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Inviato: 28 dicembre 2003, 17:09
Sono ancora frastornato dalla lunga nottata e dal poco sonno, ma cercherò di raccogliere qualche idea per iniziare a parlare di cosa é successo ieri sera alla masseria "Le Stanzie", dove si é svolto il secondo raduno di Pizzicata.it, dando via quindi al dialogo con gli altri partecipanti per raccogliere un po' di impressioni.Innanzitutto, il pomeriggio é stato molto bello e sopratutto utile. Il programma culturale organizzato con la collaborazione di Vincenzo Santoro, Roberto Raheli, Sergio Torsello e il Centro Studi sul Tarantismo di Galatina ha interessato parecchie persone, che si sono presentate più o meno puntalmente affollando la sala della masseria organizzata per il convengno.Dopo una discussione intorno alle tematiche di questo sito internet, e dei suoi futuri sviluppi (ne parleremo più dettagliamente in un altra discussione, appena avremo riorganizzato le idee "a mente fredda") Roberto Raheli ci ha fatto ascoltare e ha commentato alcune registrazioni originali scelte fra le pubblicazioni dell'Edizioni Aramiré e dal cd con le registrazioni di Alan Lomax edito da Rounder Records. Abbiamo ascoltato innanzitutto i canti alla stisa, cioé i canti polifonici eseguiti generalmente senza l'ausilio degli strumenti. Questi canti costituivano l'ossatura principale del patrimonio musicale tradizionale salentino, ed il loro ascolto evidenza tutta l'incredibile capacità vocale dei cantori, che riuscivano fra le altre cose a cambiare ruolo da un esecuzione all'altra (ad esempio, nel primo brano ascoltato, Uccio Aloisi faceva la voce principale, e Uccio Bandello la seconda voce alta; nel secondo brano i due ruoli si sono inverti senza alcun problema, e sicuramente i due cantori avrebbero potuto assumere all'occorrenza il ruolo di voce bassa o di voce d'accompagnamento). Dopo alcuni esempi di canti alla stisa abbiamo ascoltato anche alcune pizziche, registrate nel 54 da Alan Lomax e Carpitella, e successive altre registrazioni degli anni '70 derivate dal lavoro di ricerca di Brizio Montinaro. Questo ascolto é solo la "prima puntata" di un appuntamento culturale che, con la collaborazione di Roberto, speriamo di poter replicare ad ogni appuntamento, in modo da poter acquisire le guste conoscenze e i gusti strumenti necessari per riconoscere e discutere con cognizione di causa di "tradizione", "riproposta" e "contaminazione". Successivamente, Roberto Raheli, Sergio Torsello e Vincenzo Santoro ci hanno presentato il nuovo, interessantissimo lavoro edito dalle Edizioni Aramiré: un libro-intervista (con due cd audio allegati contenenti tutta la registrazione originale) al cantore Uccio Aloisi, in cui "Pirigallo" parla fra le altre cose della sua vita di contadino e del suo rapporto con la musica e con il tarantismo (a cui Uccio non ha mai creduto). La registrazione é molto interessante, perché contiene anche numerosi esempi di canto che Uccio faceva per spiegare praticamente la tradizione musicale. Una descrizione più completa del libro sarà nei prossimi giorni pubblicata su questo sito. Il dibattito "La musica del Salento tra logiche di mercato e dinamiche identitarie" purtroppo non si é potuto tenere per mancanza di tempo e sopratutto perché il sindaco di Melpignano Sergio Blasi per problemi personali non é potuto intervenire. Sicuramente questo dibattito interessante con il sindaco Blasi e con Sergio Torsello (direttore dell'istituto "Diego Carpitella") é solo rimandato. Infine, il Centro Studi sul Tarantismo di Galatina ha proiettato il video di Gianfranco Mingozzi sulle tarantate, permettendo anche a chi é venuto da Torino, Firenze, Milano e Bologna di osservare il grande dolore dato dalle misere condizioni di vita che nel Salento imperversavano fino cinquant'anni fa. Speriamo che quest'esperienza, per certi versi anche scioccante, porti a capire il dramma delle tarantate sensibilizzando il "turista" (ma anche i locali) ad un maggior rispetto (e ad apprezzare di meno i gruppi di riproposta che rappresentano sul palco il dramma del tarantismo solo per fare spettacolo con un attrattiva "esotica" ). Apertura del buffett offerto