Tarantella messinese
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Avvocatista
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Tarantella messinese
Sto cercando di insegnare al mio ormai rassegnato tamburello a suonare la mitica Tarantella messinese, una delle espressioni musicali e tamburellistiche più belle e complesse dell'intero panorama musicale italiano.
Purtroppo, però, non sono riuscito a trovare brani, registrazioni, studi che riportino fedelmente tale tarantella così come tradizione vuole.
C'é qualche anima buona in grado di darmi qualche dritta?
Oltre a ciò, sapete indicarmi costruttori dei mitici tamburelli "messinesi"?
Grazie in anticipo.
Purtroppo, però, non sono riuscito a trovare brani, registrazioni, studi che riportino fedelmente tale tarantella così come tradizione vuole.
C'é qualche anima buona in grado di darmi qualche dritta?
Oltre a ciò, sapete indicarmi costruttori dei mitici tamburelli "messinesi"?
Grazie in anticipo.
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Maruko_KuFu
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la "tarantella messinese" (neologismo tanto quanto la pizzica de core" si puo' dividere in due parti, quella peloritana (lato est) e quella carunisi (lato ovest). La prima é più ritmata e veloce, mentre quella della mia zona (caronie: nebrodi) é un po' più lenta. Il tamburello non é uno strumento molto usato, e, dove usato, é suonato alla maniera classica "siciliana". (tum, paparapa, tum paparapa, tum tum tum). A Messina (visto che la calabria é vicina) esistono suonatori molto "viddanischi", ma a meno di qualche sporadico virtuoso, non esiste una vera tradizione di "tamburellisti". A missinisi contempla molto l'uso del friscalettu e du bummulu. E u tambureddhu é suonato (ove suonato) in maniera molto semplice, almeno nel mio interland (appunto, la provincia di messina).
Suggerisco i taberna milaensys per farsi un idea. Sconsiglio i discanto siculo che fanno un po' schifo... anche se si dichiarano "portatori delle tradizioni dei nebrodi"...
Suggerisco i taberna milaensys per farsi un idea. Sconsiglio i discanto siculo che fanno un po' schifo... anche se si dichiarano "portatori delle tradizioni dei nebrodi"...
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Avvocatista
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Maruko, scusa la mia incompetenza ed approssimazione.
Allora specifico meglio.
Mi interessa una tarantella (di cui, a questo punto, non conosco il nome) nella quale u' tambureddhu é suonato in modo più che virtuoso, dal momento che l'esecuzione prevede (ma forse sono solo abbellimenti) colpi sul ritto e sul retro della pelle e colpi con l'indice teso sul bordo della cornice, oltre alla classica terzina "larga" siciliana ed al tum pa-pa-ra-pa tum.
Allora specifico meglio.
Mi interessa una tarantella (di cui, a questo punto, non conosco il nome) nella quale u' tambureddhu é suonato in modo più che virtuoso, dal momento che l'esecuzione prevede (ma forse sono solo abbellimenti) colpi sul ritto e sul retro della pelle e colpi con l'indice teso sul bordo della cornice, oltre alla classica terzina "larga" siciliana ed al tum pa-pa-ra-pa tum.
Non dico con chi,ma la tecnica descritta da Avvocatista é quella che uso di solito (essenzialmente a casa non avendo mai avuto modo di utilizzarla con un gruppo)avendola studiata.
Ha sempre suscitato in me qualche perplessita sulla sua genuinità ,ed é proprio per questo che aspetto ansiosamente delucidazioni da parte di Giufà .
Ha sempre suscitato in me qualche perplessita sulla sua genuinità ,ed é proprio per questo che aspetto ansiosamente delucidazioni da parte di Giufà .
...doverose precisazioni di Maruko....la tarantella come la conosco io é quella che si usa anche in altri posti della Sicilia (es: agrigentino), non so se vi riferite a quella ma ho registrato video e audio a parte se volete avete il mio contatto xché ve lo ho passato... comunque ci sono molte tecniche e varianti, non dimentichiamo ad esempio i 3\4....che si interpretano in maniera diversa e, comunque, che in Sicilia il tamburello é legato alla tipica tarantella, quando la Sicilia possiede un repertorio molto più vasto e che esclude l'uso del tamburello, proprio come accennato da Maruko...
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Maruko_KuFu
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...
