pizzica e taranta a Roma
Sapete, io, da buon salentino, credo di avere imparato a fare bene una cosa: diffidare. Diffidare di chi, digiuno di consapevolezza del valore intrinseco di queste danze, ammira in disparte e non partecipa per paura di dissacrare; come di chi conosce benissimo la storia, i passi, la musica, e la usa per osteggiare. Questi ci sono e ci saranno sempre. Come ci sarà sempre chi, nel mezzo tra i due, comunica semplicemente la sua esperienza.
Forse neanche tu eri consapevole di quello che facevi, le prime volte che ballavi la Raspa, o la pizzica. Eppure oggi sei qui, a dire la tua.
E mi auguro di tutto cuore che non abbia dovuto aver studiato Etnocoreologia ed Antropologia prima di farlo.
Smax
Forse neanche tu eri consapevole di quello che facevi, le prime volte che ballavi la Raspa, o la pizzica. Eppure oggi sei qui, a dire la tua.
E mi auguro di tutto cuore che non abbia dovuto aver studiato Etnocoreologia ed Antropologia prima di farlo.
Smax
X Lorena : E perché mai non sarebbe giusto, di grazia ?
In una comunità , in una occasione di festa, deve o non deve esserci un metodo di autocontrollo per evitare intrusioni sgradite?
Rigiriamo la domanda.
Se a me, vero appassionato di danza classica dovesse venire voglia di ballare alla Albert Hall mentre danno Il Lago Dei Cigni, solo perché la musica mi prende tantissimo e so ballicchiare sulle punte, che possibilità ci sarebbero ?
Credo che nell ordine mi menerebbero la security del teatro, i ballerini, il pubblico per l interruzione e poi la polizia ☺
Perchà© nel primo caso nessuno ci vedrebbe nulla di male, che a ballare lo faccia solo chi sa farlo, e nel caso di Montemarano o della Calabria no ?
X Smax :
Non mi sembra che i toni qui siano di rude chiusura.
Si sta discutendo abbastanza tranquillamente di cose abbastanza fondamentali, quando si parla di danza tradizionale.
Per parafrasare Euclide, non esiste una via facile alla tradizione.
Nel senso che, il ballo scoordinato fra amici per divertirsi é ad un livello, il rispetto del ballo autentico é ad un livello molto più profondo.
Non confondiamo i due livelli, per favore.
I tuoi interventi sono molto interessanti; scrivi di più per favore ☺
In una comunità , in una occasione di festa, deve o non deve esserci un metodo di autocontrollo per evitare intrusioni sgradite?
Rigiriamo la domanda.
Se a me, vero appassionato di danza classica dovesse venire voglia di ballare alla Albert Hall mentre danno Il Lago Dei Cigni, solo perché la musica mi prende tantissimo e so ballicchiare sulle punte, che possibilità ci sarebbero ?
Credo che nell ordine mi menerebbero la security del teatro, i ballerini, il pubblico per l interruzione e poi la polizia ☺
Perchà© nel primo caso nessuno ci vedrebbe nulla di male, che a ballare lo faccia solo chi sa farlo, e nel caso di Montemarano o della Calabria no ?
X Smax :
Non mi sembra che i toni qui siano di rude chiusura.
Si sta discutendo abbastanza tranquillamente di cose abbastanza fondamentali, quando si parla di danza tradizionale.
Per parafrasare Euclide, non esiste una via facile alla tradizione.
Nel senso che, il ballo scoordinato fra amici per divertirsi é ad un livello, il rispetto del ballo autentico é ad un livello molto più profondo.
Non confondiamo i due livelli, per favore.
I tuoi interventi sono molto interessanti; scrivi di più per favore ☺
X Filo:Ti consiglio di iscriverti alla community di casertafolk,si chiama così ma vi aderiscono da tutto il resto della Campania.
Ti dò però un suggerimento:Il fatto che tu ancora non sia riuscita a trovare un corso di tammurriata a Napoli é molto strano,se ne attivano ogni giorno con tipologie di curatori che variano dal furbaccchione incompetente che ha fiutato il trend,all'esaltato mistico che sembra mirare più al plagio che alla riacquisizione di quello che,ricorda,faceva parte della cultura di tua nonna(mica sarai del Vomero?).In mezzo ci sono tante categorie intermedie come la tammurriata da acchiappanza o quella insegnata da chi sà ballare ma non ha nessuna intenzione che qualcun altro lo apprenda davvero....Coloro che sono veramente competenti e affidabili sono in questa tassonomia spesso degli outsider,e dunque ti consiglio di valutare parecchio chi hai di fronte prima di fidarti del grande maestro eccelso deò ballo sul tamburo.Purtroppo nella città di Napoli non conosco nessuno. Quello che ho scritto fin d' ora vale per ciò che concerne alla nostra tradizione,considera che quella della Pizzica é una cultura relativamente differente dalla nostra ,per quanto la geografia potrebbe suggerirci il contrario,dunque valuta due volte il tuo potenziale insegnante e sopratutto cerca di raccogliere la maggior parte di informazioni sulle credenziali che lo qualificano come tale(non il diploma della dance accademy ma l' esperienza).Dopodiché divertiti.
