L'organizzazione della Festa di San Rocco

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Valerio
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Iscritto il: 25 maggio 2003, 17:47
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L'organizzazione della Festa di San Rocco

Messaggio da Valerio »

Prendo spunto da questa discussione per aprire un nuovo topic.

Visto che forse le responsabilità  dello sputtanamento di questa festa non sono imputabili soltanto a chi vi partecipa, potrebbe esser utile ed interessante discutere riguardo le scelte che vengono fatte e quindi i criteri che vengono adoperati a livello organizzativo.
Indivuduando innanzitutto chi é che ha la responsabilità  (se é un comitato da chi é composto, chi lo nomina, secondo che principi e quali intenzioni, quali siano le finalità  e gli interessi, etc...), per poi mettere in evidenza quali siano gli errori fondamentali imputabili all'organizzazione e proporre, magari, qualcosa di costruttivo.
Con "proteggiamo torrepaduli" qualcosa in questo senso era già  stato fatto, ma forse non é sufficiente e c'é bisogno di scavare più a fondo.

Credo sarebbe fondamentale iniziare, lo ripeto, individuando CHI organizza, in modo preciso e dettagliato.
Avendo chiaro questo poi é molto più facile capire il resto.
march
Messaggi: 221
Iscritto il: 29 maggio 2003, 15:13
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Messaggio da march »

Non so quanto valga un mio intervento, visto che quello che so é stato acquisito un po' da libri, un po' da conoscenza diretta, ma non é detto che sia una conoscenza completa e sufficiente.

Ma San Rocco é un qualcosa di organizzato?

Secondo me no. O meglio La festa e la fiera e le celebrazioni religiose sono organizzate, il resto no.

Zorro si lamenta di mancanza di organizzazione, di mancanza di ronde del posto, della difficoltà  di godersi della buona musica popolare.

Da quello che so:
1. San Rocco é prima di tutto una festa religiosa che attira devoti in pellegrinaggio al Santuario.
2. San Rocco é una delle fiere tradizionali più grandi del Salento (magari questo aveva più valore quendo non esistevano i mega centri commerciali, e quando comprare bestiame era una parte rilevante della vita economica dei salentini).
3. Non é mai esistito nessun comitato che abbia organizzato lo spettacolo (a parte quello dei fuochi di artificio).
4. Non esiste un direttore artistico.
5. Non c'é nessuna pretesa artistica per chi canta e suona a Torre Paduli.

Detto questo si può aggiungere che chi suona, canta e balla, un tempo lo faceva per ingannare il tempo in attesa della messa prima o dell'apertura della fiera.

La parte musicale o coreutica spontanea (quindi può esserci e può non esserci e il turista non può restare deluso perché nessuno é pagato per fare spettacolo):

1. puo' essere un canto alla stisa (fatto spontaneamente come fra amici, come viene viene, se si é capaci di farlo);
2. puo' essere una ronda di scherma, con 2 schermidori al centro e solo tamburelli e al massimo 1 o 2 armoniche a bocca che accompagnano;
3. puo' essere una pizzica pizzica (però non é che aumentano di tanto gli strumenti, potrebbe inserirsi un organetto o una chitarra, il canto può acquisire una parte più rilevante)
4. può mancare dl tutto

di base credo che non c'é da pretendere niente. E salvare Torre Paduli, vuol dire, secondo me, non alterare le condizioni ambientali entro cui "normalmente" si verificano questi eventi.

secondo me. ma aspetto interventi più qualificati.

Che dovrebbe mai fare la pro-loco? pagare i musicisti?

boh?!
zorro
Messaggi: 140
Iscritto il: 5 settembre 2004, 15:39

Messaggio da zorro »

Pagare i musicisti? forse!
Sicuramente ottimizzare le risorse tradizionali, quelle che hai elencato tu già  sarebbero sufficienti.

