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Inviato: 29 dicembre 2003, 17:25
Ho creato questo topic per dare una risposta a Vincenzo Santoro su quella che é una mia convinzione.
Per questioni di chiarezza riporto quello che ha scritto Vincenzo nel topic: “il forum di pizzicata, la situazione sta degenerando”, ciò che ha scritto riporta anche ciò che ho detto io in precedenza.
svincen:
Quote:Un'ultima considerazione. Ramonn dice nel suo ultimo intervento:
"e poi...i grandi cultori e dotti della musica salentina che usano le nostre fonti per fini commerciali...non stanno facendo un business sfruttando la moda??"
Non é la prima volta che lo fa, e non é l'unico a fare affermazioni di questo genere (che, essendo generaliste, e quindi rivolte a tutto e a tutti, non possono essere confutate). Già una volta l'ho invitato a "fare i nomi", a dirci chi sarebbero questi "cultori e dotti" che usano le fonti per "fare business". Ramonn non risponde, e quindi devo dedurne, essendo anch'io impegnato nel lavoro di pubblicazione delle "fonti", di essere incluso nel suo elenco.
Evidentemente Ramonn non ha un'idea precisa di come funziona questo tipo di lavoro, di quanto si spende e di quanto si guadagna. Io, per la mia esperienza, posso dire che nella maggior parte dei casi chi pubblica "materiali originali" fa un investimento considerevole, che rientra (se mai rientra) dopo anni. E qui sto parlando solo delle spese "vive", e non del tanto lavoro che bisogna fare per arrivare alle pubblicazioni (quello non viene pagato mai, anche se regala emozioni e soddisfazioni straordinarie). Inoltre, sempre per quanto riguarda la mia esperienza, i "cantori" vengono sempre regolarmente pagati quando li si pubblica (anche perchà© valgono sempre le norme sul copyright). Spero di essere stato chiaro.
D'altra parte, se non ci fossero stati questi "cultori e dotti" a fare le pubblicazioni, materiali straordinari non sarebbero mai stati accessibili agli appassionati, anche perchà©, come ho detto altre volte, le "istituzioni" sono molto più propense a spendere decine di migliaia di euro per megafestival piuttosto che finanziare questo tipo di lavori.
Se posso concludere con una battuta (ma anche questa parte dalla mia esperienza personale), si fa molto ma molto più business con i concerti che con le pubblicazioni.
Vincenzo Santoro.
Innanzitutto vorrei dire che se non ho risposto prima a questo argomento non era perchà© avevo problemi a fare dei nomi, ma semplicemente perchà© non posso collegarmi sempre e quando poi mi son collegato questo discorso mi é sfuggito.
Quando parlo di chi usa le registrazioni per guadagnarci su, parlo di chi fa e vende questo materiale indistintamente, perchà© a mio avviso tutti sono sullo stesso piano… sarei molto felice se chi fa queste operazioni dimostrasse il contrario di quello che dico io.
La mia considerazione che si tratti di una fonte di guadagno parte proprio dall’aumentare di queste pubblicazioni: prima erano solo Aramiré, poi c’é stata quella di Cavallo, e poi Kurumuny.
Penso che se sta aumentando il numero delle registrazioni é evidente che ci sia da guadagnare, non penso che si tratti di un passatempo nel quale spendere i propri soldi.
Sinceramente non so in che grado Vincenzo Santoro entri in queste pubblicazioni, ho avuto modo di capire che lavora/collabora con Aramiré ma non so a che titolo, quindi vorrei sottolineare che non si tratta di qualcosa di personale, diretta a lui, ma di una considerazione generica.
Parto dalla registrazione prodotta da Cavallo: penso che non ci voglia molto a rendersi conto che non é poi questo grandissimo prodotto, dal momento che accanto alle registrazioni di anziani ci sono quelle di persone ( se non sbaglio Carlo Canaglia, e Pizzicarello ) che non penso siano delle fonti di particolare importanza e a mio avviso sono state inserite o per arricchire il cd che magari era un po’ povero o per la simpatia che questi riscontrano nell’ambiente della musica popolare salentina.
Per le prime registrazioni di kurumuny non posso dire molto perchà© non sono ancora riuscito a comprarle ma penso che all’interno del libricino troverò qualche notizia sulle persone registrate, qualche notizia sul salento, forse i testi delle canzoni e non molto altro.
