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Inviato: 8 ottobre 2004, 15:26
da giannino
Nonostante sia già  un bel po' che mi interesso alla musica ed alla danza popolare salentina e non, ho ancora un po' diconfusione per quanto riguarda il modo di ballare, soprattutto della donna.Sebbene sappia ormai che i passi dell'uomo sono un po' dovunque abbastanza liberi, "improvvisati", ma alla fine molto somiglianti, mi meraviglio di vedere nelle donne una varietà  talmente ampia di passi e modi di ballare, che mi sembra all fine molto più "libera" la danza della donna che quella dell'uomo. Inoltre la mia curiosità  maggiore sta nel fatto che moltissime ballerine, che potrebbero sembrare molto molto brave, in realtà  facciano dei passi che non ho mai riscontrato invece nelle feste più propriamente "popolari", ossia frequentate da anziani ecc. ecc. Sono dei passi molto movimentati, che a mio avviso riprendono da una grande varietà  di danze popolari poi inserite un po' forzatamente nella pizzica. IQuando mi é capitato infatti di assistere a feste (non concertoni) in alcuni luoghi culto della pizzica (vedi san vito dei normanni, villa castelli, ma anche nel più basso salento) ho sempre visto fare dalle donne (anche non vecchissime) passetti semplici, piccoli saltelli, delicate giravolte con le braccia aperte e piegate, ma mai quelle spettacolari evoluzioni che inveceriscontro nelle ballerine di nuove generazioni.La mia curiosità  é proprio questa: qual'é il modo più tradizionale di ballare, esistono dei passi "fortemente codificati", sono i corsi di pizzica che hanno creato dei passi fantasmagorici?[addsig]

1936

Inviato: 8 ottobre 2004, 17:54
da DanieleMorciano
non sono un esperto di danza, però ti dico che, per me, la parte più affascinante del ruolo della donna sono proprio qui "passetti semplici, piccoli saltelli, delicate giravolte con le braccia aperte e piegate", quel movimento ridotto al minimo ma che allo stesso tempo sa raggiungere punte altissime di espressività  e poi ti sa stupire con movimenti più ampi repentini e inaspettati. L'ho visto fare anche da ballerine giovani.
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1943

Inviato: 12 ottobre 2004, 10:54
da curnacchiola
Ciao Giannino. Grazie innanzitutto per aver sollevato la questione... Non sono certo un'esperta della tradizione, la mia é l'opinione di chi balla da pochi anni ma ha cercato di osservare e imparare quanto più possibile. E' vero che la pizzica é per molti, compresa, devo dire, la sottoscritta, una sorta di valvola di sfogo, ma alcuni si sfogano davvero troppo!!! Non ci sono circonvoluzioni e acrobazie circensi nella danza della donna (e a quanto ne so nemmeno dell'uomo!), non ci sono passi sguaiati, non si sono braccia che agitano impazzite il povero fazzoletto in aria, non ci sono gonne che si alzano sopra il ginocchio. C'é invece un bel portamento, discreto ma imponente, ci sono piccoli saltelli, c'é persino l'immobilità . E c'é soprattutto il dialogo, l'emozione. Anche, ripeto, da fermi, o quasi.ciao a tutti.[addsig]

1944

Inviato: 12 ottobre 2004, 15:22
da Pino
Bravo Giannino,molte donne, ma anche uomini sono veramente esagerati durante il ballo. Ma per quanto riguarda le donne non sopporto quelle che quando ballano non ti guardano in faccia,ma li vedi sempre con lo sguardo fisso a terra come se cercassero o inseguissero qualche piccola bestiolina che non c'é.(forse si fingono tarantate o voglion darsi delle arie)Per quanto riguarda gli uomini non sopporto quelli che quando ballano vanno sotto, cioé si piegano in avanti e sembrano tanti fusti che non riescono a mantenersi in piedi.Personalmente ho visto ballare molti anziani e meno anziani e non ho mai visto la donna guardare per terra o l'uomo piegarsi in avanti come se avesse chissà  quali dolori alla schiena. La pizzica é un ballo che si balla in verticale stando belli dritti e senza tante acrobazie come in tantai fanno. Ciao[addsig]

