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Inviato: 22 dicembre 2004, 8:44
da raheli
Caro Daniele "Friscu",
ho letto il tuo post e non credo che elaborare un pezzo tradizionale sia un problema. Basta dire a chiare lettere che si tratta di un'elaborazione personale, magari rendendo nota la fonte originale.
Non credo neppure che creare nuovi canti sia un problema, anzi credo che fra "contaminazione" e "purismo" sia la giusta terza via.
Se poi si riesce a creare nuove composizioni che siano in linea con lo spirito, la poetica, le melodie e le armonizzazioni della musica tradizionale, rispettandone i moduli artistici (che di arte si tratta), credo che si sia fatta una cosa buona.
Purchà©, a chiare lettere, si dica che quello che si fa é invenzione personale.
La tradizione non é mai stata qualcosa di fisso e immutabile. Ogni brano, a suo tempo, é stato inventato da qualcuno e quello che noi consideriamo tradizionale é frutto di invenzione originale e successive elaborazioni. Questo non significa che sia giusto o apprezzabile qualunque cosa si faccia.
La conoscenza delle versioni originali ed il buon senso di chi compone da una parte, e la conoscenza delle versioni originali e il gusto di chi ascolta, dall'altra, possono fare molto per sviluppare un senso critico che premi le cose più vicine allo spirito della tradizione o almeno le riconosca tali.
Ecco perchà© é importante che i brani originali siano resi pubblici, ed oggi di musica salentina "originale" in giro un po' ce n'é, per chi VUOLE essere informato.
Il problema é l'ambiguità  dell'invenzione non dichiarata, dove c'é un rischio che le versioni nuove (elaborazioni o composizioni originali) sostituiscano le versioni d'origine. Ma se l'operazione é fatta alla luce del sole, e se gli appassionati sono informati, questo rischio credo che sia abbastanza limitato.
Un esempio, non tutti sanno che la versione veloce de Lu rusciu de lu mare (quella in Lam-Sol o traslazioni) é un invenzione degli anni ottanta, e per dirla tutta, della versione lenta sempre de Lu rusciu! non ci sono registrazioni audio, o almeno non sono mai state rese pubbliche. La prima che l'ha proposta é stata Giovanna Marini.
In ogni caso le versioni tradizionali avranno un'importanza superiore perchà© derivanti dal lavorìo di generazioni di cantori, con lo spessore artistico di secoli di limatura e con l'applicazione in vivo dei moduli musicali tradizionali, che nessun musicista, per quanto illuminato, può ricreare completamente.
Sono d'accordo che registrare alla Siae le elaborazioni sia solo un escamotage, ma rispetto a registrarsi a proprio nome i brani antichi come composizioni originali c'é un'enorme differenza e resta la traccia ufficiale, presso la Siae, di un brano tradizionale di origine, a cui si può fare riferimento in presenza di successivi sciacallaggi sul brano stesso.
Sono d'accordo anche che bisogna cercare un'altra via UFFICIALE di tutela del repertorio tradizionale che é bene di PUBBLICO dominio, quindi di tutti e di nessuno, e nel mio piccolo credo di aver fatto qualcosa in tal senso pubblicando parte delle fonti. A quando il risveglio delle istituzioni dall'eterno sonno che fa sì che vengano sperperati i soldi pubblici in risibili Notti delle tarante e non venga creato un museo multimediale della musica salentina?
Per finire. Il problema, che giustamente mette in evidenza Ialma, é la diffusione delle masterizzazioni e degli MP3, dove mancano i testi e le introduzioni o apparati critici in cui, magari, che quel tal brano é composizione originale o elaborazione sta scritto. Di chi é la colpa poi se una versione nuova viene presa per originale? Di chi lo ha scritto ed il suo scritto resta ignoto perchà© si diffonde il brano senza il suo bel libretto, o di chi si é copiato Il CD?
P.S.
Per Friscu: grazie dei complimenti per SudEst.
Per Ialma: Sono d'accordo che siamo un po' fuori tema, speriamo che Maruko non se la prenda a male!
Questo messaggio é stato modificato da: raheli, 22 Dic 2004 - 02:33 [addsig]

