che per noi erano canzonette da canticchiare per chi le aveva vissute nota per nota , parola per parola erano dei colpi nello stomaco duri a contenere. Abbiamo ancora voglia di vestire da contadinelli belli e di imporre le ronde ??[addsig]

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Inviato: 16 marzo 2005, 11:51
da giannino
Si, le considerazioni di danzerino sono considerazioni che condivido (in parte) e che penso (spero) che chiunque si avvicini al mondo della storia e della "tradizione"  popolare in modo problematico e non meramente modaiolo abbia fatto almeno una volta.Certo il modo di vivere oggi é cambiato, e non solo per le ragazze, ma anche per tutti quelli - le nuove generazioni in particolare - che vivono e lavorano la terra.  Non vedo tuttavia in questo cambio di vita un motivo per non provare a rituffarsi nel clima che poteva (forse) respirarsi una volta, e parlo naturalmente degli aspetti migliori, come possono essere quelli della musica e del ballo.Per quanto riguarda le canzoni, idem, condivido le affermazioni ma sono un po' più ottimista, nel senso che se gli anni 60 - 80 hanno cancellato nelle generazioni che li hanno vissuti l'amore e la passione per tutto cio' che era legato al mondo umile e contadino, la ripresa oggi di canti e balli, anche da un pubblico giovane ed inesperto, sganciato dai valori di una volta, costituisca una risorsa per il futuro, nel senso che se la tradizione ne é uscita ferita, almeno non é deceduta del tutto, e possa rinascere in modo magari più ludico e spensierato.Per quanto riguarda l'episodio delle anziane di Calimera, come non condividere il loro strazio (ammetto che non conosco il significato di quelle canzoni ma ti credo sulla parola)...ma a me piace invece ricordare che il canto era, ed é tuttoggi, anche un momento di spensieratezza e soprattutto d'aggregazione. La nostra musica non é ricca solo di malinconia e lamenti, ma anche di splendide dichiarazioni d'amore (le serenate); di allegria (anche ebbra) e sfottò (gli stornelli); di ritmo (la pizzica e gli altrti balli)...tutte cose che in qualche lampo di lucidità  riesco a ritrovare in certi momenti di incontro tra noi giovani, quando con jeans, gonnoni, gilet, T-shirt dell' Underground Music Movement, scarponi Nike all'ultima moda e corpetti pseudo contadinelli ci ritroviamo tutti insieme a cantare e ballare come una volta...non credete?[addsig]

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Inviato: 16 marzo 2005, 17:54
da ramonn
Per quanto riguarda l'utilizzo della gonna lunga nel ballo ho qualche dubbio che si sia trattato di un influenza dovuta all'abbiagliamento de "le striare", ritengo prima di tutto che rientri nella moda "etno" in voga ormai da qualche hanno.In ogni caso secondo me é più bello veder ballare una ragazza con la gonna lunga piuttosto che una in jeans,ma é pur vero che l'abito non fa il monaco.Io salvo esigenze di "spettacolo" (molto rare) ballo e suono con l'abbigliamento che porto tutti i giorni: jeans,felpa/maglione,scarpe da ginnastica. Vivo nel 2005 e mi vesto nel modo che mi fa sentire più comodo...anche se qualche volta é venuta gente a chiedere di andare vestito con l'abito tradizionale...che non ho mai capito qual'é![addsig]

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Inviato: 16 marzo 2005, 20:35
da tarantune
infatti non esiste un abito trdizionale tranne alcuni che facevano parte di rituali tipo quello degli otto giorni overo gli sposi facevano la loro uscita pubblica solo dopo una settimana dal matrimonio e la donna portava quest' abito ma anche se ne ho visto uno,quello di mia nonna non saprei dirvi qual'é la differenza rispetto agli altri, tranne forse per il nome che gli anziani almeno qui a parabita ancora chiamano"stiani"(gli abiti quotidiani) e comunque erano sempre delle vesti ma non troppo lunghe come effettivamente dicevi!le cristiane andavano frequente in campagne e le gonne alla janis joplin effettivamente erano un pò di impiccio ma non di certo indossavano la mini. Erano delle gonne che rimanevano sotto il ginocchio e tenevano i polpacci scoperti ma camicie bianche fiorellini e gilet alla picciotto sinceramente fanno parte di una riproposta trash folk di leccisiano stile!mio nonno mi diceva sempre che andavano culle pezze a nculu e di ogni abito dismesso se ne facevano tanti altri fino a riutilizzare il tessuto tante volte da arrivare proprio alle toppe, e che col lavoro in campagna che facevano di certo le camicie bianche non erano le più gettonate. Avevano forse il vestito della domenica .....forse![addsig]

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Inviato: 18 marzo 2005, 2:45
da nina78
Approfitto per chiedere:il fazzoletto....perché prevalenemente di colore rosso?Moda?Perché si abbina o spezza col nero della gonna ed il bianco della camicia...?(...quando dico fazzoletto intendo appunto un fazzoletto,non uno sciarpone lungo un metro e mezzo...!)Mia nonna i fazzoletti li aveva tutti bianchi...magari ricamati e con merletti,ma non di certo rossi...[addsig]

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Inviato: 19 marzo 2005, 10:26
da Danzerino
Riprendo solo per un attimo il mio post precedente, l'occasione me la da il concerto di ieri a Sternatia della Giovanna Marini, dove ha espresso pari pari lo stesso concetto sulla sacralità  dei canti e del tempo in cui questi possono essere cantati, concetto che le fu chiarito da alcune donne che raccoglievano olive nella campagna di quel paese intorno al 1968.Lo riprendo nel caso possa essere utile, specie a chi si appresta ad entrare come cantante nel mondo della musica etnica, e per ribadire l'importanza di capire ciò che si canta, di seguire il testo nota dopo nota, parola dopo parola, ed eventualmente rileggerlo più volte, perché dietro la più stupida frase può essere nascosto un principio importante. Il guaio più grosso che hanno combinato i signori del " Transiamoci tutti " ritengo stia proprio nell'aver perduto i canoni e la sacralità  dei canti a favore di un principio dove ognuno può cantare quello che vuole nel modo in cui lo vuole, favorendo in seguito il fenomeno opposto dell'enfatizzare in maniera eccessiva tutto quello che é rimasto. Forse i nostri anziani facevano semplicemente uso del buon senso.[addsig]