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Inviato: 5 agosto 2003, 14:35
da CarloTrono
Ciao a tuttila redazione di Pizzicata.it sta cercando di raccogliere più esperienze possibili per realizzare un approfondimento, una "guida all'acquisto" per i tamburelli. In particolare la guida vuole mettere in evidenza le esigenze di ogni acquirente e indicare il tipo di tamburo da scegliere per rispondere a queste esigenze. Sei una ragazza e hai la mano piccola? ecco il tamburo che fa per te. Sei un appassionato che vuole solo un bell'oggetto da appendere in casa, e non da suonare? eccolo qua ! Vuoi un tamburo che faccia saltare in aria tutta la piazza di San Rocco a Torrepaduli? vuoi un tamburo dal suono perfetto per veri musicisti? vuoi addirittura un tamburo così perfetto da poterlo usare con l'amplificazione sul palco? ecc ecc. Per fare una guida del genere stiamo raccogliendo più esperienze possibile, anche da parte di professionisti (musicisti, costruttori, esperti). Vogliamo però estendere la "ricerca" anche a tutti gli appassionati. Vi invitiamo quindi a scrivere le vostre esperienze e i vostri consigli.[addsig]
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Inviato: 6 agosto 2003, 11:37
da ramonn
penso che questo argomento sia veramente difficile vista l'infinità di tamburelli che ci sono!
Io generalmente per la pizzica uso un tamburello di 35 cm,con i chiodi di canna,e con i sonagli grandi e bruciati.
Per la pizzica penso che i tamburelli migliori siano quelli di 30-35 cm di diametro.
Per quanto riguarda i sonagli i parametri da considerare sono veramente tanti: grandezza, numero, spessore della lamiera,forma. Credo che a parita di tipo di lamiera i sonagli di 6-7 cm di diametro permettano di ottenere un suono più caotico rispetto a queli di 3-4 cm.
Per quanto riguarda il tamburello da non suonare,penso che non esista!
Gli strumenti vanno comprati per essere suonati altrimenti perdono quello che é il loro significato!
Non so cos'altro dire se non che prima di comprare un tamburello conviene provarlo per capire se va bene![addsig]
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Inviato: 6 agosto 2003, 21:18
da tamburellaioresis
Ciao Carlo,io li costruisco e quindi dall'esperienza personale posso dirti innanzitutto che:l'altezza della cornice deve essere uguale allo spazio nella mano che va dal pollice alla prima falange, se é dotata di una fascia reggi-tamburello é decisamente meglio!Il diametro del cerchio, il numero di sonagli e la grandezza degli stessi varia a seconda del suono che si preferisce. La pelle deve essere rigorosamente di capretto, non troppo spessa per i tamburelli e un po' di più per le tammorre senza sonagli; quanto più liscia é possibile (dipende dal metodo di concia).Questo é il mio parere.. se avete qualche domanda specifica sono a disposizione..a prestomax [addsig]
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Inviato: 6 agosto 2003, 22:07
da CarloTrono
ciao Maxcerchiamo di dare più dettagli: ad esempio, come varia il suono a seconda del numero, della grandezza e direi anche del materiale impiegato nella costruzione dei cimbali?Poi: che differenza c'é come suono fra la pelle di capra e quella di capretto, e che vantaggi ha la pelle di capra rispetto a quella di capretto? Ancora, se sono alle prime armi, come faccio a capire quale diametro é migliore per me?Sotttolineo che io ho una mia risposta a tutte le domande che ho posto, ma voglio stimolarvi al dialogo per raccogliere più impressioni possibile. [addsig]
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Inviato: 7 agosto 2003, 18:22
da ramonn
ciao max ,ciao carlo!
io sul fatto che la pelle debba essere per forza di capretto non sono molo d'accordo!
La pelle può benissimamente essere di capra.
La differenza che ho riscontrato io tra capretto e capra é che la pelle di capretto offre un maggior numero di sonorità essendo più sottile ed elastica,mentre quela di capra é più spessa e dura.
ma penso che per i meno esperti non sia molto semplice distinguere tra pelle di capra e di capretto.
