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Inviato: 2 giugno 2006, 14:29
da Luca/
Andrea non ho scritto che eri confuso,ma che:sovrapponendo più elementi senza chiarirne i nessi avevi avevi creato un pò di confusione.D' altrode hai fatto,involontariamente,lo stesso nel tuo ultimo post mescolando l' origine del mito con la sua sintesi,se non fossi sicuro della tua preparazione avresti creato in me qualche perplessità .
P.S. sarei curioso di conoscere il motivo del tuo maggiore interesse per il "Daimon"
Inviato: 2 giugno 2006, 15:53
da Kristal
Grazie Avvocatista, ora capisco.Sapevo che Filosofia deriva dal gr philein e sophia =amore per il sapere,correggimi se sbaglio.Più che cercare il sapere, in realtà mi sento solo all'inizio ancora quindi cerco ciò che voglio sapere,conoscere.Ognuno poi ricerca, scova le risposte ai propri quesiti dove o in chi meglio crede;penso sia questa la differenza poi.Che pensi?
Grazie ancora per il confronto
Inviato: 2 giugno 2006, 16:01
da andreap
Caro Luca/
Ti ringrazio della tua fiducia alla mia preparazione, ma piano con le conclusioni ...
D'altra parte come hai giustamente asserito tu é difficile approfondire un discorso del genere senza essere prolissi o terribilmente accademici, o ancora semplicemente noiosi, o peggio come citato da qualcuno dare l'idea di "sparasi le pose"...
Riguardo i motivi del mio interesse per il Daimon mi permetto di suggerire la visione de :"il codice dell'anima " di Hillman. Riallacciandomi al discorso dell'Avvocatista le immagini archetipiche sono comuni a tutti i mortali, ed assumono forme e sfaccettature diverse (pur restando, almeno per le fondamentali, immutate nell'essenza) in funzione del retaggio culturale dell'individuo,..questo era il fondamento del ragionamento.
Mi scuso se é rimasto celato.
Per quanto riguarda il mio post, non ho fatto riferimento al paganesimo o a quant'altro cito come ad un momento idilliaco dell'esistenza da ritrovare, ma da un punto di vista un pochino più spostato verso un ragionamento antropologico, e sicuramente (quì a mio avviso é la chiave del fraintendimento) tenendo presente che l'argomento del topic tratta del pensiero Taoista in relazione al mitismo nostrano
I miei ragionamenti sul "dualismo" erano proprio partiti dalle considerazioni di Lao Tsé, rivisti in un'Italica ottica...
Tutto quì!
Inviato: 2 giugno 2006, 21:55
da Luca/
Dopo il chiarimento con Andrea(a cui in realà avevo chiesto il suo motivo di interesse,conosco l' opera di Hillman ed ho alcuni dubbi sulle sue conclusioni))torniamo a noi.Avvocatista a mio parere la tarantola non racchiude in sé le caratteristiche dell' animale totemico,(a meno che non ci fosse una popolazione italica che lo avesse assurto a tale ruolo e di cui ignoro l' esistenza,)forse é più corretto parlarne in termini di archetipo,o, per i meno junghiani, di rappresentante psichico.Per quanto riguarda la "Ver sacrum"(primavera sacra)questa era in origine un sacrificio,reale o simbolico,officiato in seguito a gravi calamità ,e soltanto in seguito sarebbe evoluto in quello che tu descrivi(é solo un' aggiunta non una correzione per quanto io ci intraveda dei significati diversi).
ed é stato molto importante anche nelle mie zone per la diffusione del popolo sannita.
Inviato: 3 giugno 2006, 0:06
da Avvocatista
Caro Luca/, condivido solo molto parzialmente le tue annotazioni.
E' chiaro che la Tarantola sia un "archetipo", ma non serve a nulla alla nostra discussione definirla tale o mutuare definizioni da altrui scienza.
Sarebbe come dire "La tarantola é un ragno". Ciò non aggiunge nulla alla discussione.
Se avvessi seguito con attenzione il filo della discussione, ti saresti accorto che nella visione creativa che si va costruendo (con il prezioso contributo dei convenuti) la Tarantola sembra avviarsi ad assolvere al ruolo di guida, di medium, verso qualcosa (la rinascita, la guarigione, una dimensione sociale diversa da quella quotidiana, ecc...)
