Commenti sulla Notte della Taranta 2006

In questa categoria sono raccolte tutte le discussioni che erano precedentemente organizzate nelle vecchie categorie del forum. Fino al passaggio al nuovo forum, tutte le discussioni aperte si troveranno in questa unica categoria
march
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Messaggio da march »

Caro Gianlu, pur non essendo un esperto di musica garganica, posso dirti che secondo me il sonetto È stato suonato discretamente. L'orchestra era uscita a prendere una boccata di aria e il pezzo é stato suonato solo con la sezione delle corde. Principalmente chitarra francese, chitarra battente e mandole.
La selezione di strofette non mi é sembrata banale, certo non era uno dei pezzi celebri, più che altro mi é sembrato un mix di diversi pezzi concentrati in uno (L'unico pezzo presente che ricordo é "poveru lu core mio ferito ferito").
Ha cantato Enza Pagliara, non credo che ci fossero cantanti del gargano sul palco. La sua impostazione vocale non rispecchiava molto il modo di cantare di Carpino e aree limitrofe (forse più scarna di melismi rispetto alla tecnica salentina), ma chi può incriminarla per questo?

Sono contento che questo momento ci sia stato, così come l'intervento di Epifani (fra l'altro i 2 pezzi erano contestuali).
CarloTrono
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Messaggio da CarloTrono »

[quote:754bf48f76="Gianlu"]la procace e piacente signora sulla destra [/quote:754bf48f76]

e secondo voi perché il caro Uccio Aloisi stava così allegro?
per i centomila zumpallero di fronte a lui? noooooooo :)
articolo6
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Messaggio da articolo6 »

Ma ...
pensavo peggio.
Se escludiamo qualche disagio con i treni, inevitabile data la moltitudine dei partecipanti, e qualche problema tecnico, dal vostro resoconto e da quanto leggo sulla rassegna stampa, credo che la NdT 2006 non sia andata tanto male... anzi credo che proprio che qualcuno di voi/noi si stia ricredendo.
Certo rimangono i problemi della ricerca e della valorizzazione del patrimonio, in fin dei conti perché deve poi essere proprio la nascente fondazione NdT ad occuparsene e non altre istituzioni pubbliche e private.

Lo sapete sono sempre stato critico e lo rimango in merito al rispetto del principio di legalità  (mi riferisco alla concessione sempre e comunque alla Princigalli Produzione dell'organizzazione delle manifestazioni culturali in tutta la Puglia, quasi avessero il monopolio della cultura) ma quando una manifestazione che si pone l'obiettivo di mettere insieme il turismo e la cultura riesce poi a vincere la sfida, nessuno mi pare abbia smentito i 100.000 partecipanti, allora tanto di cappello.
Certo con la stessa minestra (rischio che francamente nell'organizzare manifestazioni di musica popolare per tanti anni, ormai 9 per la NdT, é molto alto a prescindere dal maestro concertatore, i testi sono sempre quelli é inutile dire), ma ditemi voi, piuttosto, si può affermare che nel corso di questi 9 anni:
1) vi sono benefici monetari per il territorio locale ?
2) é migliorata l identità  locale, il senso di appartenenza a un estesa comunità , la conoscenza della propria storia e cultura locale ?
3) é migliorata localmente la qualita della vità  ed é accresciuto l incentivo a sviluppare attività  simili nello stesso territorio ?
4) é cresciuta la motivazione interna e la soddisfazione dei professionisti del settore culturale e si é allontanata la necessità  di trasferirsi verso altri settori o altre aree del territorio ?
5) é aumentato lo sviluppo e la diffusione della creatività , si registra un accescimento della competitività  del sistema, si averte un stimolo per le iniziative imprenditoriali, un'atmosfera creativa e un'attrazione verso la
localizzazione di nuovi insediamenti produttivi ?
6) sono migliorate le relazioni sociali e culturali, la lotta all esclusione sociale, il dialogo multiculturale e la tolleranza ?