Ti dò però un suggerimento:Il fatto che tu ancora non sia riuscita a trovare un corso di tammurriata a Napoli é molto strano,se ne attivano ogni giorno con tipologie di curatori che variano dal furbaccchione incompetente che ha fiutato il trend,all'esaltato mistico che sembra mirare più al plagio che alla riacquisizione di quello che,ricorda,faceva parte della cultura di tua nonna(mica sarai del Vomero?).In mezzo ci sono tante categorie intermedie come la tammurriata da acchiappanza o quella insegnata da chi sà ballare ma non ha nessuna intenzione che qualcun altro lo apprenda davvero....Coloro che sono veramente competenti e affidabili sono in questa tassonomia spesso degli outsider,e dunque ti consiglio di valutare parecchio chi hai di fronte prima di fidarti del grande maestro eccelso deò ballo sul tamburo.Purtroppo nella città di Napoli non conosco nessuno. Quello che ho scritto fin d' ora vale per ciò che concerne alla nostra tradizione,considera che quella della Pizzica é una cultura relativamente differente dalla nostra ,per quanto la geografia potrebbe suggerirci il contrario,dunque valuta due volte il tuo potenziale insegnante e sopratutto cerca di raccogliere la maggior parte di informazioni sulle credenziali che lo qualificano come tale(non il diploma della dance accademy ma l' esperienza).Dopodiché divertiti.
-
Avvocatista
- Messaggi: 335
- Iscritto il: 1 dicembre 2005, 12:39
- Contatta:
LA PIZZICA E' RITMO DI CUORE
Caro Avvocatista,
non so quanti anni tu abbia ma io non sono proprio "una pischella" e quindi, di certo, non posso confondere "il tempo delle mele" con la mia adorata pizzica.
Io la ballo così, laciandomi andare al ritmo, senza schemi e senza vergogna o paura del giudizio della gente.
Chi fa diversamente non é pizzicato. La musica non é riuscita a sorpassare il muro di "convenienza".
Non mi piace usare frasi fatte, paroloni, frasi filosofiche, come noto molti fanno in questo forum.
Torno a ripetere:
w la pizzica e chi la balla di cuore.
Magari anche a occhi aperti, giusto per non andare a sbattere da qualche parte....
Un saluto a tutti da una salentina a Roma.
non so quanti anni tu abbia ma io non sono proprio "una pischella" e quindi, di certo, non posso confondere "il tempo delle mele" con la mia adorata pizzica.
Io la ballo così, laciandomi andare al ritmo, senza schemi e senza vergogna o paura del giudizio della gente.
Chi fa diversamente non é pizzicato. La musica non é riuscita a sorpassare il muro di "convenienza".
Non mi piace usare frasi fatte, paroloni, frasi filosofiche, come noto molti fanno in questo forum.
Torno a ripetere:
w la pizzica e chi la balla di cuore.
Magari anche a occhi aperti, giusto per non andare a sbattere da qualche parte....
Un saluto a tutti da una salentina a Roma.
-
Maruko_KuFu
- Messaggi: 393
- Iscritto il: 13 maggio 2004, 12:39
- Località: Longi (Messina) e Lecce (Le).
- Contatta:
Cara Daddanina (pure io sono un salentino a Roma...), forse tu hai ragione, e su questo sito ci facciamo tutti un po' troppe seghe mentali, rispetto a delle cose, la musica e la danza, che in primo luogo dovrebbero coinvolgere il cuore, i sentimenti, la pancia e così via. Capisco anche che il tono inopportabilmente saccente e professorale di molti nostri interventi possa infastidire e forse anche indispettire. Ti volevo dire però che, come é perfettamente legittimo un approccio come il tuo, che, per dire così, punta a considerare la pizzica "contemporanea" come un strumento affascinante e meraviglioso di divertimento e di godimento personale, é anche legittimo che qualcuno abbia un interesse più "culturale" sulla faccenda. Peraltro, le due cose non si escludono, perchà© si può ballare tanto e divertirsi, essendo allo stesso tempo curiosi di "quello che c'é dietro". Per me, ad esempio, é stato sempre così. Quindi di inviterei ad essere più indulgente con noi "segaioli mentali", ma anche ad essere più curiosa sulla storia cultura di questa danza. In questo modo, forse, ti divertiresti anche di più.
Vincenzo Santoro
Vincenzo Santoro
Salve a tutti, mi intrometto in questa per me alquanto ostica discussione chiedendo venia a tutti i puristi della pizzica pizzica e di tutte le altre danze tradizionali.
Anche io come Lorena sono di Roma, mi sono innamorata della pizzica circa 2 anni fa ed ora, dopo una splendida vacanza in Salento (che posti meravigliosi, se potessi lascerei la Capitale e mi trasferirei giù senza colpo ferire), ho deciso di iscrivermi ad un corso di pizzica.
Ne sto leggendo di tutti i colori su questo forum, al punto da sentirmi in colpa per un desiderio che credevo essere di semplice esaudimento e invece....
Ricapitolando non si deve ballare la pizzica per il solo gusto di divertirsi bensì conoscendo e comprendendo appieno la tradizione e la storia che c'é dietro, fin qui ho capito bene?