Ergo, é stato usato il termine "Animale Totemico" come sinéddoche, ossia, si é fatto un uso figurato di una parola al posto di un'altra. Punto.
Infine, rispetto a quanto dici a proposito del "Ver Sacrum", mi pare di arguire che hai la possibilità di attingere a fonti scientifiche che analizzano riti aventi 3.000 o più anni. Saresti tanto gentile da renderci edotti di tali fonti?
Grazie per il tuo intervento.
P.S. Ma perché ti sei nominato "Luca/"?
Inviato: 3 giugno 2006, 0:43
da Luca/
Avvocatista,cercherò di rispondere ordinatamente alle tue domande:Definire la tarantola un archetipo dona al termine un valore universale.L' archetipo, ed in particolare alcuni archetipi,hanno proprio la funzione che potremo definire di "Guida"(questo é un concetto molto frequente nell' analisi di matrice junghiana,ed é solo in questa accezione scientifica che utilizzo il termine archetipo).Ben altra cosa é l' animale totemico che ha un significato legato all' appartenenza ad un dato clan totemico ed in più ha una funzione legata alla protezione del componenti del clan stesso(penso basti questo, senza scendere nei rapporti tra totem e figura paterna).Anche in questo caso mi rifaccio esclusivamente alla terminologia scientifica relativa all' argomento.Per quanto riguarda il mutuare da una scienza altrui dovresti specificarmi cosa intendi precisamente.Quello che ho fatto con il mio precedente post é semplicemente tentare di correggere il tiro dal punto di vista terminologico,che non é da sottovalutare se si vuol dare un senso chiaro a quanto sosteniamo(non puoi usare una parola in vece di una dal diverso significato).Su quanto mi chiedi riguardo alle fonti per il"Ver Sacrum"non saprei cosa consigliarti, potrei postarti una bibliografia...ma forse potresti iniziare dall' enciclopedia.
P.S.Rielaborare creativamente và bene ma bisogna farlo con criterio,anche soggettivo,e non pretendere in questo alcuna condivisione da parte di una cultura che appartiene alla collettività .Se proprio dobbiamo parlarne facciamolo quantomeno con un minimo di "scientificità ".Fantasticare su di una tradizione millenaria seguendo miraggi transculturali é una mancanza di rispetto per la stessa tradizione(naturalmente ciò dipende da "come" la sentiamo ed a quanto gli apparteniamo e ci appartiene)ed é in più una notevole fetenzia new age.Questo é solo il mio pensiero non é né un monito né ha pretese di esaustività .
Inviato: 3 giugno 2006, 14:51
da Avvocatista
Luca/, tra le altre cose che non condivido, scrive:
[quote:cffc57e4b4]Fantasticare su di una tradizione millenaria seguendo miraggi transculturali é una mancanza di rispetto per la stessa tradizione (naturalmente ciò dipende da "come" la sentiamo ed a quanto gli apparteniamo e ci appartiene) ed é in più una notevole [b:cffc57e4b4]fetenzia new age[/b:cffc57e4b4].[/quote:cffc57e4b4]
Credo che a questo punto sia opportuno spostare la discusione tra me e Luca/ sul piano privato o nel Forum Litigi, poiché in questo si parla di Tarantismo e non di [b:cffc57e4b4]fetenzie[/b:cffc57e4b4].
Grazie per l'intervento.
Inviato: 3 giugno 2006, 15:19
da Luca/
Avvocatista hai parecchio frainteso quanto ho scritto,ho creato una distinzione tra rielaborazione creativa e fantasticherie con pretese epistemologiche.Era in più inteso in senso generale,e personale,sul modo migliore di affrontare il discorso,e non era rivolto a te direttamente né esclusivamente dunque non é un né"litigio" né una provocazione ,se lo é lo é involontariamente,era una riflessione e non a caso preceduta dal P. S....che poi sull'argomento tarantismo si scrivano e si dicano tante castronerie questo é un' altro discorso.