1945

Inviato: 12 ottobre 2004, 16:37
da pizzicarella
Anch’io non sono una ballerina esperta ma vorrei ugualmente dare il mio parere. Intanto: finalmente qualcuno ha tirato in ballo lo sguardo! Secondo me non c’é niente di più disperante che ballare con qualcuno che non ti guarda! non capisco come si faccia a percepire le intenzioni del compagno se non guardandosi. Questo non vuol dire che bisogna rimanere necessariamente occhi negli occhi per tutto il tempo ma la percezione di cosa sta facendo l’altro non dovrebbe mai mancare altrimenti si rischia di trovarsi uno da una parte e l’altro dall’altra oppure di scontrarsi maldestramente. Anche per chi guarda dall’esterno vedere i ballerini che si osservano le scarpe od i piedi non é un grande spettacolo. Penso che, anche se non sfacciatamente come oggi, il guardarsi sia sempre stata un’occasione preziosa per instaurare un dialogo silenzioso dove non era possibile comunicare in altro modo. In ogni caso cogliere nello sguardo del compagno il piacere che prova ballando con te é una emozione bellissima e privarsene é un vero peccato. Per quanto riguarda l’esagerazione di certe esibizioni soprattutto femminili non posso che trovarmi d’accordo con Giannino e Curnacchiola. Purtroppo, per quanto ce la si metta tutta per mantenere un portamento composto e per non fare movimenti sguaiati, a volte il ritmo della musica fa perdere un po’ il controllo. Si vedono delle cose veramente terribili come lo "strapazzamento" del fazzoletto o le gonne al vento che, mi pare di capire, non piacciono a nessuno.Il guaio é che non si riesce più a vedere, se non in rare occasioni, chi sa ballare in modo tradizionale, per i soliti motivi che sappiamo tutti. Ormai tutti si buttano nella mischia a saltare come pazzi. Chi sa ballare bene é sempre più invogliato a non ballare oppure a stare in disparte per non essere travolto. Di questo, mi spiace dirlo, una certa responsabilità  spetta ai gruppi che se non coinvolgono quanta più gente possibile non sono contenti e al solito grido di "ballati tutti quanti!!" incitano a trasformare gli esigui spazi davanti ai palchi (a proposito: perchà© sono sempre così poco spaziosi?) in discoteche. Non é vero che tutti devono ballare! neanche per sogno! deve ballare chi ha almeno un barlume di idea di che cosa sia la pizzica perchà© l’ha imparata o perchà© l’ha osservata da chi la sa ballare. Come a nessuno verrebbe in mente di buttarsi a ballare il tango o il flamenco senza conoscerli allo stesso modo bisognerebbe avere un minimo di rispetto ed astenersi se non la si conosce. In caso contrario si avranno sempre, e sempre di più, spettacoli indecenti. [addsig]

1946

Inviato: 12 ottobre 2004, 16:49
da giannino
Ho il piacere di notare che la questione del ballo (perché la pizzica é prima di tutto un ballo) é particolarmente sentita da chi, come me, la balla ed ha piacere di vederla ballare.In un periodo in cui la pizzica é anche fitness, baldoria, esibizionismo, c'é anche spazio per chi con la scusa della pizzica vuole "cuccare" e per chi, con la scusa che la pizzica é un ballo di corteggiamento, pretende di corteggiare a tutti i costi e magari conquistare la sua dama del momento.Ebbene lungi da me tutto ciò, salvo il fatto però che, come sottolineava pino prima di me, per molti questa danza é diventata davvero sterile esibizionismo. Gli sguardi (e non c'é bisogno che lo affermino i libri o qualche corsista con le tasche piene) sono sempre stati un elemento fondamentale di qualsiasi danza popolare, mentre vediamo al giorno d'oggi ballerini troppo pieni di se impegnati (perfino nella pizzica! sic!) a guardarsi i piedi, a contare i passi, ad esibirne di stravaganti ed astratti. Ebbene, non credo che sia la strada giusta.Come altre volte ho sottolineato, la pizzica (e il ballo tradizionale in generale) é, secondo me,  un momento ludico e di socializzazione, spesso una delle poche occasioni che si avevano per parlarsi e guardarsi negli occhi tra uomini e donne, e non, come si sta invece avviando ad essere, un momento in cui il cavaliere e la dama si mostrano a vicenda gli ultimi passi imparati nella scuola di pizzica più "in"del momento, spesso sganciati l'uno dall'altra, spesso senza guardarsi in faccia e senza scambiarsi un sorriso o una parola.Per quanto riguarda i gruppi, un bel po' di colpa devono sorbirsela anche loro, perché l'ncitamento a tutti i costi di cui parlava nerina si verifica puntualmente a spese di chi, con un po' di fatica, si é riuscito a fare un po' di spazio fra la folla. Anche se il ballo é un momento di divertimento generale, non é detto che tutti debbano ballare per forza tutti insieme...biosognerebbe almeno rispettare le basilari regole dell'educazione.Non vorrei che anche questo tipo di ballo (come si verifica ormai per i "latinoamericani") si riduca ad una mera prestazione sganciata dal contesto e dal rapporto umano.Tornando invece ai passi della donna, preferisco quelli composti e non troppo movimentati, preferisco la semplicità  della "dilettante"  alla "tarantata" d'esperienza il cui ballo é di difficile gestione da parte mia e spesso completamente sganciato dal ritmo e dalla musica.[addsig]

