qualcuno giudichera` l'argomento fuori tema, e spero me ne scusera`.
In questi mesi di permanenza in Catalunya, spesso mi sono trovato a riflettere sull'importanza e la suggestione del bilinguismo presente in queste parti d'Europa.
Lungi da me voler fare improbabili parallelismi, e tantomeno proporre un modello di protezione della lingua locale sulla scia di quello catalano.
Pero´mi pare che in Italia con molta disinvoltura si e`esclusa la possibilita`di tutelare lingue vivissime.
L'imposizione della lingua italiana come necessariamente unico strumento di comunicazione e`stata molto efficace. e credo che sarebbe interessante ridiscuterne il senso.
Non sto mettendo in discussione l'importanza di avere una lingua di comunicazione unica per tutta la penisola. Mi sto chiedendo semplicemente come mai, questa necessita´abbia fatto si che, assieme all'apprendimento dell'italiano, si sia proceduto alla repressione delle lingue locali. immediatamente bollate come dialetti e automaticamente associate all'ignoranza.
abbiamo perso un'occasione per essere un paese piu´ricco?
paolo brunori
BILINGUISMO: un'occasione persa per il Salento? (e non solo)
Hai mai fatto un giro nei paesi arbreshe la questione della lingua é molto molto sentita lì...
Se provi passeggiare per le viuzze di questi paesi della calabria o della campania (parlo di quelli che i oho visitato) senti gente parlare in arbreshe, indicazioni in doppia lingua (o solo in arbreshe) e bandiere albanesi a strafottere...
Io credo che la questione la dove interessi veramente é ben conisderata e ben conservata...
Secondo me nn c'é del vero interesse nel recuperare le lingue/sottolingue nel salento e quindi nn c'é bisogno di preoccuparsi per salvaguardare queste "isole" linguistiche..
scusate il pessimo italiano ma ho scritto velocemente e senza rileggere, vado di fretta.... Ciau...
Se provi passeggiare per le viuzze di questi paesi della calabria o della campania (parlo di quelli che i oho visitato) senti gente parlare in arbreshe, indicazioni in doppia lingua (o solo in arbreshe) e bandiere albanesi a strafottere...
Io credo che la questione la dove interessi veramente é ben conisderata e ben conservata...
Secondo me nn c'é del vero interesse nel recuperare le lingue/sottolingue nel salento e quindi nn c'é bisogno di preoccuparsi per salvaguardare queste "isole" linguistiche..
scusate il pessimo italiano ma ho scritto velocemente e senza rileggere, vado di fretta.... Ciau...
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federico.capone
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Onestamente il problema non lo vedo, nel senso che il dialetto oggi si parla tranquillamente, anche se ricordo che da bambino mi veniva quasi imposto di parlare italiano ma non perchà© parlare la lingua madre era considerato sinonimo d'ignoranza, semplicemente perchà© era considerato giusto che un bambino imparasse prima ad esprimersi in italiano e poi in dialetto, cosa che non trovo talmente scandalosa e/o diseducativa).
Sono comunque sicuro che anche il dialetto salentino, un domani non molto lontano, sarà considerato lingua da tutelare. Avverrà non appena saranno stanziati fondi appositi su cui poter intraprendere discorsi di economia culturale, come sta succedendo in Grecìa e come invece non avviene per la lingua dei ROM stanziati ormai da secoli in Terra d'Otranto (comunità di Galatone, Cavallino, etc...). Ma questo é un altro discorso.
Sono comunque sicuro che anche il dialetto salentino, un domani non molto lontano, sarà considerato lingua da tutelare. Avverrà non appena saranno stanziati fondi appositi su cui poter intraprendere discorsi di economia culturale, come sta succedendo in Grecìa e come invece non avviene per la lingua dei ROM stanziati ormai da secoli in Terra d'Otranto (comunità di Galatone, Cavallino, etc...). Ma questo é un altro discorso.
Anche secondo me oggi c'é una riscoperta dei dialetti, soprattutto di quelli del sud: si parla di più e con meno "vergogna" rispetto alla generazione precedente.
Maggiore rispetto e attenzione porteranno sicuramente a far rientrare il pericolo della loro totale estinzione... per l'arbresh e il grecanico il pericolo é però maggiore, é anche una questione numerica..
Maggiore rispetto e attenzione porteranno sicuramente a far rientrare il pericolo della loro totale estinzione... per l'arbresh e il grecanico il pericolo é però maggiore, é anche una questione numerica..