salento :dove inizia e dove finisce.....
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DanieleMorciano
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2235
...questo continuare a discutere di "confini" e "appartenenze" lo trovo poco stimolante. E' certamente comprensibile come in un presente fatto di intensa comunicazione e labilità dei limiti "fisici" della comunicazione, si senta la necessità di dare un limite "fisico" alla propria identità per poter "sentire di esserci" e "comunicarci" agli altri. Tuttavia, credo che anche prima della rivoluzione dei treni, degli aerei e della telematica, la comunicazione e lo scambio culturale incidesse non poco sulla vita di una comunità locale, forse anche più di quanto non lo faccia oggi. La ragione, mi pare, sia nel fatto che l'influenza non derivava dall'alta frequenza della comunicazione, ma proprio, invece, dalla sua scarsa frequenza, tant'é che le notizie, usi e costumi riportati da marinai, commercianti, "trainieri" ecc. erano qualcosa di molto prezioso e stimolante (immaginatevi che ascendente poteva avere questo verso chi viveva con disagio l'appartenenza a comunità chiuse...). Per non parlare poi delle civiltà diverse che, nel bene e nel male, nella pace e nel conflitto, hanno attraversato la nostra terra...greci, turchi ecc...E poi, la storia e il mito di Otranto come la porta d'Oriente. Insomma, più che il desiderio di trovare confini, quel che più mi affascina é il ritrovare nel duomo di Lecce angeli scolpiti e dipinti come il Buddha, farmi rapire dall'ambizione di universalità che esprime il mosaico della cattedrale di Otranto...e nella musica assaporare con l'ascolto di una melodia tradizionale salentina il "retrogusto" di tecniche canore e scale musicali medio-orientali...questi ed altri, mi sembrano segni di un "incontro" culturale sedimentato lentamente, per questo in molti casi più "vero" dell'incontro possibile oggi grazie ad una "comunicazione sempre a portata di mano" e quindi spesso scontata, abusata, mitizzata o alla moda. Quanto mi piacerebbe conoscere di più da questa prospettiva la storia del nostro Salento e della sua tradizione musicale orale...
Ciao
Daniele Questo messaggio é stato modificato da: friscu, 06 Dic 2004 - 19:21 [addsig]
Ciao
Daniele Questo messaggio é stato modificato da: friscu, 06 Dic 2004 - 19:21 [addsig]
2237
Odio la pubblicità per cui mi scuso profondamente per il messaggio che segue, soprattutto perchà© inserito in questo sito.
Poichà© però ritengo che i molti che si sono appassionati agli argomenti sollevati in questo forum potrebbero trovare interessante questo libro, ve lo segnalo di nuovo.
Ripeto ancora: chiedo umilmente scusa, sono molto imbarazzato. Lo faccio solo perchà© i libri servono a far circolare idee e le idee (dopo la salute) sono forse la cosa più importante. Ve lo segnalerei ugualmente – e con l'animo molto più leggero – se non fossi io l'editore.
Dietro la tammurriata nera, di Silvio Marconi.
Sottotitolo: Polisincretismi afromediterranei e loro proiezioni afroamericane relative ai riti di transe possessiva, all'uso della musica percussiva ed alla codificazione delle relazioni sessuali e della sessualità .
Il libro é una specie di viaggio nel tempo e fra i luoghi del Mediterraneo (e dal Mediterraneo e dall'Africa, attraverso le rotte degli schiavi, fino alle Americhe) all'inseguimento di quelle circolazioni di rituali, tradizioni, musiche, parole, comportamenti che sono comuni a popoli diversi, collegati tuttavia fra loro, da tempi estremamente antichi, più profondamente di quanto si creda, al di là di confini che sono più labili di quanto in molti si sforzano ogni giorno di farci credere.
Dopo averlo letto credo che le discussioni su contaminazioni ed influenze ed origini ed identità sarebbero arricchite e le diatribe su dove incomincia o finisce il Salento o sul tarantismo che nasce a Taranto potrebbero svanire come fumo di sigaretta in una giornata di tramontana forte.
