Apro questo topic per chiedere il vostro parere su una questione spinosa che attanaglia i cutrofianesi(e non solo) da un pò di anni.
Da quando il gruppo storico degli Ucci fece outing col cd "Bona sera a quista casa" edito da Edizioni Aramiré(di cui recentemente é stata curata una ristampa).O addirittura da quando andava in giro per il paese a cantare "Santu Lazzaru",o si presentava di tanto in tanto sul palco, durante qualche festa,per far sentire quei canti che,di giorno,i vari componenti,avevano cantato in campagna per tanti anni.
Ora...Uccio Aloisi lo conoscono tutti oggigiorno,uno dei più anziani cantori della nostra tradizione popolare,sicuramente il più matto,dotato di una carica eccezionale per la sua età ,di una voglia di protagonismo fuori dal comune e con una forza comunicativa stratosferica.
Ma non sarò io a fare il ritratto di questo mio grande paesano...ci hanno già pensato caterve di giornalisti,ricercatori,etnomusicologi,musicisti e "addetti ai lavori".
Mi limito solo a ricordare quello che anche quest'anno é riuscito a combinare alla Notte della Taranta,davanti a migliaia di persone che lo acclamavano come un divo,con cori da stadio. Simpatico anche il gesto di acchiappare un musicista dei Buena Vista Social Club e fargli dire a tutti i costi: "Robba de smuju",dimostrando una accoglienza paesana nei confronti dei forestieri,una comunione nella voglia di fare rivoltare tutto e tutti, di "smujare" tutto l'ambiente.
Lui stesso mi ha detto più volte: "Iu,cchiu gente viciu de su lu palcu,cchiu casinu fazzu".
Uccio Bandello ci ha lasciato un pò di anni fa.
Ma la sua voce,il suo timbro vocale,la potenza e allo stesso tempo la dolcezza del suo canto...beh...quelli no,sono rimasti eccome.
Credo,però,che parecchi degli iscritti a Pizzicata.it,almeno i nuovi e quelli che si avvicinano a questo mondo solo perché han sentito per caso un cd di pizzica,non abbiano mai sentito parlare di Bandello.
E vi assicuro che non sapete quello che vi siete persi.
E' stato definito "il Tito Schipa della misica popolare salentina" e sentirlo dal vivo era qualcosa di spaventoso.
Vorrei riuscire a trasmettervi le mie sensazioni quando,da piccolo,ogni anno,durante la notte che precedeva la domenica delle Palme,l'ultima disponibile per cantare "Santu Lazzaru",venivo svegliato da questo canto di usignolo,un qualcosa che faceva diventare passionale anche un canto di questua,un susseguirsi di parole scandite quasi liricamente,in una lingua che italianizzava il dialetto,forse per renderlo più scioglievole e comprensibile,un vortice di emozioni impossibili da soffocare anche col cuscino in faccia.
E non ci crederete mai ma,Uccio Piricallo(così é chiamato Aloisi dai cutrofianesi),faceva solo un innocente controcanto,il basso era Leonardo(Narduccio) Vergaro,e lui era relegato in una situazione di marginalità .
Chi l'avrebbe mai detto che un giorno avrebbe fatto impazzire folle oceaniche...
I più cattivi sostengono che,se la buonanima di Bandello fosse ancora in vita,l'Aloisi non avrebbe avuto tutto questo successo,annichilito dalle doti canore del primo.
E ancora che Piricallo é stato tenuto in disparte per tanto tempo é si é sentito avvilito per così tanti anni che,alla morte del collega,é esploso in tutta la sua vitalità e voglia di esserci a tutti i costi.
Ce da dire che lo stesso Aloisi aveva una sorta di rispetto reverenziale nei confronti del Bandello,vuoi per la differenza d'età ,vuoi per la palese superiorità qualitativa.
