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Fare rete per la cultura
Inviato: 15 dicembre 2004, 21:11
da Ialma
In mancanza di riscontri istituzionali, il sottoscritto, con la finalità di diffondere musica e cultura tradizionale, mette a disposizione la propria raccolta di audio e di libri sulla musica tradizionale a scopo di consultazione.<BR>Trattasi di un più che discreto numero di cd, vinili, nastri di ricerca sul campo e di riproposta e materiale bibliografico sulla tradizione musicale e culturale nel sud Italia che potrà essere consultato (gratuitamente, é ovvio -ma in nessun caso duplicato-) presso casa mia, (Bari) previo accordo.
Disponibili alla prova pure tamburi costruiti da alcuni fra i più stimati costruttori di Puglia e Campania.
Chi fosse interessato può contattarmi a ialma CHIOCCIOLA email.it o via messaggio su pizzicata
2308
Inviato: 16 dicembre 2004, 10:31
da march
Bella idea, grazie per la disponibilità in anticipo...credo sia un gesto di un certo valore..[addsig]
2313
Inviato: 17 dicembre 2004, 15:13
da sandru
Bravo Ialma, così si deve fare!!!Mi sembra però un pò complicato consultare la tua personale mediateca a casa tua, soprattutto per chi vive lontano da Bari.Comunque ammirevole e degnissima l'iniziativa.P.S.Io avrei già qualcosa in mente da consultare/ascoltare....Vedremo![addsig]
2314
Inviato: 17 dicembre 2004, 16:31
da montar
Egregio Ialma. Ti faccio i complimenti per l'iniziativa.Credo, pero', che il tuo prezioso materiale sia utlizzabile da veramente poche persone. Se invece venisse, col tempo,digitalizzato per quanto possibile si faciliterebbe lo scambio. Questo vale, ovviamente, per tutte le persone che seguiranno questa lodevole inziativa. Io ho iniziato a fare cio' su vecchi LP, su vecchie VHS, su cassette da me registrate, "Appunti" etc. etc.. Quindi creare un "Baratto Digitale". [addsig]
2317
Inviato: 18 dicembre 2004, 13:47
da Danzerino
meglio ancora se si creasse una mediateca virtuale sul sito con brani originali, libri, materiale video ed altro. Capitano che progetti hai per il 2005?[addsig]
2318
Inviato: 18 dicembre 2004, 15:48
da DanieleMorciano
baratto digitale, mediateca virtuale...insomma, amici, si tratta pur sempre di materiale di ricerca, e la ricerca costa fatica. Nei documenti raccolti, inoltre, c'é sempre un "pezzo" di vissuto importante del ricercatore che rischia di essere cancellato; questo perché la libera e informale fruizione spesso rischia di avvenire con superficialità o, peggio ancora, con appropriazioni indebite ai fini di lucro! La disponibilità di Ialma é lodevole. Ma, per come lo conosco, se una massa di gente sconosciuta comincerebbe a fare impazientemente la fila alla porta di casa sua per consultare le registrazioni, beh, credo che a quel punto si tirerebbe indietro. Come il ricercatore deve maturare un rapporto significativo e di fiducia con l'anziano, così anche chi desidera ascoltare le registrazioni dovrebbe maturare un rapporto di fiducia e, diciamo, sintonia umana e culturale con il ricercatore. Io la vedo così.
ciao
Daniele [addsig]
2319
Inviato: 18 dicembre 2004, 16:51
da Valerio
Credo proprio tu abbia ragione Daniele.
Se non ricordo male si affrontò questo argomento anche durante il pomeriggio del secondo raduno, e mi pare le conclusioni coincidessero più o meno con quanto hai scritto.
Riuscire a creare un archivio digitale rischia di essere estremamente complicato.
Non dal punto di vista tecnico, ovviamente, ma proprio perchà© dubito fortemente ci siano in circolazione molti ricercatori disposti a regalare il proprio materiale col rischio che finisca in mano a chi non é in grado di "maneggiarlo", vanificando così tutto il loro lavoro, o peggio a chi non cerca altro che qualcosa su cui sia possibile lucrare.
Più fattibile penso possa essere una sorta di "catalogo digitale", su cui chi vuole potrebbe inserire il materiale che intende mettere a disposizione degli interessati a scopo di consultazione, indicando magari il dove il come ed il quando sarebbe possibile effettuarla, questa consultazione.