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Inviato: 22 dicembre 2004, 12:16
da Ialma
Raheli : La domanda cardine a cui la SIAE non sa rispondere é "...io XYZ che faccio ricerca sul campo senza essere musicista, come faccio a far tutelare la registrazione del canto tradizionale del cantore tradizionale YXZ che é peculiarmente differente da altre ? E poi : "Come faccio a metterla a disposizione di un pubblico per il libero ascolto senza che un furbetto se ne impossessi ?"La questione é particolarmente complessa e non regolamentata.O iscrivo ogni singolo esecutore tradizionale alla SIAE o iscrivo i temi a mio nome.Però basterebbe che un musico qualsiasi cambiasse l'andamento o tre note del mio brano registrato per registrarla come "sua composizione".Al solito, un serpente che si morde la coda.Specie in un campo minato come la musica di tradizione in cui a fare la differenza sono le scansioni ritmiche o i melismi, qualcosa di cui la SIAE tiene scarsamente conto quando si va ad iscrivere un brano.La SIAE chiede la trascrizione della linea melodica del brano in questione, e scritta su spartito, la versione della Simpatichina é identica a quella di un qualsiasi gruppo di riproposta.Personalmente ritengo che ci siano un paio di soluzioni possibili che possono servire a scavalcare questo impasse normativo.Ma oltre a questo, una primissima operazione di rispetto da parte dei gruppi potrebbe essere quella, (pratica comune in altre parti del mondo in cui la musica tradizionale é molto più rispettata sia dai musicisti che dalle amministrazioni) di indicare nei dischi il luogo di raccolta sul campo e l'informatore, ed eventualmente l'autore della rielaborazione.----------------March : il rispetto per la musica tradizionale nei paesi scandinavi é a livelli che noi possiamo solamente sognare - loro suonano musica da ballo (molti differenti tipi di polske, mazurke, valzer e così via), mentre in Salento ed in Puglia tutto il ballo tradizionale, ed il conseguente repertorio musicale é stato letteralmente annegato nel vortice della piSSicomania.La mia idea di "reimpadronirsi della tradizione" passa anche da queste cose.Come giustamente sottolineava Raheli ad un concerto "...ringrazio i coraggiosi che hanno ballato il valzer appunto sulla musica di un valzer". Quanti gruppi tradizionali suonano un valzer o una polka? Quanti musicisti li ballano ?Eppure i nostri anziani ballavano TANTISSIMO.Quello che in Scandinavia é normale (all'estero é quasi impossibile trovare un musicista non sia anche ballerino), per noi é una maledetta eccezione, anche se c'é chi sta cercando di remare contro, associazioni come Terre Del Mediterraneo, Storie Del Vecchio Sud ed Otium a Bari.Purtroppo dipende anche e soprattutto dalla passione dei singoli.E' da tempo immemore che cerco di creare una situazione del genere a Bari, un incontro settimanale fra musicisti e ballerini nel quale imparare a suonare e ballare, creando un circolo virtuoso di automiglioramento estraneo a logiche da "danze del mondo" o dal sudamericano.Chi sa insegna agli altri, e poi per approfondire, incontri con ballerini/musicisti qualificati.Sono cose che si costruiscono col tempo, abituando chi ascolta, perché la cultura si diffonde a bicchieri da rosolio, non a bottiglie da due litri. Ma se quando qualcuno organizza delle iniziative splendide (penso ai corsi di canto tradizionale tenuti da Cinzia Villani e Salvatore Villani a Bari) non si raggiunge un numero minimo di iscritti, anche il più volenteroso prende atto che alla gente che ti circonda non frega un beneamato ***** del ballo, della musica, della cultura.Se uno organizza una guida all'ascolto sulle musiche di tradizione e si presentano 15 persone scarse, e poi organizzando un pizzicarave se ne presentano 500 alla fine é normale che ci si deprima un po.Scusate lo sfogo Condividere il materiale é solo l'inizio, la rete umana é lo scopo finale, con la speranza di trasmettere qualcosa che vada oltre l'ascolto dei dischi di riproposta.[addsig]