Ma c'é chi dice che in alcune occasioni,se non ci fosse stato l'Aloisi,Gli Ucci non si sarebbero neanche esibiti,perché il Bandello e gli altri erano persone "serie",di chiesa,che si seguivano i concerti bandistici delle feste di paese,che si trovavano a disagio nelle situazioni popolari con troppo pubblico,nei centri sociali,di fronte a persone che si scolavano litri di vino,davanti agli "zingari" di Torrepaduli...
Infatti,che io ricordi,non si é mai registrata la presenza del defunto nelle ronde di San Rocco(correggetemi se sbaglio),ma solo nella cappella per fare visita al Santo,mentre Piricallo trovava il suo "humus" proprio lì,tra la confusione e la folla,tra i duellanti e le ragazze rom che ballavano...
Aloisi,ancora oggi, é considerato uno "zingaro",dai suoi coetanei del paese o da quelli delle generazioni di poco successive,perché sul palco spesso lascia andare qualche parolaccia o addirittura qualche bestemmia,perché si faceva precedere da una damigiana di buon vino,prima delle sue esibizioni,perché nella sua vita(ed é stato lui stesso a dirlo ne "I colori della terra") ha fatto tanti mestieri,"ma sempre de fame ave mortu".
Lo si vedeva fino,a qualche anno fa,con la sua mitica Ape arancione,(che da pochi mesi é stata sostituita da una più nuova di colore verde), andare e venire da campagna,quasi sempre a mani vuote o con quualcosa che aveva rimediato da qualche amico.
E ora si é montato anche un pò la testa...
L'ho visto in più di un'occasione litigare con qualche bambino che lo chiamava affettosamente per ingiuria "Piricallo,Piricallo,Piricallo...";e lui che lo inseguiva minacciando "Marducato,se te zziccu,te la 'mparu iu la ducazione".
Ma daltronde anche l'età si comincia a far sentire.
L'ipotetica querelle Aloisi-Bandello,mi fa pensare a un dualismo che rappresenta due modi diversi di vedere la nostra musica popolare:da una parte la voglia di emergere,di protagonismo a tutti i costi,la carica esplosiva del nuovo che avanza e vuole lasciare un segno del suo passaggio;dall'altra la classe,la riservatezza,l'attaccamento alla parte più bella e più pura della nostra storia locale,la voglia di tramandare senza contaminare nulla,di continuare nel solco dei nostri padri.
Musicisti che si vendono per apparire una sera sul palco più rinomato del Salento,tradendo dei percorsi avviati dalle generazioni precedenti da cui loro hanno imparato;artisti che preferiscono stare in disparte,aspettando che questo fiume in piena della Taranta straripi,portando via con se tutto il superfluo,facendo passare la momentanea moda.
Per i primi penso a Sparagna & Co;per i secondi a Claudio Miggiano,agli Aramiré,a Cinzia Villani,a Max Morabito,a tanti altri che al momento non mi vengono alla mente...
Qualità vocale e classe allo stato puro di Bandello o capacità di intrattenimento e qualche dote(innegabile anche per lui) tecnica di Aloisi?
Mi arrovello da un pò sull'argomento e tendo sempre di più verso la prima opzione.
Di solito ricordiamo i nostri grandi vecchi dopo la loro morte;tanti ci lasciano e ci fanno venire la consapevolezza che potevamo imparare di più da loro,che li abbiamo trascurati.
Vedi mesciu Ninu di Nociglia...
Con questo topic volevo anche solo attirare l'attenzione,perché Aloisi qualche altro anno sicuramente lo ruberà al camposanto,ed é ancora "sfruttabile",é ancora lì con la voglia anche di imparare solo a suonare il tamburello ad un giovane,di raccontare,di affabulare.
Sfruttiamolo,non in senso economico naturalmente,e come lui tutti gli altri,cominciando dai nostri nonni che abbimo in casa.
Fatemi sapere cosa ne pensate di questi miei mitici paesani.
A voi la parola...