Mmm, Avvo, posso avanzare che la maggiorparte dei gruppi di riproposta della mia zona, di cui faccio senza alcun timore i nomi, hanno una conoscienza molto approfondita per i nostri strumenti (bummulu e friscalettu) e una falsa convinzione (che ho in parte anche io, pur vivendo a 100 mt da Carlo Canaglia) dell'uso del tamburello. Quindi non é raro assistere alla "spettacolarizzazione" di uno strumento che altrimenti non avrebbe "verve". Ecco forse spiegato l'arcano.
Purtroppo in provincia di Messina i gruppi (non parlo di "folkloristi travestiti a carnevale, tipo i "Qalat" o i "Canterini" di Gioiosa Marea e dintorni...) si contano sulle punte dei miei capelli.
Faccio i nomi. I "Mamertini" [Mamertino=di Milazzo (Me)] Taberna Milaensys fino a 10 15 anni fa erano insuperabili. I tecnicismi del friscaletto, della chitarra (soprattutto) e dell'insieme tradizionale della "batteria". [i:10136018ad]San Caloriu di Naru [/i:10136018ad](molti la danno originaria di San Salvatore di Fitalia, luogo di morte del Santo) e [i:10136018ad]mirtoti sfasciasanti [/i:10136018ad]sono a mio avviso il metro di paragone per la qualità artistica (molto importante in Sicilia, a differenza che nel Salento) della "carunisi" (delle Caronie = Nebrodi). Ma ora sono un po' in ombra, trascinati dalla corrente etno djambistica new vawe nordafricanfrancesistica. I giovanissimi Carmina Solis, di Castell'Umberto (Me), hanno un approccio più "Messinese", privo dunque di veloci sestinati e molto, ma molto poetico... quasi lirico. Dal vivo sono molto "combact folk", un po' come quei ragazzi di Alessano che suonarono al raduno 2005, schierati (non che sia un male) palesemente a sinistra. Poi ci sarebbero i Discanto Siculo, che stanno dando origini e timbriche tanto inestenti quanto assurde alla tanto semplice quanto stupenda musica di origine pastorizia di tutta la provincia nebropeloritana.
Esempio.
Siccome Tortorici (Me) era rinomata lontanamente per le campane... (da chiesa) hanno pensato di creare uno strumento fatto da campanine... per "ricreare" le sonorità dell'epoca... (sic...). Dal vivo zumpano e saltano suonando i tamburelli e le percussioni in un modo molto simile all'etnomuginecologo (nonché cantante) dei Tamburellisti di Torrepaduli. Beato chi l'ha visto che puo' comprendere. A Brolo (Me) gli hanno sentito dichiarare una pizzica che veniva suonata al tamburello nel modo presumibilmente descritto da te, Avvo.
Ma, a prescindere dai vocaboli, e dalla [i:10136018ad]"missinisi", mannaja a museria sti buddaci[/i:10136018ad], ti suggerisco di metterti in contatto con Giufà . Il modo "nazionale" siciliano unificato é molto bello e si adatta a tantissime tipologie di canti e musiche da ballo di tutta la Sicilia. Vero Giufà ? E di considerare tutto il mondo un paese... come nel Salento, i mitomani esibizionisti, stanno pure in Sicilia...
Purtroppo in provincia di Messina i gruppi (non parlo di "folkloristi travestiti a carnevale, tipo i "Qalat" o i "Canterini" di Gioiosa Marea e dintorni...) si contano sulle punte dei miei capelli.
Faccio i nomi. I "Mamertini" [Mamertino=di Milazzo (Me)] Taberna Milaensys fino a 10 15 anni fa erano insuperabili. I tecnicismi del friscaletto, della chitarra (soprattutto) e dell'insieme tradizionale della "batteria". [i:10136018ad]San Caloriu di Naru [/i:10136018ad](molti la danno originaria di San Salvatore di Fitalia, luogo di morte del Santo) e [i:10136018ad]mirtoti sfasciasanti [/i:10136018ad]sono a mio avviso il metro di paragone per la qualità artistica (molto importante in Sicilia, a differenza che nel Salento) della "carunisi" (delle Caronie = Nebrodi). Ma ora sono un po' in ombra, trascinati dalla corrente etno djambistica new vawe nordafricanfrancesistica. I giovanissimi Carmina Solis, di Castell'Umberto (Me), hanno un approccio più "Messinese", privo dunque di veloci sestinati e molto, ma molto poetico... quasi lirico. Dal vivo sono molto "combact folk", un po' come quei ragazzi di Alessano che suonarono al raduno 2005, schierati (non che sia un male) palesemente a sinistra. Poi ci sarebbero i Discanto Siculo, che stanno dando origini e timbriche tanto inestenti quanto assurde alla tanto semplice quanto stupenda musica di origine pastorizia di tutta la provincia nebropeloritana.