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Inviato: 22 dicembre 2004, 12:46
da raheli
caro Ialma,
credo di essermi dilungato anche troppo.
1) sono d'accordo con te che la registrazione SIAE delle elaborazioni é solo un rimedio all'italiana, però meglio che niente
2) quanto scritto al punto prec. non significa che non ci si debba attivare per trovare soluzioni migliori. La SIAE però non é l'interlocutore giusto perchà© é la società  degli autori ed editori e non é suo compito fare servizio pubblico, ma solo tutelare i suoi iscritti.
3) non sono d'accordo con il fatto che basti un cambiamento superficiale per impossesarsi del brano. I cambiamenti superficiali fanno rientrare il brano nel campo delle elaborazioni e non delle composizioni originali. Smascherare i furbi tocca a tutti quanti, Animo!
4) E' vero che pizzicarella della Simpatichina e quella di XYZ agli occhi della SIAE sono identiche ma in ogni caso é già  un risultato che la SIAE prenda atto che esiste un brano tradizionale precedente alla versione di XYZ e questo costituisce un precedente per tutti gli XYZ che verranno.
5) Per il Salento ci vuole un archivio- museo della musica salentina, gestito da Università  o Provincia o Enti vari che metta a disposizione sale, personale, attrezzature, etnomusicologhi, materiale! e che si occupi anche degli aspetti legali quando i furbi/topi ballano.

Mo' basta che poi se ne può parlare al raduno.
Adios[addsig]

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Inviato: 25 dicembre 2004, 8:43
da Danzerino
Un'ultima battuta visto che non potrò esserci al raduno, dopo gli auguri di buone feste.La mia visione di fare cultura prevede di far camminare le informazioni/canti di cui vengo a conoscenza, così come ho fatto per anni e verso chiunque me lo abbia chiesto, senza pormi il problema dell'uso che se ne farà  di queste informazioni, ritengo personalmente che quando un libro o una registrazione rimangono in un archivio a prendere polvere, o non essere indicati, hanno smesso la loro funzione di far cultura. Sono ancora del parere che sia utile raggruppare in un sito i canti provenienti dalla voce del popolo, proprio per creare un precedente e dire "ecco questa é la versione che abbiam trovato", il problema che mi creo io é che le generazioni future avranno accesso più facilmente allu rusciu de lu mare di trecento gruppi ma non alla versione originale, dovrebbe essere compito nostro, visto che abbiamo partecipato un pò tutti a creare sto casino, come APPASSIONATI e non come RICERCATORI, raggruppare le informazioni e farne un archivio digitale consultabile anche dalla papuasia, aldilà  dell'uso che ne farà  il singolo. C'é da tremare all'idea che i futuri ascolteranno "Quandu te llai la facce" dellu GRUPPU o derivati e non la melodia di Uccio Bandello. Vogliamo ancora credere agli interventi divini ( leggi stato, provincia e simili) almeno attiviamoci in una raccolta di firme ed alla presentazione di un progetto. Questo é quanto si può fare per rimediare in parte al gran casino musicale degli ultimi tempi.[addsig]

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Inviato: 30 dicembre 2004, 15:27
da raf
1) Ottima l'idea di un centro popolare per suonare,ascoltare,imparare...insomma una specie di CENTRO SOCIO-FOLK-POPOLARE AUTOGESTITO.Difficile organizzarlo a casa di qualcuno per gli spazi ristretti e per il disturbo che si arrecherebbe ai vicini.Io propongo di individuare una casa di campagna o una masseria abbandonata, magari di proprietà  di un iscritto a Pizzicata o di un ente locale, affittarla o prenderla in concessione (o comodato d'uso)e sistemarla con un lavoro di volontariato, facendone la sede di questo centro.La zona migliore secondo me sarebbe quella tra Lecce e Brindisi,facilmente raggiungibile anche in treno sia dal Basso Salento sia dal Barese o da fuori regione...se poi il centro fosse a pochi chilometri dalle stazioni FS della zona, ancora meglio...parlo di paesi come Squinzano,Trepuzzi (LE) o S.Pietro Vernotico (BR).2) E' di prossima costituzione una Fondazione che gestirà  il Festival Notte della Taranta...lasciamo perdere il solito qualunquismo meridionale e proponiamo la realizzazione di una MEDIATECA DELLA MUSICA POPOLARE DEL SALENTO...e se ne parlassimo col Presidente della Provincia di Lecce, Pellegrino, che mi sembra molto sensibile a questi temi?E l'Università ?A proposito, ma l'Istituto Diego Carpitella non serviva proprio a questo?3) Finiamola anche con le polemiche con la NDT: é un festival di world music, non semplicemente di riproposta, incentrato in particolare sulla musica salentina...quindi implica anche contaminazione, innovazione,ecc.Una eventuale nuova associazione Pizzicata potrebbe occuparsi del filone della riproposta...Secondo me sono importanti entrambi i filoni...[addsig]

