la scherma tra Calabria e Puglia
Inviato: 30 ottobre 2007, 8:06
[color=blue:32a0eaee19]Vogliate perdonarmi se apro nuovamente un argomento che vedo essere già stato oggetto di discussione più volte , ma mi piacerebbe approfondire il discorso , in particolare vorrei capire se c ਠrealmente un nesso tra la scherma e la scherma in Calabria e in Puglia [/color:32a0eaee19].[ giannino ha scritto :
Alcuni Rom salentini sostengono che la "scherma" viene "dalle Calabrie". E in provincia di Reggio Calabria viene danzata una tarantella di questo genere, detta, anche lì, "scherma", o "tarantella maffiusa". In Calabria non ਠtipica degli zingari, ma ਠdanza di contadini e, soprattutto, di pastori e di gente di malavita. Come in Salento, i danzatori mettono in scena, con la "scherma", la propria appartenenza ad un ambiente maschile in cui ਠelemento fondante la capacità di confronto virile di ogni individuo con altri individui appartenenti allo stesso gruppo. Dei Rom del Salento che sono oggi gli interpreti principali della "scherma" locale ਠdocumentata la provenienza dalla Calabria, nel secolo scorso; ਠdel tutto verosimile che siano stati loro ad importarla dalla provincia di Reggio in quella di Lecce. Gli zingari insomma hanno svolto ruolo di mediatori di tradizioni tra due diverse regioni dell Italia meridionale" ]
Si ਠvero in provincia di Reggio si faceva la scherma durante il ballo , non esiste però una danza scherma , la scherma nella festa a ballo ਠstata introdotta a inizio secolo dalla malavita , la festa a ballo rivestiva e riveste una grande un'importanza sociale specie se l'occasione del ballo ਠpubblica ( es. c à¨ra chi faceva chilometri a piedi per farsi un giro di "rota" nelle feste più importanti , era ottima cosa avere un buon ballerino in famiglia , addiritura chi non sapeva ballare aveva poche probabilità di trovare moglie ) ragion pe cui sfidare qualcuno in una rota a ballu , significava sfidarlo pubblicamente ( era un'occasione pubblica per risolvere definitivamente antichi rancori , conflitti tra famiglie , oggi basta un fucile e una siepe purtroppo ). La scherma comunque non era mai all'ultimo sangue ( in pubblico ) era più che altro simbolica , il primo che riusciva a ferire l'altro o anche a sfregiare o solo strappargli la camicia , vinceva ( se la controparte accettava la sconfitta finiva tutto li e la questione era risolta , in caso contrario si usciva dalla rota e ci si appartava per risolvere definitivamente la questione ) . questa forma di sfida all'interno del ballo credo si sia registrata sempre più sporadicamente fino agli anni 50 , oggi non esiste più . Raramente e ancor di meno in occasioni pubbliche la scherma viene rievoca, ballando con una spazzola intinta di cromatina il primo dei danzatori che intinge la camicia dell'altro vince , ovviamente non ha senso di sfida vero e proprio ਠpiù un gioco .
Oggi nella rota a ballu la scherma non esiste più , non ਠraro vedere ballerini che danzano tenendo un dito teso ( forse per imitare il coltello ) oppure si fà la finta di tagliarsi con le mani , ma sono gestualità che , anche se potrebbero in qualche modo rimandare alla scherma , no hanno assolutamente nessun senso di sfida , diciamo che sono entrate a far parte della gestualità e della mimica del ballo inteso come tale .
ciao a tutti ]
[color=blue:32a0eaee19]Ammetto di non aver letto molto sull'argomento , ma leggendo vecchi topic l'altra sera mi sono imbattutto in questo ....[/color:32a0eaee19]
[ [quote="raheli"]Da "Bonasera a quista casa!" Edizioni Aramirਠ1999 e seg.
Cantore Antonio Bandello di Cutrofiano (Le).
Registrato nel 1997 da Biagio Panico e Ada Metafune.
Su rrivatu a Sanfrangiscu
non sapendu comu agiscu
cu nu vecchiu camburrista
m aggiu misu a pazzia .
Pazziandu e pazziandu
di curtello e di bastone
pe spregiare stu carognone
che tradisce la Società .
Mo se presenta nu picciuttellu
cu la coppula de sgarru
esci fore maresciallu
ca la facce t aggiu spregia .