P.S.
Capitano perdonami, non lo faccio più.
[addsig]
Poichà© però ritengo che i molti che si sono appassionati agli argomenti sollevati in questo forum potrebbero trovare interessante questo libro, ve lo segnalo di nuovo.
Ripeto ancora: chiedo umilmente scusa, sono molto imbarazzato. Lo faccio solo perchà© i libri servono a far circolare idee e le idee (dopo la salute) sono forse la cosa più importante. Ve lo segnalerei ugualmente – e con l'animo molto più leggero – se non fossi io l'editore.
Dietro la tammurriata nera, di Silvio Marconi.
Sottotitolo: Polisincretismi afromediterranei e loro proiezioni afroamericane relative ai riti di transe possessiva, all'uso della musica percussiva ed alla codificazione delle relazioni sessuali e della sessualità .
Il libro é una specie di viaggio nel tempo e fra i luoghi del Mediterraneo (e dal Mediterraneo e dall'Africa, attraverso le rotte degli schiavi, fino alle Americhe) all'inseguimento di quelle circolazioni di rituali, tradizioni, musiche, parole, comportamenti che sono comuni a popoli diversi, collegati tuttavia fra loro, da tempi estremamente antichi, più profondamente di quanto si creda, al di là di confini che sono più labili di quanto in molti si sforzano ogni giorno di farci credere.
Dopo averlo letto credo che le discussioni su contaminazioni ed influenze ed origini ed identità sarebbero arricchite e le diatribe su dove incomincia o finisce il Salento o sul tarantismo che nasce a Taranto potrebbero svanire come fumo di sigaretta in una giornata di tramontana forte.
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CarloTrono
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2238
Nessun problema Roberto...però essere chiamato anche da te Capitano mi fa un po' impressione eh ehcome sempre, se vuoi, possiamo inserire alcuni estratti del libro negli approfondimenti di Pizzicata.itcomunque, fino ad adesso la discussione ha considerato solo gli aspetti "musicali" (e nemmeno tanto bene, permettetemi questo giudizio strettamente personale). Sarebbe interessante anche considerare gli aspetti storici, gli aspetti linguistici (quindi il dialetto) e ovviamente, gli aspetti geografici-territoriali (il Salento é una pianura, geograficamente dovrebbe finire dove iniziano le murgie). Ovviamente, tutto questo in un ottica nella quale le differenze territoriali e culturali costituiscono un interessante patrimonio da proteggere, non uno sciocco sbarramento campanilista.[addsig]
pisa l'oru, pisa lu chiummu, pisa cchiu l'onore de tuttu lu munnu !
2239
IALMA..ANCORA COMPLIMENTI...DAI DAVVERO PROVA DELLE TUE "INFINITE"CONOSCENZE...TI RINGRAZIO ANCHE PER LE BELLE COSE CHE MI HAI DETTO...SAI TUTTO TU EH?TAMMURRIATE BRINDISINE: ESEMPI: MAMMA CA MUERU, PAESI NUESTRU,BRINDISI A BRINDISI(ne esistono 2 versioni..tarantella- tammurriata)...non é carino poi da parte tua giudicare con quei toni i gruppi folkroristici...che come molti altri gruppi si prefiggono di diffondere la musica popolare....Raheli oltre a ribadire che la stimo molto..volevo dirle che non esiste solo quel lilibro da voi citato..ne esistono molti altri...[addsig]
2240
Hai ragione.Visto che la mia ignoranza é leggendaria, vorrei che mi spiegassi che cosa é una tammurriata.Grazie.[addsig]
...la luna aggira il mondo e voi dormite...
