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Inviato: 22 febbraio 2005, 20:13
da Valerio
Sto cercando qualsiasi informazione su una canzone che credo abbia questo titolo.Non so praticamente niente in proposito, tranne che é pugliese (almeno così mi é stato riferito).In particolare mi interesserebbe il testo, l'origine geografica precisa, eventuali registrazioni sul campo della stessa, gruppi che l'hanno riproposta, etc. etc...Grazie in anticipo. Questo messaggio é stato modificato da: Valerio, 22 Feb 2005 - 13:17 [addsig]

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Inviato: 23 febbraio 2005, 10:23
da raheli
Mi dispiace, mai sentita nominare.
Di che parla?
Un pezzetttino di testo, magari![addsig]

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Inviato: 23 febbraio 2005, 10:37
da Maruko_KuFu
http://stage.vitaminic.it/main/pino_de_ ... =123419Per ascoltarla gratuitamente in real audio, così si aiuta il compà  Valerio.Cercando su gooooooooooooooogle ho anche visto che é nel repertorio del calabrese (ma molto legato alla musica sicula) Otello Profazio. Che sia di origini ancor più meridionali?[addsig]

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Inviato: 23 febbraio 2005, 11:41
da Ialma
L'unica esecuzione di questo brano che conosco é su LE TARANTELLE DEL GARGANO di Pino De Vittorio.Il tema della canzone é molto comune (con molte varianti) in Italia. Sul link consigliato da Maruko si possono scaricare gratuitamente otto dei brani da LE TARANTELLE DEL GARGANO, un ottimo esempio di brani tradizionali riarrangiati (come il blues di Matajola appunto)Dimmi dunda veni o Matajola Vegnu di lu mulino o patre meu Matajola l'avimmu ccaca si vulia materitaDimmi dov'e u mulino o Matajola Si lu mbippau la china, o patre meu Dimmi dov'e la crapa, o Matajola Si 'nda j'intra lo voscu o patre meuDimmi dov'e lo voscu o Matajola Si 'nda j'ntra li cilesti, o patre meu A me sembra calabrese o siciliano, ma  assolutamente  non pugliese[addsig]

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Inviato: 23 febbraio 2005, 12:09
da Maruko_KuFu
"Vegnu di lu mulino o patre meu" "Si lu mbippau la china, o patre meu"Adesso che la leggo (non l'ho mai ascoltata, figuriamoci se l'azienda compra 'na scheda audio... tsk... ) mi accorgo che é calabrese,  zona Rende - Cosenza mi sembra, su questo non sono sicuro.Mandaja a miseria talja a 'nduja ca brusca lu cannarozzu!Fletto la gola e mangio la 'nduja.[addsig]

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Inviato: 23 febbraio 2005, 15:40
da Giorgio
Mimmo Epifani ne canta una versione intitolata 'L'albero della vita' nel CD "Mille e una notte fa", di Eugenio Bennato e Musicanova .Se mi trovassi a casa, ti saprei dire di piàº...CiaoGiorgioQuesto messaggio é stato modificato da: Giorgio, 23 Feb 2005 - 08:42 [addsig]

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Inviato: 23 febbraio 2005, 15:59
da raheli
Dico bene allora che non l'ho mai sentita nel Salento! [addsig]

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Inviato: 24 febbraio 2005, 15:09
da Valerio
Sospettavo non fosse salentina, ma che fosse calabrese no.
La davo per garganica...
Sapevo, da google, di Pino de Vittorio. Non dei Musicanova pero'.
Cerchero' di procurarmi i due cd.
Grazie a tutti![addsig]