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Inviato: 31 dicembre 2004, 14:13
da CarloTrono
Una masseria? magari ! é un mio sogno ! Se vincessi con il mio unico biglietto della lotteria (comprato quest'anno per la prima volta in vita mia), sicuramente comprerei solo masserie fortificate !!! A parte i sogni poco realizzabili...torniamo con i piedi per terraSergio Blasi ha dichiarato in passato di voler realizzare a Melpignano una mediateca con tutte le pubblicazioni (quindi cd, videocassette, libri) che riguardano la cultura musicale salentina (sia tradizionale che di riproposta). La mediateca so che esiste, ma non ho notizie se questa "sezione dedicata" é stata realmente realizzata. Mi riservo di indagare al più presto...cercheremo di fissare un appuntamento per un intervista con il sindaco Blasi, e gli chiederemo notizie sulla mediateca e sopratutto su questa fantomatica, misteriosa Fondazione della "notte della Taranta". Che farà ? di che cosa si occuperà  oltre al festival? Che fine farà  l'Istituto Carpitella?Da quel poco che ho capito delle istituzioni locali, non mi sembra il caso di affidargli alcunché. Potrebbe capitare (chissà ? magari un miracolo) che un'amministrazione illuminata decidesse di finanziare un archivio fruibile a tutti... o addirittura stipendiare un gruppo di ricercatori (qui si va veramente nel campo delle favole)... nessuno ci assicura che questi fondi dureranno per sempre ! Cambia l'amministrazione, cambiano i partiti, cambiano le idee, arriva il presidente che preferisce finanziare la superstrada "sdradicaulivipossibilmentesecolari" e voilà ...si chiudono i rubinetti ! E che fine fa l'archivio? in un sottoscala a prendere polvere ! Che fine fa il lavoro dei ricercatori? nelle mani di qualche furbone che dichiara tutti i brani registrati come suoi alla SIAE !!! (aaaargh...attentato ! dite che non é possibile? purtroppo é possibile ! é successo, e non una volta sola). Io penso che la cosa migliore sia fondare un'associazione culturale con i...scusate il termine...controcazzi, con uno statuto fatto per bene, in grado di attirare un numero di iscritti sufficentemente grande da poter avere un "peso politico", e poter chiedere alle varie amministrazioni che si succederenno dei fondi per la realizzazione di progetti di ricerca e di fruizione del materiale ricercato, nonché dei corsi per approfondire veramente la conoscenza della cultura musicale tradizionale. Solo così si potrà  assicurare una continuità  e una democratica gestione del progetto. Il 2005 sarà  l'anno di fondazione di questa associazione. Pizzicata.it già  si sta impegnando in questo versante; stiamo lavorando allo statuto e, entro qualche mese, ve lo presenteremo, per gli ultimi affinamenti prima della costituizione ufficiale. Approposito...se qualcuno vuole suggerire un bel nome, lo faccia pure [addsig]

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Inviato: 1 gennaio 2005, 12:31
da Danzerino
Magari lo facciamo alla Torre di Belloluogo all'ingresso di Lecce luogo mitico di arcane avventure e di magie temporali, potremo impegnarci in cambio a rifare lo splendido giardino ( da cui il nome ) chiaramente con i nostri mezzi ed i nostri tempi. Sarebbe un'avventura fantastica, vellutata di profumi e suoni salentini. Chi ha ammanicamenti con l'Adriana  ?[addsig]

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Inviato: 1 gennaio 2005, 12:42
da Danzerino
Per quanto riguarda la fondazione, voci di popolo raccontano che la Grecìa Salentina stia finendo i soldi dati da istituzioni europee per le minoranze linguistiche e che hanno usato SOLO per la ndt, ed ora stanno cercando appoggi vari (vedi tutta la querelle con la regione puglia, lo scontro a distanza fitto-blasi) per far sopravvivere il carrozzone altrimenti rischia fra un paio d'anni di tornare sui service da 200 euro.[addsig]