Inviato: 3 giugno 2006, 16:01
da Avvocatista
Perfetto, sulla base di quanto appena pubblicato e dei chiarimenti reciproci in via privata, proporrei di chiudere la parentesi e di tornare, se di interesse, all'oggetto della discussione, non prima di aver fatto alcune considerazioni.
Alle discussioni di questo tipo partecipano, di solito, persone con una formazione culturale molto diversa (musicisti, antropologi, demologi, geometri, operai, semplici appassionati di musica e tradizioni popolari (come me), ecc...).
Questo fatto, che dovrebbe portare ad un arricchimento della discussione, spesso si trasforma in un ostacolo, soprattutto per la diversa valenza che persone con formazione diversa attribuiscono al significato delle parole o dei concetti.
Questo é un gravissimo problema che affligge i forum, ma - cosa ancor più grave - addirittura gli incontri/confronti tra esperti di discipline diverse (magari di nazionalità diverse) chiamati a risolvere problemi di tipo strategico (pensate alle riunioni della Commissione Europea o della BCE, pura follia).
Come se ne esce? A mio avviso, con l'educazione, la tolleranza, l'umiltà e la riflessione. D'altra parte, qui si parla di "Cultura" e non di tassi d'interesse o missili nucleari.
Detto questo, fatevi sotto, se volete.
Inviato: 5 giugno 2006, 11:39
da holda
So che il discorso é andato avanti rispetto la questione, ma vorrei spiegarmi meglio:
[quote:7ed1501240="montar"]X holda, io non sarei così netta nella distinzione tra i due termini, in quanto se una persona venisse esorcizzata due volte come si fà a stabilire se sono due interventi radicali oppure é un ritorno di "fiamma", he he he.[/quote:7ed1501240]
La differenza tra esorcismo e adorcismo sta nel modo in cui ci si rapporta con l'entità maligna ossia se il fine agognato é l'espulsione o la conciliazione dei contrasti interni.
La modalità in cui l'emergenza problematica viene risolta ovviamente dipende dai casi, ma l'ideologia di fondo é decisamente differente.
Inviato: 5 giugno 2006, 13:39
da montar
Premesso che scrivo di getto.
A' ragà io vorrei capire, come il tarantismo come lo conosciamo noi, o almeno come lo conosco io:
video di Mingozzi e La terra del Rimorso, sia vecchio di millenni.
Però non mi dite siccome vestivano di bianco e le vestali erano in bianco allora ... Altrimenti faccio un discorso simile su qualunque oggetto da voi proposto ed arrivo alle medesime conclusioni (vedere provocazione dello Shuttle).
Oppure che in una grotta c'é un disegno, una spirale quindi ... é possibile collegare la spirarele disegnata sul tamburello.
Secondo me la forma come la conosciamo (Video, Testi) risale al medioevo, forse sbaglio, questa é la mia opinione.
Sono lieto se mi "dimostrate" il contrario.
Io mi chiedo, quando ci si riferisce al passato come si fà a partire da un solo indizio, esempio di Kammamury ...
Dovrebbe per lo meno restare in ambito generale visto che tutti i dizionari etimologici riportano la taranta derivante dalla città di Taranto.
Non dalla grotta a cui si riferisce kammamury. Quindi attribuire il concetto di Tarantismo
a millenni addietro a me risulta a dir poco difficile.
D'altronde la letteratura latina inizia proprio con Livio Andronico, guarda un po' proveniente da Taranto. Ma ci fosse un qualche accenno nei suoi scritti ...Io non lo so, chiedo a voi.
Visto che qualcuno accenna ai Sanniti, C'é un chiaro riferimento al Sannio Irpino,
Virgilio riporta chiaramente nell'Eneide (Dico Eneide, non una "operetta" qualunque), il particolare riferimento dove si trova la porta dell'Ade (il mondo degli inferi), e precisamente nella valle dell'Ansanto presso il fiume Ofanto quindi secondo la discussione attuale chissà quali e quanti collegamenti si potrebbero fare con le ettuali situazioni tradizionali . Cosa si andrebbe a costruire partendo da tali ipotesi? Secondo me si potrebbe costruire tutto ed il contrario di tutto!
Vi invito a riferirmi di qualche nome di storico del passato, come Strabone o altri che fanno riferimento al tarantismo, come descritto da volumi e volumi a partire dal 1400.