Mi sorprende e non poco che in breve tempo siano già uscite 2 registrazioni: si tratta di un operazione che porta guadagni( e che quindi giustifica l’investimento) o si tratta di investire migliaia di euro per soddisfazione personale e per consentire a tutti di utilizzare quelle registrazioni?
Veniamo alle pubblicazioni Aramiré che vedono direttamente coinvolto Vincenzo.
Prima cosa che mi fa storcere il naso: il prezzo. A mio avviso é impensabile che un cd costi sui 20€.
Qualunque cd non può costare così tanto. Perchà© a quel punto diventa fruibile da pochi.
Non penso che molti ragazzi nel salento possano permettersi di comprarlo.
A questo punto mi si potrà rispondere che costano tanto perchà© i cd sono venduti con dei libricini.
Ma cosa contengono questi libricini? Niente.
I testi delle canzoni e qualche notizia sui cantori.
Non uno studio sulla grammatica musicale salentina. Non uno studio sull’estetica della musica salentina. Nessuno studio.Solo la semplice riproduzione di materiale registrato, qualche notizia,la traduzione (non so quanto utile) ed anche qualche bella gaffe.
Quali costi vivi ci sono per far pagare così tanto quei cd? Il compenso dato ai cantori??
Il costo delle registrazioni? Il costo per ripulire le registrazioni??
Quindi sinceramente non vedo “un investimento considerevole”, e ancor meno riesco a capire come “un investimento considerevole, che rientra (se mai rientra) dopo anni” possa portare alla pubblicazione di 4/5 cd nel giro di 3-4 anni.
A questo punto bisogna capire perche vengono fatte queste pubblicazioni.
Si tratta di benefattori? Di appassionati che ci rimettono di tasca propria per il gusto che hanno dal fare queste pubblicazioni?
O si tratta di un business che sfrutta l’attuale situazione che riguarda la musica salentina?
Secondo me si tratta di un operazione che porta guadagni, non é che condanno per questo motivo, ma ci tengo a sottolinearlo.
Penso che sia una delle tante operazioni di guadagno intorno alla musica popolare, come lo scrivere libri, organizzare e suonare concerti e convegni in tutta Italia con Università , Province, Regioni, Ministeri etc etc.
Scusate se sono stato un po’ lungo, ma dovendo dare delle risposte precise non mi potevo accontentare di due righe.
Adesso spero che contribuiate tutti con le vostre opinioni.[addsig]
Per questioni di chiarezza riporto quello che ha scritto Vincenzo nel topic: “il forum di pizzicata, la situazione sta degenerando”, ciò che ha scritto riporta anche ciò che ho detto io in precedenza.
svincen:
Quote:Un'ultima considerazione. Ramonn dice nel suo ultimo intervento:
"e poi...i grandi cultori e dotti della musica salentina che usano le nostre fonti per fini commerciali...non stanno facendo un business sfruttando la moda??"
Non é la prima volta che lo fa, e non é l'unico a fare affermazioni di questo genere (che, essendo generaliste, e quindi rivolte a tutto e a tutti, non possono essere confutate). Già una volta l'ho invitato a "fare i nomi", a dirci chi sarebbero questi "cultori e dotti" che usano le fonti per "fare business". Ramonn non risponde, e quindi devo dedurne, essendo anch'io impegnato nel lavoro di pubblicazione delle "fonti", di essere incluso nel suo elenco.
Evidentemente Ramonn non ha un'idea precisa di come funziona questo tipo di lavoro, di quanto si spende e di quanto si guadagna. Io, per la mia esperienza, posso dire che nella maggior parte dei casi chi pubblica "materiali originali" fa un investimento considerevole, che rientra (se mai rientra) dopo anni. E qui sto parlando solo delle spese "vive", e non del tanto lavoro che bisogna fare per arrivare alle pubblicazioni (quello non viene pagato mai, anche se regala emozioni e soddisfazioni straordinarie). Inoltre, sempre per quanto riguarda la mia esperienza, i "cantori" vengono sempre regolarmente pagati quando li si pubblica (anche perchà© valgono sempre le norme sul copyright). Spero di essere stato chiaro.
D'altra parte, se non ci fossero stati questi "cultori e dotti" a fare le pubblicazioni, materiali straordinari non sarebbero mai stati accessibili agli appassionati, anche perchà©, come ho detto altre volte, le "istituzioni" sono molto più propense a spendere decine di migliaia di euro per megafestival piuttosto che finanziare questo tipo di lavori.
Se posso concludere con una battuta (ma anche questa parte dalla mia esperienza personale), si fa molto ma molto più business con i concerti che con le pubblicazioni.