Mo se presenta nu capupostu
cu la coppula de sgarru
cu lu bastoncino a manu
cinque lire tu m hai de da .
Cinque lire iu nu le tegnu
cinque lire no ti le doo
sei picciotto di prima uscita
no ppartieni lla società .
Società cu nzegna ਠbona
di curtello e di bastone
pe spregiare stu carognone
che tradisce la società .
Da "La scherma salentina! a memoria d'uomo"
di Davide Monaco.
Edizioni Aramirਠ2006.
Il testo che segue ਠriportato dall'autore che ha volutamente omesso indicazioni di chi lo abbia riferito. La versione ਠleggermente differente da quella cantata da Bandello.
Su rriatu a San Franciscu
nun sapendu come agiscu
cu nu vecchiu camburrista
m aggiu misu a pazziar.
Pazziando e pazziando
di curtellu e di bastone
per sfregiare stu carognone
che tradisce la società .
Mo se presenta nu picciottellu
culla coppula allu sgarro
cu nu bastoncinu a manu
«cinque lire tu m hai da dar».
«Cinque lire ieu nu le tegnu
cinque lire nu te le do
su picciottu da malavita
quista ਠpuntata alla Società .
La Società dispone di curtellu
di pugnale e di bastone
per ammazzare st imfamone
ca m ha fatta l imfamità ».
Nelle due versioni di questo canto qui riportato, che fa esplicito riferimento agli ambienti della malavita, viene dato per scontato che la scherma fosse di coltello e di bastone.
Ma la questione dibattuta in questo forum (al di là degli OT) non ਠse esistesse una forma di combattimento con il bastone, il che mi pare scontato, quanto se ne esistessero, o ne esistano ancora, forme in qualche modo ritualizzate, legate ad accompagnamento musicale, un po' come avviene per la scherma praticata a Torre Paduli.
Si tenga conto però che quello che accade a Torre Paduli deriva sempre da una pratica di combattimento, quindi ਠsuscettibile, per quanto sia svolto in presenza di accompagnamento musicale, di andare oltre la musica per, eventualmente, tornare ad essere combattimento puro quando ce ne sia necessità .
A mio parere il punto cruciale ਠproprio questo: nelle forme di combattimento con accompagnamento musicale, quanto il combattimento ਠpreminente rispetto alla danza?
Mi spiego ( o cerco di farlo).
Il combattimento deve per necessità di attacco e difesa essere libero da tempi e modi legati alla musica.
Se bisogna parare un colpo o portare un attacco efficace non si può aspettare la battuta musicale.
La danza ਠinvece soggetta alla musica, per questo i danzatori devono attenersi a passi strutturati, quindi condivisi da entrambi, per cui anche in presenza di forme di danza ispirate ad un combattimento, le mosse di attacco e difesa devono essere accordate fra i danzatori per poter restare a tempo di musica.
La scherma praticata a Torre Paduli non segue questa regola se non nella prima fase più propriamente danzata.
Quando gli schermidori cominciano a schermare abbandonano la musica passando da una fase danzata ad una più schermata che segue la musica solo per grandi linee, perchà©, se la situazione lo richiede, sono pronti a schermare e basta.
[/quote ]
[color=blue:32a0eaee19]Ora si da il caso che io conosca una canzone , molto conosciuta in provincia di reggio Calabria che mi sembra abbia più di una semplice somiglianza con quella citata da Raheli :
A nchìanata du casteddu
mi ncuntrà u nu vecchìareddu
cu bastuni e cu cuteddu
10 liri m'à ti a dari
10 liri non tì dugnu
sù picciottu e vacabbundu
sù picciottu e vacabbundu
e appartegnu a società
Ora la spiegazione di Raheli ਠpiù che esaustiva , ma se le due canzoni avessero un 'origine comune ( di certo appartengono all'ambiente della malavita ) il significato dovrebbe essere confrontato poiche a reggio viene letta in tutt altro modo . Il " Bastone " e il " coltello " sono simboli di lotta ma non hanno un significato concreto . Bastuni e Cuteddu sono anche simboli gerarchici di quella che fù l'onorata società , quindi vengono letti in modo astratto e non figurato , in poche parole nessuno lotta con un bastone o un coltello , ma in pratica sarebbero due membri della malavita che si riconoscono , in poche parole uno chiede il pizzo all'altro e l'altro risponde che non lo paga perchਠappartiene alla sua stessa casta .