Per quanto riguarda i sonagli penso che più ce ne sono e più sono grande più forte e caotico é il suono che si ottiene.
Se i sonagli sono piccoli il suono é più delicato.
Se i sonagli sono più spessi suonano meno.
se mi verrà in mente quelacos altro lo aggiungerò la prossima volta!
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Inviato: 7 agosto 2003, 21:51
da tamburellaioresis
ciao,sono pienamente daccordo con ramonn, tanto che molto spesso alterno nella successione dei sonagli quelli da 4 cm e quelli da 5 per avere una media sonorità che personalmente trovo ottima! [addsig]
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Inviato: 8 agosto 2003, 2:12
da CarloTrono
per distinguere la pelle di capra da quella di capretto ci sono vari modiinnanzitutto il suono, che nel capretto é più squillante e delicato, mentre nella capra é più cupo e sordopoi lo spessore, chiaramente maggiore nella pelle di capra rispetto a quella di caprettogeneralmente poi la pelle di capra presenta un gran numero di striature più scure e macchiepoi, se vi fidate del vostro olfatto, infilate il naso dietro il tamburello e odorate la pelle...se é pelle di capretto conciata in maniera tradizionale (sensa un eccessiva aggressione chimica) sentirete l'odore del latte di capra...provare per credere !!!comunque, la pelle di capra é molto più resistente della pelle di capretto, ed é adatta per tamburelli di grande diametro e per tammorre napoletane, che vengono suonate con uno stile percussivo più violento anche se meno veloce. Colpendo infatti a mano piena la tammorra, specialmente al centro, é richiesta una ottima resistenza della pelle.Per quanto riguarda i cimbali, a me piace molto un supporto ritmico ordinato, non caotico ed eccessivamente rumoroso. Capisco che lo strumento tradizionale prevede cimbali di 6, 7, addirittura 8 cm di diametro, ma personalmente, non riesco proprio a suonarli, probabilmente anche per mancanza di abilità tecnica. Adoro i tamburelli con molti cimbali dal diametro di 3 cm al massimo, e ADORO il suono che fanno i cimbali triangolari inventati da Vito Giannone.Approposito, presto su Pizzicata.it appariranno in contemporanea (credo) le schede degli artigiani Biagio Panico e Vito Giannone. Comunque, sono curioso di sperimentare la soluzione mista proposta da Max (tamburellaioresis). [addsig]
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Inviato: 8 agosto 2003, 11:35
da ramonn
Io sono del parare che se si deve suonare una pizzica i sonagli devono fare un suono caotico...vi ricordo che il suono serviva per guarire le tarantate!
Se poi si devono accompagnare stornelli o altre canzoni anche io preferisco i tamburelli con i sonagli piccoli..sarò un sacrilego ma in alcuni casi mi piacciono anche i tamburelli con la membrana sintetica.[addsig]
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Inviato: 8 agosto 2003, 13:27
da CarloTrono
scusami ramonn, ma che correlazione c'é seconde fra il suono caotico dei grossi cimbali e il rito di guarigione delle tarantate?non é il forum giusto questo, ma vorrei sfatare un mito, e magari continuamo la discussione nel forum "Il Tarantismo". Non é affatto corretto pensare che le tarantate si curassero solo suonando la pizzica con un ritmo sostenuto e frenetico. Ogni tarantata aveva un suo ritmo, che poteva andare dal frenetico al lentissimo, e solo a quel ritmo rispondeva nel modo che tutti, credo, conoscono. Le orchestrine che si recavano nelle case delle tarantate dovevano prima di tutto trovare il giusto ritmo e la giusta melodia, e una volta trovato (si capiva dalla risposta della Tarantata o del Tarantato, che iniziava a ballare) lo si doveva sostenere fino alla guarigione. Non vedo quindi una correlazione diretta fra il suono caotico dei cimbali e il rito di guarigione. La pelle sintetica effettivamente ha dei bassi più profondi e delle tonalità migliori della pelle naturale, e poi non soffre i problemi legati al caldo o all'umidità . Comunque, l'emozione della pelle vera é sempre unica. [addsig]