Esempio.
Siccome Tortorici (Me) era rinomata lontanamente per le campane... (da chiesa) hanno pensato di creare uno strumento fatto da campanine... per "ricreare" le sonorità dell'epoca... (sic...). Dal vivo zumpano e saltano suonando i tamburelli e le percussioni in un modo molto simile all'etnomuginecologo (nonché cantante) dei Tamburellisti di Torrepaduli. Beato chi l'ha visto che puo' comprendere. A Brolo (Me) gli hanno sentito dichiarare una pizzica che veniva suonata al tamburello nel modo presumibilmente descritto da te, Avvo.
Ma, a prescindere dai vocaboli, e dalla [i:10136018ad]"missinisi", mannaja a museria sti buddaci[/i:10136018ad], ti suggerisco di metterti in contatto con Giufà . Il modo "nazionale" siciliano unificato é molto bello e si adatta a tantissime tipologie di canti e musiche da ballo di tutta la Sicilia. Vero Giufà ? E di considerare tutto il mondo un paese... come nel Salento, i mitomani esibizionisti, stanno pure in Sicilia...
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Avvocatista
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Con tutto il rispetto e la stima che nutro nei confronti dei mie due amici siciliani, devo confessare che sono un po' perplesso.
Condivido l'ipotesi che certi abbellimenti possano essere recente o meno recente frutto della fantasia e dell'abilità di qualche virtuoso (es. Alfio Antico) e che poi siano stati emulati da altri, ma c'é una cosa che mi induce a pensare il contrario: la morfologia di alcuni grandi tamburelli siciliani.
A cosa mai possono servire, infatti, tambureddhi da 40/45 centimetri, leggerissimi, con la cornice molto sottile, molto tesi e con cimbali piccoli e molto acuti?
Anche qui, questi tamburelli potrebbero essere "invenzioni" recenti. Ma se così non fosse?
Questi strumenti si presterebbero ad un brandeggio spiccatissimo e veloce, a complicate combinazioni tra colpi alla pelle e trillo dei cimbali, ecc... ossia, proprio alle evoluzioni di cui parlo.
Ma c'é di più, date le caratteristiche sonore di questi tamburelli, dal basso della mia inesperienza penso siano stati concepiti per accompagnare la zampogna a paro messinese.
(Se sparate mirate al cuore, grazie)
Condivido l'ipotesi che certi abbellimenti possano essere recente o meno recente frutto della fantasia e dell'abilità di qualche virtuoso (es. Alfio Antico) e che poi siano stati emulati da altri, ma c'é una cosa che mi induce a pensare il contrario: la morfologia di alcuni grandi tamburelli siciliani.
A cosa mai possono servire, infatti, tambureddhi da 40/45 centimetri, leggerissimi, con la cornice molto sottile, molto tesi e con cimbali piccoli e molto acuti?
Anche qui, questi tamburelli potrebbero essere "invenzioni" recenti. Ma se così non fosse?
Questi strumenti si presterebbero ad un brandeggio spiccatissimo e veloce, a complicate combinazioni tra colpi alla pelle e trillo dei cimbali, ecc... ossia, proprio alle evoluzioni di cui parlo.
Ma c'é di più, date le caratteristiche sonore di questi tamburelli, dal basso della mia inesperienza penso siano stati concepiti per accompagnare la zampogna a paro messinese.
(Se sparate mirate al cuore, grazie)
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Maruko_KuFu
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hehe
Avvo... ragionamenti logici che ci potrebbero pure stare. Non ho conoscenza di grandi artigiani nel messinese. Anzi, non ho conoscenza di artigiani alcuni che fanno tamburelli (ce ne sarà qualcuno, ovvio, ma io non ne ho mai sentiti...) ci sono centinai di friscalettari e centinaia di bummulari... decine di zampognari... però... ci sono persone che si fanno dei tamburelli (anche di un metro di diametro) per un solo motivo:
(suspance)
disegnarci sopra per appenderli nelle nostre sicule e nelle loro buddaci pareti... devo fare una foto di un tamburello che ho a casa (non suona: fa rumore... un po' come quelli che vendono ai traghetti... non comprateli mai) che mio padre teneva appeso in cucina. E' Bellissimo e come quello da noi se ne trovano una miriade.