Vincenzo Santoro.
Innanzitutto vorrei dire che se non ho risposto prima a questo argomento non era perchà© avevo problemi a fare dei nomi, ma semplicemente perchà© non posso collegarmi sempre e quando poi mi son collegato questo discorso mi é sfuggito.
Quando parlo di chi usa le registrazioni per guadagnarci su, parlo di chi fa e vende questo materiale indistintamente, perchà© a mio avviso tutti sono sullo stesso piano… sarei molto felice se chi fa queste operazioni dimostrasse il contrario di quello che dico io.
La mia considerazione che si tratti di una fonte di guadagno parte proprio dall’aumentare di queste pubblicazioni: prima erano solo Aramiré, poi c’é stata quella di Cavallo, e poi Kurumuny.
Penso che se sta aumentando il numero delle registrazioni é evidente che ci sia da guadagnare, non penso che si tratti di un passatempo nel quale spendere i propri soldi.
Sinceramente non so in che grado Vincenzo Santoro entri in queste pubblicazioni, ho avuto modo di capire che lavora/collabora con Aramiré ma non so a che titolo, quindi vorrei sottolineare che non si tratta di qualcosa di personale, diretta a lui, ma di una considerazione generica.
Parto dalla registrazione prodotta da Cavallo: penso che non ci voglia molto a rendersi conto che non é poi questo grandissimo prodotto, dal momento che accanto alle registrazioni di anziani ci sono quelle di persone ( se non sbaglio Carlo Canaglia, e Pizzicarello ) che non penso siano delle fonti di particolare importanza e a mio avviso sono state inserite o per arricchire il cd che magari era un po’ povero o per la simpatia che questi riscontrano nell’ambiente della musica popolare salentina.
Per le prime registrazioni di kurumuny non posso dire molto perchà© non sono ancora riuscito a comprarle ma penso che all’interno del libricino troverò qualche notizia sulle persone registrate, qualche notizia sul salento, forse i testi delle canzoni e non molto altro.
Mi sorprende e non poco che in breve tempo siano già uscite 2 registrazioni: si tratta di un operazione che porta guadagni( e che quindi giustifica l’investimento) o si tratta di investire migliaia di euro per soddisfazione personale e per consentire a tutti di utilizzare quelle registrazioni?
Veniamo alle pubblicazioni Aramiré che vedono direttamente coinvolto Vincenzo.
Prima cosa che mi fa storcere il naso: il prezzo. A mio avviso é impensabile che un cd costi sui 20€.
Qualunque cd non può costare così tanto. Perchà© a quel punto diventa fruibile da pochi.
Non penso che molti ragazzi nel salento possano permettersi di comprarlo.
A questo punto mi si potrà rispondere che costano tanto perchà© i cd sono venduti con dei libricini.
Ma cosa contengono questi libricini? Niente.
I testi delle canzoni e qualche notizia sui cantori.
Non uno studio sulla grammatica musicale salentina. Non uno studio sull’estetica della musica salentina. Nessuno studio.Solo la semplice riproduzione di materiale registrato, qualche notizia,la traduzione (non so quanto utile) ed anche qualche bella gaffe.
Quali costi vivi ci sono per far pagare così tanto quei cd? Il compenso dato ai cantori??
Il costo delle registrazioni? Il costo per ripulire le registrazioni??
Quindi sinceramente non vedo “un investimento considerevole”, e ancor meno riesco a capire come “un investimento considerevole, che rientra (se mai rientra) dopo anni” possa portare alla pubblicazione di 4/5 cd nel giro di 3-4 anni.
A questo punto bisogna capire perche vengono fatte queste pubblicazioni.
Si tratta di benefattori? Di appassionati che ci rimettono di tasca propria per il gusto che hanno dal fare queste pubblicazioni?
O si tratta di un business che sfrutta l’attuale situazione che riguarda la musica salentina?
Secondo me si tratta di un operazione che porta guadagni, non é che condanno per questo motivo, ma ci tengo a sottolinearlo.
Penso che sia una delle tante operazioni di guadagno intorno alla musica popolare, come lo scrivere libri, organizzare e suonare concerti e convegni in tutta Italia con Università , Province, Regioni, Ministeri etc etc.
Scusate se sono stato un po’ lungo, ma dovendo dare delle risposte precise non mi potevo accontentare di due righe.
Adesso spero che contribuiate tutti con le vostre opinioni.[addsig]