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Inviato: 8 agosto 2003, 19:08
da Pizzicato
Ciao a tutti,questa discussione casca proprio a penello visto che ho deciso di acquistare un tamburello nuovo!!!Personalmente posseggo un tamburello dal diametro di 30 cm con pelle di capra e sonaggli da 6 cm. Credo che sia l'ideale per chi si avvicina all'uso di questo strumento.La pelle é resistente (ideale per chi impara a suonare) il diametro, non eccessivo, lo rende relativamente leggero ed i sonagli si fanno sentire, ma non hanno un suono eccessivamente caotico che disturberebbe, a mio avviso, la sonorità del tamburo!Naturalmente credo che una volta affinata la tecnica, decisamente personale, ognuno cerca il tamburello più consono ale proprie esigenze. Io vorrei un tamburello da 35 cm. con pelle di capretto e numerosi sonagli dal diametro tra i 3 ed i 5 cm. che sia costruito utilizzando faggio bem stagionato in modo da essere quanto più leggero possibile!!!Come Carlo, sono molto attratto dal suono delicato prodotto dai sonagli triangolari.Secondo me ti accorgi che un tamburello é giusto per te quando prendendolo in mano non riesci più a smettere di suonarlo e ti rendo conto che devi mollarlo lì o comprarlo perché il venditore ti sta guardando malissimo!!!!Quello che é successo a me ieri sera a Sternatia!!!!!!!!!!Peccato che mi ha chiesto 50 euri!!!!!!![addsig]
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Inviato: 8 agosto 2003, 21:22
da CarloTrono
Caro Pizzicato, se ho capito di chi stai parlando, ti avviso...li vale tutti quei cinquanta euro. Comunque, quando devi comprare un tamburello,eventualmente diamoci appuntamento e andiamo insieme, così ti faccio entrare in una "stanza delle meraviglie" (decine e decine di tamburelli, di tutte le fogge, che ti circondano da ogni parte)[addsig]
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Inviato: 12 agosto 2003, 13:46
da CarloTrono
Oggi ho comprato da Mesciu Ninu Sancesario, di Nociglia, un tamburo bellissimo. E' un 35 cm, ero andato la insieme a mio fratello per comprare un 45 cm "da battaglia", ma ci siamo innamorati di questo tamburello più piccolo. 15 coppie di cimbali piccoli 3mm circa, pelle di capra, color legno scuro. Due cose mi hanno colpito dei tamburi di Mesciu Ninu: innanzitutto la leggerezza, veramente incredibile nonostante la presenza di robusti rinforzi e una cornice abbastanza spessa, poi la pelle di capra (é il mio primo tamburello in capra) resistentissima (mi veniva voglia di suonare a "capocciate" per quanto é resistente) ma nel contempo abbastanza morbida per dare un buon rimbalzo e non stancare la mano, poi ha quella ruvidità sufficente ad effettuare il trillo senza eccessiva difficoltà e senza bagnarsi i polpastrelli con la lingua.Bello, bello, bello.E adesso ho finalmente chiuso il cerchio, possedendo tamburi dei tre più importanti artigiani del salento (Biagio, Vito, Mesciu Ninu)...adesso passo a Taranto e Ostuni, poi magari vado a fare una capatina a Napoli. [addsig]
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Inviato: 13 agosto 2003, 1:20
da tartic
... attenti alla carta pecora ce ne sono parecchi in giro, fatevi dire da mesciu Ninu "ssuia" come si distinguono... [addsig]
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Inviato: 24 agosto 2003, 22:38
da giannino
Non ci posso credere!!!é la prima volta che parlando di pizzica e tamburelli si fa il nome di ostuni...ho passato e passo ancora i migliori giorni dell'anno in quella città e da qualche mese ho compreto lì il mio primo tamburello,e dopo due giorni il secondo, e dopo due mesi il terzo...non ricordo il nome del maestro (mi sembra Mauro) ma so che é apprezzatissimo in tutta la provincia e vende anche fuori...sono molto contento dei miei acquisti,soprattutto del 30cm che risente pochissimo delle variazioni d'umidità (CAPRETTO),i sonagli sono di 6 cm e l'equilibrio tra bassi e alti é ottimo...c'é anche qualche pezzo d'epoca, ma in generale la scelta non é tantissima.