P.S.= sono attesi con impazienza i pareri di Carlo Trono, Raheli e svincen
Uccio Aloisi vs Uccio Bandello
La voce di Uccio Bandello era incredibile ed indimenticabile per chi l'ha ascoltata.
Uccio "Pirigallu" Aloisi, ha sempre fatto, nonostante le doti canore, la paravoce di Uccio Bandello (per dire, cosa fosse la voce di Bandello)
Se vi capita, ascoltate cantare la figlia di Uccio Bandello, che non lo fa professionalmente, e che canta divinamente.
Uccio "Pirigallu" Aloisi, ha sempre fatto, nonostante le doti canore, la paravoce di Uccio Bandello (per dire, cosa fosse la voce di Bandello)
Se vi capita, ascoltate cantare la figlia di Uccio Bandello, che non lo fa professionalmente, e che canta divinamente.
Re: Uccio Aloisi vs Uccio Bandello
[quote:ee51d27653="Liolà "]L'ipotetica querelle Aloisi-Bandello,mi fa pensare a un dualismo che rappresenta due modi diversi di vedere la nostra musica popolare:da una parte la voglia di emergere,di protagonismo a tutti i costi,la carica esplosiva del nuovo che avanza e vuole lasciare un segno del suo passaggio;dall'altra la classe,la riservatezza,l'attaccamento alla parte più bella e più pura della nostra storia locale,la voglia di tramandare senza contaminare nulla,di continuare nel solco dei nostri padri.
Musicisti che si vendono per apparire una sera sul palco più rinomato del Salento,tradendo dei percorsi avviati dalle generazioni precedenti da cui loro hanno imparato;artisti che preferiscono stare in disparte,aspettando che questo fiume in piena della Taranta straripi,portando via con se tutto il superfluo,facendo passare la momentanea moda.[/quote:ee51d27653]
Sì.
Bandello e Aloisi. Due caratteri e due modi di vivere la loro musica assolutamente differenti.
Aloisi sempre compresso e pronto a esplodere. Bandello sereno e sicuro.
Per me é chiaro che la personalità di ognuno si riflette non solo nella musica ma soprattutto nel modo di porsi.
E non ci sono solo Aloisi e Bandello ad incarnare due mondi interiori, e poi musicali, differenti.
Oggi, anche nel campo (nel campo o in campo?) della musica leggera chi "fa più casino" emerge di più, grazie anche alla televisione ed a tutti i media che premiano le cose tanto più quanto sono sguaiate e becere.
Ma quanti esempi abbiamo di persone meno appariscenti che hanno fatto la loro strada senza tanti clamori ma tuttavia ad altissimi livelli?
Altri invece, magari meno dotati, hanno costruito una carriera sull'apparire a tutti i costi.
In ogni caso sia Aloisi che Bandello rispecchiano due modi di essere propri della cultura popolare e lungi da me parlare male di Aloisi che io ammiro incondizionatamente.
E' un fatto però che mi senta più vicino "spiritualmente" a Bandello.
Ringrazio Liolà di essersene accorto perchà© questo per me é un gran complimento.
Tuttavia anche Aloisi, specie in privato, ha una sua dolcezza. E non sparerei a zero sulle sue qualità vocali.
Anche qui c'é una gran differenza fra i due, ma fare un bel controcanto richiede, a mio avviso, altrettanta capacità di una bella prima voce.
E' dalla collaborazione fra le due voci che può nascere la magia.
Nel caso di Uccio+Uccio questo é sicuramente avvenuto.
Vorrei aggiungere solo una cosa.
Bandello, anche se più riservato di Aloisi, non si tirava indietro se c'era da cantare.
Quanti sconosciuti, ancora più riservati di Bandello, non hanno mai cantato per un pubblico, magari tenendo per sà© doti e saperi importanti?
Quanti ne abbiamo persi senza neppure saperlo?
Quanta colpa di questo é da attribuire a chi, sperperando i soldi pubblici in mega concerti, non ha mai pensato a destinarne una parte in ricerca sistematica sul territorio?