Bene, se almeno qualcuno di queste affermazioni sono vere o vicino al vero, allora per "articolo6" la NdT é stata un successo.
federico.capone
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100.000

Messaggio da federico.capone »

Gentile articolo 6, le questioni che poni nel forum, rispetto alla ndt sono molto interessanti e le risposte scontate. Centomila spettatori, o anche duecentomila o cinquantamila, penso sia un dato rilevante ma non fondamentale. Certo, come direbbe Zeman, é più facile commentare il risultato che il gioco espresso.
svincen
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Messaggio da svincen »

Nelle considerazione fatte finora a mio avviso si sottovaluta una fatto fondamentale: nella NdT la musica conta relativamente. Non dico che non conti nulla, naturalmente, ma comunque la musica interessa a pochi. Si tratta di un "grande evento" a tutti gli effetti, sapientemente costruito e pubblicizzato (utilizzando la valanga di soldi pubblici a disposizione) a cui si partecipa perchà© é importante esserci, e fare festa insiema agli amici e a un sacco di altra gente. Prima, durante e dopo il concerto, che della grande festa é in qualche modo la cornice (di solito é il contrario). Questo bisogno di socialità  in qualche modo legata alla musica più o meno popolare é un fatto di grande interesse sociologico, e infatti colpisce molto gli osservatori "esterni" (leggersi la rassegna stampa nazionale, invece storicamente poco attenta alle questioni musicali). Ma con la musica che sul quel palco viene effettivamente suonata ha poco a che fare. Potrà  sembrare un paradosso, ma io sono convinto che noi di pizzicata, pure (con varie sfumature) così critici, siamo tra i pochi interessati veramente alla musica, anche a quella della NdT. Questo lo sanno anche molti degli organizzatori, e perciò il nostro sito é da loro attentamente seguito.
federico.capone
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Messaggio da federico.capone »

Bella lettura, svincen!
articolo6
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Messaggio da articolo6 »

Ciao svincen
mi sa che é cosi, la musica nella NdT conta relativamente poco, serve a tutto il resto che non mi sembra sia meno nobile della musica.
Se poi si tiene conto che queste altre cose generano un circuito virtuoso, nulla vieta di pensare che tra gli effetti indiretti, la maggiore creatività  del sistema salentino, vi possano essere anche quelli di un migliore rapporto tra gli operatori culturali e la musica popolare.
E poi, da osservatore esterno, io sono rimasto all'orchestra della NdT 2005 che nel concerto svoltosi a Bologna a settembre 2005 non aveva sfigurato, cosa che invece avevo rilevato a Rimini nel corso della notte rosa, a luglio scorso, un disastro (ricordarte il mio post "nella notte rosa la notte della taranta si inabissa"?).
Stando alle parole di Carlo tutto sommato rilevo che a Melpignano non c'é stata tutta quella confusione che ho ascoltato a Rimini, ma vi sono stati margini di miglioramento rispetto allo scorso anno.
svincen
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Messaggio da svincen »

Si, un miglioramento notevole nell'orchestra, soprattutto per una maggiore "compattezza" del suono (ma anche per un numero minore di stonature...), l'avevo già  notata nel concerto di Roma del 29 giugno (cliccare qui per avere l'articolo). D'altra parte, suonano insieme da tre anni! E poi ci sono stati ultimamente - soprattutto fra i vocalist - degli avvicendamenti positivi.

Questo dimostra che uno dei requisiti minimi per avere sul palco qualcosa di decente é che si stabilizzi un ensemble, che abbia il tempo per amalgamarsi e per provare le cose nuove. In questo aveva ragione Sparagna, quando poneva il problema dell'istituzionalizzazione dell'Orchestra.
giannino
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Messaggio da giannino »

Cavolo ma ci rendiamo conto? si sta elogiando un ensemble perché dopo tre anni ha trovato l'intonazione!!!...sono altre a mio parere le pecche di questa notte...ma devo dire che piano piano sto digerendo anch'io la presenza costante del concertone e del suo direttore...speriamo solo che la digestione non vada del tutto a termine...
Giovanni Semeraro
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trattino
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Messaggio da trattino »

Grazie march, conoscendo Epifani potrebbe aver unito diversi sonetti, per Enza Pagliara mi piacerebbe veramente ascoltare la sua interpretazione di Lu core mio ferito, ferito. Spero che qualcuno ascolti il mio grido di aiuto e mi contatti anche privatamente per farmi avere una registrazione.
raheli
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Messaggio da raheli »

Cari tutti,
spesso mi trovo nella spiacevolissima posizione di intravedere prima di molti altri i possibili rischi che si celano fra le righe dei discorsi che sento fare in giro.
Non credo che sia niente di diverso da una specie di fiuto animale che quindi é caratteristica primordiale e come tale nulla di cui uno possa vantarsi.
Mi trovo spesso a ridere fra me e me quando sento riprese da altri che erano in disaccordo con me alcune mie argomentazioni che nel frattempo hanno fatto proprie.
Mi viene da ridere ancora di più quando scopro che CASUALMENTE nell'edizione della ndt dell'anno in corso vengono riprese sul palco cose sconosciute o non tenute in debita considerazione (dai nottetarantistici) pubblicate o ripubblicate qualche mese prima da edizioni aramiré.
Vedi il caso de La zita, ormai proprietà  privata di Claudio Prima e quest'anno de Lu povere core mije ferite ferite. (Trattino, non te la prendere, lo so che tu e gli altri garganici quel canto non lo dimenticate, ma il SuperAmbrogio?).