Che dite?Questo messaggio é stato modificato da: Valerio, 18 Dic 2004 - 10:21 [addsig]
2322
Inviato: 19 dicembre 2004, 13:41
da giannino
Di certo l'iniziativa di Ialma é molto lodevole, anche se, come noto, di queste faccende dovrebbero occuparsene enti attrezzati all'accoglienza ed alla fruizione da parte di un vasto pubblico...
...solo una precisazione, e non a scopo di polemica...mi sembra che si stia usando il termine "ricercatore" con un po' troppa leggerezza.[addsig]
2323
Inviato: 19 dicembre 2004, 13:57
da cicerenè
si, Valerio.anche questa del "catalogo" fu idea lanciata al raduno, ricordi?e già allora sembrò una buona soluzione che andava a superare il rischio di mettere il proprio materiale in mano a chi non avrebbe saputo che farsene se non magari tirarne fuori una versione latin pop per il suo nuovo cd.Per questo motivo io sono per una diffusione di una catalogo sì, ma non mp3, appunti/pdf etc etc scaricabili online, non certo per una questione di copyright (figuriamoci, sarebbe ridicolo...) ma per difendere il materiale (almeno) originale dallo SCIACALLAGGIO... e tutti sappiamo che cosa significhi SACCHEGGIARE la tradizione senza rendere conto delle fonti, senza rispetto per la voce della persona su un nastro, per il lavoro di chi ha fatto una registrazione e aggiungerei per chi ti ha masterizzato il cd...perché diciamocelo, non c'é la cultura dello scambio, io la incontro raramente, incontro piuttosto persone che sbavano sul materiale che non hanno e desiderano averlo pure magari senza titoli o libretto fotocopiato, basta poter dire che ce l'hanno.Io credo che l'idea di Ialma sia molto interessante anche perché innanzitutto mira a creare una rete ANCHE umana di persone REALMENTE appassionate.Insomma non solo interesse presunto e "virtuale" (virtuale nei due sensi del suo significato, in questo contesto), ma REALE.Si, Bari può essere fuori mano, magari per i non pugliesi, ma lo é anche Melpignano quando si va a sculettare alla Notte della Taranta.[addsig]
2327
Inviato: 19 dicembre 2004, 14:54
da Ialma
Sulla digitalizzazione e scambio selvaggio nutro qualche dubbio, per diversi semplici motivi.Conosco gente il cui concetto di "buona discografia" consiste nell'avere a casa una cartella con dentro 120 mp3 a 196 della NCCP o di gruppi di riproposta non catalogati ne ordinati.Pur non pretendendo che la gente se ne vada in giro per mercatini dell'usato a frugare fra i vinili, credo che debba esserci anche un minimo di gusto per la ricerca per potersi godere, che so io, l'ascolto dell'album delle villanelle di Bennato e Teresa De Sio, o del cd de Lo Guarracino, (ordinato ed arrivato originale dopo una settimana pagato l'esorbitante cifra di 10 euri) al posto di averlo li buttato in mp3 insieme ad una altra tonnellata di roba.Il bello della musica tradizionale, un piccolo dettaglio che molti dimenticano, é che per appropriarsi di un modulo musicale o di canto, non basta avere il cd. Non basta avere i vinili delle sette Madonne di De Simone per imparare cosa sia il ballo sul tamburo. Quello é solo l'inizio, ma il percorso resta lunghissimo.------L'idea del "catalogo digitale" fu lanciata dal sottoscritto allo scorso raduno di dicembre.Il problema é molto pratico, perché nessun ricercatore ti scriverà mai in un catalogo cosa e dove abbia registrato sul campo.------A livello di modi di fare, trovo che si debba rispettare più chi sa esattamente cosa sta cercando e te lo chiede piuttosto di chi legge una lista preconfezionata e spunta "questo lo voglio, questo pure, questo anche"Rispetto chi rispetta la cultura ed il lavoro di chi fa ricerca, non chi fa finta di avere idee sentite agli altri o chi si riempie la bocca di cose che non conosce, solo perché ne ha letto due righe su internet o ne ha sentito parlare dall'amico.------Il discorso di Sara sulla rete umana é la base fondamentale da cui vorrei partire.Colgo l'occasione per ringraziare lei e Massimiliano "Monkcage" Morabito per il meraviglioso scambio musicale ed umano nel corso degli ultimi anni. Uno splendido processo di crescita che auguro a tutti.------E' vero, di queste cose dovrebbe occuparsene "enti attrezzati all'accoglienza ed alla fruizione da parte di un vasto pubblico" (e ndo stanno? e chi li paga?) , ma nel frattempo io mi attivo nel mio piccolo.[addsig]
2328
Inviato: 19 dicembre 2004, 16:30
da Valerio
Mi sa che non mi sono spiegato bene.