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Inviato: 2 gennaio 2005, 22:45
da CarloTrono
Torre di Belloluogo? magari ! é in un'ottima posizione. Sarebbe bellissimo anche recuperare in tal senso una manifatturia tabacchi, ma come ho detto prima, sono sogni che non si potranno mai realizzare. Chi paga la ristrutturazione? l'allaccio alla linea elettrica? chi convince la sopraintendenza ai beni culturali? E poi, come ho detto, non mi fido tanto delle istituzioni...cambia l'amministrazione, e voilà , tutti fuori !Sfogliando ad esempio sul sito della provincia di Lecce la scheda descrittiva dedicata alla manifatturia tabacchi di Galatone, si legge alla fine: L'opificio non conserva più le attrezzature un tempo utilizzate per la lavorazione del tabacco perchà© alcuni anni fa é stato svuotato in previsione di una sua riconversione a centro commerciale.Ecco il destino dei luoghi della memoria, che potrebbero ospitare dei magnifici centri culturali...e che invece vengono o distrutti, o lasciati in abbandono, o sacrificati sull'altare del consumismo...sigh !Sto sfogliando il sito della provincia di Lecce, nella sezione dedicata alle risorse turistiche, elenco delle masserie...mi piange il cuore leggendo che quasi tutte sono in stato di completo abbandono, e che le poche recuperate sono state stravolte dai proprietari, trasformate in studi privati o abitazioni rovinando totalmente l'aspetto originale.Mi sono sempre chiesto, ma tutte queste masserie abbandonate, molte delle quali stanno praticamente crollando, a chi cavolo appartengono? che se ne fanno? comprarle penso sia veramente un sogno impossibile...[addsig]

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Inviato: 17 marzo 2005, 13:57
da Ialma
Ho aperto questo forum il 15 dicembre come una provocazione nei confronti di chi non da valore alle culture tradizionali.A tre mesi di distanza mi sembra giusto segnalare quante persone abbiano chiesto di consultare/usufruire del mio archivio.La risposta é NESSUNOSenza parole e nessun commento[addsig]

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Inviato: 18 marzo 2005, 1:19
da nina78
Beh,e non sei contento che nessuno sia venuto a "scocciarti" proprio a casa tua...? Nooo,probabilmente non sei stato preso sul serio(hai parlato tu stesso di "provocazione",vero?),oppure i baresi-terroni di questa community son veramente pochini...! O ancora...si é già  sparsa la voce del lupo cattivo.....quello che mangia i nuovi iscritti a pizzicata...!?!?[addsig]

Inviato: 20 gennaio 2006, 11:22
da Ialma
In questo bel post sulla SIAE mi vengono spontanee altre domande tipo :

"se prendo dieci strofe tradizionali da sonetti sparsi e ci faccio un testo, é una opera dell'ingegno autonoma o un patetico sciacallaggio?

"abbiamo un reato se qualcuno si appropria di un tema palesemente tradizionale?? Cosa dovrebbe fare la SIAE in questo caso ??

Inviato: 20 gennaio 2006, 16:57
da march
Vorrei ringraziare Ialma anche sul forum in cui si proponeva l'iniziativa. Dopo un anno sono stato finalmente capace di raggiungere casa di Francesco per curiosare nel suo archivio.

Il risultato?

Mi sono ubriacato visto tutto il materiale disponibile.

Ho imparato nuove piccole cose a completamento di dubbi e di domande che erano già  aperte.

Mi sono reso conto che visitare un archivio per un giorno serve a pochissimo se rimane un'azione isolata. Mi sono convinto ancora di più di quanto servirebbe un archivio ufficiale e di quanto sarebbe importante ancora di più se si creasse un gruppo di persone che stabilmente condivide la propria ricerca personale.

Ho ascoltato registrazioni sul campo che credevo inesistenti ed ora posso dire: esistono..il mio obiettivo sarebbe invece: le so cantare, le so suonare.
E per fare questo avrei bisogno di rivisitare l'archivio ancora e ancora, e farmi aiutare da portatori, e da chi ha già  imparato da loro, a fare mie le micro sfumature...

