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Inviato: 13 maggio 2004, 12:22
da Maruko_KuFu
Leggendo buona parte degli argomenti presenti nei forum mi sono sentito in dovere di crearne uno nuovo io stesso: l'evoluzione della musica popolare.Premetto prima di dire la mia che il mio punto di vista é assolutamente imparziale non essendo io un salentino ma un siciliano, ed é proprio questta mia "estraneità " ai punti di vista "radicati" che mi ha fatto arrivare ad un punto ben preciso: la musica popolare si evolve giorno dopo giorno come ogni altra cosa, si arricchisce di nuovi strumenti musicali, di nuovi temi e di nuovi attegiamenti. Se 80 anni addietro gli unici strumenti reperibili (per motivi economici in primis...) erano rudimentali chitarre con corde accoppiate o tamorre di pelle e le uniche cose che si facevano durante la propria vita erano lavorare e procreare é ovvio che la musica di allora si "limitava" ai due accordi, a estenuanti maratone di sestine e testi sul lavoro o sull'amore. Oggi le cose sono cambiate. Inutile citare i temi popolari di oggi o gli strumenti disponibili; le cose sono veramente cambiate. Non parlo della contaminazione dei generi musicali, no no, quella é un'altra cosa. E' semplice mischiare due cose diverse per crearne una nuova. Bisogna crescere e per farlo non dobbiamo scimmiottare quello che facevano i nostri nonni, bisogna tenerne conto in grande misura, ma bisogna andare avanti.[addsig]

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Inviato: 13 maggio 2004, 12:46
da giannino
Ciao MarukoQuello che dici tu ha sicuramente del giusto, ma non si può certo dare tutto per scontato. Io credo che invece si debba fare di tutto per conservare quella che é l'eredità  del nostro passato dalle manomissioni di musicisti che magari per moda rischiano di intaccare e far fraintendere ai molti il senso e le origini di quello che ripropongonoa fini commerciali. A nessuno verrebbe in mente di decorare un vaso greco o romano secondo i canoni della pittura contemporanea, ed a nessuno verrebbe di installare una rete telefonica nelle rovine di pompei. E, salvo le numerose varianti lounge ed elettroniche, resta ferma l'originalità  degli strumenti nelle composizioni classiche. Ebbene, così come oggi si cerca di conservare qualsiasi eredità  ancora viva che ci viene dal passato, così ritengo giusto salvaguardare la musica tradizionale, i suoi strumenti, i suoi versi e le sue sonorità , seppur povere, dagli abusi (troppi) della modernità  e del commercio.[addsig]

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Inviato: 13 maggio 2004, 13:27
da Maruko_KuFu
Mmm, touchée! forse ho omesso alcune cosucce nel mio sfogo.  Per spiegarmi meglio userò la tua metafora sui vasi greci. A mio modo per decorare un vaso in stile greco non userei il nero di seppia o la terra bruciata ( o qualsiasi cosa usavano i nostri cugini antichi!) ma userei dei pigmenti moderni e duraturi; userei (ipoteticamente, in realtà  non ne sono capace J) la stessa tecnica, ma indosserei un paio di occhialini; userei un torchio (si chiama così mi pare) elettrico e non apedale...Insomma cercheri di cavare il meglio del meglio senza rovinare l essenza dell oggetto, ovvero, senza deturparne la sua originale anima; ecco, é proprio questo che intendevo dire, non rovinare l anima e l essenza della musica popolare. Usando intervalli, accordi, strumenti più funzionali e temi nei testi più!popolari!. Spero di essermi spiegato meglio ora. Per quanto riguarda la contaminazione dei generi mi spiego in maniera definitiva dicendo che uccide la vera musica popolare e non la innova e che sono contro di essa. Si, ok, é bello ogni tanto dare l accento al 4° movimento stile ska giamaicano! o sostenere un ritmo tribale su un "Vitti ‘na crozza", ma che resti un sano e costruttivo coinvolgimento e non un modus operandi. Spero che i responsabili carichino il wma da me inviato (reclame non occulta!) così potrai ascoltare ciò che intendo (mmm avrai anche una scusa per insultarmi o per smentirmi poi! J)Matane e baciamo le mani. [addsig]

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Inviato: 15 maggio 2004, 13:33
da federico.capone
Mi riprometto di intrvenire più dettagliatamente su questo argomento ma, prima di tutto ne cambierei il titolo.
Al posto di "evoluzione" (che é un dato soggettivo) ci metterei "trasformazione" (che é un dato di fatto).
Poi continuerei parlando di processi di "acculturazione" e di "inculturazione" (antropologicamente parlando) che mi paiono i maggiori processi di "trasformazione", anche per poterci poi allacciare ai concetti di "tradizione" (popolare-colta, pura-contaminata, con tutto quello che c'é nel mezzo) . Ma, come dicevo, data la complessità  dell'argomento, mi ripropongo di trattare la cosa più avanti.

Saluti. Federico [addsig]