D'altronde nemmeno si puo' dire che il lembo di terra in questione fosse stato "trascurato" , essendo esso il porto naturale per le spedizioni verso oriente, vedi battaglie di Farsalo, vedi fuga dei senatori all'arrivo di Cesare,
vedi tanto altro ...
Io credo che simboli universali quali: spirali, triangoli rettangoli, rombi regolari, cerchi. Si trovino parallelamente e indipendentemente su tutta la terra, c'é una evoluzione comune.
Faccio un esempio: il teorema di pitagora lo conoscevano gli egizi, i maia, gli indiani, altrimenti non avrebbero potuto realizzare nulla delle opere da loro costruite. Poi che venga attribuito a Pitagora ... mi lascia alquanto perplesso.
Veniamo alle primavere sacre, non capisco il nesso, comunque per farla breve credo che sia un fenomeno del tutto naturale. Che segue tutte le evoluzioni del branco: sia esso umano o animale (il che é la stessa cosa).
Una battuta per l'Avvocatista, volendo potrei descriverti un modello di equazioni differenziali con le dovute condizioni iniziali ed al contorno per capire quando ci sarà la prima primavera sacra del branco fittizzio preso in esame, ma non ti/vi/mi annoio... he he he. Infine sempre per l'Avvocatista, oggi siamo avanti dal punto di vista scientifico/tecnologico
ma dal punto di vista umano e sociale non la vedo tutta sta differenza col passato.
Che mi dite che la medicina occidentare cura pezzi del corpo separatamente vi do pienamente ragione ma di qui a passar a tutt'altre teorie ... la strada é lunga e tortuosa.
Insomma, quale strada prendere, come diceva Svincen, affiché questo fuoco di paglia non si esaurisca, ma diventi come il fuoco sacro tutelato dalle vestali... quella mistica esoterica/terapeutica? Quella prettamente musicale...? Quella legata ai corsi stile latino americano ...?
Sinceramente, secondo la mia modesta opinione, la prima delle tre vie mensionate la vedo quasi impossibile da percorrere.
Ma é una opinione, discutibile come tante altre. E men meno questo mi evita di non rispettare chi la pensa in maniera diversa dalla mia.
A voi la parola... tempo, voglia e pazienza permettendo.
Un caro saluto a tutti voi.
P.S. Per Holda: sono d'accordo con te, ma penso che nella realtà l'uno si accavalli con l'altro,
a causa della difficile valutazione degli effetti, non ti pare?
Inviato: 5 giugno 2006, 13:47
da Luca/
Montar t'é pigliat pur cù mé che chiarendo il significato di alcuni elementi tirati in ballo cercavo di richiamare all' ordine sul loro utilizzo un pò fantasioso.Per quanto riguarda il"Ver Sacrum"in realtà ha elementi di contatto con il totemismo(citato nel corso della "trattazione",anche se magari ad essa non strettamente connesso) ma per motivi molto distanti da quelli oggetto di discussione.
Inviato: 5 giugno 2006, 17:53
da montar
Caro Luca lungi da me pigliarmela con qualcuno, he he he

.
Il tono dei post potrebbe sembrare una sorta di richiamo, ma credimi non é nelle mie intenzione.
Spero che nessuno sia condizionato da cio'. Mi rendo conto anche che a me non costa nulla fare una brutta figura
rispetto a persone note ed esperte del settore... infine per mettermi in difficoltà basta fare un discorso prettamente tecnico musicale ...Forse col mio post ho un po' stroncato la discussione.
Avendo l'Avvocatista, che stimo molto per quel che scrive, iniziato la discussione con:
[quote:3a4de67c63]
Sono consapevole del fatto che mi sto avventurando sul terreno della fanta-filosofia/religione e della fanta-antropologia
[/quote:3a4de67c63]
Con queste premesse credo che si possa mettere sulla brace un bel po' di cose
nello spazio e nel tempo. Cercando di rimanere nei limiti delle altrui sensibilità e mi rendo conto che a volte non ci si riesce ( mi riferisco a me stesso).
Ovviamente mi aspetterei un bel po' di critiche sulle cose di cui sopra,
a partire da Kammamuri he he he.