(tradizionale, Matteo Salvatore)
(tradizionale, Matteo Salvatore)
2241
fino ad ora sostenevi che le mie erano solo(.......come hai detto?), quindi presumo che per giudicare devi avere una "bella conoscenza suGLI ARGOMENTI"....quindi penso che tu sappia cosa vuol dire TAMMURRIATA...VERO?anche io lo so...e sai chi me l'ha fatta APPREZZARE?mia nonna(carovigno - provincia di brindisi), due mie prozie(una ha 94anni l'altra 90 - Brindisi)se potesseroballare ancora adesso ti farebbero capire cosa significa,e cosa ha significato per loro...ho avuto la fortuna di essere educata da piccola alle tradizioni della mia città ..che amo tanto...[addsig]
2242
Matraki: fin'ora hai lasciato intendere che leggi tanto; ci puoi dire anche cosa perfavore?Se e quando fai riferimento a qualche testo potresti anche citarlo, così da permettere agli altri di documentarsi e valutarne l'attendibilità . Ad esempio: dov'é che hai letto del collegamento tra Taranto e Tarantismo (o meglio: che "la cultura della TARANTA nasce a Taranto")?E poi sarei curioso anch'io di sapere "cosa vuol dire tammurriata", o almeno cosa vuol dire per te: considerando il fatto che non ho sicuramente una "bella" conoscenza su questi argomenti penso tu possa aiutarmi a capire.Giusto per far chiarezza sulla questione, perchà© ho l'impressione che siano molti gli ignoranti in materia di tammurriate brindisine.Ad esempio, da solo non sono riuscito a capire se questo può esser considerato un buon esempio di tale tammurriata.Sui gruppi folkloristici preferisco aspettare ad esprimermi.Questo messaggio é stato modificato da: Valerio, 08 Dic 2004 - 11:09 [addsig]
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CarloTrono
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2244
ciao Matrakiperdonami, ma questa storia delle tammurriate brindisine sinceramente mi convince ancora molto, molto poco. Sottolineo il fatto che personamente mi reputo un grande ignorante (ho realizzato questo sito proprio per mettermi in contatto con persone in grado di spiegarmi per bene certe cose), quindi vorrei capirne di più.Ti invito a indicarmi delle fonti in grado di confutare la tua affermazione. Per fonti, come ho già detto prima, non intendo affatto un gruppo di riproposta ne' tantomeno un gruppo folkloristico, ma delle registrazioni d'epoca o, meglio ancora, degli anziani cantori che possano dimostrarci dal vivo che la tammurriata é una forma di ballo popolare tradizionalmente presente nel brindisino. Grazie.Ci hai parlato della tua nonna e delle tue pro-zie. Sicuramente data l'età non potranno mostrarci il ballo della tammurriata, ma sicuramente potranno descrivercela. Personamente sono disponibile a venire a Carovigno per conoscerle. Sinceramente però, mi sembra mooolto strano che nessuna ricerca, sia fatta recentemente che fatta in passato (e ce ne sono state) parli di una traduzione di tammurriate nel brindisino. Mi permetto di riportare alcune citazioni dai tuoi precedenti messaggi:dal messaggio del 03 Dicembre...dovresti documentarti anche tu sulla tammurriata a Brindisi e provincia se non ti dicono niente gruppi come lu scattusu e il canto antico della nostra terra...dal messaggio del 07 DicembreTAMMURRIATE BRINDISINE: ESEMPI: MAMMA CA MUERU, PAESI NUESTRU,BRINDISI A BRINDISI(ne esistono 2 versioni..tarantella- tammurriata)...Sono andato sul sito internet del gruppo "Lu Scattusu", e ho scaricato il video "Brindisi a Brindisi". Il brano era incompleto, ma per quel poco che ho sentito non mi é sembrata né una tarantella, né tantomeno una tammurriata... anzi, non era nemmeno paragonabile ad uno stornello...che era? Non sono un esperto di tammurriate, le ho sentite in poche occasioni (una di queste dal vivo a Pagani, alla festa della Madonna delle Galline)... ma "brindisi a brindisi" non mi sembra affatto una tammurriata.A questo punto penso che tutto potrebbe essere un grosso equivoco, magari c'é un uso errato del termine "tammurriata". Prima di venire a Carovigno, ti invito quindi a spiegarmi per bene che cosa intendi tu per tammurriata, così magari ci capiamo meglio.[addsig]
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2250