Sarei felice di sapere se avete , notizie o informazioni a riguardo . O semplicemente il vostro parere , consideriamolo un approfondimento e se nessun libro ha trattato ancora l'argomento acora meglio .
Grazie ciao[/color:32a0eaee19]
Alcuni Rom salentini sostengono che la "scherma" viene "dalle Calabrie". E in provincia di Reggio Calabria viene danzata una tarantella di questo genere, detta, anche lì, "scherma", o "tarantella maffiusa". In Calabria non ਠtipica degli zingari, ma ਠdanza di contadini e, soprattutto, di pastori e di gente di malavita. Come in Salento, i danzatori mettono in scena, con la "scherma", la propria appartenenza ad un ambiente maschile in cui ਠelemento fondante la capacità di confronto virile di ogni individuo con altri individui appartenenti allo stesso gruppo. Dei Rom del Salento che sono oggi gli interpreti principali della "scherma" locale ਠdocumentata la provenienza dalla Calabria, nel secolo scorso; ਠdel tutto verosimile che siano stati loro ad importarla dalla provincia di Reggio in quella di Lecce. Gli zingari insomma hanno svolto ruolo di mediatori di tradizioni tra due diverse regioni dell Italia meridionale" ]
Si ਠvero in provincia di Reggio si faceva la scherma durante il ballo , non esiste però una danza scherma , la scherma nella festa a ballo ਠstata introdotta a inizio secolo dalla malavita , la festa a ballo rivestiva e riveste una grande un'importanza sociale specie se l'occasione del ballo ਠpubblica ( es. c à¨ra chi faceva chilometri a piedi per farsi un giro di "rota" nelle feste più importanti , era ottima cosa avere un buon ballerino in famiglia , addiritura chi non sapeva ballare aveva poche probabilità di trovare moglie ) ragion pe cui sfidare qualcuno in una rota a ballu , significava sfidarlo pubblicamente ( era un'occasione pubblica per risolvere definitivamente antichi rancori , conflitti tra famiglie , oggi basta un fucile e una siepe purtroppo ). La scherma comunque non era mai all'ultimo sangue ( in pubblico ) era più che altro simbolica , il primo che riusciva a ferire l'altro o anche a sfregiare o solo strappargli la camicia , vinceva ( se la controparte accettava la sconfitta finiva tutto li e la questione era risolta , in caso contrario si usciva dalla rota e ci si appartava per risolvere definitivamente la questione ) . questa forma di sfida all'interno del ballo credo si sia registrata sempre più sporadicamente fino agli anni 50 , oggi non esiste più . Raramente e ancor di meno in occasioni pubbliche la scherma viene rievoca, ballando con una spazzola intinta di cromatina il primo dei danzatori che intinge la camicia dell'altro vince , ovviamente non ha senso di sfida vero e proprio ਠpiù un gioco .
Oggi nella rota a ballu la scherma non esiste più , non ਠraro vedere ballerini che danzano tenendo un dito teso ( forse per imitare il coltello ) oppure si fà la finta di tagliarsi con le mani , ma sono gestualità che , anche se potrebbero in qualche modo rimandare alla scherma , no hanno assolutamente nessun senso di sfida , diciamo che sono entrate a far parte della gestualità e della mimica del ballo inteso come tale .
ciao a tutti ]
[color=blue:32a0eaee19]Ammetto di non aver letto molto sull'argomento , ma leggendo vecchi topic l'altra sera mi sono imbattutto in questo ....[/color:32a0eaee19]
[ [quote="raheli"]Da "Bonasera a quista casa!" Edizioni Aramirਠ1999 e seg.
Cantore Antonio Bandello di Cutrofiano (Le).
Registrato nel 1997 da Biagio Panico e Ada Metafune.
Su rrivatu a Sanfrangiscu
non sapendu comu agiscu
cu nu vecchiu camburrista
m aggiu misu a pazzia .
Pazziandu e pazziandu
di curtello e di bastone
pe spregiare stu carognone
che tradisce la Società .
Mo se presenta nu picciuttellu
cu la coppula de sgarru
esci fore maresciallu
ca la facce t aggiu spregia .
Mo se presenta nu capupostu
cu la coppula de sgarru
cu lu bastoncino a manu
cinque lire tu m hai de da .
Cinque lire iu nu le tegnu
cinque lire no ti le doo
sei picciotto di prima uscita
no ppartieni lla società .