dalla masseria "Le Stanzie": antipasti di melanzane arristite, pettole, pitta di patate, sfoglia con ricotta e spinaci, melanzane alla parmigiana, lasagne al forno, formaggio fresco arrosto e salcicce, sedani e finocchi per pulirsi un po' la bocca (e per intingerli nel vino), frutta, amaro o lemoncello, crostata di crema o di marmellata di mele cotogne (e se non sbaglio c'era anche altra roba che non sono riuscito a vedere, nelle prossime righe capirete perché). Tutto buonissimo, l'unico problema é che le persone si fiondavano sui vassoi ancora prima che i camerieri riuscissero a posarli sul tavolo. In questa maniera abbastanza "caotica" c'é stato chi ha mangiato di più e chi ha mangiato poco. La prossima volta chiuderemo la sala per permettere di allestire completamente il buffett. Contemporaneamente, si é iniziato a suonare in tutte le sale della masseria. La cosa bella é che la masseria "Le Stanzie" contiene due grandi saloni e numerose stanze più o meno piccole. In questo modo, chi voleva ballare e suonare la pizzica poteva occupare uno dei due saloni, mentre chi voleva suonare altri pezzi, magari senza la presenza massiccia di tamburelli (che chiaramente in grande numero coprono gli altri strumenti) potevano raccogliersi in una stanza laterale abbastanza distante per evitare di disturbarsi reciprocamente. Una piccola critica (e autocritica) per la prossima volta. Quando avviene un qualcosa del genere, cioé che un gruppo di persone vogliono suonare qualcosa di diverso raccogliendosi in una stanza, sarebbe opportuno rispettare questa scelta, evitando di accalcarsi e sopratutto evitando di invadere lo spazio sonoro con i tamburelli. I tamburelli sono uno strumento che adoro, e che personalmente sto cercando di imparare a suonare decentemente, ma mi sembra giusto che in alcune occasioni tacciano. Oppure, se ci deve essere una percussione nel brano, é giusto che sia rispettosa degli altri strumenti (venti tamburelli su una chitarra e un organetto mi sembrano un po' troppi insomma). Allo stesso tempo, un gruppo di musicisti che si raccolgono insieme dovrebbero dar luogo ad un dialogo bellissimo, non ad un monologo. Se si sta suonando insieme, non é bello che ad un certo punto alcune persone, per quanto brave e virtuose, diventino protagoniste impedendo agli altri di inserirsi. Come nel ballare in ronda ci si alterna, é giusto che ci si alterni anche nel "guidare" un ensamble musicale improvvisata.Per il resto, la cosa che sinceramente ho più apprezzato in tutto il raduno é conoscere di persona alcuni "amici virtuali", fra i quali in particolare Sara (cicerené), Massimiliano (monkage), Angelo (Capretta), Pino Gala dell'associazione Taranta, i fratelli Francesco e Giovanni (Ciccio e Giannino), Andrea Morciano, Riccardo Laganà e gli altri Kalascima, i simpaticissimi Macaria di Parma e i "Salentini te Marca" di Conegliano. E poi chiaramente mi ha fatto piacere rivedere tanti altri amici, come Maurizio, Valerio, Francesco, Alessandro, Giorgio, Demis, Max Però e Mino dei Aioresis, Daniele, Totò e Stefania degli Ariafrisca, Ramon dei Mera Menhir, Vito e Domenica Giannone, Daniele Durante, Francesco (Ialma), Daniela (Dada)... qui l'elenco diventa interminabile, quindi meglio finirla qua scusandomi con tutti quelli che non ho nominato.Un ringraziamento speciale va a coloro che mi hanno aiutato nell'organizzazione dell'evento, e cioé Vincenzo Santoro, Gaetano e il preziosissimo Giampiero Donno (che oltre ad aver condiviso con me tutte le preoccupazioni per la buona riuscita dell'evento, mi ha consigliato lo splendido locale). L'unica cosa che é andata male é stata la raccolta fondi per il pagamento delle 150 euro del dominio...purtroppo perché troppo presi dal buffet e dalla musica, molti non hanno visto il salvadanaio, e i contributi sono stati pochissimi. Pazienza...Per chi volesse avere un ricordo dell'evento, stiamo pensando di realizzare solo per pochi amici un dvd con la registrazione video della serata. Chi é interessato può scrivermi a raduno@pizzicata.it . Tenete presente che ci vorrà un po' di tempo perché é tutto "fatto in casa" (e dobbiamo ancora comprare il masterizzatore dvd). A voi la parola[addsig]