Partecipando a questa discussione mi sono ricordato di quello che avevo letto alle scuola superiori sul libro di grammatica: esiste un dialetto pugliese ed esiste un dialetto salentino.Il primo veniva riportato nell'area dei dialetti campani, il secondo nell'area dei dialetti siculi.Ho fatto una ricerca nel web ed ho trovato conferma su diversi siti, trovando anche una cartina che ritengo fatta abbastanza bene, la trovate qui.Questo dimostra che esistono dei confini (anche culturali) e delle differenze, che devono essere usate come confronto e non come discriminazione.Mi sembra molto strano che ci sia gente che si lamente di una discussione sui confini del salento in un sito che parte con dei confini: quelli di trattare musica del sud Italia e del mediterraneo (Carlo correggimi se sbaglio).A me i confini che preoccupano non sono questi, ma quelli che impediscono alle persone di circolare liberamente sul nostro pianeta, o che costringono un ragazzo a fare chilometri a piedi per andare a scuola, per colpa di qualcuno che ha deciso di costruire un muro avanti a casa sua. I confini gravi sono quelli che limitano non quelli che potrebbbero arricchire. Ciao a tutti RamonQuesto messaggio é stato modificato da: ramonn, 10 Dic 2004 - 04:16 [addsig]
2252
È interessante questa discussione. A questo punto vorrei intervenire. Sono laureata in quello che voi chiamereste Lingua e Letteratura Italiana e noi chiamiamo Filologàa Italiana e, appunto, il Pellegrini é un'autorità in materia di dialettologia italiana. Sicuramente voi saprete meglio di me, che dal vivo solo conosco il lombardo e il veneto, che la situazione dialettale del meridione italiano é assai complessa, tanto per cominciare perché si parte da diversi sviluppi del vocalismo latinovolgare che segnano differenze dialettali importanti. Se interessati, posso darvi dei riferimenti bibliografici al rispetto o fare una piccola sintesi. Poi potete contrastare i dati sul terreno.[addsig]
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Dire ad una persona che non deve suonare la pizzica perché brindisina e non salentina ( si era partiti da questo, vero?) mi sembra molto limitante, anzi deprimente come ho scritto sopra. Cercare, per questo motivo, i confini del salento, mi sembra delittuoso, possiamo tranquillamente volare più in alto e lasciare i confini cerebrali alle persone ancora immature, e non mi riferisco a te Matraki.Molto più interessanti mi sembrano invece le discussioni Taranto\Tarantola Brindisi\Tammurriata.Per quanto riguarda la prima, anch'io ho trovato pubblicato dei pezzi che accostavano le due parole, bisognerebbe entrare nell'etimologia della parola TARANTULAE (Lycosa tarantulae), che essendo un genitivo mi dicono potrebbe indicare la sua provenienza, quindi é possibile che il ragnetto sia stato classificato così perché proveniente da quelle zone. Chi ha più risorse etimologiche ci faccia sapere !! continua......[addsig]
2256
Per quanto riguarda la seconda, mi sembra improbabile che il termine TAMMURRIATA sia stato usato nel brindisino, c'é qualcosa del genere nel ROHLFS ma suona diversamente come parola, ed ancora più strano mi sembra che eventualmente abbia la stessa metrica della napoletana. Molto probabilmente i tuoi parenti, Matraki, cantavano dei ritmi locali, così come é sempre accaduto, forse simili alla tammurriata napoletana, ma con una storia propria e con un proprio nome, nel qual caso ti prego di fornirci del materiale audio dei tuoi parenti se é possibile rendendoli pubblici sul sito, si tratta di oro puro.Un'ultima curiosità , il termine SUSUMANIELLU, con cui Uccio Aloisi inizia un famoso canto, é di provenienza brindisina, indica il tipo di vite esistente all'epoca, che dava un vino estremamente corposo, soppiantato dal negroamaro perché considerato, pensate, più leggero e quindi più adatto a palati nobili, ripreso il primo da abili ricercatori che hanno dato vita ad una produzione limitata e costosissima. Praticamente Uccio, "l'icona" del salento, quando intona il suo canto ci trasporta in una campagna brindisina di tanti tanti tanti anni fà , dove una fanciulla non conoscendo il nome del baldo contadino si riferiva a lui chiamandolo con il nome del vitigno.Scusate la lungaggine[addsig]
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CarloTrono
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2257
questa discussione sta prendendo una piega molto interessante (mi riferisco all'approfondimento sulle differenze linguistiche). Sarebbe interessante realizzare un bell'approfondimento fra gli speciali di Pizzicata.it. Chi é disponibile a questo lavoro e chi può fornire spunti e materiali si faccia avanti.[addsig]
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2264
Aggiungo all'interessante dibattito sulla tammurriata un testo tratto dal sito dell'associazione Taranta.