1947

Inviato: 12 ottobre 2004, 18:40
da sandru
Mi sembra che tutti quanti siamo d'accordo sui fondamenti del ballo e sul fatto che oggi ormai non é facile trovare chi sappia ballare bene e soprattutto lo possa fare!!!Mi vengono in mente i tantissimi concerti durante i quali la parte antistante il palco era in balia di un ingente numero di sballati intenti a pogare nella maniera più indecente. In questo la colpa é un po' di tutti: dei gruppi che invitano a ballare chiunque, degli spettatori che non riescono a mettere ai margini tali elementi, ed infine dei bravi ballerini che sembra non vogliano più mischiarsi nel volgo.O no?[addsig]

1948

Inviato: 13 ottobre 2004, 10:00
da DanieleMorciano
cosa povtrebbero fare, allora, i gruppi? vietare esplicitamente di ballare a chi non sa farlo? Nei concerti del mio gruppo, oltre ad invitare come al solito ad allargare lo spazio antistante il palco dedicato a chi desidera ballare (impropriamente chiamata ronda), ho invitato spesso i ballerini a formare altre ronde (questa volta "vere") in cui possibilmente balli una coppia di ballerini bravi, suggerendo al pubblico di osservarli (soprattutto a chi volesse ballare). Vedete, questi messaggi dal palco non mi sono sembrati molto efficaci. Una cosa ancora più necessaria, invece, é una sensibilizzazione culturale alla base, per cui dovrebbero allora essere organizzati, ad esempio, molti più "concertini" (anche in acustico) in piccoli spazi (non solo le piazze!!), in ambienti tranquilli e non troppo affollati in cui é più naturale apprendere dai ballerini bravi (se vi partecipano). Ma chi organizza questo tipo di eventi?

Daniele

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1949

Inviato: 13 ottobre 2004, 10:11
da Grazia
Perfetto Giannino! Condivido in pieno il tuo intervento che sottoscriverei parola per parola! Non sono un'esperta ma sicuramente molto appassianata di danza popolare in genere e di pizzica in particolare. Quel che mi infastidisce a volte in alcuni ballerini di pizzica é la mancata comprensione, come dire, della dimensione relazionale del ballo... é una questione sottile ma, per quel che ho capito io, fondamentale: ci si deve "sentire" con l'altro altrimenti il tutto si riduce a una esibizione di tecnica!!! e infine: che cavolo di senso ha NON andare a ritmo con la musica? il ballo é movimento del corpo a ritmo ... per cui decisamente meglio limitare  i passi complicati e seguire la musica.[addsig]

