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Inviato: 8 agosto 2003, 2:37
Questa sera, per cambiare un po' aria, io e la mia compagna ci siamo recati nel cuore della Grecìa Salentina, a Sternatia, per visitare la prima giornata della V edizione della Festa della Pizzica. Siamo arrivati abbastanza in anticipo, quindi abbiamo avuto tutto il tempo di trovare il posto (abbastanza facile), di girare fra gli stand (erano presenti oltre alle solite bancarelle, uno stand di Biagio Panico, un altro di Vito Giannone e un altro ancora del negozio "Anima mundi" di Otranto, quindi per chi voleva acquistare un cd, un bel libro o un buon tamburello, c'era veramente l'imbarazzo della scelta). Abbiamo apprezzato molto anche gli stand gastronomici con prodotti locali, veramente ben organizzati con ampie tavolate comode.Ma veniamo alle cose serie: gli artisti.Questa sera in programma c'é stata l'esibizione di Uccio Aloisi Gruppu e a seguire degli Officina Zoé. Vi parlerò solo dell'esibizione di Uccio, lasciando a qualcun'altro il compito di parlarvi degli Zoé.Uccio Alosi a 75 anni é un puro concentrato di energia e simpatia. La sua presenza scenica é fenomenale, grazie anche al suo compagno di gruppo Domenico Riso che, oltre ad affiancarlo nel canto, fra un pezzo e l'altro lo stimolava a parlare, regalandoci così divertentissime "performance" dialettali del grande Uccio. Non sono mancate espressioni colorite, barzellette, battute e modi di dire tipicamente salentini. Uccio Aloisi ci ha deliziato con i suoi stornelli e con i canti alla stisa, che raccontavano l'amore, la gioia e anche alcuni divertenti aneddoti musicati. Ascoltare Uccio significa immergersi finalmente nel vero canto salentino, fatto non solo di pizzica, come tutti invece credono, ma sopratutto di canti e stornelli sempre sul filo dell'improvvisazione. Le strofe utilizzate poco prima per una pizzica, improvvisamente si prestano per uno stornello o per un melodico canto. Le pizziche cantate da Uccio (invocate dal pubblico che voleva ballare) sono caratterizzate da un ritmo più lento rispetto a quello sostenuto dai gruppi di riproposta. Personalmente ho apprezzato molto questo stile musicale, perché finalmente si discostava dalla "musica da discoteca" e sopratutto permetteva di ballare sentendo la musica, e interpretando la danza con la propria compagna in maniera tradizionale, impostando un dialogo fatto di gesti e sguardi composti, mai volgari e eccessivi, pieni di significato. Alla fine dell'esibizione, Domenico cercava in tutti i modi di andarsene, per lasciare spazio agli Zoé, ma il pubblico gridando "Uccio Uccio" non voleva assolutamente che l'esibizione finisse li. Uccio ha accontentato il suo pubblico, esibendosi ancora una volta nei suoi celebri stornelli e salutando, infine, sempre cantando in rima. [addsig]