'O BALLË 'N COPP'O TAMMURRË
Il ballo sul tamburo in Campania
(ricerca e testo di G: M. Gala - ©)
Sottogruppo etnocoreutico dell'ampia famiglia della tarantella dell'Italia meridionale, diffuso in Campania, lungo la costa tirrenica e nelle aree immediatamente interne, a partire dal casertano (un tempo comprendente anche territori dell'attuale basso-Lazio), all'area domiziana, a quella vesuviana sino al Nolano nell'interno, all'agro nocerino-sarnese e ai Monti Lattari e alla penisola sorrentina.
Sono stati individuate sinora almeno quattro sub-generi tipologici diversi del ballo sul tamburo: quello domiziano (con forte corrispondenza tra repertorio sonoro e musicale), quello vesuviano (ancora ben tenuto e strutturato), quello lattaro (tendente alla "vutata" in direzione oraria) e quello sarnese-nocerino (in stato di avanzata corruzione, oggi ballata con la tendenza a ridurre gli elementi strutturali ed esaltare le movenze di anche). Detta fino ad alcuni decenni or sono semplicemente o ballà«, sottolineava col nome la supremazia di questa danza su altre passeggere o di moda presenti nell'area suddetta. Spurio sembra essere nello stesso territorio il nome di tarantella, sentito dagli anziani quasi come un'imposizione cittadina della capitale partenopea. Rilevante ruolo lo svolgono le braccia in questa danza, le quali "parlano" gestualità diverse, tutte codificate dalla tradizione. Il movimento dei polsi e delle avambraccia sono funzionali alla necessità di far schioccare le castagnette, tenute in entrambe le mani.
In molte feste della zona oggi si assiste ad una eclettica e corrotta forma urbana di "tammurriata" da parte dei giovani, una versione moderna che annulla le differenze stilistiche e simboliche locali e che ha invaso e sopraffatto modi e regole del ballare tradizionale. Parallelamente alla domanda di ballo, spuntano qua e là anche improvvisati e fantasiosi studiosi, assillati più dal suppore improbabili ascendenze storiche e mitologie coreutiche estatico-dionisiache nell'antichità classica che dal bisogno di indagare in profondità con ricerche etnocoreutiche sul campo o con reperimento di fonti storiche certe.
(© TARANTA 2004 - www.taranta.it/tammurriata.html)[addsig]
'O BALLË 'N COPP'O TAMMURRË
Il ballo sul tamburo in Campania
(ricerca e testo di G: M. Gala - ©)
Sottogruppo etnocoreutico dell'ampia famiglia della tarantella dell'Italia meridionale, diffuso in Campania, lungo la costa tirrenica e nelle aree immediatamente interne, a partire dal casertano (un tempo comprendente anche territori dell'attuale basso-Lazio), all'area domiziana, a quella vesuviana sino al Nolano nell'interno, all'agro nocerino-sarnese e ai Monti Lattari e alla penisola sorrentina.
