Inviato: 7 aprile 2007, 20:40
Carlo mio,
non mi far passare per la maestrina dalla penna rossa che bacchetta peppiacere che poi sento in imbarazzo!!!
dillo che l'hai fatto per costringermi ad intervenire!!!
quello che volevo dire col post sulla ndt e ribadisco qui era solo un invito ad essere un po' più "rilassati" in certe affermazioni.
perché stigmatizzare e demonizzare facendo di tutta l'erba un fascio non ci permette molte volte (per pregiudizio) di viverci bene delle situazioni che potrebbero essere belle pur fuori di filologia.
tra l'altro sono perfettissimame d'accordo con te, in questo campo (minatissimo) é un fatto di "contesti", situazioni.
per fortuna esiste la riproposta, perché così si apprezza la musica in contesto tradizionale, e viceversa, perché vale anche il contrario e ne sono sempre più convinata e vale tanto e sempre di più, perché secondo me chi conosce un pezzo perché l'ha sentito "tradizionalmente" (dal vivo o su un disco sul campo) deve poter scegliere tra una riproposta e l'altra e deve poterlo fare senza prosciutto sugli occhi e dire mi piace o non mi piace.
poi per quello che mi riguarda, il metro di giudizio non può essere solo e soltanto la "filologia" (in senso strettissimo) ma può essere e deve essere anche il gusto, la capacità di valutare la contaminazione fatta o il modo di stare su un palco macinando i pezzi "tradizionali".
Poi soprattutto il "rispetto" della tradizione, non la fotocopia.
Che poi, se di contesti si vuole parlare, anche Uccio su un palco é come dicevi tu giustamente fuori contesto, tradizionale.
estremizzando ancora, é fuori contesto per definizione, e gli etnomusicologi lo sanno bene, anche un portatore di tradizione registrato col minidisc davanti ad una tazza di caffé che racconta di cosa cantavano quando erano nei campi o nelle solfatare.
estremizzando così significherebbe che manco i cantori di carpino possono cantare se non sotto la finestra di una fanciulla di notte.
mi sto dilungando, e sono già OT con tra cose che ho detto.
ciao carletto,
stammi bene e fai buona pasqua!
non mi far passare per la maestrina dalla penna rossa che bacchetta peppiacere che poi sento in imbarazzo!!!
dillo che l'hai fatto per costringermi ad intervenire!!!
quello che volevo dire col post sulla ndt e ribadisco qui era solo un invito ad essere un po' più "rilassati" in certe affermazioni.
perché stigmatizzare e demonizzare facendo di tutta l'erba un fascio non ci permette molte volte (per pregiudizio) di viverci bene delle situazioni che potrebbero essere belle pur fuori di filologia.
tra l'altro sono perfettissimame d'accordo con te, in questo campo (minatissimo) é un fatto di "contesti", situazioni.
per fortuna esiste la riproposta, perché così si apprezza la musica in contesto tradizionale, e viceversa, perché vale anche il contrario e ne sono sempre più convinata e vale tanto e sempre di più, perché secondo me chi conosce un pezzo perché l'ha sentito "tradizionalmente" (dal vivo o su un disco sul campo) deve poter scegliere tra una riproposta e l'altra e deve poterlo fare senza prosciutto sugli occhi e dire mi piace o non mi piace.
poi per quello che mi riguarda, il metro di giudizio non può essere solo e soltanto la "filologia" (in senso strettissimo) ma può essere e deve essere anche il gusto, la capacità di valutare la contaminazione fatta o il modo di stare su un palco macinando i pezzi "tradizionali".
Poi soprattutto il "rispetto" della tradizione, non la fotocopia.
Che poi, se di contesti si vuole parlare, anche Uccio su un palco é come dicevi tu giustamente fuori contesto, tradizionale.
estremizzando ancora, é fuori contesto per definizione, e gli etnomusicologi lo sanno bene, anche un portatore di tradizione registrato col minidisc davanti ad una tazza di caffé che racconta di cosa cantavano quando erano nei campi o nelle solfatare.
estremizzando così significherebbe che manco i cantori di carpino possono cantare se non sotto la finestra di una fanciulla di notte.
mi sto dilungando, e sono già OT con tra cose che ho detto.
ciao carletto,
stammi bene e fai buona pasqua!