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Inviato: 10 novembre 2004, 14:00
da Ialma
Mi riallaccio al post di Danzerino per proporre un argomento nuovo, del tutto sottovalutato e sconosciuto alla maggior parte dei gruppi.Il BALLO.Checché si voglia trasformare il patrimonio musicale salentino in ottica di pizzicacentrismo, basta parlare due minuti con gli anziani sull'argomento per capire che :1) la pizzica pizzica la ballavano pochissimo2) si ballavano moltissimo balli ormai ignorati, come valzer, mazurca (o marzucca), scotis, valzer "a striscio", polka, quadriglia.Tutte "suonate" di cui si é perso il gusto e la memoria.Ricordo Raheli al concerto di Otranto che ringraziava i DUE ballerini su 500 presenti che durante il valzer, guardacaso ballavano proprio il valzer.Idem per la polka, la polka a saltini, (e di quelli che ballano la tammurriata sulla polka, ne vogliamo parlare ??) e decine di altri balli persi, anche loro sacrificati sull'altare della pizzica a tutti i costi.Sarebbe estremamente interessante (oltre a ricercare ovviamente) cercare di creare una mappatura sui balli tradizionali salentini e sulle varianti.Qualcuno ha idea sui balli tradizionali del suo paese o della sua zona ??? ------------Lo scottish é una parte integrante del repertorio di musica da ballo dei gruppi folk in Francia ed Inghilterra, dove continua ad essere regolarmente ballato.Come giustamente puntualizzava Massimiliano, cambiano da zona a zona (come sempre) i passi e le modalità .Quello nella zona della murgia assomiglia in alcune cose a quello francese.Quello che ho visto ballare in Salento a Corigliano, é del tutto differente e si balla in coppie in catena, uomini da un lato e donne dall'altro.Di sicuro ce ne saranno altre varianti a seconda dei paesi.[addsig]
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Inviato: 8 marzo 2005, 17:08
da giannino
La questione dei balli diventa sempre più delicata, e lo sarà sempre di più, man mano che si andrà avanti con la moda della pizzica (ma anche delle tammurriate e delle tarantelle calabresi dilaganti in questo periodo) e con l'organizzazione di feste, concerti e sagre, spacciati per "tradizionali" o "paesane", ma che di paesano conservano ormai ben poco, visto che ad esibirsi ormai sono solo gruppi di riproposta che...ripropongono pizziche ed al massimo tarantelle a stornelli.La verità é che, dove mancano gli anziani, e financo la gente di mezz'età , non possono che mancare anche tutti quei balli che invece costituiscono l'ossatura della nostra tradizione musicale.L'abitudine di suonare, anche alle feste di paese ed alle sagre, con il solo intento di esibirsi come gruppo e di dar vita ad un bel "concerto" fa naturalmente passare in secondo piano l'aspetto del ballo, e soprattutto dei DIVERSI tipi di ballo, concentrandosi solo su quelli di moda al momento.Nella zona che conosco meglio dal punto di vista musicale (che poi corrisponde con quella di Massimiliano Morabito) é molto difficile vedere ballare la pizzica dagli anziani, che ormai non hanno più il fisico per farlo, ...é praticamente impossibile vederlo fare dalla gente di mezz'età , che ora ha 50, 60 anni, che ha vissuto in un periodo di modernismo forzato,in cui qualsiasi cosa gli ricordasse le loro origini umili e contadine era assolutamente bandita e messa da parte...é diffusissima tra i giovani (non tanto quanto nel salento) che però la ballano secondo i canoni impartiti dai corsi e da tele norba.Ora, considerando che le prime due generazioni sono quelle che si ricollegano più direttamente alla tradizione, si può osservare che praticamente tutti ballano un vasto repertorio, cantato o meno, costituito da polke e mazurke (sulle quali si cantano gli stornelli), valzer (la famosissima Matinata é un valzer), scottish e quadriglie. I luoghi privilegiati sono le feste domestiche e private, ma non manca qualche festa in piazza in cui però non sono quasi mai invitati a suonare gruppi di riproposta, ma singoli musicisti, spec. organettisti, spec. d'esperienza, spec. sconosciuti, che fanno più che contenta la stragrande maggioranza del pubblico, lasciando spesso a bocca asciutta i giovani pizzicati del posto ed i pizzico-turisti che leggendo -sagra o festa da ballo - su un manifesto hanno sperato di passare quattro o cinque ore a viravoltare in estasi sul ritmo della pizzica.Ammetto che anch'io all'inizio della mia passione per la musica popolare non mi sarei mai sognato di partecipare a feste piene di vecchini che ballano la mazurka, e che anch'io cercavo la pizzica a tutti i costi ed il gruppo all'ultima moda...ma ho scoperto un mondo che mi ha fatto dimenticare tutto qusto.[addsig]
Inviato: 25 agosto 2006, 19:31
da montemaranese
Finalmente mi avete fatto capire che anche il Salento é una terra sana..Grazie!!! Difendete gli anziani, inchinatevi a loro, e ballate un sano valzer saltante, una bella marzucca, una porca, o una stupenda quadriglia, e non i soliti tamburi!!!! Tutta colpa della propaganda!!!! grazie!!! L'esistenza di questi balli mi fa rivalutare la pessima opinione che avevo del Salento.
Inviato: 25 agosto 2006, 20:04
da CarloTrono
caro montemaranese, quando vuoi venire a trovarci sei il benvenuto, così ti do più spunti per cambiare opinione.
Bisogna scavare, ma l'oro c'é.
Inviato: 5 settembre 2006, 19:07
da Damiano
Proprio quello che cercavo...un forum per dirvi le mie scoperte in fatto di danze popolari sconosciute.
Oltre alla neopizzica che tanti danni ha fatto e continua a fare alla tradizione, ci sono tanti altre altre varietà di pizzica pizzica, che nei limiti della mia ignoranza vado ad elencare:
- pizzica pizzica di Francavilla Fontana
- pizzica pizzica di Ostuni
- pizzica pizzica di Martina Franca (questa é una novità , non appena avrò le attrezzature necessarie riprenderò i vecchietti che la sanno ballare)
- pizzica pizzica di Putignano
- pizzica pizzica di Fragagnano
- tarantella di Taranto
- passeggiata di Altamura.
Per ognuna di queste sono rimasti sì e no due o tre ballerini (che io conosca) che le sanno ballare. Per questo spingerei gli appassionati del Barese (come ho detto a Jakhochan a Conversano la settimana scorsa) a fare ricerca, ricerca e ancora ricerca. Sapeste come é frustrante farti amico un vecchietto novantacinquenne, cercare con la massima delicatezza possibile di scoprire se conosce qualche stornello o canto popolare finora sfuggito agli altri etnomusicologi, e scoprire che o ha scordato tutto oppure non sa niente. Da tanti martinesi sento sempre nominare un cantastorie, "Nenocce a muzzone", morto qualche anno fa, che nessuno ha pensato a intervistare. Amici ricercatori, mangiamoci le mani! Comunque una buona notizia: ho cominciato a collaborare con un quotidiano a diffusione regionale per quanto riguarda la pagina di Martina, e pubblicherò ovviamente articoli sulle tradizioni popolari. Abbracci!