Non ricordavo che al raduno si fosse lanciata l'idea del catalogo altrimenti l'avrei precisato.
Ho una memoria molto fragile, mea culpa.
Comunque per catalogo io non intendevo "archivio digitale" o cose del genere.
Io parlavo di una sorta di "indice" di materiale registrato o di altri documenti relativi alla musica tradizionale che comunque sarebbero rimasti in mano ai legittimi proprietari, che sarebbero poi stati liberissimi di gestire il rapporto con gli interessati come meglio avrebbero creduto.
E' vero che c'é il rischio degli "spuntatori di lista", ma trattandosi solo di consultazione (almeno a questo stavo pensando io), dubito che siano molti gli spuntantori da ascolto: "questo lo voglio ASCOLTARE, questo pure, questo anche". Non mi pare verosimile.
Sono d'accordo sull'importanza del rapporto umano, ma, ripeto, trattandosi di consultazione il rapporto umano per forza di cose si dovrebbe instaurare.
Se poi si volesse scambiare materiale, regalarlo o venderlo questi sono affari di chi il materiale lo possiede: a loro la completa libertà di decidere se cederlo o meno ed a chi.
Per quanto riguarda i ricercatori hai ragione Gianni: avrei dovuto allargare il cerchio menzionando anche chi non é ricercatore ma é in possesso di materiale "tradizionale".
E' stata una leggerezza non precisarlo, ma credo di avere bene in mente cosa voglia dire essere un ricercatore.Questo messaggio é stato modificato da: Valerio, 19 Dic 2004 - 13:47 [addsig]
2329
Inviato: 20 dicembre 2004, 0:42
da Ialma
Nessun archivio digitale.L'idea era proprio quella del catalogo che elencasse possessore per possessore il materiale a disposizione, senza mettere nulla in rete.Il rapporto umano a cui faccio riferimento é differente dal rapporto umano "proprietario di un archivio-fruitore di un archivio"Scusate, chi si é andato a collezionare un 90% delle uscite discografiche in campo tradizionale popolare senza essere andato mai a registrare gli anziani, é un ricercatore anch'egli o no ?[addsig]
2330
Inviato: 20 dicembre 2004, 3:15
da Valerio
Ok.
Ho voluto precisare solo perche' avevo l'impressione di essere stato frainteso.
Ho riletto meglio, adesso, e mi sono reso conto che era un'impressione effettivamente sbagliata.
Ri-mea culpa.
Anch'io pensavo a qualcosa di differente dal rapporto umano "proprietario di un archivio-fruitore di un archivio": questo sarebbe solo il punto di partenza.
Ma se mi dici che "nessun ricercatore ti scriverà mai in un catalogo cosa e dove abbia registrato sul campo" il discorso é chiuso.
Se si possa considerare il collezionista un ricercatore non so.
Dipende.
E' sul termine "ricercatore" che bisogna mettersi d'accordo.
Normalmente io intendo chi ha fatto anche ricerca sul campo.