Inviato: 6 giugno 2006, 11:58
da Kamammury
Dunque, carissimo Montar, noi abbiamo davanti quel complesso fenomeno noto oggi come tarantismo, che non riusciamo n੠a comprendere n੠a spiegare compiutamente, ma che possiamo conoscere e riconoscere con precisione fotografica attraverso numerose fonti storiche ben note e consolidate nell accettazione dei diversi studiosi – passati e presenti – che ne hanno fatto oggetto della loro vasta e variegata riflessione.
Ecco, immaginiamo il tarantismo pervenuto a noi, così "storiograficamente" definito, come un qualcosa posizionato sulla sommità della "piramide delle culture" di demartiniana definizione.
Ecco, ora immaginiamo anche che la base di questa "piramide delle culture", al cui vertice – rappresentato dalla nostra cultura presente - abbiamo posto il tarantismo come sopra definito e tutte le sue fonti storiche, sia invece costituita dal nostro passato più remoto, protostorico e preistorico, e dalle sue culture.
Ora, é davvero molto probabile che il fenomeno umano denominato tarantismo, al pari di tanti altri (per esempio la lingua, le pratiche religiose, le danze, le musiche etniche, certi ritmi, etc, ), sia arrivato sino a noi da molto più lontano nel tempo di quanto possa essere attestato solo dalle fonti storiche, e che nel giungere sino al nostro tempo di generazione in generazione, salendo gli scalini della piramide a partire dalla sua base, si sia trasformato ogni volta a poco a poco – o a volte anche con forti discontinuità – in qualcosa di leggermente nuovo e diverso.
Ora, é lecito chiedersi se esistono, nella preistoria e nella protostoria del mediterraneo e del Salento degli antenati del tarantismo, magari anche più di uno, che hanno risalito nei millenni la piramide delle culture, arrivando sino ai nostri giorni intrecciati e trasformati nella fenomenologia storicamente attestata a cui oggi diamo appunto il nome di tarantismo ?
E senz altro lecito chiederselo ed é altrettanto lecito, oltre che affascinante, investigare con onestà intellettuale il probabile sottile filo rosso che potrebbe essere stato seguito dal tarantismo nel suo possibile viaggio lungo il tempo.
Il materiale di investigazione disponibile a tale riguardo é vastissimo: le diverse testimonianze della cultura materiale preistorica e megalitica mediterranea e salentina, ed in particolare quelle artistiche, con i relativi studi in argomento; le fonti letterarie e protostoriche riguardanti le idee, le credenze religiose, i miti, i riti, le danze e quant altro attiene alle culture dei popoli antichi (non solo del mediterraneo); le tradizioni popolari superstiti nelle varie culture contemporanee "avanzate"; gli studi moderni sulle credenze ed i riti (di medicina, prosperità , etc.) dei diversi popoli cosiddetti "primitivi" tuttora esistenti nel mondo (Oceania, Sud America, Asia, Africa, Nord Europa); alcuni elementi delle cosiddette "scienze sacre tradizionali"; etc, etc, etc!.
Per quanto si investighi, però, nessuno potrà mai rispondere con certezza, per definizione, alle domande che ci siamo posti sugli antecedenti preistorici e protostorici del tarantismo: la metodologia di indagine utilizzata dagli archeologi della preistoria, del resto, utilizza prevalentemente tre gradi di giudizio sulle sue conclusioni e teorie: "Possibile", "Probabile", "Improbabile" e molto, ma molto raramente, "Certo" e "Impossibile".
Sino a che non riusciremo a parlare, per esempio, con gli uomini preistorici che frequentavano Porto Badisco 3500 anni fa, continuerà ad essere sempre così.
Da parte mia, puntando l attenzione sui pittogrammi di Porto Badisco e sul concetto, molto autorevolmente studiato da diversi autori, di "Inversione Progressiva", non ho inteso semplificare o giungere ad alcuna conclusione, ma soltanto offrire, rispondendo a precisa domanda (connessioni tra spirale, tamburo e tarantismo), alcuni modestissimi spunti: forse suggestivi, sicuramente parziali e limitati ma non per questo banali o necessariamente inesatti e fuorvianti.