Credo che stare lontano mi impedisca di instaurare delle relazioni stabili di apprendimento di gruppo e questo mi scoccia parecchio.

Cmq grazie per l'esperienza e soprattutto per la disponibilità  a spiegare e a indicare piccoli tesori nascosti.

march

Inviato: 20 gennaio 2006, 17:10
da raheli
Non sono convinto che la colpa sia sempre tutta della SIAE.
La SIAE é un organizzazione privata che tutela i propri associati.
La tutela delle opere di pubblico dominio spetterebbe ad altri.

Due righe su una mia esperienza personale.
a) Deposito l elaborazione della parte letteraria di un opera dal titolo "Cocco Bello e i venticinque furboni" facendo presente che la melodia é di anonimo popolare, mentre il testo é per un terzo del signor Rossi di Colle Brunetto (non associato SIAE), per un altro terzo del signor Verdi di Colle Fiorito (non associato SIAE) e per l ultimo terzo mio (associato SIAE). Contestualmente fornisco la trascrizione musicale della melodia di anonimo popolare (così creo un precedente in caso domani qualcuno ne rivendicasse la proprietà ).
b) La SIAE (dopo quattro anni, ma meglio tardi che mai) risponde dicendo che non può accreditarmi i diritti del mio terzo (che io quelli chiedevo e non altri) in quanto il resto del testo é frutto dell opera dell ingegno di non iscritti con i quali la SIAE stessa, in quanto organizzazione privata, non può avere rapporti.
A meno che con apposita dichiarazione non mi faccia io garante, in quanto associato SIAE, di percepire i diritti spettanti e poi corrispondere il dovuto agli autori non associati SIAE.
Dichiarazione che io ho fatto, nel pieno convincimento di dare quei soldi a chi di dovere. Se mi arriveranno dei soldi andrò dal signor Rossi e dal signor Verdi e darò loro la loro parte.

Analisi del comportamento.
Nel bollettino di dichiarazione dell opera mi sono preso la briga di indicare nomi e generalità  degli autori non iscritti SIAE, Ciò ha comportato un ritardo di quattro anni nella corresponsione dei diritti. Colpa anche mia che non ho sollecitato. Tuttavia senza la mia dichiarazione in cui prendo la responsabilità  di andare a dare i soldi a chi devo, la SIAE blocca tutto.
Se non avessi detto nulla del signor Verdi e Rossi, la SIAE avrebbe pagato senza battere ciglio il 100% dei diritti a me.

Superficialità  della SIAE.
Se é vero che la SIAE si é dotata di un meccanismo di difesa dei diritti dei non associati, é vero anche che tutto é demandato all onestà  degli associati.
Se avessi voluto e volessi fare il furbo innanzi tutto non avrei fatto menzione dei signori Rossi e Verdi, ma, in ogni caso, anche così potrei far finta di nulla e, quando arrivano i soldi, tenermi tutto io.
Tanto i signori Rossi e Verdi non sapranno mai niente di tutto ciò.
Io però non sono furbo, anzi sono piuttosto scemo.
Quindi quando e se arriverà  qualche euro (quanti? 50? 100?) andrò e darò quei soldini.
E anche vero che alla fine molto dipende dal senso di responsabilità  e di onestà  degli associati SIAE.

Concludendo.
La SIAE non brilla per la funzionalità  dei propri meccanismi di tutela.
Alcuni associati SIAE probabilmente non brillano per volontà  di applicare i meccanismi di tutela, che pure tuttavia esistono.
Allora, la colpa é solo della SIAE o é piuttosto un concorso di colpa?

Spero di essere stato chiaro.
I nomi dell opera e degli autori citati sono di fantasia.
Il fatto descritto é invece tutto riferibile a cose realmente accadute e a persone realmente viventi.
Se mi arrivano dei soldi chiamerò qualcuno di voi per accompagnarmi a darli a chi di dovere, almeno ne rimarrà  testimonianza.
Francesco, tu ci vieni a Colle Brunetto e Colle Fiorito?

