A Martina Franca c'è un bel palazzo sul Ringo...
Inviato: 23 novembre 2007, 12:36
Cari amici di pizzicata,
permettete che vi racconti una favola, che poi ਠuna storia vera.
A Martina Franca, sul corso principale del centro storico, c'ਠun bel palazzo d'inizio '800, con i fregi sulla facciata in stile neoclassico, quattro stanze dalle volte a botte al primo piano e altrettante al secondo, dal quale si arriva a un terrazzo spettacolare da cui si vedono campanili, altane barocche e tutto il paesaggio delle Murge. Sede dell'associazione "Lavorincorso", fondata quattro anni fa dal dinamico Fabrizio Semeraro, ex missionario laico in Colombia e gestore della locale bottega del commercio equo e solidale, ਠstato per un po' abbandonato, in un'escalation di degrado: l'ultima cacata fatta ਠstata di un pittore squinternato martinese (uno del genere "sono punkabbestia ma con i soldi di mamma") che per un'orripilante mostra di quadri astratti ricoprì di funeree stoffe nere pareti, pavimento e soffitto, bucando i muri e combinando il macello. A quel punto intervenne Damianik che s'incazzò come una belva, fece un appello sui giornali e sensibilizzò le coscienze sul fatto che fosse ingiusto che a Martina non si sa dove sbattere la testa per fare attività culturali, o ritrovarsi fra giovani, e poi si lasciava abbandonata al punkabbestia di sta mazza di turno una così bella struttura. Damianik quindi lavorò indefessamente un mese a strappare stoffe nere, cartoni e palle di polistirolo dai muri, bestemmiando (un confratello! Guardate in che stato era ridotto il palazzo per far bestemmiare una persona devota come me!) a ogni pezzo di stoffa nera che toglieva l'animaccia dei defunti del pittore. Finito l'Art Attack al contrario, si passò alla seconda fase: i muri vennero stuccati e ridipinti di un bel giallo sole, arazzi indiani, ciucinati pugliesi e fiori di plastica ricavati dalle bottiglie riciclate vennero a popolare pareti e scrivania, mentre una stanza, la più bella, e cioਠquella affrescata con motivi liberty, veniva sgombrata dalle immondizie accumulate e riarredata completamente: furono tirate fuori cornici a giorno e vi furono sistemati santini e cartoline di santi pugliesi (Sant'Oronzo, San Francesco De Geronimo e San Cataldo), gli scaffali presenti accolsero stampe incorniciate d'inizio '900 e statuette devozionali, i muri accolsero cartelloni con foto antiche e altre incisioni settecentesche incorniciate, il tavolo al centro fu arredato con ceramiche di Grottaglie e terraglie antiche, su un tavolino furono disposti strumenti musicali pugliesi e una bella foto di una ronda di scherma a Torrepaduli, un altro scaffale ospitò (cosa molto importante) l'intero archivio fotografico di Damianik, qualcosa come dieci volumi di foto sul folklore pugliese e sette-otto album di santini pugliesi.
Ora quel palazzo ਠrisorto a nuova vita, Damianik lo tiene aperto la domenica quando può, per le sue stanze risuonano tarantelle e madrigali, il WWF ed Emergency vi tengono le loro riunioni, qualche volta vi si organizzando ronde con organetti e chitarre battenti.
Perchਠvi ho scritto questa favola che una volta tanto ha lieto fine? Ecco, per una serie di motivi (li scrivo in lista perchਠper me ਠpiù facile):
- mettere una così bella struttura a disposizione di Pizzicata, fare così un punto di riferimento a metà della Puglia, per gli utenti della Murgia e (chissà ?) poi si trova a metà strada dal Gargano e dal Salento, in una zona che in fatto di riproposta di musica popolare sta uccisa;
- ricevere un aiuto per le spese che comporta. Una stanza ਠgià stata arredata, ma ce ne sono altre tre in cui si potrebbe fare l'ira di Dio: ci continuano a portare materiale, setacci antichi, cucchiai per le fave, persino un tabernacolo d'inizio '900; c'ਠtutta la mia collezione di stampe da incorniciare, le cartoline anni '60, gli abiti d'epoca, i paramenti sacri, i vestiti delle confraternite (ho un sogno da anni, e cioਠricostruire in base a una foto da una delle ultime sarte specializzate viventi l'abito della Confraternita "d'u Sanghe Sparse", estinta negli anni '50). E tutto questo comporta spese che purtroppo non posso sostemere da solo. I martinesi se ne sbattono le palle (basti pensare che alla mia conferenza sul tarantismo jonico e brindisino, in cui ho presentato le mie ricerche inedite, c'erano solo sette persone, di cui cinque ragazzi interessati sì e no) perchਠpurtroppo Martina si ਠimborghesita da fare schifo, e nessuno mi fa da sponsor. Allora perchਠnon organizzare dei concerti pro-Lavorincorso?
- offrire un punto di riferimento a quanti devono fare delle ricerche sul folklore pugliese e non vogliono scopiazzare dai soliti libri di Majorano ed Ernesto De Martino.
Io il sasso l'ho lanciato, ora ditemi voi. Pensate che bello vederci lì di sera, suonare, bere del buon vino, poter fare delle ricerche e aver aiuto nella tesi di laurea....fatemi sapere e grazie per l'aiuto che vorrete darmi.
permettete che vi racconti una favola, che poi ਠuna storia vera.
