Io penso che Bennato abbia trovato la gallina dalle uova d'oro, ma non ਠda stigmatizzare perchਠse non ci fosse lui non ci sarebbero stati neanche molti di noi. Per quanto riguarda la musica "tradizionale" nel senso stretto, grazie a Dio e ad alcuni amici esperti ho avuto l'opportunità di ascoltare alcuni veri portatori della tradizione, quelli che non hanno mai smesso di suonare musica "popolare" neanche in periodi in cui non gliene fregava niente a nessuno (supporrei anni '60-'70, boh?).
E ora alcune considerazioni sulla Puglia (scusatemi l'eventuale OT, ma mi serve per meglio spiegare il mio pensiero).
La Puglia in fatto di musica tradizionale (e sottolineo NON di riproposta) sta uccisa. Regione piana, con poche montagne (escluso il Gargano), terra d'incroci da migliaia d'anni, ਠsempre stata esposta alle influenze musicali di tutto e di tutti, riportando un piattume musicale non indifferente. Se tu confronti la strofa "Addò te pizzicau la tarantella", che già si ritrovava nel '600 di Kircher, si trova tale e quale nel Salento (ripetuta a tormentone a Torrepaduli), in Valle d'Itria e nella Murgia dei Trulli (sia a Martina che a Cisternino), nelle piane tarantine (a Montemesola e a Taranto, come mi hanno detto due testimoni oculari del tarantismo, andatevi a vedere la sezione "Il tarantismo a Montemesola" del mio sito
www.pugliafedefolklore.it), sul Gargano ne la "Rodianella" e persino in Irpinia. Oppure "Cicerenella", di sicura provenienza napoletana, che si cantava indifferentemente a Laterza e Martina Franca nel tarantino, Ostuni nel brindisino, e in Molise (andatevi a sentire la bella versione del gruppo molisano "Il tratturo" sul sito
www.iltratturo.net (o
www.tratturo.net, ora mi sfugge). E pensate, elamuconda, a quale varietà di musiche, canti e danze popolari esiste in Calabria, dove il ballo cambia da contrada a contrada addirittura, senz'altro favorita dal territorio montuoso.
Ora faccio un esempio a me molto caro, la chitarra battente (neh, Salvatori?). La chitarra battente in Puglia ਠstata chiaramente importata dagli Spagnoli (tant'ਠche nei documenti dell'epoca si chiamava "chitarra spagnola") ed aveva fino all'800 una diffusione pari all'attuale chitarra normale (che per distinguerla dalla battente, almeno dalle mie parti, veniva e viene chiamata "chitarra francese"). Veniamo, nei limiti della mia ignoranza, alla data d'estinzione d'uso della battente nelle varie parti della Puglia. Sul Gargano, lo sappiamo, era ancora relativamente comune fino agli anni Cinquanta (e l'ultimo grande suonatore di chitarra battente, lo sappiamo tutti, ਠstato il grande Andrea Sacco). Dalle mie parti si usava ancora fino allo stesso periodo, ma se tu chiedi a un martinese di media generazione (nato negli anni '40-'50 o giù di lì) non sa neanche cos'à¨. Io ho chiesto a un anziano della mia congrega di 75 anni e se la ricorda perfettamente, ed esiste anche uno stornello, "T'agge annotte la serenà¨te/ mandulà¨ne e catarre battiente" che testimonia che si usava anche a Martina nelle serenate. Inoltre, la chitarra battente era suonata anche a Brindisi fino alla fine dell'800, come testimonia un dottore che conosco che ne custodisce un esemplare, fabbricato a Napoli, appartenuto al nonno. Inoltre ad Ostuni c'ਠancora un suonatore di battente, e se non erro c'ਠanche uno che le costruisce. Volete sapere com'à¨? La strozzatura al centro ਠmolto forte, tant'ਠche sembra un otto vero e proprio.
Questo per dire che in Puglia la musica tradizionale, tranne i pochi anziani che l'hanno sempre fatta e venivano anche dileggiati per questo, negli anni '60-'70 ਠstata sempre rinnegata, a parte l'enorme movimento di riproposta degli ultimi anni. E così anche per i balli tradizionali. Per esempio, parlavo con degli amici di Barletta, i quali mi hanno detto che già all'epoca dei loro nonni nel loro paese si preferivano i balli d'importazione tipo l'one step, il charleston, la polka, la mazurka, che non la tarantella.
Auff! Vi saluto con la lingua di fuori, spero di non avervi annoiati. Un abbraccio ai due Salvatori, e perchਠno, venite qui a Martina a farvi una suonata che ci divertiamo.