Ok, primo passo superato visto che le tradizioni Salentine le ho lette, le ho sentite raccontate dalle persone del luogo, le ho insomma adeguatamente studiate.
Secondo step trovare un corso serio dove non si faccia scempio delle tradizioni, dove non ci sia solo il cavalcare la moda del momento ma il rispetto per una danza che non é solo una danza, giusto?
Terzo step non improvvisare i passi guidati dal ritmo tarantolato, ma questo diktat a me sembra un'assurdità .....
Io non mi metto sul palco della Scala a ballare sulle punte il Lago dei Cigni solo perché amo la musica classica e mi diletto a danzarla, ma posso tranquillamente, ipotizzo, ad una festa tra amici, indossare il tutù e dar vita ad una, magari pietosa, esibizione del Lago suddetto per chi é lì con me.
Traslando l'esempio, io non salgo su un palco ad una manifestazione di Pizzica ed inizio ad esibirmi perché non sono in grado di farlo e ne sono conscia, ma se durante questa manifestazione sotto al palco trascinata dai tamburelli e dalla musica sento di voler ballare pur senza conoscere a menadito i passi sono libera di farlo.
Sintetizzando, spero che noi romane/i riusciremo a trovare un corso serio e affidabile dove poter dar sfogo alla nostra passione divertendoci, perché a dispetto dell'ambientazione in realtà tristissima dove nasce la pizzica, se noi abbiamo voglia di ballarla attualmente é perché nel farlo ci divertiamo ed io non ci vedo niente di male in questo.
Anche io come Lorena sono di Roma, mi sono innamorata della pizzica circa 2 anni fa ed ora, dopo una splendida vacanza in Salento (che posti meravigliosi, se potessi lascerei la Capitale e mi trasferirei giù senza colpo ferire), ho deciso di iscrivermi ad un corso di pizzica.
Ne sto leggendo di tutti i colori su questo forum, al punto da sentirmi in colpa per un desiderio che credevo essere di semplice esaudimento e invece....
Ricapitolando non si deve ballare la pizzica per il solo gusto di divertirsi bensì conoscendo e comprendendo appieno la tradizione e la storia che c'é dietro, fin qui ho capito bene?
Ok, primo passo superato visto che le tradizioni Salentine le ho lette, le ho sentite raccontate dalle persone del luogo, le ho insomma adeguatamente studiate.
Secondo step trovare un corso serio dove non si faccia scempio delle tradizioni, dove non ci sia solo il cavalcare la moda del momento ma il rispetto per una danza che non é solo una danza, giusto?
Terzo step non improvvisare i passi guidati dal ritmo tarantolato, ma questo diktat a me sembra un'assurdità .....
Io non mi metto sul palco della Scala a ballare sulle punte il Lago dei Cigni solo perché amo la musica classica e mi diletto a danzarla, ma posso tranquillamente, ipotizzo, ad una festa tra amici, indossare il tutù e dar vita ad una, magari pietosa, esibizione del Lago suddetto per chi é lì con me.
Traslando l'esempio, io non salgo su un palco ad una manifestazione di Pizzica ed inizio ad esibirmi perché non sono in grado di farlo e ne sono conscia, ma se durante questa manifestazione sotto al palco trascinata dai tamburelli e dalla musica sento di voler ballare pur senza conoscere a menadito i passi sono libera di farlo.
Sintetizzando, spero che noi romane/i riusciremo a trovare un corso serio e affidabile dove poter dar sfogo alla nostra passione divertendoci, perché a dispetto dell'ambientazione in realtà tristissima dove nasce la pizzica, se noi abbiamo voglia di ballarla attualmente é perché nel farlo ci divertiamo ed io non ci vedo niente di male in questo.
salentina nel cuore e nella mente!!!!
Se volete davvero vedere come si balla la pizzica, venite a ...
[messaggio cancellato dal moderatore del forum
si invita l'utente a NON USARE IL FORUM per promuovere continuamente un evento, per altro già correttamente inserito nel calendario di pizzicata.it. Il Forum é luogo di discussione e approfondimento, per il resto c'é il calendario, ok? Grazie]
per Jalma:
carissimo tanti anni fa succedeva quello che dici tu e tantissimi anni fa era ancora peggio perché il forestiero in veste civile non entrava affatto nella mascherata a ballare e questo veniva fatto rispettare dal "Caporaballo", che con ardita autorità sapeva sistemare le cose. Oggi purtroppo la tradizione é in crisi anche a montemarano, hai visto anche tu quel giorno quando ci siamo incontrati, in quelle occasioni era difficile vedere una persona non mascherata, oggi si fa difficoltà a vederne una mascherata. Di buono c'é che la musica si é conservata, il ballo un po meno, quindi anche montemarano andrebbe secondo me tutelato. Comunque per chiarire dal lontano 77 che andai a montemarano ad oggi che in ogni incontro con i montemaranesi, mi faccio la mia bella suonata, le ultime a montefalcione con Battista 21 22 e 23 agosto, non mi é mai capitato di essere cacciato o preso a sberle e neanche dai calabresi che li frequento di recente e ci suono tranquillamente, anzi sono stati gli unici che sono riusciti a farmi fare due passi di ballo, cosa che io non ho mai fatto. Su questo ribadisco, secondo me l'importante é di come ci si presenta ai primi contatti con le persone e se qualche volta é anche scappato un ceffone come dici tu, magari se lo meritava. Anzi mo ti dico l'ultima: io l'unica cosa che non suono con il tamburo é la "tammorriata", questo perchà© io la ritengo legata moltissimo al canto, visto che in 25 anni di esperienza ho quasi sempre suonato strumentale, quel tipo di tecnica non l'ho mai presa tanto in considerazione, da qualche tempo invece mi ha incuriosito e chiedendo in situazioni casuali ma non autoctone, ho riscontrato sempre gelosie e scostamenti, assurdo! Invece da un pò di tempo che frequento personaggi autoctoni si é girata la frittata, nel senso che io mi facevo problemi a chiedere, per non essere invadente e creare situazioni spiacevoli, ma al contrario la cosa si é aperta in automatico senza paure di svelare segreti ecc e tutto con massima disponibilità .