Quanto i mega concerti servono a soddisfare le manie di protagonismo dei vari musicisti o cantanti, e quanto i mega concerti servono invece a soddisfare l'ego di chi, non sapendo cantare nà© suonare, trova il modo di aggirare l'ostacolo ed "apparire" più di tutti i musicisti o cantanti che stanno sul palco, costruendosi una carriera politica sulle spalle degli altri e con i soldi pubblici?
Chi é più malato di mania di protagonismo, Sergio Blasi o Uccio Aloisi?
Io non ho dubbi sulla risposta.
Musicisti che si vendono per apparire una sera sul palco più rinomato del Salento,tradendo dei percorsi avviati dalle generazioni precedenti da cui loro hanno imparato;artisti che preferiscono stare in disparte,aspettando che questo fiume in piena della Taranta straripi,portando via con se tutto il superfluo,facendo passare la momentanea moda.[/quote:ee51d27653]
Sì.
Bandello e Aloisi. Due caratteri e due modi di vivere la loro musica assolutamente differenti.
Aloisi sempre compresso e pronto a esplodere. Bandello sereno e sicuro.
Per me é chiaro che la personalità di ognuno si riflette non solo nella musica ma soprattutto nel modo di porsi.
E non ci sono solo Aloisi e Bandello ad incarnare due mondi interiori, e poi musicali, differenti.
Oggi, anche nel campo (nel campo o in campo?) della musica leggera chi "fa più casino" emerge di più, grazie anche alla televisione ed a tutti i media che premiano le cose tanto più quanto sono sguaiate e becere.
Ma quanti esempi abbiamo di persone meno appariscenti che hanno fatto la loro strada senza tanti clamori ma tuttavia ad altissimi livelli?
Altri invece, magari meno dotati, hanno costruito una carriera sull'apparire a tutti i costi.
In ogni caso sia Aloisi che Bandello rispecchiano due modi di essere propri della cultura popolare e lungi da me parlare male di Aloisi che io ammiro incondizionatamente.
E' un fatto però che mi senta più vicino "spiritualmente" a Bandello.
Ringrazio Liolà di essersene accorto perchà© questo per me é un gran complimento.
Tuttavia anche Aloisi, specie in privato, ha una sua dolcezza. E non sparerei a zero sulle sue qualità vocali.
Anche qui c'é una gran differenza fra i due, ma fare un bel controcanto richiede, a mio avviso, altrettanta capacità di una bella prima voce.
E' dalla collaborazione fra le due voci che può nascere la magia.
Nel caso di Uccio+Uccio questo é sicuramente avvenuto.
Vorrei aggiungere solo una cosa.
Bandello, anche se più riservato di Aloisi, non si tirava indietro se c'era da cantare.
Quanti sconosciuti, ancora più riservati di Bandello, non hanno mai cantato per un pubblico, magari tenendo per sà© doti e saperi importanti?
Quanti ne abbiamo persi senza neppure saperlo?
Quanta colpa di questo é da attribuire a chi, sperperando i soldi pubblici in mega concerti, non ha mai pensato a destinarne una parte in ricerca sistematica sul territorio?
Quanto i mega concerti servono a soddisfare le manie di protagonismo dei vari musicisti o cantanti, e quanto i mega concerti servono invece a soddisfare l'ego di chi, non sapendo cantare nà© suonare, trova il modo di aggirare l'ostacolo ed "apparire" più di tutti i musicisti o cantanti che stanno sul palco, costruendosi una carriera politica sulle spalle degli altri e con i soldi pubblici?
Chi é più malato di mania di protagonismo, Sergio Blasi o Uccio Aloisi?
Io non ho dubbi sulla risposta.