PS:andateci con uno che lo conosca perché soprattutto in periodi turistici i prezzi arrivano alle stelle!!![addsig]
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Inviato: 25 marzo 2004, 16:48
da pjolino
Bello come a volte - ripescando nei vecchi forum - si trovano argomenti interessanti, post ricchi di spunti e di idee che per un appassionato come me si rivelano preziosi ed attuali.. soprattutto in vista dei "maturandi" interessi che mi hanno portato a cercare "dritte e consigli" su un probabile futuro acquisto (l'ennesimo devo dire.. e sicuramente non ancora l'ultimo.. sigh).Da quando ho deciso.. più per gioco che per interesse.. di suonare quella "rozza percussione" che mio fratello aveva appesa alla parete.. circa tre anni fà .. di cose ne son successe, e di tamburelli a far compagnia al quel primo "coso informe" ne son venuti: ho avuto la fortuna di conoscere Vito.. e di apprezzare i suoi lavori, e poi figuratevi se potevo fare a meno di andare a trovare mesciu ninu.. o di fare una capatina da Biagio !!!Poi ho sentito parlare di altri artigiani.. di altri costruttori.. ed infine mi son ritrovato tra le pagine di siti come questo ad ammirare strumenti come il kanjra, o il bendir, o il tar.. o il gaval (chissà se li ho scritti tutti bene).Indubbiamente il fascino e la magia che sprigiona un buon tamburello.. suonato con discreta perizia, senza necessariamente impergolarsi in voli funambolici o virtuosismi accademici.. é qualcosa di meraviglioso, di mistico.. di irreale e di arcaico. Un "sentire" verace e sanguigno, un vibrare all'unisono con le proprie emozioni.. Ellapeppa voi dite ??? beh.. per me é assolutamente questo, tanto che non riesco più ad immaginarmi lontano da un tamburo E poi il concerto (il primo a cui ho assistito) degli Zoé ..E poi l'incontro con Carlo "Canaglia" ..E poi lo stage con Alfio Antico ..E poi le varie edizioni della notte "ta taranta" con Durante e Cavallo ..E poi i raduni di pizzicata ..E poi le ronde a Torrepaduli .. quelle con Zimba e con Uccio..inZomma.. c'é da farsene una scorpacciata !!! Eppure ancora mi manca quel tamburo .. proprio quello; lo stesso che ritrovo appeso sulle bianche pareti di una casa, o nelle mani di valenti polistrumentisti che alla fine si sono impadroniti di antichi strumenti, magari appartenuti alla propria famiglia, al nonno.. o allo zio, e lo suonano, allegramente, nelle piazze o nelle sagre o durante qualche concerto. Mi manca quel "rozzo strumento" pesante e sgarrupato, quel "tampagnu te pecura" capace di risvegliare nelle vene di chi suona e nelle gambe di chi balla quel ritmo ed quella voglia che da sempre appartiene a questa terra.E' strano.. eppure malgrado i notevoli progressi fatti, gli studi, i materiali, le capacità di persone che han trasformato la propria passione in un vero e proprio lavoro.. é strano il fatto che un "cotal tamburo" nessuno riesca più a farlo.. nemmeno quanti tamburi come quelli li facevano per davvero 30 o 40 anni fa !!!Bah.. magari la mia é suggestione.. magari il solo fatto di ritrovarmi fra le mani un strumento che avrebbe potuto suonare mio nonno.. o suo padre.. o il padre di suo padre.. magari solo questo é bastato a condizionarmi al punto di pensare come la penso. Però quel suono.. quel suono esiste ancora secondo me.. ed é nascosto in un "farnaru".. in una fascetta di legno, in una pelle, in poche coppie di grossi e arrugginiti piattini. Quel suono - come diceva al suo stage Alfio Antico - appartiene sicuramente allo strumento.. e chi suona lo sente costantemente.. quotidianamente.. Quel suono nasce, viene alla luce.. e rimbomba amplificato ad ogni colpo.. "spara fuori" tra il vibrato dei cimbali e le veloci terzine, forte e deciso, e poi muore .. lontano, pronto a rinascere ancora tra i canti e le voci di altri strumenti.. di altri tamburi.[addsig]