A Martina Franca, sul corso principale del centro storico, c'ਠun bel palazzo d'inizio '800, con i fregi sulla facciata in stile neoclassico, quattro stanze dalle volte a botte al primo piano e altrettante al secondo, dal quale si arriva a un terrazzo spettacolare da cui si vedono campanili, altane barocche e tutto il paesaggio delle Murge. Sede dell'associazione "Lavorincorso", fondata quattro anni fa dal dinamico Fabrizio Semeraro, ex missionario laico in Colombia e gestore della locale bottega del commercio equo e solidale, ਠstato per un po' abbandonato, in un'escalation di degrado: l'ultima cacata fatta ਠstata di un pittore squinternato martinese (uno del genere "sono punkabbestia ma con i soldi di mamma") che per un'orripilante mostra di quadri astratti ricoprì di funeree stoffe nere pareti, pavimento e soffitto, bucando i muri e combinando il macello. A quel punto intervenne Damianik che s'incazzò come una belva, fece un appello sui giornali e sensibilizzò le coscienze sul fatto che fosse ingiusto che a Martina non si sa dove sbattere la testa per fare attività culturali, o ritrovarsi fra giovani, e poi si lasciava abbandonata al punkabbestia di sta mazza di turno una così bella struttura. Damianik quindi lavorò indefessamente un mese a strappare stoffe nere, cartoni e palle di polistirolo dai muri, bestemmiando (un confratello! Guardate in che stato era ridotto il palazzo per far bestemmiare una persona devota come me!) a ogni pezzo di stoffa nera che toglieva l'animaccia dei defunti del pittore. Finito l'Art Attack al contrario, si passò alla seconda fase: i muri vennero stuccati e ridipinti di un bel giallo sole, arazzi indiani, ciucinati pugliesi e fiori di plastica ricavati dalle bottiglie riciclate vennero a popolare pareti e scrivania, mentre una stanza, la più bella, e cioਠquella affrescata con motivi liberty, veniva sgombrata dalle immondizie accumulate e riarredata completamente: furono tirate fuori cornici a giorno e vi furono sistemati santini e cartoline di santi pugliesi (Sant'Oronzo, San Francesco De Geronimo e San Cataldo), gli scaffali presenti accolsero stampe incorniciate d'inizio '900 e statuette devozionali, i muri accolsero cartelloni con foto antiche e altre incisioni settecentesche incorniciate, il tavolo al centro fu arredato con ceramiche di Grottaglie e terraglie antiche, su un tavolino furono disposti strumenti musicali pugliesi e una bella foto di una ronda di scherma a Torrepaduli, un altro scaffale ospitò (cosa molto importante) l'intero archivio fotografico di Damianik, qualcosa come dieci volumi di foto sul folklore pugliese e sette-otto album di santini pugliesi.
Ora quel palazzo ਠrisorto a nuova vita, Damianik lo tiene aperto la domenica quando può, per le sue stanze risuonano tarantelle e madrigali, il WWF ed Emergency vi tengono le loro riunioni, qualche volta vi si organizzando ronde con organetti e chitarre battenti.
Perchਠvi ho scritto questa favola che una volta tanto ha lieto fine? Ecco, per una serie di motivi (li scrivo in lista perchਠper me ਠpiù facile):
- mettere una così bella struttura a disposizione di Pizzicata, fare così un punto di riferimento a metà della Puglia, per gli utenti della Murgia e (chissà ?) poi si trova a metà strada dal Gargano e dal Salento, in una zona che in fatto di riproposta di musica popolare sta uccisa;
- ricevere un aiuto per le spese che comporta. Una stanza ਠgià stata arredata, ma ce ne sono altre tre in cui si potrebbe fare l'ira di Dio: ci continuano a portare materiale, setacci antichi, cucchiai per le fave, persino un tabernacolo d'inizio '900; c'ਠtutta la mia collezione di stampe da incorniciare, le cartoline anni '60, gli abiti d'epoca, i paramenti sacri, i vestiti delle confraternite (ho un sogno da anni, e cioਠricostruire in base a una foto da una delle ultime sarte specializzate viventi l'abito della Confraternita "d'u Sanghe Sparse", estinta negli anni '50). E tutto questo comporta spese che purtroppo non posso sostemere da solo. I martinesi se ne sbattono le palle (basti pensare che alla mia conferenza sul tarantismo jonico e brindisino, in cui ho presentato le mie ricerche inedite, c'erano solo sette persone, di cui cinque ragazzi interessati sì e no) perchਠpurtroppo Martina si ਠimborghesita da fare schifo, e nessuno mi fa da sponsor. Allora perchਠnon organizzare dei concerti pro-Lavorincorso?
- offrire un punto di riferimento a quanti devono fare delle ricerche sul folklore pugliese e non vogliono scopiazzare dai soliti libri di Majorano ed Ernesto De Martino.
Io il sasso l'ho lanciato, ora ditemi voi. Pensate che bello vederci lì di sera, suonare, bere del buon vino, poter fare delle ricerche e aver aiuto nella tesi di laurea....fatemi sapere e grazie per l'aiuto che vorrete darmi.