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La Notte della Taranta é il più grande festival musicale dedicato al recupero della pizzica salentina e alla sua fusione con altri linguaggi musicali che vanno dalla world music al rock, dal jazz alla sinfonica.
La "pizzica" é la musica che scandiva l'antico rituale di cura dal morso immaginario della tarantola, il pericoloso ragno velenoso. La tradizione vuole che per liberare la vittima, di solito una donna, si suonassero incessantemente i tamburelli a ritmo vorticoso finchà© non veniva sciolta dall'incantesimo. Al suono dei tamburelli si accompagnava un ballo ossessivo e ripetitivo, che contribuiva ad esaurire il veleno. Altre varianti della pizzica tarantata sono il ballo del corteggiamento tra uomo e donna e la "danza dei coltelli" anche detta "pizzica a scherma".
L'ossessione del ritmo nella musica e nella danza sopravvivono ancora oggi e ne sono interpreti alcuni tra i migliori musicisti salentini riuniti nell'Ensemble "La Notte della Taranta" che, nell'omonimo festival, incontrano i più importanti nomi della musica internazionale, diretti dai maestri concertatori che negli anni sono stati: Daniele Sepe (prima edizione 1998), Piero Milesi (maestro concertatore per due edizioni del festival, nel '99 e nel 2001), Joe Zawinul (2000), Vittorio Cosma (2002), Stewart Copeland (2003) e Ambrogio Sparagna (2004).
Nato nel 1998 su iniziativa dell'Unione dei Comuni della Grecìa Salentina e dell'Istituto Diego Carpitella, in questi anni il festival é cresciuto di dimensioni e prestigio culturale grazie anche all'intervento della Provincia di Lecce che dal 2001 é entrata a far parte degli enti che promuovono e organizzano La notte della Taranta.
La produzione e l'ufficio stampa del festival sono curati da Princigalli Produzioni di Bari.
Ogni anno dunque il festival presenta una parte itinerante nei Comuni della Grecìa Salentina della durata di 10/12 giorni, durante i quali si esibiscono i più importanti gruppi del panorama tradizionale salentino e della scena world internazionale. A chiudere il festival é poi il "concertone finale", la "notte" che dà il nome all'intero evento, e che é il frutto di una produzione originale con un maestro concertatore chiamato a rileggere il repertorio della tradizione salentina e a produrre un progetto originale, diverso di anno in anno.
Questa logica ha dato vita ad inediti dialoghi come quello fra la tradizione popolare e la musica colta attraverso l'incontro dell'Ensemble con l'Orchestra Sinfonica della Provincia di Lecce (nell'edizione 2001 diretta da Piero Milesi), quello fra la cantante israeliana Noa e la lingua grika nell'edizione 2002 o ancora quello fra le sonorità rock dell'ex Police Stewart Copeland, batterista, e i ritmi percussivi della taranta.
Proprio l'edizione 2003 ha infatti consacrato definitivamente il successo del festival con un concertone che ha visto sul palco oltre 30 musicisti riuniti per un evento senza paragoni: l'Ensemble "La Notte della Taranta" con ospiti Giancarlo Parisi e Ares Tavolazzi, Vittorio Cosma e lo stesso Copeland con i percussionisti dell'Ensemble Bash e tre ospiti che hanno interpretato alcuni brani della tradizione, Raiz, Teresa De Sio e i Radiodervish.
Da questo concerto é stato realizzato un cofanetto con il disco registrato dal vivo la notte del 17 agosto 2003 e un dvd che riporta alcune immagini del concertone, oltre a momenti dal backstage e interviste agli artisti (Ponderosa srl). Il concerto é poi stato ospitato in tour da alcuni dei più importanti festival italiani ed europei.
Ha rappresentato invece un momento di discontinuità con il passato l'edizione 2004 che, con l'orchestrazione di Ambrogio Sparagna, musicista ed etnomusicologo allievo prediletto di Diego Carpitella, ha riportato l'attenzione sulla tradizione, sulla storia e la cultura della terra salentina. Grande novità di questa edizione 2004, l'Orchestra Popolare La Notte della Taranta, messa insieme da Ambrogio Sparagna con audizioni fatte su tutto il territorio salentino e alle quali hanno risposto oltre 300 musicisti.