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Inviato: 28 marzo 2005, 21:35
da Valerio
Passando alla traduzione...Dimmi dunda veni o Matajola Vegnu di lu mulino o patre meu Matajola l'avimmu ccaca si vulia materitaDimmi dov'e u mulino o Matajola Si lu mbippau la china, o patre meu Dimmi dov'e la crapa, o Matajola Si 'nda j'intra lo voscu o patre meuDimmi dov'e lo voscu o Matajola Si 'nda j'ntra li cilesti, o patre meu Dimmi da dove vieni oh matalojaVengo dal mulino o padre mioMatajola l'abbiamo quache si vuole maritareDimmi dov'é il mulino o matajola ......................... oh padre mioDimmi dov'é la capra, oh matajolaE' andata dentro il bosco oh padre mioDimmi dov'é il bosco oh MatajolaE' andata dentro ............ oh padre mioC'e' qualcuno che mi sa dire che minchia é 'sto "'mbippau"???Voce del verbo 'mbippauare???Scherzi a parte: mi mancano "'mbippau la china" e "li cilesti" che non riesco proprio a capire che significhino, ammesso e non concesso che il resto della traduzione sia corretto.Qualcuno mi puo' aiutare perfavor'??[addsig]

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Inviato: 29 marzo 2005, 10:05
da Maruko_KuFu
Se l'é bevuto la piena. Nel senso che il  mulino é stato travolto dal fiume.Li Cilesti sarebbe il Paradiso o l'aldilà  o più opportunamente "I Campi Elisi" (almeno da noi sui Nebrodi...). Si, é molto simile al siciliano, ovviamente.La cosa più importante però mi sfugge... che significa letteralmente "Matajola"? Spe' che leggo meglio il testo. Ok, letto... secondo me é  quell'affare di pietra che serviva a macinare il frumento. Ovviamente ci sarà  un doppio senso che ignoro.Bere.Il verbo all'infinito é "'mbippare" che é identico ad alcuni dialetti del catanese e messinese jonico. Da noi si dice in modo molto anglosassone "drincare". Come traghetto si dice "ferrubottu".Spero di essere stato d'aiuto. Ps: Valé, la ninna nanna? Non mi hai detto più niente![addsig]

2906

Inviato: 29 marzo 2005, 19:03
da Valerio
Traduzione 1.1Dimmi dunda veni o MatajolaVegnu di lu mulino o patre meuMatajola l'avimmu ccaca si vulia materitaDimmi dov'e u mulino o MatajolaSi lu mbippau la china, o patre meuDimmi dov'e la crapa, o MatajolaSi 'nda j'intra lo voscu o patre meuDimmi dov'e lo voscu o MatajolaSi 'nda j'ntra li cilesti, o patre meu Dimmi da dove vieni oh matalojaVengo dal mulino o padre mioMatajola l'abbiamo quache si vuole maritareDimmi dov'é il mulino o matajolaSe l'é bevuto la piena oh padre mioDimmi dov'é la capra, oh matajolaE' andata dentro il bosco oh padre mioDimmi dov'é il bosco oh MatajolaE' andato in paradiso oh padre mioE' molto molto simille alla Violina toscana, che credo sia una delle varianti a cui si riferiva Franceso.Non mi ero preoccupato di dare un senso alla parola "Matajola"... qualcuno puo' confermare l'interpretazione di Marco?Ovvio che mi sei stato utile Maruk'...Denghiù!!Questo messaggio é stato modificato da: Valerio, 29 Mar 2005 - 15:10 [addsig]

Re: 2726 MATAJOLA

Inviato: 3 aprile 2006, 17:44
da mata
Ciao RAgazzi allora Matajola é una canzone tradizionale Calabrese,di certo ci sono diverse versioni e magari diverse per provincie,l'area di localizzazzione é nelle serre calabresi cioé in provincia di vibo valentia-Catanzaro.Esistono molte registrazioni,una delle quali é quella di otello profazio (I PAESI CANTANO-GUARDAVALLE IN CALABRIA) ,tra l'altro anche lui calabrese,nato a Cosenza attualmente vive a R.C.quindi la versione di matajola diffusa intendo come testo é appunto quella tratta da questo cd registrato a Guardavalle(CZ).E uscito da poco un nuovo doppio cd in cui la canzone si chiama mariola ed é eseguita e cantata in modo diverso.ciao a tutti!![/b]

Inviato: 5 aprile 2006, 11:42
da Maruko_KuFu
Di Otello Profazio adoro le "profeziate" della pagina tre della Gazzetta del Sud. Quelle contro la destra poi... talmente sottili, colte ed in vernacolo che il giornale (apertamente di destra) pubblica comunque.