Ma, ripeto, basta mettersi d'accordo.Questo messaggio é stato modificato da: Valerio, 19 Dic 2004 - 20:46 [addsig]
2331
Inviato: 20 dicembre 2004, 3:24
da Gio
Io penso che l'arcivio digitale sia indispensabile, é un modo per fermare l'esistente ed é compito delle istituzioni provvedere.Quello di cui state parlando mi sembra un censimento dell'esistente, che non sarebbe male!Definire chi sono i ricercatori della materia, non é semplice.Come non vale l'espressione: registrazione degli anziani autentiche allora ricercatore.Il ricercatore é colui che studia, interpreta, cerca di ricostruire con tutti i modi possibili ciò che é stato. E non per forza deve essere salentino.Questo messaggio é stato modificato da: Gio, 19 Dic 2004 - 20:26 [addsig]
2332
Inviato: 20 dicembre 2004, 13:42
da CarloTrono
carissimi amicitutte queste idee stanno venendo raccolte dal sottoscritto e da alcuni amici per la realizzazione di un associazione culturale, nata da questo portale, anzi, nata dalle persone che fanno di questo portale ciò che é. Sicuramente ci impegneremo per la realizzazione di una discografia e bibliografia ragionata disponibile su internet, e al contempo cercheremo di censire il lavoro dei ricercatori che aderiranno alla nostra iniziativa. L'impegno principale sarà però quello di promuovere e tutelare la ricerca, proprio perché da una parte i ricercatori stanno letteralmente lottando contro il tempo (c'é tanto da recuperare, e pochissimo tempo per farlo), dall'altra a causa della "moda" si assiste veramente ad un opera di terribile sciacallaggio (ottima scelta di vocaboli, Sara, non ce n'é un altro più appropiato).L'associazione culturale penso sia un ottimo supporto per realizzare la "rete umana" di cui parla Sara...attenzione, é il supporto, la base d'appoggio, non la rete stessa...[addsig]
2333
Inviato: 20 dicembre 2004, 19:34
da Ialma
L'anno scorso in occasione del raduno si discusse delle possibili modalità di fruizione delle ricerche sul campo."Pizzicata raccoglie molta gente che ha lavorato nel settore ed ha fatto ricerca", si disse, "creiamo un archivio unico online".In ordine alla ricerca sul campo, e sulla diffusione del materiale ci sono fra gli altri, una serie di problemi di ordine pratico che vedrò di esporre in breve : - lo sciacallaggio- il diritto d'autore- la digitalizzazione selvaggia- Lo sciacallaggio : Sciacallo é chi effettua un minimo di ricerca sul campo ed iscrive alla SIAE i brani come proprie composizioni.C'é gente che campa di questo, ed i brani liberi non tutelati venivano chiamati in america a metà del secolo scorso "cavalli selvaggi".Di proprietà di chiunque, al punto (e non esagero) che c'é stato chi ha avuto il coraggio di registrare a proprio nome il tema della Traviata.Visto che di gente così ce n'é anche in Salento ed in tutto il sud Italia, mettere brani sciolti su un sito internet fa correre il rischio che qualche furbo intraprendente li registri a proprio nome, come é successo per un gran numero di testi di tarantelle di un paesino del Gargano, o per una immensa quantità di brani tradizionali salentini che , si dice, siano stati registrati come brani d'autore.Si era pensato ad un catalogo digitale, ma l'idea é ancora da rifinire in quanto la vedo fattibile per i titoli editi ma non per i documenti di ricerca. Scrivere "videoregistrazione di pizzica pizzica effettuata a Putignano dalla signora Taldeitali" equivale a mettere in piazza la proprie fonti, una cosa che per un ricercatore ha un suo valore importantissimo.Per non parlare di chi si sentirà autorizzato a mettersi in bocca frasi tipo "...come non conosci la tarantella di Altamura! Io la suono da 5 anni e la ballo da 15" dopo averne letto dell'esistenza su una di queste liste.- Il diritto d'autore : La domanda a cui nessun funzionario SIAE sa rispondere é cosa sia nell'ordinamento un brano tradizionale e come tutelarlo.Senza stare ad entrare nei dettagli tecnico giuridici della materia, basti dire che l'ordinamento SIAE non prevede una iscrizione di un brano senza che esista un autore del brano stesso. E visto che l'esecutore 90 volte su 100 non é l'autore del brano tradizionale abbiamo il classico serpente che si morde la coda.Al momento sto lavorando ad un progetto che serva a tutelare nello specifico appunto questo aspetto, che consideri il duplice problema della perdita della memoria storica e dell'aiuto al territorio. - la digitalizzazione selvaggia : come precedentemente detto, a mio avviso l'overdose di materiale facilmente reperibile e scambiabile con la digitalizzazione dei formati, non aiuta molto la cultura (per i motivi espressi qualche post più in alto).Non so quanto possa servire un cdmp3 con su 12 uscite delle edizioni Taranta (per dire) senza titoli, indicazioni geografiche, note e testi, che sono il vero valore aggiunto dell'originale.E non so neanche quanto possa servire un cdmp3, se di 150 mp3 se ne ascoltano mezza dozzina e superficialmente.[addsig]