1950

Inviato: 13 ottobre 2004, 17:27
da brigante76
dato che la pizzica é stata trasformata da spregiudicati venditori di tradizione, che l'hanno rinchiusa in cd, nusicassette, videocassette, e addirittura in scuole o università  della danza o della musica popolare che in alcuni casi hanno ottenuto il riconoscimento istituzionale, abbiamo la possibilità  di sapere come si ballava la pizzica veramente una volta.
la pizzica é un ballo slegato, e per questo motivo libero nella sua espressione e comunicazione. gli stili erano dati dalla comiunità  o dalla famiglia di appartenenza, cosa che la rendeva (e la rende) diversa a seconda delle zone di diffusione. la cosa fondamnetale della pizzica (come d'altronde gli altri balli tradizionali) e che éra, e dovrebbe essere ancora, un modo di comunicare stati d'animo, emozioni, passioni, ecc.. quindi difficilmente codificabile, perché ogni persona ha un modo di trasmettere i propri sentimenti, anche quando lo strumento di mediazione sociale é il ballo.
à© noto che tendenzialmente le donno sono più dolci, eleganti é composte dell'uomo, e probabilmente queste caratteristiche si trasmettevano anche nel ballo.
La frenesia e la scompostezza dei "danzatori" odierni, che ritroviamo soprattutto in luoghi dove non é tradizione ballarla tipo al nord, é il frutto della frenesia sociale (come dice la pubblicità  delle FS ormai "viaggiamo ad alta velocità "), dall'individualismo spregevole e dalla voglia di rompere con schemi sociali che sempre di più ci imgabbiano privandoci della nostra libertà , e non ultimo una finta emancipazione della donna in chiave borghese che si tramuta nell'assumere i peggiori atteggiamenti maschili.
la tradizione é come un uomo in continua crescità , e vive le influenze dei luoghi e dei tempi in cui vive. a volte possono essere brutte e spiacevoli, ma sono la realtà . non comprendere questo e porsi la domanda puramente estetica "come si ballava?" significa tentare di legare la tradizione e tentale di codificarla, proprio come fanno i soliti notiu (io li chiamo ladroni) che addirittura istituiscono scuole riconosciute dallo stato per vendere qualcosa di invendibile, perché é di tutti! [addsig]

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Inviato: 13 ottobre 2004, 19:21
da Valerio
Io ci andrei cauto con certe affermazioni.Nonostante possa trovarmi d'accordo con alcune delle tue osservazioni, brigante, prima di dare del "ladrone" a qualcuno (anche se non hai voluto esplicitare a chi ti riferisca) ci avrei pensato un po' su.Cerchiamo di moderare i termini, chà© questa discussione, tra l'altro molto interessante, non sfoci un una delle solite litigate.Questo messaggio é stato modificato da: Valerio, 13 Ott 2004 - 13:24 [addsig]

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Inviato: 13 ottobre 2004, 20:54
da giannino
Caro Brigante, non penso che tu abbia il diritto di dare agli altri del ladrone...visto che sulla commercializzazione della tradizione  hai fondato professione http://info.supereva.it/cuscus/index.htm?pMa come dice Valerio torniamo all'argomento originario.[addsig]

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Inviato: 14 ottobre 2004, 11:10
da brigante76
Caro giannino e caro valerio, quando si toccano le corde giuste vengono fuori suoni mai ascoltati. intanto il sottoscritto nella vita fa il metalmeccanico, operaio del terzo livello (quello più basso, tralaltro svolgo una serrata attività  sindacale) e con la musica non ci guadagno nulla, dato che il 50 per cento dei concerti che facciamo, e delle iniziative che organizziamo a favore della diffusione della cultura e della trradizione popolare sono totalmente grats, e dove prendiamo soldi é perché siamo sicuri che chi organizza ci specula al quanto. dite che non bisogna tergiversare dal tema e poi giannino (che non conosco personalmente credo e quindi non può conoscere la mia e nostra situazione patrimoniale) si lascia andare ad offese basse che mi scivolano assolutamente.tutto ciò che ho scritto riguarda il nocciolo del problema.e ribadisco che il guaio più grosso della pizzica, come del ballo sul tamburo in campania, e di tutte le altre tarantelle del sud, é proprio la diffusione di queste scuole o corsi vari che spacciano cio che propongono come  "la vera Pizzica" o "La Vera Tarantella Calabrese"..... dove il termine "vera" é esclusivamente un operazione commerciale, e tutti sappiamo che la pizzica  ecc... non si balla nello stesso modo nemmeno fra le persone di uno stesso paese, in quanto, dove si balla per il piacere di farlo e non per esibirsi, si sviluppano stili diversi da famiglia a famiglia.per questo motivo non si può stabilire precisamente come si deve muovere la donna precisamente nel ballo, si può solo affermare che la donna nella danza esprime con i movimenti, la sua innata dolcezza eleganza e bellezza di spirito.....[addsig]