Condivido in ogni caso, indipendentemente da ogni altra considerazione, la bellissima riflessione del caro amico e collega TASS, Avvocatista, in ordine a quanto sia singolare che persone diverse che vivono in questa moderna realtà , nutrano questi interessi in maniera così forte e, direi irresistibile.
Molto probabilmente c é anche qualcosa di molto, molto più profondo che, sotto il manto della fenomenologia visibile, ha attraversato i millenni ed é giunto inalterato, perchà© immutabile, sino a noi, dentro di noi.
Un caro saluto a tutti.
Inviato: 6 giugno 2006, 13:26
da Luca/
Con le ultime affermazioni di Kammamuri si evince come la mia cocciutagine sul definire la"tarantola" un archetipo non era del tutto una forzatura inaccettabile.Soltando insistendo sulla valenza simbolica dell'"oggetto" possiamo rifletterci in chiave storica,trascurando quella storiografica.Al là dei significati(variabili) la presenza(Ad esempio nei succitati pittogrammi) del simbolo ne abilità l' esistenza nella nostra costituzione psichica(Avvocatista non é un tentativo di interpretazione analitica,ma in termini scientifici, quello psicologico ,inteso in termini filogenetici, dato l'argomento oggetto della chiacchierata é un elemento indispensabile)Empiricamente ,sorvolando su quelli che erano gli spunti iniziali, emerge come si parli di elementi presenti ma da "riconoscere";partendo da culture "altre" come nel caso di Avvocatista,(argomento di cui ho già discusso con Montar)oppure prendendo le mosse dalla propria sensibilità personale(con conclusioni piuttosto vicine a quelle del miglior Hillman chiamato in causa dal buon Andrea)come fatto da Kammamuri con una serie di nessi notevole nel suo ultimo messaggio.
Inviato: 8 giugno 2006, 13:25
da montar
Stimatissimo Kamammury.
Trovo molto interessante questo confronto di idee. Poi,dopo la discussione, ognunno potrebbe essere ancor più convinto delle proprie,
pero ritengo importante che ci siano questi tipi di confronti!
Ribadisco che non emetto verdetti ma esprimo opinioni, il mio modo di vedere, forse meno affascinante ma spero altrettanto interessante.
Sulla complessità del fenomeno non c'é alcun dubbio e che cio' porti a mille interpretazioni diverse.
Che la località da te mensionata sia un'importante sito archeologico, un bel posto di mare, che sia un luogo senz'altro da visitare chi lo mette in dubbio, anzi invito tutti ad andarci a passare una bella settimana e più.
Che l'archeologia cosi come eltre discipline "non esatte" danno come risultato: Probabile, improbabile etc. etc. sono pienamente in accordo.
l'anilisi a mio parere bisognerebbe fermala nell'ambito delle rispettive discipline e nell'intreccio tra di esse, non in una sorta di sogno attualizzante, con relativi "culti" abbinati. Sinceramente spingersi verso questa strada significa fare un pastrocchio di tutto: passato remoto,passato prossimo, presente e futuro. Ed in un certo qualsenso significa anche "travisare" quanto avviene nel presente. Opinione/Confronto non verità .
Altra situazione invece, sempre secondo la mia opinione, l'ispirarsi in forma artistica ...
Comunque anche se si dimostrasse che il fenomeno fosse esclusivamente mediaevale, il presente ed il recente passato perderebbe in fascino? Secondo me non perderebbe una virgola!
Che ci sia un substrato derivante dal passato, comune o meno, é fuor di dubbio, considerando le continue migrazioni di popolazioni nel corso del tempo, figuriamoci se partiamo dalla protostoria o ancor prima.
Oggi siamo nel villaggio glocale, come suggeriva qualcuno, quindi tutti noi possiamo paragonare le cose locali con tante altre informazioni, ma sicuramente non erano meno colti quelli che fino a quelche decennio fa apprendevano e passavano il bagaglio appreso, senza porsi il problema se il gesto compiuto potrebbe esserere arrivato dalla Frigia o da altrove.
Se si immagina in una certa direzione non costa nulla immaginare nella direzione oposta.
Per avere forse un senso un po' più realistico o al contrario esser ancor più convinti sulla prima direzione.