2335
Inviato: 21 dicembre 2004, 14:40
da march
Lasciatemi vaneggiare.A volte mi piace fantasticare, immaginare scenari improbabili, anche se poi in fin dei conti non impossibili. Immaginate una casa, due, tre stanze. Immaginate dei volontari, appassionati di musica popolare, che per alcuni giorni la settimana, in alcuni orari, si incontrano in questo posto e danno vita a dei momenti di ascolto e commento delle fonti. Insieme cercano di suonare, cantare e danzare aiutandosi a vicenda a cogliere differenti aspetti della musica di tradizione. Chi ha più esperienza aiuta chi ne ha di meno a comprendere in profondità le sfumature o anche le tecniche di base. Persone con buona conoscenza si incontrano in questo posto e suonano insieme, consolidano le loro esperienze e, forti delle basi che hanno nella tradizione, non si spaventano a provare nuove vie creative per far vivere la loro musica con nuovi testi, nuove melodie e nuove armonie in linea con gli stili della tradizione. A questo punto ognuno può continuare a immaginare liberamente i dettagli, ma di fatto ci sta che non ci sarebbe bisogno che qualcuno, provocatoriamente, mettesse a disposizione la sua casa per far conoscere i preziosi frutti della ricerca. E mi sembra altrettanto chiaro che se i risultati della ricerca non vengono diffusi e fatti assaporare (quindi no fruizione superficiale) é come se la ricerca non sia mai stata fatta, e non possiamo lamentarci se la nostra musica é fragile e rischia di annullarsi e sparire nei tentativi di contaminazione.Ora togliamoci la benda.Questa utopia da qualche parte é stata realizzata. Non ho molta esperienza di ciò che si può trovare in giro per il mondo eccetto che del posto in cui mi trovo a vivere in questo momento. A Stoccolma ho trovato una casa della musica folk dove, gratuitamente, vengono tenute lezioncine in cui si insegnano canti, melodie e danze popolari svedesi. Ci sono persone che insegnano ad altri e quindi insieme si suona e si ballano queste danze (polska, schottis, tango finlandese...). Ci sono due stanze in cui c é un piccolo bar e dei tavoli, luce soffusa e tanta gente di ogni età (dai ragazzi agli anziani agli adulti) che porta con sà© violini, "nichelharpe", flauti, chitarre o organetti e suona insieme per il piacere di farlo e non per dare spettacolo (immaginate la scena: cinque o sei anziane signore e signori con i loro violini che si dicono "facciamo la polka del troll" e partono! alcuni non conoscono la musica, neanche la differenza fra una tonalità maggiore o minore, ma suonano melodie antiche perchà©, stando lì insieme, hanno imparato a farlo). C é un grande salone in cui a turno ci si può mettere in lista per suonare e far ballare tutti quelli che sono lì per farlo!Sono rimasto molto colpito da tutto questo e mi é sembrato un bel sogno pensare che qualcosa di simile si potesse realizzare per la musica di tradizione salentina. Il problema sono i soldi? Certo se ci fosse una fondazione o un istituto semi pubblico sarebbe perfetto (non so perchà© ma, senza conoscerlo, immagino un istituto De Martino organizzato in questo modo), sarebbe meraviglioso se una piccola porzione dei soldi della NDT finissero in un progetto del genere. Ma in mancanza che si può fare? Provocatoriamente qualcuno di buona volontà può mettere a disposizione la sua casa, un gruppo di appassionati può creare una specie di casa della musica popolare autogestita, si possono condividere le proprie registrazioni!Quello che credo é che effettivamente bisogna favorire una rete umana, favorire l incontro di più persone, condividere non solo il materiale, ma anche le proprie interpretazioni, il proprio vissuto, le proprie esperienze, le proprie abilità .Fine del sognomarch[addsig]
2336
Inviato: 21 dicembre 2004, 19:28
da raheli
Ialma scrive: - Il diritto d'autore : La domanda a cui nessun funzionario SIAE sa rispondere é cosa sia nell'ordinamento un brano tradizionale e come tutelarlo.
Senza stare ad entrare nei dettagli tecnico giuridici della materia, basti dire che l'ordinamento SIAE non prevede una iscrizione di un brano senza che esista un autore del brano stesso.
In realtà se é vero che la SIAE prende in considerazione solo gli autori iscritti é vero anche che esiste il procedimento di deposito di ELABORAZIONI, che possono essere elaborazioni di composizioni di altri autori o ELABORAZIONI DI BRANI TRADIZIONALI.
Questo fa sì che, di fatto, esista il procedimento per tutelare un brano tradizionale, ed é quello, appunto, di registrare, da parte di un autore iscritto alla SIAE, una elaborazione del brano stesso.
Per fare ciò l'autore iscritto alla SIAE deve - DICHIARANDO CHE SI TRATTA DI BRANO TRADIZIONALE DI AUTORE ANONIMO - depositare il brano tradizionale con la sua melodia ed il suo testo, e contestualmente depositare la propria versione dello stesso brano, che si differenzierà molto o poco nella melodia o nel testo dal brano di origine.