1954

Inviato: 14 ottobre 2004, 11:31
da DanieleMorciano
Caro Brigante76,
sul fatto che ciascuno abbia diritto alla più ampia libertà  di interpretare secondo la sua propria personalità  un ballo tradizionale, sono d'accordo. Tuttavia, a volte può capitare che l'interpretazione diventi stravolgimento. Mi sembra questa la preoccupazione di giannino e altri. Sono d'accordo, non é solo sul piano estetico. E allora, ai ballerini farebbe bene conoscere anche il "vissuto" emotivo e interiore del ballo tradizionale, magari possono trovarci un motivo di crescita nel presente, per affrontare quel malessere di oggi di cui parlavi. Sono state veramente rare le occasioni in cui ho potuto vedere degli anziani ballare, così rare che me ne sono dimenticato. Allora, chi può aiutarci a conoscere la storia di una danza, come si é formata nel tempo, i suoi canoni estetici così come il suo vissuto, come tutto questo si é evoluto nel tempo e nello spazio...? Credo che prima di accusare le varie scuole di ballo, università , e centri di icerca, si dovrebbe verificare se fanno seriamente questo tipo di ricerca. Io al momento non ho avuto modo di conoscerne alcuna. Forse questo forum potrebbe continuare riflettendo sulle attività  di tali iniziative (magari anche senza fare nomi, sennò qualcuno ci può accusare di fare pubblicità  commerciale), sulla ricerca che fanno nell'ottica di cui ho detto prima. Che ne dite?

Daniele[addsig]

1958

Inviato: 16 ottobre 2004, 16:45
da Valerio
Brigante: io ti ho semplicemente invitato ad andarci cauto con certe affermazioni.In questo caso non credo sia stato il solo toccare le corde giuste a far venir fuori "suoni mai ascoltati", ma il COME le hai toccate.Prima di dare del ladrone a qualcuno, chiunque questo sia, sarebbe meglio esser piu' chiari e precisi. La vaghezza del tuo messaggio credo lo renda, a tratti, abbastanza fine a se stesso.La questione andrebbe affrontata in un altro modo (sempre che qualcuno abbia voglia di affrontarla).Daniele ha suggerito una possibile strada: se qualcuno ha qualcosa da dire si faccia avanti.Personalmente non ho mai frequentato nessun corso di danza e non posso esprimermi in merito a nessuna associazione o scuola.Ho l'impressione, comunque, che "la frenesia e la scompostezza dei danzatori odierni" non sia frutto solamente del "viaggiare ad alta velocità ".Magari sarà  ANCHE questo, per carità , ma non SOLO questo.Penso ci sia, ad esempio, anche tanta ignoranza, molto esibizionismo e poca voglia di accostarsi con rispetto ad una danza che é pur sempre una danza tradizionale e, checche' se ne dica, non credo proprio si possa danzare "a piacere".Va bene che danzare può essere un modo con cui esprimere i proprio stati d'animo, va bene che la tradizione non é "statica", ma in continua evoluzione, va bene che esistono tanti stili differenti di ballare la pizzica: ma a tutto c'é un limite (o meglio: ci dovrebbe essere).Il rischio di sentir chiamare "pizzica" una sorta di rock acrobatico (per dire) ballato in ronda mi fa star male.E mi pare di capire, leggendo i precedenti messaggi, che in molti siano d'accordo sul fatto che alcuni ballerini, o presunti tali, un esame di coscienza ogni tanto se lo dovrebbero fare.Che poi porsi la domanda "come si ballava?" significhi necessariamente tentare di legare la tradizione e di codificarla non credo sia vero.E non credo manco che sia sempre e solo una domanda puramente estetica.A leggere le parole di Chiriatti (che Maurizio ha riportato su questo sito) mi pare impossibile si possa arrivare a pensare che gli interrogativi "come si ballava?", "come si cantava?" e meglio ancora "come si viveva?" siano puramente estetici e che addirittura danneggino la danza tradizionale.Io non ho capito com'é che ti poni nei confronti della ricerca, Brigante.Non ho capito cos'é che pensi del lavoro di chi ha documentato, archiviato e fatto conoscere cose che altrimenti sarebbero andate perse.Per conto mio il guaio della pizzica non sono le tante scuole, bensì le persone che lavorano poco seriamente, ed il discorso é leggermente differente.Tutto questo, ovviamente, é solo il mio punto di vista.Questo messaggio é stato modificato da: Valerio, 16 Ott 2004 - 10:53 [addsig]