Società cu nzegna ਠbona
di curtello e di bastone
pe spregiare stu carognone
che tradisce la società .
Da "La scherma salentina! a memoria d'uomo"
di Davide Monaco.
Edizioni Aramirਠ2006.
Il testo che segue ਠriportato dall'autore che ha volutamente omesso indicazioni di chi lo abbia riferito. La versione ਠleggermente differente da quella cantata da Bandello.
Su rriatu a San Franciscu
nun sapendu come agiscu
cu nu vecchiu camburrista
m aggiu misu a pazziar.
Pazziando e pazziando
di curtellu e di bastone
per sfregiare stu carognone
che tradisce la società .
Mo se presenta nu picciottellu
culla coppula allu sgarro
cu nu bastoncinu a manu
«cinque lire tu m hai da dar».
«Cinque lire ieu nu le tegnu
cinque lire nu te le do
su picciottu da malavita
quista ਠpuntata alla Società .
La Società dispone di curtellu
di pugnale e di bastone
per ammazzare st imfamone
ca m ha fatta l imfamità ».
Nelle due versioni di questo canto qui riportato, che fa esplicito riferimento agli ambienti della malavita, viene dato per scontato che la scherma fosse di coltello e di bastone.
Ma la questione dibattuta in questo forum (al di là degli OT) non ਠse esistesse una forma di combattimento con il bastone, il che mi pare scontato, quanto se ne esistessero, o ne esistano ancora, forme in qualche modo ritualizzate, legate ad accompagnamento musicale, un po' come avviene per la scherma praticata a Torre Paduli.
Si tenga conto però che quello che accade a Torre Paduli deriva sempre da una pratica di combattimento, quindi ਠsuscettibile, per quanto sia svolto in presenza di accompagnamento musicale, di andare oltre la musica per, eventualmente, tornare ad essere combattimento puro quando ce ne sia necessità .
A mio parere il punto cruciale ਠproprio questo: nelle forme di combattimento con accompagnamento musicale, quanto il combattimento ਠpreminente rispetto alla danza?
Mi spiego ( o cerco di farlo).
Il combattimento deve per necessità di attacco e difesa essere libero da tempi e modi legati alla musica.
Se bisogna parare un colpo o portare un attacco efficace non si può aspettare la battuta musicale.
La danza ਠinvece soggetta alla musica, per questo i danzatori devono attenersi a passi strutturati, quindi condivisi da entrambi, per cui anche in presenza di forme di danza ispirate ad un combattimento, le mosse di attacco e difesa devono essere accordate fra i danzatori per poter restare a tempo di musica.
La scherma praticata a Torre Paduli non segue questa regola se non nella prima fase più propriamente danzata.
Quando gli schermidori cominciano a schermare abbandonano la musica passando da una fase danzata ad una più schermata che segue la musica solo per grandi linee, perchà©, se la situazione lo richiede, sono pronti a schermare e basta.
[/quote ]
[color=blue:32a0eaee19]Ora si da il caso che io conosca una canzone , molto conosciuta in provincia di reggio Calabria che mi sembra abbia più di una semplice somiglianza con quella citata da Raheli :
A nchìanata du casteddu
mi ncuntrà u nu vecchìareddu
cu bastuni e cu cuteddu
10 liri m'à ti a dari
10 liri non tì dugnu
sù picciottu e vacabbundu
sù picciottu e vacabbundu
e appartegnu a società
Ora la spiegazione di Raheli ਠpiù che esaustiva , ma se le due canzoni avessero un 'origine comune ( di certo appartengono all'ambiente della malavita ) il significato dovrebbe essere confrontato poiche a reggio viene letta in tutt altro modo . Il " Bastone " e il " coltello " sono simboli di lotta ma non hanno un significato concreto . Bastuni e Cuteddu sono anche simboli gerarchici di quella che fù l'onorata società , quindi vengono letti in modo astratto e non figurato , in poche parole nessuno lotta con un bastone o un coltello , ma in pratica sarebbero due membri della malavita che si riconoscono , in poche parole uno chiede il pizzo all'altro e l'altro risponde che non lo paga perchਠappartiene alla sua stessa casta .
Sarei felice di sapere se avete , notizie o informazioni a riguardo . O semplicemente il vostro parere , consideriamolo un approfondimento e se nessun libro ha trattato ancora l'argomento acora meglio .
Grazie ciao[/color:32a0eaee19]