Alfio Antico (Lentini, mi pare) sta dai Nebrodi o Peloritani la stessa distanza (o quasi) che separa quest'ultimi dal Nord Calabria. Che la Sicilia é grandicchia, direi 10 volte (o più) del Salento geografico... Nel siracusano ci saranno altre cose che ignoro. Come nel catanese o nel trapanese... che so... io credevo parlavamo solo di Messina e provincia.
Modifica:
Vorrei aggiungere che le divisioni in Sicilia sono marcate da veri e propri confini fisici. Se in linea d'aria due luoghi sono vicinissimi, sono tuttavia divisi da aspre catene montuose, piccoli deserti e gole a strapiombo: risultano dunque assai distanti... soprattutto per le tradizioni che poi, ognuno, custodisce anche gelosamente. Altro che fare tamburelli alla NDT...
(suspance)
disegnarci sopra per appenderli nelle nostre sicule e nelle loro buddaci pareti... devo fare una foto di un tamburello che ho a casa (non suona: fa rumore... un po' come quelli che vendono ai traghetti... non comprateli mai) che mio padre teneva appeso in cucina. E' Bellissimo e come quello da noi se ne trovano una miriade.
Alfio Antico (Lentini, mi pare) sta dai Nebrodi o Peloritani la stessa distanza (o quasi) che separa quest'ultimi dal Nord Calabria. Che la Sicilia é grandicchia, direi 10 volte (o più) del Salento geografico... Nel siracusano ci saranno altre cose che ignoro. Come nel catanese o nel trapanese... che so... io credevo parlavamo solo di Messina e provincia.
Modifica:
Vorrei aggiungere che le divisioni in Sicilia sono marcate da veri e propri confini fisici. Se in linea d'aria due luoghi sono vicinissimi, sono tuttavia divisi da aspre catene montuose, piccoli deserti e gole a strapiombo: risultano dunque assai distanti... soprattutto per le tradizioni che poi, ognuno, custodisce anche gelosamente. Altro che fare tamburelli alla NDT...
Io ho visto suonare dei siciliani ad un festival di musica popolare in calabria, nn ricordo di preciso dove, ma era in un paese arbreshe.
E posso assicurare a tutti quelli che leggendo queste righe nn sappiano a cosa si stiano riferendo i nostri cumparuzzi, che si tratta di un modo di suonare assolutamente "barocco" prendo in prestito questo termine, ma rende bene l'idea di un qualcosa quasi "eccessivamente" carico di abbellimenti tutti in perfetta armonia con loro...
Ricordo che c'era un bestione che suonava un tmaburo bello grande, molto simile a quello classico, quello che si suona oggi per la pizzica pizzica per intenderci, per le dimensioni della cassa, con pochi sonagli molto "rumorosi" e sopratutto (cosa che mi ha lasciato perplesso) una pelle plastificata, cioé, pelle di capretto con uno strato di plastica sopra.Questa pelle era abbastanza morbida anche se la serata era assolutamente secca.
Ricordo che sto bestione di cui sopra suonava dando "la botta" con la parte esterna sinistra dell'indice della mano destra, tenendo il dito molto morbido, e poi dava altri colpi similterzinati (dico simil perché nn sono proprio riuscito a definirli) con il pollice e le punte delle dita, a me ricordava molto la tecnica ostunese del pescatore (credo si chiami così).
Giufà , mi hai fatto venire la voglia,lo passeresti pure a me sto video??hehhe grezie grezie..
E posso assicurare a tutti quelli che leggendo queste righe nn sappiano a cosa si stiano riferendo i nostri cumparuzzi, che si tratta di un modo di suonare assolutamente "barocco" prendo in prestito questo termine, ma rende bene l'idea di un qualcosa quasi "eccessivamente" carico di abbellimenti tutti in perfetta armonia con loro...
Ricordo che c'era un bestione che suonava un tmaburo bello grande, molto simile a quello classico, quello che si suona oggi per la pizzica pizzica per intenderci, per le dimensioni della cassa, con pochi sonagli molto "rumorosi" e sopratutto (cosa che mi ha lasciato perplesso) una pelle plastificata, cioé, pelle di capretto con uno strato di plastica sopra.Questa pelle era abbastanza morbida anche se la serata era assolutamente secca.
Ricordo che sto bestione di cui sopra suonava dando "la botta" con la parte esterna sinistra dell'indice della mano destra, tenendo il dito molto morbido, e poi dava altri colpi similterzinati (dico simil perché nn sono proprio riuscito a definirli) con il pollice e le punte delle dita, a me ricordava molto la tecnica ostunese del pescatore (credo si chiami così).