Anche se leggermente off topic, mi trovo incoraggiato ad intervenire in questo forum per sottolineare le ultime frasi di Raheli, che reputo tanto più vere quanto, ahimé, tristi, tristissime. E' vero, per un Uccio Aloisi ci sono almeno 100 Bandello che non abbiamo conosciuto, che non conosciamo e che mai conosceremo, per varie ragioni. Ragioni di carattere, prima di tutto, come quelle che differenziano i due Ucci, ma anche fattori culturali, sociali, e perché no, anche di Luogo in cui l'Uccio in questione si trova. Gli ultimi anni di moda pizzicaiola hanno messo l'accento sul Salento, salento che sia per gli appassionati di musica che per i turisti quanto più basso é meglio é...sembra quasi di volerci ricongiungere a tutti i costi ai nostri cugini africani. Questo spinge molti ad interessarsi alla sola musica, al solo ballo di quelle zone, trascurando completamente aree della puglia e di tutto il meridione assolutamente degne di nota ed abitate da tanti Ucci che rimarrano per sempre anonimi.
Personalmente ho avuto la fortuna di conoscere almeno altri 4 "Ucci", completamente diversi per carattere, luoghi e storia dall'Aloisi nazionale, ma di certo non meno bravi quanto a voce, repertorio, intinazione, carisma...certo poi in queste cose subentra la politica, il marketing territoriale, i fondi pubblici, ed ogni merito viene azzerato...vince il più forte.
Costantino docet
Personalmente ho avuto la fortuna di conoscere almeno altri 4 "Ucci", completamente diversi per carattere, luoghi e storia dall'Aloisi nazionale, ma di certo non meno bravi quanto a voce, repertorio, intinazione, carisma...certo poi in queste cose subentra la politica, il marketing territoriale, i fondi pubblici, ed ogni merito viene azzerato...vince il più forte.
Costantino docet
Giovanni Semeraro
Vi aggiungo un'altro elemento di confronto tra i due Ucci:le donne che hanno(ed hanno avuto) accanto.
Perché,a voler fare sfoggio di luoghi comuni,"Dietro un grande uomo,c'é sempre una grande donna".
Ho conosciuto Cetta,la moglie di Aloisi da bambino;i miei avevano un terreno vicino a quello di Uccio.
Donna forte,vigorosa,pettegola,e grande lavoratrice.
Era bello,e lo é tutt'ora,notare l'affinità che ha col marito;sono daccordo su quasi tutto il da farsi.
E con lei che Uccio racconta di aver ballato per tanti anni nelle corti,ed é lei che lo acompagna spesso nel canto;a volte é la sua musa ispiratrice,gli suggerisce anche qualche stornello di rara bellezza.
E lui puntualmente cerca di annotarselo nella memoria,per poterlo portare sul palco,durante le sue esibizioni.
Chi ha avuto la fortuna di vederseli insieme davanti,seduti nell'ingresso della loro piccola abitazione,ha assistito sicuramente ad un fitto scambio di "stornellate" e versi che davvero non si ascoltano da nessun altra parte.
E l'autore spesso(strano a dirsi) é proprio Cetta.
Lo dice sempre anche il marito:"Quiddhra,mujerama,ne sape a mijare de stornelli...se li ricorda tutti...none comu mie...de ddhru cazzu li caccia?"
E poi é sempre indaffarata in cucina;"traffica sempre":purpette,pittule,foje e soprattutto buttijoni de mieru,che per Uccio non devono mancare mai dalla tavola.
Una chicca:quando Teresa De Sio é andata a trovarli,per parlare del progetto di "Craj",Uccio s'era incaponito a volergli far assaggiare le "pittule"de la Cetta "cu lu cottu",ma avevano finito le riserve di vincotto.Ha smosso tutto il vicinato e alla fine una mia zia gliel'ha dato.
Uccio assicura che la De Sio si é leccata i baffi.
Della moglie di Bandello so dirvi di meno.
Ricordo soltanto che anche lei "si faceva in quattro" nei campi di tabacco e di verdura,che il marito coltivava con grande maestria.
Anche Bandello aveva un'Ape,color verde acqua,e spesso lo si vedeva portare i suoi raccolti a vendere dal mediatore,sicuro che li avrebbero comprati subito.