Tutto questo per dire che il mio fiuto animale oggi, letti i vostri post, mi dice questo:
Attenzione, in futuro vedremo sempre di peggio
e
Doppia attenzione, al peggio ci si abitua
e
Tripla attenzione, oggi l'obiettivo primario deve essere quello di salvare il salvabile prima che i vecchi muoiano tutti, portandosi nella tomba i loro canti; quindi, visti gli scarsi mezzi a disposizione della ricerca, della pubblicazione e della archiviazione, lo sperpero di denaro pubblico in concertini e concertoni mi indigna sempre di più
e
Quadrupla attenzione, ricordare sempre che la polemica NON é fra tradizione e ndt (che la tradizione con i concerti sul palco ha nulla a che fare) ma fra investimento per il futuro (ricerca, pubblicazione e archiviazione) e utilizzo ed esaurimento delle risorse per il tutto e subito (ndt). Senza tener conto che una mediazione fra le due cose, visti i capitali impiegati, sarebbe possibilissima.

Conscio di NON essere stato chiaro, come al solito, consapevole che fra qualche tempo le cose che ho scritto mi verrano spiegate da altri, concludo dicendo che siccome al peggio ci si abitua, e io non voglio più abituarmi, la ndt quest'anno non l'ho vista, quindi, caro Carlo, sposta pure questo mio post dove ti pare.

Saluti
rr
articolo6
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Messaggio da articolo6 »

Io ho spiegato in cosa sono critico e adesso purttuttavia voglio capire se veramente credete che se i finanziamenti non fossero destinati alla NdT finirebbero alla ricerca, pubblicazione e archiviazione ?
Francamente, Io sta cosa non lo mai vista. Non ho mai visto che il pubblico finanzia una ricerca di musica popolare, ho visto lavori di ricerca effettuati finanziati per essere pubblicati se ritenuti di rilevanza pubblica. Mai ho visto commissionare ricerche culturali e mai sarei contento di un amministratoe che commissiona una ricerca di tipo culturale. Ma stiamo scherzando? Bobbio si rivolterrà  nella tomba.
Ragazzi chi fa il lavoro di ricerca da sempre é un poveraccio, incompreso che ha problemi psichici, che non sta alle regole e non gradisce che qualcun altro gli dica cosa deve fare. Raheli é grande perché come lui stesso dice é un incompreso, un pazzo, un incosciente che spende la sua vità  per un lavoro che non gli darà  mai da mangiare (spero di si). Ma Raheli forse proprio per quello realizza ricerche e prodotti degni di nota.
Raheli vorresti lavorare secondo il metodo di de martino o di carpitella e realizzare delle mummie da archiviare oppure da utilizzare in sterili conferenze che nessuno segue?
Io credo di no, io credo che Raheli non voglia mai diventare un Antonello Ricci, ma che tenga alla sua creatività  e autonomia al punto che se gli viene proposto di arrichire la NdT con una sua esibizione che faccia conoscere un nuovo canto tramandatogli gelosamente da uno di quei pochi vecchietti ancora in vita, risponde di "No Grazie". Ecco perché é grande Raheli. Non confonderà  mi il sacro con il profano.
I due mondi non possono e non vogliono stare insieme.
Frag
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Messaggio da Frag »

e da un pò che non ci si sente (beati voi).....
riguardo al concertone....
l'esibizione degli anziani di corigliano non mi é piaciuta particolarmente, io credo che quella gente vada ascoltata in casa loro, non su un palco davanti a 100.000 persone, non é naturale, così come sono stati presentati, perdonatemi la forte ironizzazione, sembravano tre vecchietti spaesati che suonavano un pò impacciati quello che si ricordavano... (ci tengo a precisare che sto esagerando)
per la famiglia cordella... mi sono piaciuti molto, davvero bravi...
i buena vista.... (e quì inizio a farmi del male) non mi sono piaciuti per nulla in quel contesto, indubbiamente mitici però nella loro rappresentazione.
per quanto riguarda poi il concerto vero e propio devo dire che sono rimasto deluso, molti pezzi sembravano assolutamente musica leggera.
nota assolutamente positiva i testi, che per un ignorante come me erano molti e nuovi....
ecco, io ho detto la mia!....
saluti a tutti....
raheli
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Messaggio da raheli »

Purtroppo, caro Articolo6, i vecchi muoiono ed i giovani diventano vecchi.
Oggi io compio 46 anni.