Comunque non c'é dubbio che stiamo andando nella miscelazione globale di tutto dalle macro religioni, incontri tra i titani di oggi. Ma anche di quelle micro. Caro Kamammury questo si potrebbe essere un filo rosso, che ci arriva dal passato?
Io al tuo posto evrei chiesto:-
< Perché ipotizzi che il fenomeno così come ci é giunto lo ritieni principalmente medievale? >
Infine, ecco pronta una bella provocazione per Luca.

Ho preso un paio di scarpe vecchie le ho messe in una teca di vetro e gli ho messo un cero sopra.
L'invenzione delle scarpe si perdono nella notte dei tempi, sono state modificate, rivoluzionate, ...
inizialmente non c'era differenza tra la destra e la sinistra , ma solo cammindo si creava dal nulla la forma destra e sinistra.
Poi ci fu la distinzione tra le due.
Quando le togli e provi a camminare provi sofferenza, le rimetti e trovi giovamento.
Tutti le ricordano cosciamente ed incosciamente.
A questo punto abbiamo trovato un archetipo. Un oggetto di culto. Non per tutti i popoli, perché c'é ancora chi cammina scalzo. Oggi addirittura fanno tendenza: dimmi cosa calzi ti dirò chi sei.
Io direi di creare la setta del "Vecchio Scarpone"

ogni riferimento é raltivo alla omonima canzone.
Il discorso credo che non faccia una "piaga" he he he
Saluti e ancora un grazie per la discussione.
Inviato: 8 giugno 2006, 15:37
da Luca/
Niente male Montar,ma quello da te descritto é un feticcio e non un archetipo.
P.S.non centra niente con l' archetipo,ma il detto "dimmi cosa calzi e ti dirò chi sei"vale probabilmente dalle prime forme di civiltà avanzata fino ad oggi
Inviato: 19 luglio 2006, 15:50
da Avvocatista
Sempre a proposito di fanta-antropo-filo-archeologia....
Spirali, taoismo (e segni sul tamburello?)
"[i:d7a742b9e9]Tra i motivi a spirale più noti nella penisola italica risalenti al periodo neolitico vi é sicuramente per fama e particolarità rappresentativa, quello della pintadera della [b:d7a742b9e9]Grotta dell Erba presso Taranto[/b:d7a742b9e9], contraddistinto dal classico motivo ad S con due alette laterali che possono anche essere viste come le due metà triangolari della figura umana, rispettivamente attraversate dal motivo della doppia spirale.
Ma il motivo iconografico copre in maniera più cospicua l intero arco cronologico di una specifica civiltà denominata dagli studiosi di Serra d Alto (dalla collinetta presso [b:d7a742b9e9]Matera[/b:d7a742b9e9] dove più intensi furono i rinvenimenti). È in particolare sulle decorazioni ceramiche che questo motivo della S si fa più insistente e ripetitivo, tanto da indurre i meno accorti a ritenerlo appunto peculiare di questa specifica civiltà del III millennio a.C., con una diffusione che prevalentemente finora ha interessato soprattutto l area meridionale.
In particolare un vaso con varie decorazioni dipinte a meandro del tipo di Serra d Alto proveniente da [b:d7a742b9e9]Ostuni[/b:d7a742b9e9], presenta il motivo, in prossimità del collo, in una forma che quasi sembra avvicinarsi alla sfera o all Uovo del mondo, conferendo al segno [b:d7a742b9e9]una forte analogia con lo ying-yang della tradizione cinese[/b:d7a742b9e9]. Due piccoli motivi a triangolo lo limitano alla estremità destra e sinistra.
Il simbolo lo si ritrova anche, privo di triangoli od alette, come vera e propria doppia spirale, nella grotta di [b:d7a742b9e9]Porto Badisco[/b:d7a742b9e9] in una scena di caccia al cervo con l arco, di proporzioni decisamente maggiori della figura umana sottostante.
Sempre nella stessa grotta lo si ritrova questa volta come una grande S con due alette laterali analogo alla pintadera dell Erba, raffigurato sopra alcuni animali seminaturalistici e simile, se non per il fatto di essere riempito di argilla scura e non solo dalle due linee parallele vuote che ne
delimitano i bordi, a quello della grotta Cosma.