Poi se i tempi sono cambiati e non si suona più per ammazzare il tempo o non si va più a comprare bestiame, che cosa si dovrebbe fare oggi a Torrepaduli?
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Luca/
Messaggi: 410
Iscritto il: 6 aprile 2006, 22:40

Messaggio da Luca/ »

Venerare il Santo?
No?
Quantomeno in Campania al di là  di come la pensino i turisti si canta,suona e balla per devozione.(forse non tutti)
Ma d'altronde é vero che l' eccesso di interesse per le tradizioni popolari del sud a cui assistiamo negli ultimi anni prende le mosse dal'attenzione che ha investito improvvisamente la musica etnica pugliese.
A volte ho la sensazione di leggere e sentire parlare,o quantomeno così ho l'impressione che si configuri in un certo immaginario collettivo,di una festa religiosa equiparandola alla NdT....spero con ciò tuttavia di non essere stato troppo drastico.
betsabea
Messaggi: 383
Iscritto il: 31 maggio 2004, 18:28

Messaggio da betsabea »

ma non sarebbe più giusto chiedere al diretto interessato cosa ne pensa??

Santu Roccu aiutaci tu!

:wink:
Gianlu
Messaggi: 215
Iscritto il: 24 settembre 2005, 20:37
Località: provincia di Foggia

Messaggio da Gianlu »

Pagare i musicisti????
Spero si tratti di una provocazione...se così non fosse la ritengo un'idea un po' bislacca (per non dire una stronzata).
Possibile che i soldi siano la risoluzione di ogni male? Si inizia col pagare i musicisti, si continua col mettere un bel palco davanti la chiesa...chi indovina la fine? NdS? Vogliamo veramente commercializzare tutto?
Qui rischio di finire sul solito vecchio discorso se il cambiamento é sempre e comunque un processo spontaneo e naturale, quindi permesso.
La tua richiesta, o Zorro, credo sia paragonabile a chi trova due anziani per strada e insiste per sentirli suonare a tutti i costi (o se preferite, entrare nelle trattorie del sud Salento, cercando "l'omino col tamburello" e pretendere un'esibizione canora a tutti i costi perché Salentini originali, anche se emigrati).
Evidentemente uno dei problemi é che i fenomeni popolari, siano diventati fenomeni di massa. A Torrepaduli si fa fatica a respirare, la piazza si é riempita fino all'inverosimile, non fino alle 2.00 come supponevo io, ma almeno fino alle 4.00. Come vogliam rimediare? Entrata a pagamento? Magari con la consumazione obbligatoria e guest star come vocalist di S. Rocco in persona? Limitare l'accesso in base a criteri di pertinenza e conoscenza musicale? Nonostante tutti i problemi che ne conseguono, a Torrepaduli abbiamo lo stesso diritto di essere presenti (o se preferisci di non essere accolti) io, tu, le Kessler e Gigio Castracani.
Per tornare alle richieste di Valerio, io chiaramente non so nulla delle autorità  tirate in ballo nella realizzazione della festa di S.Rocco, a questo spero risponderà  Carlo. In ogni caso le autorità  competenti, a mio parere, non devono fare NULLA di organizzativo, se non al fine di limitare gli eccessi. Torrepaduli con la sala A di pizzica, la sala B di panini e la C di bancarelle non mi sembra una grossa idea. Si può lavorare sul discorso di inquinamento sonoro e luminoso dei porchettari, però bisogna anche considerare che é già  un risultato che non ci sia nessuno addossato alla chiesa (a proposito io non so cosa sia avvenuto all'arrivo del santo...é stato effetuato un black out delle baracche?) Si potrebbe organizzare qualcosa di MOLTO, ma MOLTO più efficiente per la raccolta in continuo della spazzatura. Si potrebbe fare altro, comunque per salvaguardare lo spirito dell'evento, che credo sia prima di tutto spontaneo. Francamente io un'organizzazione spontanea faccio fatica ad immaginarla.

In ultimo, o Zorro, visto che sei stato là  ad annoiarti, infelice e scontento, potevi anche venire a dare una mano con i volantini e a fare quattro chiacchere col visitatore più aricettivo, non trovi?
Pan
Messaggi: 46
Iscritto il: 10 maggio 2005, 16:19