Comunque se il 17 settembre mi vieni a trovare c'é anche "zi giannino"
il 14 e 15 i calabresi, montemaranesi e pugliesi, se vieni ci facciamo una suonata anche noi. Ciao Ja,
zorro
carissimo tanti anni fa succedeva quello che dici tu e tantissimi anni fa era ancora peggio perché il forestiero in veste civile non entrava affatto nella mascherata a ballare e questo veniva fatto rispettare dal "Caporaballo", che con ardita autorità sapeva sistemare le cose. Oggi purtroppo la tradizione é in crisi anche a montemarano, hai visto anche tu quel giorno quando ci siamo incontrati, in quelle occasioni era difficile vedere una persona non mascherata, oggi si fa difficoltà a vederne una mascherata. Di buono c'é che la musica si é conservata, il ballo un po meno, quindi anche montemarano andrebbe secondo me tutelato. Comunque per chiarire dal lontano 77 che andai a montemarano ad oggi che in ogni incontro con i montemaranesi, mi faccio la mia bella suonata, le ultime a montefalcione con Battista 21 22 e 23 agosto, non mi é mai capitato di essere cacciato o preso a sberle e neanche dai calabresi che li frequento di recente e ci suono tranquillamente, anzi sono stati gli unici che sono riusciti a farmi fare due passi di ballo, cosa che io non ho mai fatto. Su questo ribadisco, secondo me l'importante é di come ci si presenta ai primi contatti con le persone e se qualche volta é anche scappato un ceffone come dici tu, magari se lo meritava. Anzi mo ti dico l'ultima: io l'unica cosa che non suono con il tamburo é la "tammorriata", questo perchà© io la ritengo legata moltissimo al canto, visto che in 25 anni di esperienza ho quasi sempre suonato strumentale, quel tipo di tecnica non l'ho mai presa tanto in considerazione, da qualche tempo invece mi ha incuriosito e chiedendo in situazioni casuali ma non autoctone, ho riscontrato sempre gelosie e scostamenti, assurdo! Invece da un pò di tempo che frequento personaggi autoctoni si é girata la frittata, nel senso che io mi facevo problemi a chiedere, per non essere invadente e creare situazioni spiacevoli, ma al contrario la cosa si é aperta in automatico senza paure di svelare segreti ecc e tutto con massima disponibilità .
Comunque se il 17 settembre mi vieni a trovare c'é anche "zi giannino"
il 14 e 15 i calabresi, montemaranesi e pugliesi, se vieni ci facciamo una suonata anche noi. Ciao Ja,
zorro
-
Avvocatista
- Messaggi: 335
- Iscritto il: 1 dicembre 2005, 12:39
- Contatta:
Ho deciso,
mi metto a studiare il ballo del "quà quà " e le coreografie di Cuccarini e Parisi.
Pertanto, regalo, solo ed esclusivamente ai "segaioli mentali": 150 testi di musica e danze tradizionali, 450 ore di registrazione dal vivo, 12 tamburelli, 3 cuba cuba, una krotala fatta a mano, 4 paia di castagnette (di cui 2 di almeno 70 anni), una croccia per ballare la "tarantella della croccia", 4 friscaletti e una zampogna lucana in sol da 4 palmi.
Addio, vado ad intervistare Sergio Japino
mi metto a studiare il ballo del "quà quà " e le coreografie di Cuccarini e Parisi.
Pertanto, regalo, solo ed esclusivamente ai "segaioli mentali": 150 testi di musica e danze tradizionali, 450 ore di registrazione dal vivo, 12 tamburelli, 3 cuba cuba, una krotala fatta a mano, 4 paia di castagnette (di cui 2 di almeno 70 anni), una croccia per ballare la "tarantella della croccia", 4 friscaletti e una zampogna lucana in sol da 4 palmi.
Addio, vado ad intervistare Sergio Japino
-
CarloTrono
- Amministratore
- Messaggi: 977
- Iscritto il: 11 maggio 2003, 11:06
- Località: Copertino (Lecce)
- Contatta:
[quote:1a1d091918="zorro"]per Jalma:[/quote:1a1d091918]
e che é, il colluttorio? scherzo, deformazione professionale (faccio il farmacista mio malgrado)
Carissime daddadina e Oasi, innanzitutto benvenute sul forum, i vostri pareri sono ben graditi, perché stimolano un interessante dialogo e ci permettono di riprendere alcuni concetti, per altro già espressi in passato con Danzerino.