I frutti della sua terra parevano nettati.
Adesso la signora vive con la figlia a la si vede seduta sempre in prima fila,quando quest'ultima si esibisce,durante qualche manifestazione.
Ancora un sacco di gente va a trovarla per parlare della buon anima del marito.
Dai suoi occhi lucidi sembra quasi di capire cosa stia immaginando,nel vedere che la figlia continua sul percorso cominciato da Uccio.
Chissà quanti bei ricordi le tornano alla memoria...
Però,al contrario di Cetta,la si vede molto riservata,contenuta,elegante e con incedere signorile...
Sembra che anche in questo rispecchino le differenze tra i rispettivi mariti.
Magari questo mio intervento può sembrare banale,ma penso serva a dare ancora più luce a queste due personalità ,contrastanti, ma tendenti alle stesse passioni.
Perché,a voler fare sfoggio di luoghi comuni,"Dietro un grande uomo,c'é sempre una grande donna".
Ho conosciuto Cetta,la moglie di Aloisi da bambino;i miei avevano un terreno vicino a quello di Uccio.
Donna forte,vigorosa,pettegola,e grande lavoratrice.
Era bello,e lo é tutt'ora,notare l'affinità che ha col marito;sono daccordo su quasi tutto il da farsi.
E con lei che Uccio racconta di aver ballato per tanti anni nelle corti,ed é lei che lo acompagna spesso nel canto;a volte é la sua musa ispiratrice,gli suggerisce anche qualche stornello di rara bellezza.
E lui puntualmente cerca di annotarselo nella memoria,per poterlo portare sul palco,durante le sue esibizioni.
Chi ha avuto la fortuna di vederseli insieme davanti,seduti nell'ingresso della loro piccola abitazione,ha assistito sicuramente ad un fitto scambio di "stornellate" e versi che davvero non si ascoltano da nessun altra parte.
E l'autore spesso(strano a dirsi) é proprio Cetta.
Lo dice sempre anche il marito:"Quiddhra,mujerama,ne sape a mijare de stornelli...se li ricorda tutti...none comu mie...de ddhru cazzu li caccia?"
E poi é sempre indaffarata in cucina;"traffica sempre":purpette,pittule,foje e soprattutto buttijoni de mieru,che per Uccio non devono mancare mai dalla tavola.
Una chicca:quando Teresa De Sio é andata a trovarli,per parlare del progetto di "Craj",Uccio s'era incaponito a volergli far assaggiare le "pittule"de la Cetta "cu lu cottu",ma avevano finito le riserve di vincotto.Ha smosso tutto il vicinato e alla fine una mia zia gliel'ha dato.
Uccio assicura che la De Sio si é leccata i baffi.
Della moglie di Bandello so dirvi di meno.
Ricordo soltanto che anche lei "si faceva in quattro" nei campi di tabacco e di verdura,che il marito coltivava con grande maestria.
Anche Bandello aveva un'Ape,color verde acqua,e spesso lo si vedeva portare i suoi raccolti a vendere dal mediatore,sicuro che li avrebbero comprati subito.
I frutti della sua terra parevano nettati.
Adesso la signora vive con la figlia a la si vede seduta sempre in prima fila,quando quest'ultima si esibisce,durante qualche manifestazione.
Ancora un sacco di gente va a trovarla per parlare della buon anima del marito.
Dai suoi occhi lucidi sembra quasi di capire cosa stia immaginando,nel vedere che la figlia continua sul percorso cominciato da Uccio.
Chissà quanti bei ricordi le tornano alla memoria...
Però,al contrario di Cetta,la si vede molto riservata,contenuta,elegante e con incedere signorile...
Sembra che anche in questo rispecchino le differenze tra i rispettivi mariti.
Magari questo mio intervento può sembrare banale,ma penso serva a dare ancora più luce a queste due personalità ,contrastanti, ma tendenti alle stesse passioni.