Milano é sicuramente una città pizzicata, direi in stato di morso avanzato. Come per molte altre città italiane, già diversi anni addietro fu investita dal fenomeno della neopizzica, che incontrò numerosi elementi fecondi quali un movimento di revival della danza piuttosto maturo ed organizzato, la presenza di musicisti, cultori, musicologi ed appassionati che già avevano interessi nei confronti della musica e delle danze del Sud, un pubblico giovanile ed "alternativo" molto disponibile verso proposte fresche ed accattivanti. Il calderone risultante non ha mai smesso di ribollire.
Il revival della danza tradizionale, iniziato alla fine degli anni 70, si é sviluppato in città e dintorni per "tribù": a quella storica, sostanzialmente onnivora ma orientata verso i repertori del Nord Italia e dell Europa centrosettentrionale, se ne sono successivamente aggiunte altre più specifiche (della danza irlandese, della danza ebraica...) e da ultima quella delle danze del Sud, che ha seguito lo sviluppo della pizzicomania nazionale dalla metà degli anni ‘90. Una caratteristica che unisce tutte le sottopopolazioni del mondo delle cosiddette "danze popolari" (o peggio "folkloristiche") a livello sia cittadino sia nazionale, é che la maggior parte dei partecipanti se ne strafotte delle culture che hanno generato tali danze, o ne ha una conoscenza assai rudimentale, se non addirittura erronea e contraffatta.
Nel panorama musicale milanese, un po per fatti e presenze e indipendenti e fortuite, un po per l incremento della richiesta e dell interesse verso i repertori del Sud, si sono affermati alcuni gruppi musicali con repertorio specifico, stabili e residenti, quali: "Canto Antico", "I Briganti" e "Streuza" che attualmente animano buona parte delle occasioni di musica e ballo a Milano e dintorni. Poi bisogna considerare che la "pizzica" é diventata uno standard di intrattenimento, per cui molti gruppi, che si occupano di altri generici o specifici repertori, si sentono in dovere di eseguire tale musica dovunque e comunque, con risultati piuttosto lassativi. Per non parlare delle più improbabili "notti della taranta" che ormai brulicano in terra padana più che i festival "celtici".
Per quanto riguarda la didattica della danza, il periodo iniziale fu piuttosto selvaggio: chiunque avesse fatto un breve giro turistico nel leccese zompando nelle piazze delle sagre più improbabili, poteva poi andare ad insegnare la neopizzica (ovvero la danza che durante gli anni ‘90, a partire da ricordi spesso offuscati di balli tradizionali in disuso da decenni, si é integrata con una serie di elementi coreutici ed immaginifici recentemente inventati ma confacenti con la libertà relazionale contemporanea) in qualsiasi città italiana. Da alcuni anni però é iniziata una valorizzazione di quanto restava della memoria delle differenti forme di pizzica pizzica tradizionale disseminate sul vero Salento geografico, come pure si é diffuso il lavoro degli operatori più seri e professionali, interni ed esterni al Salento. Di conseguenza, nell ambito di un certo generale miglioramento della conoscenza coreutica, anche a Milano ora si può scegliere tra molte proposte didattiche, che hanno diversi livelli qualitativi, e soprattutto sono diversamente polarizzate tra neopizzica e danza di tradizione. Chiarisco che ballare la neopizzica non é un attività disdicevole o blasfema, é cosa legittima e divertente come il ballare il caraibico, il lissio o il tango; o come sentire musica di riproposta piuttosto che di tradizione. Quello che conta é la consapevolezza, la conoscenza e la coscienza di ciò che si stia facendo, nonchà© la buona prassi di dare il giusto nome alle cose. Sembrano ovvie osservazioni, ma questi argomenti, a Milano come nello stesso Salento, sono ben lungi dall essere chiariti.
Tra gli insegnanti residenti in area milanese con attività continua, sono stati positivamente e giustamente già citati Monica Savà (che unisce proficuamente gli insegnamenti di Pino Gala, ovvero l etnocoreologo-ricercatore più esperto in materia, con una professionalizzazione in danzaterapia) e Marcello Lomascolo (musicista di "Canto antico" che propone quello che purtroppo pochi hanno fatto: dopo aver raccolto le memorie coreutiche del suo luogo di origine, le presenta senza ulteriori passaggi). Ci sono inoltre altre iniziative didattiche, occasionali ma non rare, con specialisti, come lo stesso Pino Gala, o con personaggi storicamente appartenenti al movimento salentino come Imma Giannuzzi o Cinzia Villani.
A Milano, la tribù danzereccia del Sud si nutre sostanzialmente di "pizzica" e di "tammurriata" (e qui non mi addentro nel problema dell odierna disintegrazione dei vari stili tradizionali di ballo sul tamburo), con qualche attenzione alle tarantelle calabresi e poco altro. A seconda dei repertori di ballo, la didattica può avere luoghi e personaggi più idonei (ad esempio, per la tarantella reggina l ambito preferenziale é quello dei "Briganti", menzionerei inoltre Viliam Fava per diverse danze del centro-Sud tra cui i vari saltarelli).
L informazione relativa alle iniziative musicali che riguardano il Sud é in buona parte soddisfatta dalle mailing list:
http://launch.groups.yahoo.com/group/pizzicamilano
http://it.groups.yahoo.com/group/ethnomusic
http://it.groups.yahoo.com/group/carnetfolk
e dai già citati gruppi musicali (che sono molto attivi nell organizzare corsi in varie sedi):
www.cantoantico.org
www.simmbriganti.it
www.streuza.tk
Ovviamente le liste qualche volta fanno cilecca, e in questo caso rimane indispensabile il passaparola entro la tribù.
Altre informazioni si possono ottenere ascoltando la trasmissione "La sacca del diavolo", domenica h 20 su Radio Popolare, o tenendo d occhio "il bollettino di Otto":
http://www.arsenaldesign.it/bollettino.danze/.
I luoghi del ballo sono tanti: tutti quelli che organizzano regolarmente incontri a ballo di vario orientamento,
saltuariamente propongono repertori del Sud. Inutile listare tutti i luoghi possibili perchà© le iniziative sono comunque annunciate sulle mailing list; tra i meglio organizzati ci sono Folkaos (
www.folkaos.it) e ARCI Bellezza (
www.bellezzafolk.it), a cui si aggiunge un arcipelago di realtà cittadine e periferiche.
Il luogo "orientato a Sud", che più assiduamente propone concerti, corsi ed occasioni di ballo, ed é diventato un punto di riferimento per i gruppi musicali e per gli appassionati, é l ARCI Metromondo (
www.metromondo.it).
Mi scuso per l'assolutamente intenzionale prolissità di queste mie parzialissime e personalissime note milanesi, e saluto in particolare quanti, per loro disgrazia, capitino tra le nebbie cittadine e abbiano comunque voglia di ballare.
Ciao ciao
Mario Gennari