Io penso una cosa: la maggioranza delle persone che oggi ballano la pizzica pizzica é falsa, ovvero si é avvicinata a questa musica e a questa danza al seguito dell'esplosione del movimento della riproposta della musica salentina. Pochissimi di noi vengono da una famiglia dove la tradizione della musica e della danza tradizione viene tramandata da genitore ai figli. Io sono laureato in farmacia, un altro di noi é avvocato, l'altro é ingegnere, l'altro ha un negozio di animali ecc. ecc. Questo non significa affatto che noi non possiamo ballare o suonare queste musiche, assolutamente. Dobbiamo però tenere bene in conto che noi abbiamo imparato la danza o la musica attraverso un processo oserei dire transgenico: corsi o osservazione di concerti in ambiti non tradizionali. Siamo quindi a contatto con centinaia e centinaia di reinterpretazioni della danza o della musica, e di fronte a queste centinaia e centinaia di fotocopie di fotocopie, sempre più sbiadite, é secondo me importante assumere un atteggiamento critico, ovvero chiedersi un po' "ma questa persona che mi sta insegnando a ballare, o quest'altra persona che sto vedendo ballare di fronte a me in piazza e dalla quale voglio imparare, cosa sta ballando?"
La mancanza di questo atteggiamento critico, nonché la mancanza di una forma di protezione delle nostre tradizioni (mancanza particolarmente critica nel Salento, diventato in questi anni una "chimera del non-pensiero") porta inevitabilmente al diffondersi di storpiature che impoveriscono ulteriormente i contenuti.
E' come trovarsi di fronte ad un bellissimo albero secolare d'ulivo, e dire: "é troppo bello, quasi quasi ne strappo un ramo, lo porto con me e ci faccio un totem sciamanico". Poi qualcuno viene a trovarti, vede il totem fatto di legno d'ulivo secolare e pensa che in Salento ci sono gli indiani. Risultato, convinzioni sbagliate che si diffondono e albero che muore.
Se io amo una cosa, in primo luogo la rispetto, in secondo luogo cerco di conservarla al meglio in modo che altri possano godere della sua bellezza.
Che poi si balli principalmente per divertirsi, nessuno lo mette in dubbio. Guai se non fosse così
e che é, il colluttorio? scherzo, deformazione professionale (faccio il farmacista mio malgrado)
Carissime daddadina e Oasi, innanzitutto benvenute sul forum, i vostri pareri sono ben graditi, perché stimolano un interessante dialogo e ci permettono di riprendere alcuni concetti, per altro già espressi in passato con Danzerino.
Io penso una cosa: la maggioranza delle persone che oggi ballano la pizzica pizzica é falsa, ovvero si é avvicinata a questa musica e a questa danza al seguito dell'esplosione del movimento della riproposta della musica salentina. Pochissimi di noi vengono da una famiglia dove la tradizione della musica e della danza tradizione viene tramandata da genitore ai figli. Io sono laureato in farmacia, un altro di noi é avvocato, l'altro é ingegnere, l'altro ha un negozio di animali ecc. ecc. Questo non significa affatto che noi non possiamo ballare o suonare queste musiche, assolutamente. Dobbiamo però tenere bene in conto che noi abbiamo imparato la danza o la musica attraverso un processo oserei dire transgenico: corsi o osservazione di concerti in ambiti non tradizionali. Siamo quindi a contatto con centinaia e centinaia di reinterpretazioni della danza o della musica, e di fronte a queste centinaia e centinaia di fotocopie di fotocopie, sempre più sbiadite, é secondo me importante assumere un atteggiamento critico, ovvero chiedersi un po' "ma questa persona che mi sta insegnando a ballare, o quest'altra persona che sto vedendo ballare di fronte a me in piazza e dalla quale voglio imparare, cosa sta ballando?"
La mancanza di questo atteggiamento critico, nonché la mancanza di una forma di protezione delle nostre tradizioni (mancanza particolarmente critica nel Salento, diventato in questi anni una "chimera del non-pensiero") porta inevitabilmente al diffondersi di storpiature che impoveriscono ulteriormente i contenuti.
E' come trovarsi di fronte ad un bellissimo albero secolare d'ulivo, e dire: "é troppo bello, quasi quasi ne strappo un ramo, lo porto con me e ci faccio un totem sciamanico". Poi qualcuno viene a trovarti, vede il totem fatto di legno d'ulivo secolare e pensa che in Salento ci sono gli indiani. Risultato, convinzioni sbagliate che si diffondono e albero che muore.
Se io amo una cosa, in primo luogo la rispetto, in secondo luogo cerco di conservarla al meglio in modo che altri possano godere della sua bellezza.