Giufà , mi hai fatto venire la voglia,lo passeresti pure a me sto video??hehhe grezie grezie..
Video straordinario(Io c'é l' ho) una mediazione tra grazia esecutiva,virtuosismo ed efficacia.
Molto rappresentativo della terra in cui una siffatta tecnica é stata concepita.
Complimenti Giufà ,e grazie ancora per la disponibilità .(per scaricarlo tra inconvenienti vari e dimensione del file ci son volute tre ore)
Molto rappresentativo della terra in cui una siffatta tecnica é stata concepita.
Complimenti Giufà ,e grazie ancora per la disponibilità .(per scaricarlo tra inconvenienti vari e dimensione del file ci son volute tre ore)
Grazie Luca troppo gentile....
Non vivendo connesso ad internet con un spiotto nel cervello, sono costretto a fare più precisazioni tutte in una volta...
Avvocatista, sulle tipologie di tamburelli posso evidenziare una cosa....hai visto le moderne chitarre elettriche? sono quasi tutte uguali in design anche se escono modelli "strani"....sono fatte in serie....ecco....anticamente lo strumento musicale era 100% artigianale, e quindi, facilmente si faceva ricorso alla fantasia nel crearne modelli diversi.... di recente il caro Valerio mi ha mostrato dei liuti antichi realizzati da una sua amica liutaia, liuti presi a modello da iconografie dell'epoca, ce ne é di tutti i colori....compresi con cassa armonica a testa di cavallo!!! Per un mondo dominato da strumenti realizzati artigianalmente é facile imbattersi in modelli fuori dal comune, che non sia venuto in mente a qualche salentino, nella storia della musica, di realizzare un tamburello di diametro maggiorato? Sicuramente sarà successo!!! E chitarrini con numero di corde di massima variablità ?Magari sarà esistito pure chi suonava la ciaramella tripla...forse é più importante mantenere "spirito" della musica...
Dovremmo non istituzionalizzare certe caratteristiche della musica popolare, sorte che purtroppo é toccata alla musica antica colta, visto che ha più studiosi nel settore....infatti oggi molti fanno musica barocca coi celli moderni quando quelli '600 e '700eschi avevano anche sei corde e i tasti mobili...quindi se Alfio Antico propone (e non é il solo, anche numerosi suoi allievi nonché miei amici) tamburelli maggirati....forse é perché é cosciente di questo, o, forse, perché nella catena montuosa in cui é nato si é sempre fatto così... qui mi ricollego a Maruko: é vero...la Sicilia é enorme, viste le sue montagne....quindi é normale una differenziazione culturale stratificata...anche se....come avviene pure ora, i tratti spesso si confondono xché pur sempre siciliani siamo! "Arancini" o "Arancine" sempre palle di riso fritte sono!
Avvocatista non so se ho esagerato, se condividi o meno, però fammelo sapere, in fondo...questi topic servono per confrontarsi e crescere e tu per me sei una grande fonte di crescita...e come sempre questo topic rappresenta un "lavoro ben fatto"...
Frag...contattami che te lo passo oppure fattelo passare da chi lo ha già .....fai tu...
Maruko: io in Sicilia conosco parecchi costruttori di tamburelli anche se non bravi come quelli del posto in cui vivi...
Non vivendo connesso ad internet con un spiotto nel cervello, sono costretto a fare più precisazioni tutte in una volta...
Avvocatista, sulle tipologie di tamburelli posso evidenziare una cosa....hai visto le moderne chitarre elettriche? sono quasi tutte uguali in design anche se escono modelli "strani"....sono fatte in serie....ecco....anticamente lo strumento musicale era 100% artigianale, e quindi, facilmente si faceva ricorso alla fantasia nel crearne modelli diversi.... di recente il caro Valerio mi ha mostrato dei liuti antichi realizzati da una sua amica liutaia, liuti presi a modello da iconografie dell'epoca, ce ne é di tutti i colori....compresi con cassa armonica a testa di cavallo!!! Per un mondo dominato da strumenti realizzati artigianalmente é facile imbattersi in modelli fuori dal comune, che non sia venuto in mente a qualche salentino, nella storia della musica, di realizzare un tamburello di diametro maggiorato? Sicuramente sarà successo!!! E chitarrini con numero di corde di massima variablità ?Magari sarà esistito pure chi suonava la ciaramella tripla...forse é più importante mantenere "spirito" della musica...