Messaggio da Pan »

pagare i musicisti? quali musicisti ? i seminaristi dei corsi di pizzica che si fanno in tutta italia? o i diplomati e studenti del conservatorio di lecce? i compenti dei vari gruppi di neopizzica salentini e non? i tass?.
La festa di s.rocco di torrepaduli era una semplice festa contadina dove la ronda con i suoi tamburellisti,con i suoi armonicisti e i suoi schermitori ne esprimeva l'anima.
Ho detto armonicisti contadini,tamburellisti contadini e schermitori contadini perché quello eravamo.
Non c'erano chitarre,violini,fisarmoniche,organettidiatonici,janbéetc.
L'armonica dopo il tamburello era lo strumento popolare più diffuso del salento,ancora oggi sopravvivono centinaia di suonatori anziani di armonica che conservano a secondo della zona i vari modi della pizzica qualcuno ha scritto che ce ne fossero 12 muedi... eppure in quasi 10 anni di ntd non si é mai vista un'amonica.
Il tamburello della ronda salentina deve rispettare la tipologia tradizionale,quelli di mesciu Ninu per capirci e anche i tamburellisti devono risettare i canoni della ronda.
Non si può pensare di suonare in una ronda salentina se non si ha la resistenza e la forza dei contadini.
Una ronda si "riscaldava" almeno per un'ora prima di iniziare la scherma in pratica si offriva il miglior suono ai migliori schermitori che avevano il diritto di scelta di anno in anno della ronda migliore ed adifferenza di oggi erano sempre loro ad aprire le schermaglie e guai a mettersi in mezzo prima erano mazzate pesanti.
Una ronda poteva suonare interrottamente fino all'alba così come un duello fra due schermitori non durava 5 minuti,non erano ammessi assolutamente i tass anche se personalmente condivido le loro speranze.
Il problema del ballo della pizzica a s. rocco é un fatto nuovo in passato non si é mai ballato la pizzica-pizzica (così si chiama NEL salento) figuriamoci taranTelle e o tammuRriate erano di nuovo mazzate pesanti.
Questo malcostume é iniziato quando i soliti ricercatori rompiscatole armati di cineprese super8 corrompevano qualche schermitore con 20 mila lire per farsi riprendere con la propria moglie nella pizzica-pizzica.
Naturalmente questo malcostume nel corso degli anni toglieva spazio interrompeva il rituale tradizionale della Scherma Salentina.
Enon dimenticatevi mai che il movimento della neopizzica é partito da questa festa condina quando nel 1980 Carpitella con Lapassade organizzarono "Ritorno a S. Rocco"... prego i giovani ricercatori di andare a leggersi i contenuti di quella iniziativa prima di perdersi nei labirinti dell'inesperienza.
Pan
Messaggi: 46
Iscritto il: 10 maggio 2005, 16:19

Messaggio da Pan »

é da allora insomma nonstante i buoni propositi di Carpitella e Lapassade che secondo me inizia o il movimento della neopizzica e il declino della festa contadina di S.Rocco di Torrepaduli.
Pan
Messaggi: 46
Iscritto il: 10 maggio 2005, 16:19

Messaggio da Pan »

Siamo oggi noi in grado di organizzare un"Ritorno a S.Rocco" e restituire la festa ai legittimi proprietari e cioé i contadini?
giannino
Messaggi: 568
Iscritto il: 27 luglio 2003, 12:59
Località: Paris

Messaggio da giannino »

Pan ti do ragione su tutto ma non puoi mettere sullo stesso piano una chitarra o un violino e lo djambé. In fondo quelli sono strumenti che fanno parte della nostra tradizione, e soprattutto la chitarra, era diffusa almeno quanto l'armonica...che la festa sia cambiata rispetto a 20 anni fa però lo reputo normale...in 20 anni é cambiato il mondo, e soprattutto la gente, compreso gli schermitori e le loro motivazioni, che DI SICURO non sono più quelle di una volta. Non é giusto dare sempre la colpa agli ALTRI.
Pan
Messaggi: 46
Iscritto il: 10 maggio 2005, 16:19

Messaggio da Pan »

infatti il jambé é elencato per ultimo,per il resto degli strumenti mi dispiace,ma nel contesto della ronda scherma salentina di S.Rocco non ci sono mai stati.
la colpa non é mia se qualcuno pensa di fare a prescindere dalle tradizioni,per questo ho invitato a legger l'appello lanciato nel 1980 alle giovani generazione da Carpitella e lapassade
La colpa non é mia se qualcuno per il solito valzer delle fresche frasche abbia dimenticato la presenza dell' armonica,fortemente radicata ancora oggi nelle tradizioni immateriali salentine.
La colpa é sempre NOstra.
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