Che poi si balli principalmente per divertirsi, nessuno lo mette in dubbio. Guai se non fosse così
l'equivalente de La Scala per il lago dei cigni é una piazza in cui delle persone ballano e cantano. paradossalemnte il palco dove suona "un gruppo di pizzica", non é per nulla il lugo deputato alla musica tradizionale.
li facciamo quello che ci pare, ma dove sopravvive la tradizione, entriamo in punta dei piedi. vi prego
per i tamburelli avvocatista, ti ho mandato un messaggio privato con l'indirizzo per la spedizione.
in ogni caso gli schiaffi, non mi piacciono, nemmeno se dati in mdo molto tradizionale.

li facciamo quello che ci pare, ma dove sopravvive la tradizione, entriamo in punta dei piedi. vi prego
per i tamburelli avvocatista, ti ho mandato un messaggio privato con l'indirizzo per la spedizione.
in ogni caso gli schiaffi, non mi piacciono, nemmeno se dati in mdo molto tradizionale.
Intendiamoci;Chi fin dalla più tenera età ha avuto la possibilità di apprendere i passi, ed avvertire il sentimento che si cela dietro quelle figure, non ha certo bisogno di un approccio"culturale" a ciò che é parte integrante del suo vissuto,pur con la consapevolezza che si tratta di una situazione antica.Parliamo della tammurriata,se dovessi rispondere alla domanda "Cosé?" forse non riuscirei a farlo correttamente,però sò ,che tra le altre cose,si regge quando si "manifesta"(e sottolineo virgolette sull' utilizzo di questo termine)su un equilibrio,tra chi suona chi canta e chi balla, che in quel momento sono come un tutt'uno.Il "furastiero"che ,nonostante l' evidenza suggerirebbe il contrario,seppur inesperto di fronte a tanta armonia(e tanto divertimento naturalmente per chi ne fà parte),ad occhi chiusi e lasciandosi andare, ebetemente capitombolerebbe sulla prima coppia a lui più prossima impegnata nella "Vutata" con un infame effetto a catena che ,passando attraverso la rottura del "Cerchio",potrebbe non a torto terminare con un frenetico ballo di gambe roteate all' indirizzo delle natiche del guastafeste.Sarebbe bastato conoscere i due passi fondamentali per divertirsi,entrando ,se proprio non se ne può fare a meno (dato che il fatto che si sta danzando di fronte ad un santuario dovrebe far riflettere),all' interno del cerchio.Passiamo ad una situazione meno "Autentica" intento ad accompagnare in 2/4,ad occhi chiusi e lasciandosi andare,vedo zompare una forsennata,con pericolosi effetti sulla sua coclea, a cui sarebbe bastato aprire gli occhi per notare che i passi fondamentali ,che si ostina ad ignorare, non sono poi così complessi,e magari potrebbe sentirne l' emozione,invece che vivere il surrogato freakettone di una serata in disco.Per quanto possa interessare io dal palco sono infinitamente contento che si muova al suono del mio tamburo,ma a patto che non venga a dirmi che quello che stava danzando era l'autentica tammurriata ,perché é ovvio che mi verrebbe da pensare"povera tradizione",sperando di non ritrovarmi mai a pensare "zompa zò che l' importante é che mi pagano".
Infine ripeto:Benedetti quelli che saltano ballano e si divertono,davvero. P.S.un pò meno quelli si presentano con la tammorra e mi portano fuori tempo
Infine ripeto:Benedetti quelli che saltano ballano e si divertono,davvero. P.S.un pò meno quelli si presentano con la tammorra e mi portano fuori tempo
la pizzica è bella, non lecita
that's it!
per Ialma
Personalmente quando da IGNORANTE ho deciso di buttarmi nella mischia e provare a ballare la Pizzica Pizzica(in realtà io e Delgaldina)son ho ricevuto ne ceffoni ne ho subito atteggiamenti ostili nei miei confronti ,anzi tutt'altro le ragazze bravissime che ballavano mi hanno accolto in modo molto caloroso senza vedere in me una FORESTIERA PROFANATRICE DI TRADIZIONI.
Sono state così gentili,da brave padrone di casa,da farmi addirittura un piccolissimo corso improvvisato al momento per insegnarmi qualche passo.
Come vedi non tutti sono ostili ai forestieri che umilmente si appassinano ad una tradizione che non li appartiene naturalmente e generazionalmente.
Io sono una forestiera, e tale mi sento, anche di questo forum dove devo dire ero entrata convinta di trovare un'accoglienza meno polemica e ostile nei confronti di coloro che non hanno avuto la fortuna di nascere in Salento o Calabria e che quindi non hanno le vostre stesse tradizioni.
Stando ai vostri discorsi allora noi Romani cosa dovremmo dare a coloro che entr6ano a far parte della nostra tradizione popolare e magari imitano in tutto il nostro modo di vivere e parlare, li dovremmo prima mandare ascuola di storia affinché imparino la storia che ci origina e dopo se non superano l'esame li dovremmo cacciare a calci?....No mi dispiace nopi siamo troppo accoglienti con i FORESTIERI e ci piace quando si buttano nella mischia e cercano di avvicinarsi al nostro modo di essere.
Trovo che voi vediate le vostre tradizioni come una cosa elittaria solo di pochi fortunati ma secondo me non é così,secondo me l'accoglienza é la cosa più importante tra le persone .