Inviato: 23 gennaio 2006, 10:21
da raheli
[quote:075c9ffeb3="march"]Mi sono convinto ancora di più di quanto servirebbe un archivio ufficiale e di quanto sarebbe importante ancora di più se si creasse un gruppo di persone che stabilmente condivide la propria ricerca personale.[/quote:075c9ffeb3]
Purtroppo l'archivio ufficiale non esiste e chi sa se esisterà  mai.
La soluzione che ho trovato io é quella di pubblicare il pubblicabile, in modo che chi vuole può dotarsi del proprio archivio personale spendendo quattro soldi.
Inoltre non sono il solo ad aver fatto questo tipo di scelta.
Tuttavia il materiale che meriterebbe di essere pubblicato é ancora tanto, e c'é una quantità  di sommerso che resta ad ammuffire sotto forma di nastri che si smagnetizzano o sotto forma di memoria di persone ogni giorno più anziane (alle quali auguro ancora 300 anni di buona salute).
Tutto é demandato alla volontà  e capacità  dei singoli.
Singoli intesi sia come persone che rischiano soldi propri per produrre e pubblicare materiali; singoli intesi come persone disponibili a condividere, attraverso la pubblicazione, quei materiali frutto di ricerca personale o frutto di ricordi dei propri anziani (quindi ammantati di una affettività  che rende ancor più ammirevole la scelta di condividerli); singoli intesi come anziani disponibili a cantare e a raccontare; singoli intesi come acquirenti dei materiali pubblicati.
Senza questi ultimi, in particolare, nessuna proposta editoriale può sopravvivere. A meno che non si debba ricorrere alle sovvenzioni delle amministrazioni.
Ma dato che per farsi dare i soldi dai politici bisogna leccare culi un giorno sì ed un altro pure, io per quanto mi riguarda vado avanti così fino a che posso.
Attraverso la vendita di materiali che hanno l'aspirazione di essere seri il più possibile.
Ogni tanto riesco ad avere qualche soldo dalle amministrazioni, ma senza leccare culi. Per cui la mia attività  é resa possibile in massima parte dalla commercializzazione dei materiali pubblicati. Cosa per la quale ringrazio tutti coloro che hanno acquistato, tutti coloro che hanno offerto la propria collaborazione gratuita o sotto pagata, tutti coloro insomma che rendono possibile la sopravvivenza di un'attività  editoriale indipendente.

Inviato: 23 gennaio 2006, 23:31
da pjraptus
:( Quello che dice RAHELI é giusto e credo nella citazione dell'esperienza da lui riportata,ma.....
c'é sempre un ma,non credo nell'esperienza editoriale ai soli fini di far conoscere la cultura del salento alla gente....chi vuole capisca.
:P Comunque,forze per la mia deformazione personale, concepisco la cultura come libera,gratuita e accessibile a tutti.
Quanti di noi non ha potuto comprare un libro o un CD per mancanza di EURI?
Quanti di noi ha mp3 nel proprio hard disk?
Quanti di noi hanno almeno un CD o una cassettina audio o video copiata?
:shock: Penso che la percentuale sia altissima specie fra i più giovani.
IO sono per il libero scambio......
à© vero che chi fa ricerca spende soldi e tempo per farla, ma chi fa ricerca per pura promulgazione,sa che l'ha fatto con piacere e allora ha piacere anche a mettere tutto in comune...
Per quanto mi riguarda tutto ciò che ho io é sul mio pc che é interamente condiviso in rete(vari peer to peer).
Il fatto poi che la carta stampata costi, si risolverebbe tranquillamente digitalizzando tutto,tanto prima di stamparla,deve essere per forza digitalizzata.

8) Per carità ,non voglio offendere nessuno,dato che ognuno fa il suo mestiere,ma lo fa appunto per MESTIERE quindi primariamente per mangiare....

Inviato: 23 gennaio 2006, 23:36
da pjraptus
P.S.
per quanto riguarda la SIAE,non difende proprio nessuno perché non é un organo preventivo.
Per me é solo un organo nato per giusta causa ma divenuto un organo per fini di lucro, come d'altra parte anche l'EMPALS(si chiama così) ente che si propone di ridarti i contribbuti,ma se suoni senza essere pagato ti rovina perché devi per forza avere l'agibilità  che comunque ti costa,se non direttamente almeno per l'iscrizione.e loro magnano e noi paghiamo.