L'organico che ne é derivato, di circa 60 elementi, é composto da organetti, tamburelli, flauti, viole, violini, chitarre, percussioni, mandole, mandoloncelli, voci e molti altri strumenti tipici della musica tradizionale, organizzati tra loro mediante specifiche sezioni in relazione alle loro tradizionali funzioni.
Nel progetto di Sparagna, l'Orchestra Popolare é una sorta di nuovo epicentro culturale dove eseguire ed approfondire le forme tradizionali del folklore musicale e trasmettere alle nuove generazioni gli antichi saperi. Un luogo privilegiato attraverso cui realizzare nuove modalità creative ed esecutive, sperimentando nuovi linguaggi poetici con la rielaborazione di antichi repertori. L'Orchestra é stata quindi il tappeto sonoro di un concerto durato quattro ore e mezza, seguito in piazza da circa 70.000 persone e basato su un ricchissimo repertorio di 35 canti della tradizione.
Grande attenzione é stata riposta in questa edizione all'uso delle voci che, secondo il principio della cultura di tradizione orale, devono affermare l'egemonia della parola cantata, riproponendo così il tratto costitutivo ed originale della tradizione musicale italiana secondo cui é la parola che "comanda" e la musica ha la funzione di rafforzare il suo potere comunicativo.
Anche gli ospiti del concertone (tutti cantanti) sono stati tutti invitati ad interpretare i brani della tradizione secondo questa logica, adattando ai suoi canoni il proprio stile, il proprio sound, la propria formazione. Così sono saliti sul palco della grande notte di Melpignano lo scorso 21 agosto Franco Battiato, che ha interpretato due brani della tradizione (Quannu te lai la faccia la matina e Damme nu riccio), Gianna Nannini, che é stata la voce del canto Fimmine Fimmine e Francesco Di Giacomo, cantante del Banco del Mutuo Soccorso e qui interprete di Su 'rrivatu a San Franciscu.
A tenere le fila dei suoni della notte finale, al fianco di Spranga e Ferretti, Gianni Maroccolo, nel ruolo di "maestro del suono".
Insieme ad Ambrogio Sparagna ha lavorato Giovanni Lindo Ferretti, maestro sconcertatore del concertone finale del festival, che ha condotto un laboratorio sulla parola e sulla scrittura dei testi con l'idea proprio di rendere omaggio alla storia e alla tradizione del salento. Il concertone finale é stato infatti aperto da una sorta di pellegrinaggio della memoria, frutto del laboratorio di Ferretti: una processione di cinque cavalli murgiani con un'asina di Martina Franca e con un carro guidato da altri due cavalli tipici della zona salentina ha accompagnato i protagonisti del laboratorio sulla parola, da piazza San Giorgio al palco del concertone.
Il laboratorio, novità assoluta di questa edizione del festival, si é articolato in due parti: una dedicata alla conoscenza della poesia salentina della generazione che ci ha preceduti, quella di Bodini, Verri e Toma, e una in cui si é lavorato invece su tutte le parole poetiche dei partecipanti al laboratorio. Le parole di Giovanni Lindo Ferretti hanno fatto invece da guida, in una logica di scambio reciproco e di comune conoscenza. Dalle tante parole che ognuno ha portato dentro il laboratorio sono venute fuori strutture letterarie semplici, bandi e filastrocche e una tessitura generale declamata e recitata durante il pellegrinaggio a cavallo. All'arrivo sul palco, una cerniera di poesie ha segnato il passaggio alla musica, così come alla fine del concertone tutto si é spostato di nuovo in piazza San Giorgio per dare luogo ad un reading letterario dal titolo Sibilo lungo, da un verso rubato ad uno dei poeti salentini.
Straordinaria l'attenzione dei media che cresce di anno in anno. Il concertone finale quest'anno é stato seguito da tutte le principali testate nazionali fra quotidiani, periodici ed emittenti televisive e radiofoniche che hanno riprodotto l'eco di un progetto di ampio respiro su scala anche internazionale. Tutti i telegiornali nazionali RAI hanno dedicato al festival un ampio servizio il giorno dopo il concertone, seguito anche da SKY TG24 e dal Tg La7. L'intero concerto finale é stato trasmesso in diretta televisiva dall'emittente Telearma sul canale satellitare Puglia Channel.
Fonte: Princigalli Produzioni[addsig]