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Inviato: 25 marzo 2004, 16:53
da pjolino
ERRATA CORRIGE .. lu "tampagnu" é te crapa.. non certo te pecura !!! sigh .. Questo messaggio é stato modificato da: pjolino, 25 Mar 2004 - 09:54 [addsig]
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Inviato: 25 marzo 2004, 23:27
da tamburellaioresis
Ciao Carloooo!Ho di recente sperimentato un'altra soluzione che da la possibilità di suonare lo stesso tamburo ma con sonagli differenti.. da 6, da 5 e da 4.. si può variare da pizzica a tammurriata come niente!saluti!!!P.S. mi sono offeso perché non mi hai inserito tra i costruttori.. ;p[addsig]
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Inviato: 25 marzo 2004, 23:36
da CarloTrono
Carissimo Maxc'é poco da offenderti perché di costruttori da inserire nelle schede c'é ne ho attualmente una lista così lunga che arriva da Nociglia fino a Torino (veramente !). Comunque sto inserendo i costruttori che lo fanno come lavoro fisso, e non pensavo che fosse il tuo caso (pensavo cioé che tu costruisci i tamburi solo per te e per pochi clienti). E poi se non mi regali un tamburo non ti inserisco, ecco !!! (scherzo ovviamente) (o forse no?) (va be, uno ci prova)[addsig]
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Inviato: 26 marzo 2004, 12:37
da pjolino
e figurati se non ci provavi !!!cmq .. giusto per rientrare nei binari, mi permetto di allegare poche note e considerazioni per le quali ringrazio Totò degli Ariafrisca.. Non me ne voglia Carlo visto che questo popò di materiale doveva servire - nelle intenzioni - per stillare una sorta di vera e propria "guida all'acquisto" .. "Personalmente quando vado a comprare un tamburello faccio particolare attenzione a 3 punti cardini (per me indispensabili), ti elenco questi 3 punti facendoti una breve sintesi. Si potrebbe scrivere un libro su cos'é e come si usa un tamburello, ma molto spesso si usano certi paroloni tecnici che i ragazzi come noi spesso non capiscono..1. La struttura (la cornice del tamburo) - Esistono molte cornici attualmente prodotte dai vari artigiani salentini; io prediligo i tamburi con una cornice da 40 cm di diametro (anche se ultimamente da Vito Giannone sto comprando i 35). Per un parere personale la cornice deve essere max 8 cm di profondità , questo per una facile presa, e poi non deve pesare molto. Molto spesso faccio a meno del rinforzo superiore interno. Non faccio differenza a come la pelle é collocata sul tamburo, per me sia chiodi che rami vanno bene. Si sà che c'é una differenza tra queste due tecniche di costruzione... ma secondo me nel passato i chiodi non erano molto presenti tra i costruttori e quindi venivano sostituiti da piccoli pezzi di legno infilati tra pelle e cornice.C'é chi dice che esiste una differenza di suono tra queste due tecniche ma snceramente non l'ho mai notata.L'unica cosa che posso dire é che i "rami" sono esteticamente più belli da vedere ma spesso sono fastidiosi per la mano di un tamburellista che deve suonare per ore.Dobbiamo fare attenzione alla circonferenza della cornice. Tutti i tamburelli che ho sono perfettamente circolari; devo dire che i tamburelli di Vito sono di una precisione unica: dopo aver preso visione della circonferenza io li poggio a terra, per vedere se hanno dissimetria sui lati.2. I sonagli - Altro punto che guardo (anzi in questo caso sento) con precisione