Dovremmo non istituzionalizzare certe caratteristiche della musica popolare, sorte che purtroppo é toccata alla musica antica colta, visto che ha più studiosi nel settore....infatti oggi molti fanno musica barocca coi celli moderni quando quelli '600 e '700eschi avevano anche sei corde e i tasti mobili...quindi se Alfio Antico propone (e non é il solo, anche numerosi suoi allievi nonché miei amici) tamburelli maggirati....forse é perché é cosciente di questo, o, forse, perché nella catena montuosa in cui é nato si é sempre fatto così... qui mi ricollego a Maruko: é vero...la Sicilia é enorme, viste le sue montagne....quindi é normale una differenziazione culturale stratificata...anche se....come avviene pure ora, i tratti spesso si confondono xché pur sempre siciliani siamo! "Arancini" o "Arancine" sempre palle di riso fritte sono!
Avvocatista non so se ho esagerato, se condividi o meno, però fammelo sapere, in fondo...questi topic servono per confrontarsi e crescere e tu per me sei una grande fonte di crescita...e come sempre questo topic rappresenta un "lavoro ben fatto"...
Frag...contattami che te lo passo oppure fattelo passare da chi lo ha già .....fai tu...
Maruko: io in Sicilia conosco parecchi costruttori di tamburelli anche se non bravi come quelli del posto in cui vivi...
per quello che la mia piccola esperienza mi permette di dire, anche io ho conosciuto la "tarantella siciliana" nella versione (per dirla con Frag) "barocca" almeno per quanto riguarda la "tecnica" del tamburello. Ho seguito, ormai 5 o 6 anni fa", un seminario con Fabio Tricomi, polistrumentista, etnomusicologo, liutaio e grande conoscitore della musica antica e tradizionale. Lui mostrava questa peculire tecnica fatta di "dum" con indice e pollice, terzine con lo scuotimento del tamburo, colpi anche nella parte interna della pelle e diceva di averla appresa direttamente da pastori siciliani. Anche se molto articolata nella tecnica, frag fa bene a definirla barocca, la ritmica rimane comunque quella tipica di una tarantella, pulita e costante. Ho visto suonare in quel modo anche NIco Staiti, docente di etnomusicologia del DAMS a bologna ed anche lui siciliano.
Penso si possano chiedere delucidazioni anche ad Andrea Piccioni, che con Fabio ha avuto diverse collaborazioni ed al quale ho visto adottare tale tecnica nelle sue mirabolanti evoluzioni al tamburello. Penso che anche Ialma possa dire la sua, mi era parso in qualche vecchio post di aver letto qualcosa da parte sua che riguardava tale tecnica.
Possiedo anche un file, solo audio registrato durante il seminario su citato, chiunque lo desideri può chiedermelo su msn o in pm.
P.S. desidererei anch'io ricevere i files di giufà , se possibile, ringraziando in anticipo.
Penso si possano chiedere delucidazioni anche ad Andrea Piccioni, che con Fabio ha avuto diverse collaborazioni ed al quale ho visto adottare tale tecnica nelle sue mirabolanti evoluzioni al tamburello. Penso che anche Ialma possa dire la sua, mi era parso in qualche vecchio post di aver letto qualcosa da parte sua che riguardava tale tecnica.
Possiedo anche un file, solo audio registrato durante il seminario su citato, chiunque lo desideri può chiedermelo su msn o in pm.
P.S. desidererei anch'io ricevere i files di giufà , se possibile, ringraziando in anticipo.
Anche io vorrei vedere il tuo file, giufà
Grazie mille
date una occhiata qui
http://www.youtube.com/watch?v=V260i6U6WG8
(questo me lo aveva indicato Saverio Strazzapercall, che ringrazio pubblicamente)
Grazie mille
date una occhiata qui
http://www.youtube.com/watch?v=V260i6U6WG8
(questo me lo aveva indicato Saverio Strazzapercall, che ringrazio pubblicamente)
Comunque l'uso del pollice, alcune toccare semplici di base con la punta delle dita al centro della pelle o con il palmo interno della mano sulla cornice e lo scuotimento a vuoto del tamburo non sono peculiarità siciliane ma erano/sono abbastanza diffuse anche in altre zone, semmai in Sicilia si sono sviluppate in certe zone a livello più complicato e virtuoso; la toccata con l'indice sulla pelle, invece, ho notato che viene molto usata nei gruppi che fanno musica medievale e rinascimentale.