1989

Inviato: 25 ottobre 2004, 17:34
da brigante76
caro valerio, sono daccordo su molte felle cose che dici............non volevo fare sterili polemiche, ma anzio provocare un po' di discussione su le piaghe della nostra tradizione musicale e etnocoreutica in generale.penso che i ricercatori seri siano i più autorevoli eredi della tradizione, coloro che hanno approfondito per anni lo studio e l'azione sul campo, in alcuni casi riportando alla luce musiche suoni e strumenti che ormai non si conoscevano più; come ad esempio ha fatto ettore castagna in calabria che in venti hanni di lavoro é riuscito a riportare alla vita uno straordinario e antico strumento come la Lira Calabrese, diventando, tralaltro un grande suonatore della stessa.Penso invece che quelli che si passano un paio di estati in  salento e poi aprono scuole (spacciandosi per ricercatori o altro) che costano un mare di soldi  siano i famosi ladroni di cui parlavo.quando parlavo degli stili e delle differenze tra luogo e luogo, e tra periodi storici diversi, volevo affermare che bisogna assolutamente diffidare di chi dichiara di essere un insegnante di pizzica. perché nel 99 % dei casi é qualcuno che ha fatto una somma delle cose che ha visto nella sua vacanza salentina e ti spaccia la sua interpretazione del ballo, ma nella peggiore delle ipotesi é uno che ci capisce, magari uno che un po' di ricerca l'ha fatta, e che pur di rendere commerciabile il suo prodotto  te lo bolla come "vera Pizzica" che non può esistere, così come non può esiyere la "vera Tammurriata" o la "vera Viddhaneddha".io che un pochino di ricerca l'ho fatta, soprattutto in calabria, quando ballo o suono (in feste tradizionali, con suionatori e danzatori anziani, veri portatori della loro tradizione) e qualche amico forestiero mi chiede di un passo o di un gesto, cerco subito di spiegargli che quella non é la danza tradizionale, o il suono tradizionale, reggino (ad esempio) ma una sua parte, un sou stile, una sua variante di cui probabilmenmte ne é portatrice una sola famiglia di chissà  quale paese dell'aspromonte, e successivamente, se gli interessa, cerco di metterli in contratto con la famigli o con la comun ità  che suona o balla in quel modo.tutto qua, mi spiace che la discussione si sia spenta già ! [addsig]

Inviato: 23 dicembre 2005, 16:39
da pizzicagnolo
Scusate, ri-posto qui seguendo il consiglio di un forumista più esperto, Gianlu:
Ciao a tutti! Oltre a fare i miei complimenti a questo interessantissimo forum e a presentarmi (piacere, sono Pizzicagnolo!), volevo porvi alcune questioni, perché da quel che ho letto, sono sicuro che qualcuno saprà  rispondermi .
1. Ho letto più volte sul forum del "famigerato" passetto avanti- passetto indietro, di come un utente l'ha modificato con l'aiuto di un'arzilla signora, ecc. Ma allora, questo passo avanti- indietro é tradizionale o é un'invenzione recente? e recente quanto?
2. L'uso del fazzoletto nella pizzica pizzica: ho letto che NON va sventolato in faccia al partner, NON va strapazzato, NON dev'essere una sciarpona di due metri...Ma anche che fungeva da elemento di contatto e comunicazione tra i ballerini e (in un altro sito) che veniva utilizzato per l'invito al ballo; cos'é trad e cosa di recente invenzione nell'uso del fazzoletto? Anche i maschi possono usarlo (l'ho visto fare da un signore che insegna...)?
3. Ho letto della ronda; anche se esula un pò dal contesto, c'é qualcuno qui che sa se anche per la Tammurriata la formazione del cerchio é imprescindibile? e all'interno del cerchio della Tammurriata, il fatto che ballino contemporaneamente più coppie e non una sola alla volta, é tradizionale o ancora una volta frutto di evoluzione recente?
Spero di aver postato nel posto giusto e di aver rispettato le regole e lo spirito di questo bel forum, ho letto che non si deve aprire un thread apposito per ogni minimo dubbio che ti viene!
Grazie! Ciao!