Perché non posso ballare la Pizzica Pizzica in piazza con tutti gli altri (avendo percedentemente approfondito il discorso)e divertirmi come fanno tutti gli altri e sentirmoi rapita dal ritmo travolgente dei tamburelli?
Questo messaggio é principalmente per Ialma alla quale rispondo con molto piacere perché personalmente amo conversare e scambiare opinioni con le persone,anche se non la pensano come me, ma in secondo luogo é diretto a tutti coloro che sono intervenuti in questa conversazione che secondo me ha preso una piega un pò troppo filosofica e "Paranoica".
Sono cmq felice di vedere che c'é qualcuno "Forestiero "chiaramente che la pensa come me .
Ciao a tutti Lorena
Sono state così gentili,da brave padrone di casa,da farmi addirittura un piccolissimo corso improvvisato al momento per insegnarmi qualche passo.
Come vedi non tutti sono ostili ai forestieri che umilmente si appassinano ad una tradizione che non li appartiene naturalmente e generazionalmente.
Io sono una forestiera, e tale mi sento, anche di questo forum dove devo dire ero entrata convinta di trovare un'accoglienza meno polemica e ostile nei confronti di coloro che non hanno avuto la fortuna di nascere in Salento o Calabria e che quindi non hanno le vostre stesse tradizioni.
Stando ai vostri discorsi allora noi Romani cosa dovremmo dare a coloro che entr6ano a far parte della nostra tradizione popolare e magari imitano in tutto il nostro modo di vivere e parlare, li dovremmo prima mandare ascuola di storia affinché imparino la storia che ci origina e dopo se non superano l'esame li dovremmo cacciare a calci?....No mi dispiace nopi siamo troppo accoglienti con i FORESTIERI e ci piace quando si buttano nella mischia e cercano di avvicinarsi al nostro modo di essere.
Trovo che voi vediate le vostre tradizioni come una cosa elittaria solo di pochi fortunati ma secondo me non é così,secondo me l'accoglienza é la cosa più importante tra le persone .
Perché non posso ballare la Pizzica Pizzica in piazza con tutti gli altri (avendo percedentemente approfondito il discorso)e divertirmi come fanno tutti gli altri e sentirmoi rapita dal ritmo travolgente dei tamburelli?
Questo messaggio é principalmente per Ialma alla quale rispondo con molto piacere perché personalmente amo conversare e scambiare opinioni con le persone,anche se non la pensano come me, ma in secondo luogo é diretto a tutti coloro che sono intervenuti in questa conversazione che secondo me ha preso una piega un pò troppo filosofica e "Paranoica".
Sono cmq felice di vedere che c'é qualcuno "Forestiero "chiaramente che la pensa come me .
Ciao a tutti Lorena
[quote:dc54951484="CarloTrono"][quote:dc54951484="zorro"]per Jalma:[/quote:dc54951484]
e che é, il colluttorio? scherzo, deformazione professionale (faccio il farmacista mio malgrado)
Carissime daddadina e Oasi, innanzitutto benvenute sul forum, i vostri pareri sono ben graditi, perché stimolano un interessante dialogo e ci permettono di riprendere alcuni concetti, per altro già espressi in passato con Danzerino.
Io penso una cosa: la maggioranza delle persone che oggi ballano la pizzica pizzica é falsa, ovvero si é avvicinata a questa musica e a questa danza al seguito dell'esplosione del movimento della riproposta della musica salentina. Pochissimi di noi vengono da una famiglia dove la tradizione della musica e della danza tradizione viene tramandata da genitore ai figli. Io sono laureato in farmacia, un altro di noi é avvocato, l'altro é ingegnere, l'altro ha un negozio di animali ecc. ecc. Questo non significa affatto che noi non possiamo ballare o suonare queste musiche, assolutamente. Dobbiamo però tenere bene in conto che noi abbiamo imparato la danza o la musica attraverso un processo oserei dire transgenico: corsi o osservazione di concerti in ambiti non tradizionali. Siamo quindi a contatto con centinaia e centinaia di reinterpretazioni della danza o della musica, e di fronte a queste centinaia e centinaia di fotocopie di fotocopie, sempre più sbiadite, é secondo me importante assumere un atteggiamento critico, ovvero chiedersi un po' "ma questa persona che mi sta insegnando a ballare, o quest'altra persona che sto vedendo ballare di fronte a me in piazza e dalla quale voglio imparare, cosa sta ballando?"
La mancanza di questo atteggiamento critico, nonché la mancanza di una forma di protezione delle nostre tradizioni (mancanza particolarmente critica nel Salento, diventato in questi anni una "chimera del non-pensiero") porta inevitabilmente al diffondersi di storpiature che impoveriscono ulteriormente i contenuti.
E' come trovarsi di fronte ad un bellissimo albero secolare d'ulivo, e dire: "é troppo bello, quasi quasi ne strappo un ramo, lo porto con me e ci faccio un totem sciamanico". Poi qualcuno viene a trovarti, vede il totem fatto di legno d'ulivo secolare e pensa che in Salento ci sono gli indiani. Risultato, convinzioni sbagliate che si diffondono e albero che muore.
Se io amo una cosa, in primo luogo la rispetto, in secondo luogo cerco di conservarla al meglio in modo che altri possano godere della sua bellezza.