sono i sonagli. Da Vito se ne trovano di tutti i suoni. Secondo me un tamburello da palco e non da ronda, deve avere pochi sonagli, di dimensioni non esagerate che danno un suono pulito e non assordante. Molto spesso si sentono alle ronde dei tamburelli che emanano un suono forte e piacevole... peccato che un tamburello del genere messo davanti ad un microfono crea solo fastidio alla musica. Per questo dobbiamo capire a che scopo ci serve il tamburello che stiamo acquistando.3. La pelle - Punto cardine per l'acquisto! Come ti dicevo sere fa, io da Mesciu Ninu mi facevo stendere la pelle per terra per fargli tagliare il pezzo che serviva per il mio tamburo. Questo perché? a me piace, per esempio, una pelle non tutta regolare e compatta. La preferisco morbida e sottile nel punto basso della cornice (per accentuare con facilità il fatidico TOM della pizzica) mentre al centro deve essere più spessa per garantire resistenza nel tempo e un suono pieno alle nostre battute di pizzica. La ruvidità della pelle a volte serve per eseguire con facilità i trilli con le dita.L'ultima cosa che ti posso segnalare é che ultimamente stò acquistando la pelle col groppone del capretto (quando é possibile), ossia la pelle che stà sulla spina dorsale dell'animale. Questo perché?Se collochi la fascia del groppone al centro del tamburello, il tamburo si divide in tre zone delineate da una fascia centrale. Davanti ad un microfono queste tre zone creano tre suoni diversi di battuta. Non dimentichiamo che la pelle deve essere di capretto, non di capra o altra specie. La differenza di suono di nota tantissimo.Ultima cosa - Sui miei tamburelli faccio montare una maniglia esterna al tamburo. Questo lo faccio: 1. per avere più resistenza ai concerti; 2. per non rovinare con la presa della mano la pelle: sappiamo che il primo difetto di un tamburello é che la parte di pelle che é collocata sotto la presa della nostra mano, col passare del tempo si consuma, anche per colpa del sudore. Questo crea sul tamburello una (io la chiamo così.. fastidiosissima conca) che ti rovina il suono all'esecuzione.A presto tra le piazze del Salento"[addsig]
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Inviato: 26 marzo 2004, 17:25
da scimmiadecursa
per quanto riguarda napoli, ti direi di fare un salto da STOCCO, ma non so se a voi buongustai piacerebbe.é uno dei pochi rimasto fedele ancora alla semplicità , senza tanti orpelli (poi non so se ora fa anche tamburelli moderni)quella semplicità che vede il tamburello come un tamburello e non come una batteria.non che sia contrario al tamburello batteria, mi piace suonare in quel modo, ma non mischiamo le due cose.un tamburello secondo me deve rimanere tamburello, con quei suoi pochi suoni e quella pelle dura difficile da suonare elegantemente, poi per il tamburello batteria possiamo inventarci quello che vogliamo.infatti ho notato che molti hanno difficoltà a suonare i tamburelli di Stocco, perché sono abituati ai super tamburelli coi reggi mano ecc.secondo me sono i migliori per iniziare (anche se si rovinano subito) perché ti fai il callo in poco tempo, e qualsiasi tamburello che suoni dopo ti sembrerà di carta, e poi richiedono un maggiore sforzo fisico e precisione nella terzina, altrimenti esce solo un gran casino.poi vorrei chiedervi un parere, franco nuzzo, il meno naif di tutti, mi ha fatto vedere dei piattini "batteria" cioé i due piattini classici piegati con in mezzo un piattino dritto, cioé tre sonagli in ogni alloggio.hanno un suono molto pulito, e fin troppo preciso.avete mai provato una soluzione del genere? che ne pensate?[addsig]