Inviato: 23 dicembre 2005, 18:48
da Gianlu
Ahahah!!! Pizzicagnolo, si vede che sei appena approdato qui! Io ti ringrazio moltissimo per la definizione "esperto", ma credo molte persone (tra le quali me stesso) avrebbero molto da ridire sia sulla mia "esperienza", sia sulla nuova collocazione delle tue domande e su qualsiasi altra cosa scritta tra queste pagine (ed é giusto così). Se hai voglia di leggere e di imparare, questo forum può darti veramente molto. Spero insomma tu non sia un fruitore distratto o di passaggio.

Comunque, come dicevo, mi accodo a te a proposito del ballo della pizzica(pizzica):

1)Il passo avanti-dietro: chiarisco che riporto solo cose riferitemi ed osservate, ma che possono avere un certo grado di attendibilità . Gli altri a seguire mi aiuteranno a comprendere cosa é giusto o sbagliato delle mie affermazioni-supposizioni.
Il "famigerato" é quello ormai codificato e "magistralmente" eseguito in abbondante sventolio di cosce e minigonne anche nella famosa trasmissione "L'aia", da una serie di ragazze messe lì per deliziare gli spettatori (audience), ma pronte anche d'abito a correre appena finita la registrazione a disintossicarsi nella più vicina discoteca. E' comunque molto facile osservarlo ovunque ci sia una folla di persone che prova o crede di ballare la pizzica.
Mi pare di aver capito che un passo simile esista (e forse Giannino stava dicendo proprio questo):
un saltello sul posto su di un piede, con l'altro che poggia la punta alternativamente avanti e poi DI LATO. Durante lo spostamento laterale del piede, il corpo del ballerino resta alquanto fermo, rivolto sempre in avanti, dove dovrebbe esserci il partner. Se si inizia a roteare facendo perno sul piede d'appoggio e sulla vita, si finisce nella sua forma "famigerata". Credo sia una posizione che viene tenuta veramente per poco tempo durante il proprio turno di ballo. Si capisce che la differenza può non essere sempre netta. Si capisce che l'osservazione distratta di un'esecuzione originale e la foga stessa del ballo portano a trasformare totalmente una figura. Non dico che sia necessario un goniometro ed un bustino per essere sicuri di non "sgarrare", ma quando l'impressione trasmessa di eleganza e leggerezza si trasforma in disordine, monotonia e scalmanatezza si può essere sicuri di essere pronti per Telenorba.

2) Riguardo al fazzoletto l'ho praticamente sempre visto (parliamo per esempio di S.Rocco 05) come un mezzo con cui la donna si esibisce e che l'uomo cerca di ottenere dalle mani della donna come dimostrazione di un corteggiamento bene accetto (ovviamente senza che diventi una sorta di gioco della bandiera). Mi é stato riferito recentemente che in realtà  esso non finisca mai nelle mani dell'uomo, essendo un simbolo dell'integrità  femminile e quindi in tal caso una concessione troppo sfrontata.

Per entrambe queste due situazioni chiedo i commenti ed eventuali correzioni da parte vostra.

P.S. Buon Natale a tutti

Inviato: 23 dicembre 2005, 18:55
da pizzicagnolo
Chiarissimo, Gianlu; ti ringrazio ancora!
No, non credo d'essere di passaggio; e sì, l'argomento m'interessa eccome!

Inviato: 30 dicembre 2005, 16:50
da secundo
A proposito di parti cosa né pensate di tutte quelle ballerine che mentre ballano,
anziché guardarvi in faccia guardano per terra come se stessero dando la caccia a
una qualche bestiola che non c'é? Io personalmente non le sopporto e interrompo il ballo.
la trovo una assoluta mancanza di rispetto.
ciao