In quest ultima diversamente le due alette divengono dei prolungamenti dei tratti terminali della grande S.
...
In primo luogo vediamo come il segno della doppia spirale indichi l archetipo originario e la proiezione piana dei due emisferi dell androgino, ed offre l immagine del ritmo alterno dell evoluzione-involuzione, nascita-morte.
La duplice «spirazione» infatti, (spiritus = soffio) é «l espirazione» e «l aspirazione» universali, dalle quali vengono prodotte secondo la terminologia dell ermetismo, le «coagulazioni» e le «soluzioni» : per gli esseri individuali sono le nascite (ghenesis; ghnesis) e le morti (phtorà ;
ftora) di cui parla Aristotele.
Sempre nella medesima Grotta dei Cervi di [b:d7a742b9e9]Porto Badisco[/b:d7a742b9e9], ritroviamo tra le diverse figure umane «cuvilineari», una in particolare il cui corpo é costituito dal motivo della S e i cui arti sono contraddistinti da più motivi a spirale.
La figura della doppia spirale può infatti essere considerata come la forza cosmica delle due spirali che agisce in senso inverso nei due emisferi, due metà dell Uovo del mondo (macrocosmo), due metà dell uomo (microcosmo), e i punti intorno ai quali avviene l avvolgimento rappresenterebbero per l appunto i due poli del mondo.
Non é un caso che nella stessa Grotta Cosma oltre alla raffigurazione del motivo ad S compaia anche il motivo dello swastika che quindi designa una stretta relazione con i due sensi di rotazione, segno della rivoluzione del mondo intorno al suo asse[/i:d7a742b9e9]. di Mario Giannitrapani
Quindi:
1) L'area che va dal Salento a Matera (Area del tarantismo) é piena zeppa di spirali.
2) La spirale ha una forte valenza simbolica ed alcune spirali di quest'area quantomeno "ricordano" lo ying e yang.
3) Il tamburello (e le sue sonorità ) ha una forte valenza simbolica, non foss'altro perchà© é utilizzato come strumento curativo, devozionale, ecc...
Tutto ciò é un caso?
Gli uomini sono portati ad accogliere i simboli che li circondano anche senza conoscerne il significato, come accade oggi per tanti tatuaggi che si vedono in giro ? (A questo proposito, l'Italia é piena zeppa di soggetti con tatuato sul corpo un bel ideogramma cinese che significa: idiota.)
L'uomo della spirale sul tamburello ha agito in modo irrazionale?
Ha ragione Antonio Infantino quando afferma che "[i:d7a742b9e9]la magia lucana ed il tarantismo riguardano il mondo delle conoscenze cosmiche e il funzionamento della Natura nella sua più intima essenza[/i:d7a742b9e9]"
Ed ancora...
"Il divenire - il passaggio da uno stato all'altro dell'essere, in qualsiasi senso e dimensione - é la transumanza, la trance vorticosa a cui la materia tutta é sottoposta: dal giorno alla notte, dal male al bene, dal veleno alla guarigione, .... in transumanza, in trance si passa dalla morte alla vita e viceversa, dalle montagne al mare, dal passato al futuro, ecc.
....
[i:d7a742b9e9]Tutto questo divenire, fermento continuo e trasformazione, che gli orfico-pitagorici Apulo-Lucani avevano chiamato catarsi, purificazione.
[b:d7a742b9e9]La stessa musica era chiamata catarsi[/b:d7a742b9e9], passaggio dal mondo caotico oscuro e pesante al mondo leggero e luminoso.[/i:d7a742b9e9]
...
Tutto questo é legato da un filo rosso che attraversa i secoli, oppure no?
Inviato: 21 luglio 2006, 18:06
da Luca/
Avvocatista rileggi il messaggio in cui descrivo il funzionamento degli emisferi encefalici.Il tao,la spirale,cerchi contenuti in altri cerchi ed a questi intimamente connessi.Questa discussione,riletta ad una distanza sufficiente per razionalizzarla,se supera il rischio di teorizzazioni da barzelletta, apre a prospettive insostenibili per una discussione on line sui soli termini iconografici che suggerisce,figuriamoci su quelli interpretativi.
Dunque per il momento mi soffermerei sui primi.