Sono stati individuate sinora almeno quattro sub-generi tipologici diversi del ballo sul tamburo: quello domiziano (con forte corrispondenza tra repertorio sonoro e musicale), quello vesuviano (ancora ben tenuto e strutturato), quello lattaro (tendente alla "vutata" in direzione oraria) e quello sarnese-nocerino (in stato di avanzata corruzione, oggi ballata con la tendenza a ridurre gli elementi strutturali ed esaltare le movenze di anche). Detta fino ad alcuni decenni or sono semplicemente o ballà«, sottolineava col nome la supremazia di questa danza su altre passeggere o di moda presenti nell'area suddetta. Spurio sembra essere nello stesso territorio il nome di tarantella, sentito dagli anziani quasi come un'imposizione cittadina della capitale partenopea. Rilevante ruolo lo svolgono le braccia in questa danza, le quali "parlano" gestualità diverse, tutte codificate dalla tradizione. Il movimento dei polsi e delle avambraccia sono funzionali alla necessità di far schioccare le castagnette, tenute in entrambe le mani.
In molte feste della zona oggi si assiste ad una eclettica e corrotta forma urbana di "tammurriata" da parte dei giovani, una versione moderna che annulla le differenze stilistiche e simboliche locali e che ha invaso e sopraffatto modi e regole del ballare tradizionale. Parallelamente alla domanda di ballo, spuntano qua e là anche improvvisati e fantasiosi studiosi, assillati più dal suppore improbabili ascendenze storiche e mitologie coreutiche estatico-dionisiache nell'antichità classica che dal bisogno di indagare in profondità con ricerche etnocoreutiche sul campo o con reperimento di fonti storiche certe.
(© TARANTA 2004 - www.taranta.it/tammurriata.html)[addsig]
2265
Vorrei sapere da danzerino chi sono le persone immature che stanno parlando di confini, perché visto che sono tra quelli che maggiormente hanno parlato di confini evidentemente per danzerino sono tra gli immaturi.Ed evidentemente danzerino non ha proprio capito quello che volevo dire e quello che si stava sottolineando parlando di confini.Mi sembra che in questa discussione non ci sia stato nessuno che abbia detto che la pizzica la devono suonare solo i salentini.Io ho cercato i confini per dimostrare l'ignoranza di chi dice che la pizzica la devono suonare i salentini e non i brindisini.Ho cercato i confini per rispondere ad una domanda fatta da Matraki, ed ho portato delle motivazioni per dire che si tratta di confini storici,culturali, perché delimitano un'area in cui vivono persone che hanno molti aspetti comuni, ed hanno aspetti diversi dalle persone che vivono nell'altra regione che sarebbe quella barese.E l'aspetto linguistico mi sembra la prima differenza forte che si nota.O sbaglio????[addsig]
2272
Juniorhai perfettamente ragione....io ho un gruppo di musica popolare...da 3 anni..e sono brindisina..purtroppo mi é capitato di "scontrarmi"circa la questione SALENTO..mi é stato detto:"tu suoni la pizzica..ah, a brindisi conoscete la pizzica?suonate la "nostra"* musica"...LA MUSICA CHE SUONO CON IL MIO GRUPPO....pizziche, tammurriate, tarantelle..mi sé tata tramandata da i miei nonni..brindisini.ke a loro volta avevano conosciuto dai loro nonni..é un processo che non deve essere arrestato.la stessa cultura della TARANTA nasce a Taranto(come dice la parola stessa)..sembra ke i leccesi(senza offesa)siano gelosi delle loro tradizioni(sarebbe anche una cosa bella)..ma quelle sono anche le nostre...tradizioni.SEMBRA vogliano escludere..tutti gli altri.nb. non parlo per tutti..non voglio generalizzare..ma quello che sento vivendo a lecce da quasi un anno(per studio)é sempre la stessa cosa..probabilmente é la scarsa informazione....Ecco a chi mi riferivo, a quelle persone a cui si riferiva Matraki in questo post.[addsig]
2273
purtroppo non possiedo registrazioni di ciò che mi é stato tramandato dai parenti.é possibile che il nord della provincia di brindisi(carovigno)abbia subito delle influenze dalla campania?non so spiegarmelo.[addsig]
2274
Allora, in mancanza di risposta privata, rigiro le mie domande qui sul forum.Sono le tue prozie ad usare il termine "tammurriata" o sei tu che hai definito di tua volontà i canti come "tammurriate"?La differenza non é sottile.Nel primo caso, se sono le signore a chiamare il loro ballo "tammurriata" ci sarebbe da chiedersene il motivo, e potrebbe essere molto interessante capire come mai in pieno brindisino degli anziani cantino, suonino e ballino un ballo che é sempre stato campano.Se sei tu a definire di tuo i loro canti come "tammurriate", magari senza avere l'idea di cosa sia una tammurriata autentica, allora il discorso cambia.Ma l'errore di chiamare "tammurriate" gli stornelli é tragicamente comune fra chi suona senza sapere cosa stia suonando.Di sicuro "Brindisi a Brindisi" é tutto meno che una tammurriata visto che poi, la tammurriata come la pizzica, la tarantella, é un modulo e non una canzoncina.[addsig]
...la luna aggira il mondo e voi dormite...
