Musica sarda:consigli per l'ascolto
Inviato: 12 gennaio 2010, 11:49
Cari amici vicini e lontani,
in questi giorni di inizio anno, innanzitutto un augurio a tutti, e che sia un anno pieno di musica. Per riattivare un po' PIzzicata - che ha avuto il colpo di grazia da parte di Facebook, myspace etc. etc. e che comunque secondo me, nonostante i boicottamenti di certa gente salentocentrica, insieme a www.alfonsotoscano.it è uno dei due siti italiani più importanti di musica popolare del Bel Paese - oggi vi volevo parlare di musica sarda.
La Sardegna vanta una delle tradizioni musicali più antiche e più particolari del Mediterraneo. Il suo isolamento ha portato gli isolani a mantenere forme musicali volendo ancora più antiche dell'Italia peninsulare (si pensi alle launeddas, già raffigurate in bronzetti dell'età nuragica del VIII secolo a. C. e il cui principio - la respirazione circolare - è ancora più antico della zampogna, secondo me). Però quest'isolamento, e il carattere primordiale e ipnotico della musica sarda non la rende facilmente, fra virgolette, "orecchiabile". Mi diceva Angelo Cogotzi, suonatore di "cantigos a chiterra" di Ghilarza (Oristano), che fra i pochi che amano e studiano a fondo la musica popolare sarda vi sono i tedeschi (che comunque sono persone di grande cultura). Un buon approccio viene dal CD "Ballos Sardos" a cura di Pino Gala e dell'associazione "Taranta", www.taranta.it, ethnica@taranta.it (lo potete richiedere a questi indirizzi) in cui è rappresentato un buon campionario delle danze popolari sarde. Il cd si apre con "sa campidanesa" suonata con le launeddas, un suono primordiale e assolutamente unico, che oramai ascolto almeno tre volte al giorno.
Se doveste poi avere qualche amico in Sardegna, vi consiglio il coro di Logudoro-Usini, hanno pubblicato un cd, "Melodias" (non so dirvi altro su come procurarvelo, perchè me l'hanno regalato), comunque se volete ascoltare qualcosa di stupefacente, digitate su google "Deus ti salvet Maria". La trovate anche sul myspace dei "Tenores di Bitti", che - per inciso - sono finora l'unico bene immateriale italiano (che io sappia) insieme al teatro dei pupi siciliani ad essere tutelato dall'Unesco "patrimonio dell'umanità".
A presto. Eja!
in questi giorni di inizio anno, innanzitutto un augurio a tutti, e che sia un anno pieno di musica. Per riattivare un po' PIzzicata - che ha avuto il colpo di grazia da parte di Facebook, myspace etc. etc. e che comunque secondo me, nonostante i boicottamenti di certa gente salentocentrica, insieme a www.alfonsotoscano.it è uno dei due siti italiani più importanti di musica popolare del Bel Paese - oggi vi volevo parlare di musica sarda.
La Sardegna vanta una delle tradizioni musicali più antiche e più particolari del Mediterraneo. Il suo isolamento ha portato gli isolani a mantenere forme musicali volendo ancora più antiche dell'Italia peninsulare (si pensi alle launeddas, già raffigurate in bronzetti dell'età nuragica del VIII secolo a. C. e il cui principio - la respirazione circolare - è ancora più antico della zampogna, secondo me). Però quest'isolamento, e il carattere primordiale e ipnotico della musica sarda non la rende facilmente, fra virgolette, "orecchiabile". Mi diceva Angelo Cogotzi, suonatore di "cantigos a chiterra" di Ghilarza (Oristano), che fra i pochi che amano e studiano a fondo la musica popolare sarda vi sono i tedeschi (che comunque sono persone di grande cultura). Un buon approccio viene dal CD "Ballos Sardos" a cura di Pino Gala e dell'associazione "Taranta", www.taranta.it, ethnica@taranta.it (lo potete richiedere a questi indirizzi) in cui è rappresentato un buon campionario delle danze popolari sarde. Il cd si apre con "sa campidanesa" suonata con le launeddas, un suono primordiale e assolutamente unico, che oramai ascolto almeno tre volte al giorno.
Se doveste poi avere qualche amico in Sardegna, vi consiglio il coro di Logudoro-Usini, hanno pubblicato un cd, "Melodias" (non so dirvi altro su come procurarvelo, perchè me l'hanno regalato), comunque se volete ascoltare qualcosa di stupefacente, digitate su google "Deus ti salvet Maria". La trovate anche sul myspace dei "Tenores di Bitti", che - per inciso - sono finora l'unico bene immateriale italiano (che io sappia) insieme al teatro dei pupi siciliani ad essere tutelato dall'Unesco "patrimonio dell'umanità".
A presto. Eja!