Mata, ma letteralmente che significa "MATAJOLA"?

Nessuno fino ad ora ha esaudito 'sta semplice domanda.


Il mio nome é Bond. Cragnotti Bond.

(Amcora per poco, che ritorno a Tim...)

Inviato: 8 maggio 2006, 8:27
da montar
Per l'amico di forum Maruko sul significato di Mataiola o Matajola.

Premesso, come al solito, che potrei prendere una cantonata non essendo un professionista ma un semplice appassionato/curioso di
tutto ciò che tratta di popolare/tradizionale.


vengo al dunque, ovviamente la parte finale "iola" sta ad indicare una sorta di professione come:
Legnaiola = Raccoglitrice di legna per poi venderla
Pesciaiola = Venditrice di pesce.

Ecco la tesi:
a mio parere é un misto di due parole latine (non la faccio lunga)
"mensa" e "tavola", veramente una perché mensa significa anche tavola.

Nella Roma antica "mensa" stava ad indicare luogo dove si mangia

quindi per i patrizi/nobili un luogo, posto della domus (case importanti ed imponenti, da cui deriva anche "duomo").

Per il popolino mensa e quindi tavola stava ad indicare proprio il tavolo da pranzo, usato anche come base per preparare i cibi, nel caso del nostro l'impasto. Ma allo stesso tempo significava, come per la domus" luogo dove si mangia.


Infatti conbinando "Me-nsa" e "Ta-vola" nel mio dialetto trovo la parola "Martora",
la quale é una sorta di tavola (di legno) con dei bordi sempre di legno utilizzata per impastare la farina, cioé "Martora"=madia per impastare.


La variazione di Me in Ma non é importante perché nei dialetti molto variabile es. Odoroso : Addurusu Adduruso, Addorosu Addiruso, Addoroso come si vede le vocali ballano quasi una quadriglia)

Quindi, sempre per non farla lunga "Mataiola" potrebbe significare
persona che esercita il mestiere di impastare la farina. Quindi non si occupa di tutto il processo di panificazione ma di usolo step.
Poi ovviamente per estensione e trasformazione potrebbe
potrebbe assumere significati più "allargati" come potrebbe suggerire lo stesso testo del brano.

Infatti l'attività  di panettiere nella roma antica era una attività  industriale del tutto simile ad una "catena di montaggio", dove ognuno
svolgeva un compito ben preciso: vendita,forni,legna, macina, ... impasto etc.


Spero di aver soddisfatto la tua curiosità ,

Comunque sarebbe interessante un confronto incrociato con un'altra lingua romanza. Ogni riferimento ad Obarra é puramente casuale.
Infine si potrebbe trovare un legame con la siciliana Frutta Martorana ... in questo caso lascio a te la parola he he he.


Saluti.

P.S. in questo caso si accettano pubblici ringraziamenti (scherzo) :-)

Inviato: 8 maggio 2006, 19:09
da Obarra
Montar, sono ancora viva.
In catalano, [i:6fe974a04d]taula[/i:6fe974a04d] significa tavolo. In spagnolo, cioé, più a occidente e con una scelta di lessico diversa, la parola per esprimere lo stesso significato é [i:6fe974a04d]mesa[/i:6fe974a04d] (dal lt. [i:6fe974a04d]mensa[/i:6fe974a04d]). Soddisfato?

Inviato: 9 maggio 2006, 8:22
da montar
Obarra,
Scusa se ho "forzato" il tuo intervento.
Un caro saluto.


Ancora per Maruko su www.etimo.it cerca madia

lat. Magida , Magda
gr. Mà ktra quindi per il Calabro ---> Mata

come verbo, poi significa intridere e lavorare la farina.

A questo punto sul significato credo che non ci siano più dubbi.


Saluti.

Inviato: 13 maggio 2006, 10:13
da Maruko_KuFu
Majdda: recipiente di legno in cui la farina s'impasta con l'acqua per il pane.
Majddola: colei che impasta...

Matajola potrebbe dunque in definitiva essere la "impastatrice", dunque la mugnaia.

Grazie Montar, etimologicamente ineccepibile. Aspetto comunque conferme da qualche amico calabriforniano.