In questo modo viene tutelata la creatività dell'autore che ha fatto le variazioni che sono legittimamente di sua invenzione, ma contemporaneamente, per forza di cose, la SIAE é costretta a prendere atto che quel tale brano é tradizionale. All'autore in questione viene attribuito solo una parte di diritto d'autore, che sarà tanto più grande quanto più grande é la differenza fra il brano tradizionale di partenza e la versione elaborata. A tale scopo esiste alla SIAE di Roma una apposita commissione valutatrice delle elaborazioni.
Diverso é il caso di chi nel Salento (o altrove) ha registrato come propria composizione originale tutto il repertorio salentino, compresi brani come Lu Santu Lazzaru, La passione di Cristo, La Cesarina, Ntunuccio, Lu rusciu de lu mare e chi più ne ha più ne metta.
Composizione originale significa "inventato ex novo". Capirete che questa non é una operazione onesta.
E non vi fate ingannare quando qualcuno dirà : "ma il tale non lo sapeva e l'ha fatto in buona fede".
Ripeto, il procedimento di deposito delle elaborazioni serve proprio a depositare le elaborazioni e a distinguerle dalle composizioni originali. Questo messaggio é stato modificato da: raheli, 21 Dic 2004 - 12:30 [addsig]
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Inviato: 21 dicembre 2004, 19:58
da DanieleMorciano
che ne dite del sogno di march? E dell'esempio di quel posto "reale" a Stoccolma?
Insomma, riusciremo mai a condividere luoghi "reali" in cui stupirci, apprendere/insegnare, creare ecc. con la nostra musica tradizionale? Senza scadere nelle tante "storture-torture" di cui sappiamo..?
La sede della nostra associazione (a Felline) non é molto grande, ma le sue porte sono aperte.... [addsig]
2338
Inviato: 21 dicembre 2004, 20:41
da DanieleMorciano
La mia posizione non può che essere di insofferenza verso questa incapacità o non volontà della Siae. D’altronde, in mancanza di un autore, mi sembra difficile sul piano normativo far rientrare nella tutela della Siae un canto. Io credo che bisognerebbe cominciare a pensare ad altre forme di tutela, mettendo da parte dalla Siae. Spesso mi chiede se i canti e la musica di tradizione non possono essere riconosciuti “patrimonio” in qualche altro modo “formale-istituzionale”. Penso ad altre forme di tutela come quella ambientale, quella dell’unesco. Ancora più calzante (perchà© si riferisce ad un patrimonio immateriale come la musica), mi sembra l’esempio del riconoscere sul piano legislativo le minoranze linguistiche. Insomma, come ho detto nel raduno dell’anno scorso, potremmo cercare tra di noi un esperto di diritto pubblico sinceramente sensibile verso la questione che ci possa aiutare a trovare un’altra forma di tutela già esistente o, chissà , ad elaborare una proposta legislativa per una specifica forma di tutela, con tanto di petizione e generale mobilitazione popolare (ma anche con l’appoggio di personalità di spicco del mondo della ricerca antropologica, etno-musicale…). Il ripiego del “rielaborare” i canti e registrarli alla Siae mi sembra, appunto, un ripiego, ma anche un rischio: chiunque può registrare rielaborazioni che “stravolgono” l’identità specifica di un canto. Esempi di simili stravolgimenti ne ho visti diversi (ad es., Oh rondinella ci ed altri canti nell’ultima notte della taranta). Io stesso ho composto una nuova melodia per un testo poetico tradizionale del quale poi ho scoperto alcuni indizi che si possa trattare di un canto (la signora anziana sapeva solo le parole e non esiste in nessuna pubblicazione ), mi sento in colpa e sto cercando di rimediare continuando a cercare tra gli anziani la melodia originaria.
Un altro mio “peccatuccio” é stata la creazione di una nuova melodia su alcuni “stornelli”. Tuttavia, mi é sembrato di muovermi all’interno dello “spirito” dello stornello, il quale, da come mi rendevo conto ascoltandolo da diversi anziani ma anche da registrazioni pubblicate, lascia ampio spazio di “interpretazione” creativa a chi lo canta: comunque ora non mi sognerei più di cadere in questi eccessi creativi…perchà© nel frattempo ho capito tante cose, anche grazie alla community di pizzicata Questo messaggio é stato modificato da: friscu, 21 Dic 2004 - 13:49 [addsig]