Comunque é evidente, come ho scritto altrove nel forum) che nessuno può pensare che possa esistere una continuità ininterrotta e consapevole di una certa tradizione attraverso i millenni, le generazioni e le culture; però accade che alcune manifestazioni di tradizioni antichissime arrivino fino a noi e continuino ad essere eseguite dalla gente in modo probabilmente abbastanza simile a come venivano eseguite nei tempi remoti, ma anche in modo del tutto inconsapevole, cioé senza più conoscerne il vero significato rispetto all'apparato rituale-mitico originario, o addirittura attribuendovi significati nuovi e del tutto diversi rispetto a quelli originari.
Tutto ciò che sopravvive di una tradizione é il più delle volte solo questo: la superstizione, intesa, latinamente, come ciò che "super stat".
Ma cosa c é di male nello studiare le possibili connessioni di una "superstizione" dei giorni nostri con il passato più remoto, nel cercare di ricostruire la trama e l ordito di questo possibile passaggio di testimone tra generazioni, con i suoi intrecci e le sue discontinuità ?
Cosa c é di male se si utilizza il metodo storiografico ma si attinge anche ad altre discipline (ebbene si: anche gli studi tradizionali), e si utilizza anche un po di creatività che non guasta mai in nessun campo del sapere ?
I Titani con le spade e le facce dipinte di bianco che uccidono Dioniso che rinasce (Nonno, V secolo d.c.)! la danza con i coltelli (simbolici: con le dita a coltello, ovviamente) nella notte di S.Rocco nel 2005 !. la versione con le spade della danza del tarantimpo descritta dal Baglivi nel 1695 (grazie Roberto Raheli) ... i pittogrammi di Badisco con i cembali e le figure danzanti (ce n'é una la cui postura mi ricorda addirittura Sascha quando combatte a scherma (non mi coglionate, per favore ....
Può darsi che tra tutto ciò non vi sia alcuna relazione.
Oppure che ce ne siano !
Ma se nessuno approfondisce come faremo a capirlo un giorno ? Vogliamo rinunciare a ricercare solo perché ci viene un po' da ridere ?
Per me la mente aperta é semplicemente quella di chi, cercando, dubita su tutto, ma al tempo stesso non respinge nulla come del tutto impossibile o inutile.
Comunque, Daniele,
Un caro saluto.