Che poi si balli principalmente per divertirsi, nessuno lo mette in dubbio. Guai se non fosse così[/quote:dc54951484]
Grazie del benvenuto.
Mi rendo perfettamente conto che voi avete avuto ed avete tutt'ora la fortuna di apprendere la storia sul posto, la tradizione da chi la tradizione trasmette, mentre noi non indigeni dobbiamo per forza di cose accontentarci dei surrogati che difficilmente possiamo distinguere dalla "Tradizione" pura, perché, per quanto la possiamo studiare, non siamo in grado di distinguere il "Vero" dal "Falso".
Premesso quanto sopra sono contenta di aver trovato un luogo dove poter imparare, discutere e discettare su argomenti che mi interessano sempre più.
Per cui grazie sin d'ora a tutti voi.
e che é, il colluttorio? scherzo, deformazione professionale (faccio il farmacista mio malgrado)
Carissime daddadina e Oasi, innanzitutto benvenute sul forum, i vostri pareri sono ben graditi, perché stimolano un interessante dialogo e ci permettono di riprendere alcuni concetti, per altro già espressi in passato con Danzerino.
Io penso una cosa: la maggioranza delle persone che oggi ballano la pizzica pizzica é falsa, ovvero si é avvicinata a questa musica e a questa danza al seguito dell'esplosione del movimento della riproposta della musica salentina. Pochissimi di noi vengono da una famiglia dove la tradizione della musica e della danza tradizione viene tramandata da genitore ai figli. Io sono laureato in farmacia, un altro di noi é avvocato, l'altro é ingegnere, l'altro ha un negozio di animali ecc. ecc. Questo non significa affatto che noi non possiamo ballare o suonare queste musiche, assolutamente. Dobbiamo però tenere bene in conto che noi abbiamo imparato la danza o la musica attraverso un processo oserei dire transgenico: corsi o osservazione di concerti in ambiti non tradizionali. Siamo quindi a contatto con centinaia e centinaia di reinterpretazioni della danza o della musica, e di fronte a queste centinaia e centinaia di fotocopie di fotocopie, sempre più sbiadite, é secondo me importante assumere un atteggiamento critico, ovvero chiedersi un po' "ma questa persona che mi sta insegnando a ballare, o quest'altra persona che sto vedendo ballare di fronte a me in piazza e dalla quale voglio imparare, cosa sta ballando?"
La mancanza di questo atteggiamento critico, nonché la mancanza di una forma di protezione delle nostre tradizioni (mancanza particolarmente critica nel Salento, diventato in questi anni una "chimera del non-pensiero") porta inevitabilmente al diffondersi di storpiature che impoveriscono ulteriormente i contenuti.
E' come trovarsi di fronte ad un bellissimo albero secolare d'ulivo, e dire: "é troppo bello, quasi quasi ne strappo un ramo, lo porto con me e ci faccio un totem sciamanico". Poi qualcuno viene a trovarti, vede il totem fatto di legno d'ulivo secolare e pensa che in Salento ci sono gli indiani. Risultato, convinzioni sbagliate che si diffondono e albero che muore.
Se io amo una cosa, in primo luogo la rispetto, in secondo luogo cerco di conservarla al meglio in modo che altri possano godere della sua bellezza.
Che poi si balli principalmente per divertirsi, nessuno lo mette in dubbio. Guai se non fosse così[/quote:dc54951484]
Grazie del benvenuto.
Mi rendo perfettamente conto che voi avete avuto ed avete tutt'ora la fortuna di apprendere la storia sul posto, la tradizione da chi la tradizione trasmette, mentre noi non indigeni dobbiamo per forza di cose accontentarci dei surrogati che difficilmente possiamo distinguere dalla "Tradizione" pura, perché, per quanto la possiamo studiare, non siamo in grado di distinguere il "Vero" dal "Falso".
Premesso quanto sopra sono contenta di aver trovato un luogo dove poter imparare, discutere e discettare su argomenti che mi interessano sempre più.
Per cui grazie sin d'ora a tutti voi.
-
Avvocatista
- Messaggi: 335
- Iscritto il: 1 dicembre 2005, 12:39
- Contatta:
A' Loré
A Roma avete distrutto il 99% della vostra enorme tradizione e della bellissima musica popolare, tanto é vero che c'era più gente alla "Notte della Taranta" fatta all'Auditorium che alla bellissima manifestazione sulla musica romana fatta a giugno (Vivo a Roma da 20 anni).
Secondo. Si continua a confondere il "ballo sotto il palco" il "ballo di piazza", la "neopizzica" con la danza tradizionale.
Che devo fare, ditemelo voi. Sono disperato
A Roma avete distrutto il 99% della vostra enorme tradizione e della bellissima musica popolare, tanto é vero che c'era più gente alla "Notte della Taranta" fatta all'Auditorium che alla bellissima manifestazione sulla musica romana fatta a giugno (Vivo a Roma da 20 anni).
Secondo. Si continua a confondere il "ballo sotto il palco" il "ballo di piazza", la "neopizzica" con la danza tradizionale.
Che devo fare, ditemelo voi. Sono disperato