(tradizionale, Matteo Salvatore)
(tradizionale, Matteo Salvatore)
2290
Forse entro nella discussione un po in ritardo,pero' voglio comunque esprimere la mia opinione.Premesso che il mio intervento non entra nel merito di giudicare se estitano tammuriate pugliesi o no. Perche non conosco per niente la Puglia.Vorrei semplicemente porre l'attenzione nel dire questo tipo di musica popolare é di quella regione quell'altro di quella. In quanto si possono trovare numeroe "isole" dislocate nei posti piu' diversi, stesso discorso vale per i dialetti:Es.1 sulla musicaNel cuore della tammurriata ( zona scafati) si balla si suona e si canta una "tarantella" che prende il nome di Spaccapaese, la quale a me sembra un salterello abruzzese/molisano ( comunque molto lontano dalla tammurriata).Es.2 ancora sulla musica.Alcuni brani cantati (parole) sulla tammurriata nel salernitano in Irpinia vengono cantati su tutt'altra musica, noonostante tutto vengono rispettati i versi in endecasillabe e settenario tipici della tammurriata ( tipo quella di Bagni). Es. 3 sulla linguaNell'alta irpinia vi sono alcuni paesi il cui dialetto e un misto tra calabrese e siciliano ( lui = iddro, lei = eddra).Es. 4 ancora sulla linguaEsistono paesi, per rimanere in Irpinia, in cui si parla un antico albanese.Es. 5 ancora sulla lingua (ma fuori dall'irpinia)Sulle "vostre" isolette nell' adriatico, mi sembra che si parli napoletano.esempi di isole linguistiche e/o musicali se ne possono trovare centinaia.Ovviamente cio' e' dovuto allo spostarsi delle etnie nei vari territori, es. Carceri Borbonici, truppe Real Macedoni degli Aragona, Saraceni di Federico II, Arabi di varie stirpi, spostamenti di comunita' ebraiche, zingari prima nomadi poi stanziali etc.! Ok, sto diventando pesante.Quindi va bene generalizzare con cartine linguistiche, con aree tipiche sui musiche popolari. Ma attenzione alle centinaia di "isole" che non saranno mai riportate per ovvi motivi.Saluti a tutti.[addsig]
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Penso che montar abbia ragione per quanto riguarda il lato linguistico, ma forse lo stesso non si può dire nel caso specifico della tammurriata, che io non ho mai sentito né nominare né cantare nella provincia di Brindisi alla quale sono legato. Inoltre tra tantissimi amici sparsi in tutta la provincia nessuno mi ha mai parlato di tammurriata brindisina.
A meno che matraki non abbia dei parenti provenienti dalla campania, penso anch'io quindi che si sia confusa con qualche altro tipo di canto o ballo in uso nel brindisino.[addsig]
A meno che matraki non abbia dei parenti provenienti dalla campania, penso anch'io quindi che si sia confusa con qualche altro tipo di canto o ballo in uso nel brindisino.[addsig]
Giovanni Semeraro