Inviato: 24 gennaio 2006, 0:23
da raheli
[quote:190ff1b7ba="pjraptus"]Per carità ,non voglio offendere nessuno,dato che ognuno fa il suo mestiere,ma lo fa appunto per MESTIERE quindi primariamente per mangiare....[/quote:190ff1b7ba]
Dov'é l'offesa? Nel fatto che si deve mangiare? O nel fatto che tutti quelli a cui non da da mangiare la mamma devono avere un mestiere? Certo io lavoro e mangio e mi vesto ed ho una casa e l'indipendenza economica.
Mi sembra sempre di dover dire le stesse cose, a volte.

Io per mestiere pubblico.
Pubblico cose che interessano prima di tutto me.
Siccome altri trovano interessanti le cose che pubblico, posso continuare a pubblicarle VENDENDOLE.
Se non interessassero a nessuno non le pubblicherei più, ma continuerebbero ad interessarmi e me le terrei per me.
Non pubblicandole più avrei la necessità  (ma anche il tempo) di dedicarmi ad altro lavoro, visto che comunque bisogna mangiare.
Quindi non mi sento offeso dal fatto di dover mangiare o di avere un mestiere (che inoltre mi interessa).

Mi preoccuperei di più se fossi simile a chi per scelta di vita non ha altro da fare che pensare male di altra gente.
E pensare che tale attività  non serve neppure per mangiare.

Inviato: 24 gennaio 2006, 0:47
da raheli
e comunque non é empals ma enpals

Inviato: 24 gennaio 2006, 9:34
da CarloTrono
pjraptus, perdonami, ma devo dirti che quello che dici secondo me [b:ebb4f2ef8b]é una grande sciocchezza[/b:ebb4f2ef8b].
Qui non stiamo parlando di cd prodotti dalle multinazionali della musica, contenenti brani di artisti che radunano milioni di persone ai loro concerti; per questi ultimi la pirateria informatica (o, come la chiami tu, il libero scambio) é un danno abbastanza lieve rispetto alla immensa quantità  di denaro che accumolano quotidianamente.
Il discorso cambia radicalmente quando si parla di un cd prodotto da un gruppo di riproposta, e si aggrava ancora di più (in maniera esponenziale direi) quando si parla di un cd contenente i frutti di una ricerca sul campo.
La ricerca sul campo (e la pubblicazione dei risultati di tale ricerca) viene sicuramente fatta da gente appassionata, che lo fa prima di tutto per un proprio interesse personale, in secondo luogo per lavoro. Il problema é che i costi di tale lavoro sono tutti a carico del ricercatore (o editore), perché le istituzioni moooolto raramente danno due briciole di finanziamento, e ti assicuro, sono costi altissimi.

Elenco alcuni:
-strumentazione professionale per registrare, da un minimo di 400 euro fino ad oltre 2500 euro.
-cassette DAT o minidisc per registrare l'audio
-telecamera, dalle 500 euro fino ad oltre 5000 euro
-cassette per la telecamera
-macchina fotografica, digitale o analogica
-rullini o schede di memoria
-AUTOMOBILE con relative spese di manutenzione (si macinano chilometri su chilometri)
-BENZINA (tanta, tantissima benzina)
-regali agli anziani che si va a trovare
-copie di ogni filmato, registrazione o fotografia effettuata durante la ricerca per OGNI anziano filmato, registrato o fotografato (questo quando il ricercatore é educato !)

A questi si aggiungono i costi editoriali quando il prodotto della ricerca viene pubblicato nella vana speranza di recuperare, dopo cinque anni di vendite al banco, quanto si é speso per fare ricerca. E poi ci sono le tasse.

Pubblica condivisione? in un mondo ideale, dove le amministrazioni locali finanziano in TOTO un serio staff di ricerca sul campo, magari sarebbe possibile. In questo mondo, attualmente, NO. Anzi, dico di più: masterizzare questi cd così "di nicchia", che vendono così poche copie, toglie l'unico sostegno attualmente disponibile alla ricerca, e sopratutto toglie il lavoro a quelle persone che con grande spirito di sacrificio e con tanta (taaaaaaaanta) pazienza pubblicano qualcosa di valido.
Quindi, gentilmente, togli il materiale di ricerca dalla condivisione del tuo computer.