Tamburello del Gargano

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lapo
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Tamburello del Gargano

Messaggio da lapo »

nella descrizione del cd "la tarantella del gargano" pino gala dice:
"[i:930146ec37]col caratteristico suono della chitarra battente, della chitarra francese, delle castagnole e del tamburo"[/i:930146ec37]

ora io sono del tutto ignorante sopratutto su questioni che riguardano il Gargano, e da un po' di tempo mi chiedo:
com'e`fatto un tamburo a cornice tradizionale del Gargano?
che uso se ne faceva/fa?

in altri forum si e`discusso del fatto che qualcuno (de sio nell'ultimo album "a sud a sud - la montanara" ad esempio), finisca per arrangiare con il tamburello qualcosa che somiglia alla ritmica di un "ballo sul tamburo". ha senso? ci sono dei legami?

a sentire le registrazioni sembra che venga usato in maniera meno "invadente" rispetto all'uso salentino (e percio tendo a immaginarmelo piu simile a un tamburello dell'alto salento) ma allo stesso tempo con la pelle meno tesa, un suono piu' sordo (e qui la mia fantasia corre sull'appennino lucano-calabrese).

ma sono certo che molti di voi sapranno molto sull'argomento, e quindi resto speranzoso in ascolto.

grazie

paolo
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trattino
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Messaggio da trattino »

Ciao Paolo, sicuramente le prime rilevazioni vedono il tamburello non invadente tanto che in molti brani la sua assenza neanche si nota.
Dato che viene usato solo da donne, potrebbe aver avuto solo una funzione coreografa, ma questa é un interpretazione personale. Molto più forte é la battuta della chitarra battente e delle castagnole, anche se per la prima di il ritmo e il battito si é modificato (accelerato) per sostituire e/o accentuare la funzione del battito del tamburello (ah! Bennato cosa combini) per meglio adattare il tutto ad un idea di concerto FolkRock.

Ascolta tu stesso, il brano é stato estrapolato dallo spettacolo "Sentite buona gente" proposto al Teatro Lirico di Milano nel marzo del 1967, esecutori Rocco Di Mauro, Andrea Sacco, Gaetano Basanisi, Giuseppe Conforte, Angela Gentile e Antonio Di Cosmo.
Ultima modifica di trattino il 12 dicembre 2006, 14:59, modificato 3 volte in totale.
Gianlu
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Iscritto il: 24 settembre 2005, 20:37
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Messaggio da Gianlu »

Ciao Paolo. i miei personali e, come sempre, opinabili pareri.

La morfologia di un tamburello realizzato in territorio garganico non é poi molto diversa dal classico tamburello rintracciabile oggi NEL Salento. Si tratta di una fascia di legno ricurva, sulla quale viene stesa una pelle animale. Puoi rendertene conto tu stesso, osservando le foto sul cd da te nominato.
Le dimensioni mediamente sono piuttosto simili, mediamente intorno ai 35 cm. Ne ho visti di più piccoli e di recente ho visto l'unico che ancora ne fa a Carpino presentarsi ad un a serata con un tamburo enorme, credo intorno ai 60 cm. Non ho mai visto la pelle fissata con i chiodini. Credo sia accertata l'usanza di appendere alla cornice (ma anche su eventuali assi poste all'interno) dei campanellini.

Come diceva Trattino, l'uso del tamburo é di secondaria importanza rispetto alla battente e aggiungerei anche rispetto alle castagnole. Forse proprio per questo, non credo si usassero più tamburi contemporaneamente. Se c'era, se ne utilizzava uno solo.

L'utilizzo é abbastanza semplice. Si tratta di percuotere la pelle esclusivamente con le punte delle dita. La mano viene mantenuta aperta, con il pollice mantenuto iin opposizione alle altre dita, quasi a formare una "C" (come se dovessi strozzare Damiano) o in maniera più rigida a formare quasi una "L" (come se dovessi prendere a ceffoni Montemaranese). Gli accenti spettano sempre alle 4 dita. Io sono abituato a lavorare il movimento, muovendo di più le dita. Credo che la maniera più tradizionale di suonare il tamburo preveda le dita più rigide ed un maggior lavoro di polso.
A Carpino la terzina si realizza con due tocchi delle 4 dita, il terzo col pollice.Pare che a S. Giovanni invece sia il pollice ad effettuare due tocchi per la costruzione della terzina; in questo caso il movimento cambia molto: la mano trascina il pollice verso il corpo e poi torna avanti per un movimento senza pause lungo la stessa direzione. La terzina é continua, senza soste ad eccezione di una serie di colpi isolati, secchi che alcuni dicono derivare dalle votate campane. i due tipi di ritmi hanno in effetti evidenti punti di contatto.
Oggi giorno mi pare di intuire che il tamburello abbia acquistto un' importanza maggiore, seguendo le mode odierne che impongono di creare una base ritmica più solida e continua per permettere agli spettatori di zompettare in totale allegria. Poi ognuno fa quello che vuole...

A presto
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lapo
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Messaggio da lapo »

grazie.
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Luca/
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Iscritto il: 6 aprile 2006, 22:40

Messaggio da Luca/ »

Bel post Gianlù :é esplicativo... e stò ancora ridendo...complimenti.
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