Immagina cosa potrebbe uscire da questo Salento bistrattato dalla maggioranza dei salentini se fosse effettuata una ricerca sistematica, cosa che nà© io nà© altri abbiamo i mezzi per effettuare.

Quello che sinora si é fatto é stata ricerca e pubblicazione estemporanea di materiali fortunosamente raccolti o passatici per le mani. Nonostante ciò esiste già  oggi una considerevole mole di materiale disponibile.

Tieni conto che i vecchi che vanno sul palco a suonare, come Uccio Aloisi, sono una sparuta minoranza. Quanti vecchi stanno a casa loro e nessuno di noi immagina quello che possono sapere?
Quanti canti sconosciuti potrebbero venir fuori?
Quanta "contaminazione" (per coloro che non capiscono che tutto ciò che viene fuori da essere umano, in tutti i tempi, nasce contaminato in partenza) si potrebbe fare con dieci, venti, trenta! canti inediti?

Immagina se un etnomusicologo degno di questo nome coordinasse una ricerca a tappeto, effettuata dall'Università , con ricercatori pagati (almeno un minimo) e se questi lavori venissero pubblicati e messi in vendita a prezzi contenuti, visto il finanziamento iniziale delle spese di produzione, (gli interessati li comprano e così si salta pure il passaggio dell'Archivio) e non lasciati ad ammuffire negli scaffali.

Anche l'Università  di Lecce é spiacevolmente colpevole, visto che i lavori pubblicati dall'Università  sono destinati a non essere letti o ascoltati, ma servono quasi esclusivamente a chi li ha scritti per acquisire prestigio e punteggio. Ecco perchà© le pubblicazioni devono poter essere acquistate.

Quanti libri e Cd si pubblicano con 50.000 euro all'anno?
Cinque, dieci?

All'anno.

E quanto spendono per il concertone, ogni anno?
Dimmelo tu.
Le due cose sono assolutamente conciliabili.

E io potrei finalmente smettere di fare il supplente delle istituzioni assenti.
E andarmene al mare.
Finchà© non faranno i Lidi della Taranta, con liscio pizzica ad alto volume tutto il giorno.

Ciao
rr
CarloTrono
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Messaggio da CarloTrono »

Vincenzo ha ragione da vendere quando afferma che, nonostante la grandissima attenzione che la stampa locale e nazionale riversa nei confronti della Notte della Taranta, non viene mai fatta alcuna discussione critica intorno alle proposte musicali provenienti dal palco di Melpignano.
Tutta la stampa esalta più o meno mielosamente (a seconda se il giornalista o scrittore é più o meno ben piazzato nel libro paga del carrozzone - a volte si affoga proprio nella melassa) le scelte fatte sul palco. L'unico dibattito che anima le pagine dei quotidiani locali riguarda le politiche culturali e di marketing territoriale (ci sarebbe da chiedersi chi ha iniziato pubblicamente questo dibattito...chissà  !), e spesso é solo una maniera che hanno i politici per far parlare di se. Per fortuna che in questo fronte di discussione ogni tanto esce fuori qualche articolo interessante

L'unica eccezione ai cori di lode della stampa locale é stata la redazione di Telenorba, che ha messo in onda un servizio sulla NdT con l'obiettivo palese di stroncare totalmente l'operazione. Ma sinceramente, guardando i precedenti litigi per l'attribuzione dei diritti televisivi, mi sembra di assistere alla classica figuraccia della volpe che quando non arriva all'uva dice che é acerba.

Comunque, tornando a parlare di musica, sembra che tutti siamo d'accordo nel dire che quest'anno c'é stata una resa delle voci molto migliore rispetto alle edizioni passate. Sicuramente molto di ciò é dato dalla nuova strumentazione e da una più fine regolazione dei volumi delle singole sezioni dell'orchestra: finalmente la voce emergeva avvolta da un suono, e non si perdeva nel frastuono generale.
Oltre ad una questione tecnica, sicuramente l'impressione di un globale miglioramento della qualità  delle voci é data anche dalla scelta fatta quest'anno su chi far cantare e chi no ! Sul palco della Notte della Taranta ci sono alcune delle migliori interpreti della riproposta salentina, questo é sicuro, ma ci sono anche alcune cantanti - anche dotate di capacità  vocali notevolissime - che si sono aggregate alla "moda della pizzica" pur proveniendo da altri generi musicali e non essendo dotate delle tecniche di emissione della voce proprie della canzone popolare. L'anno scorso si é dato più o meno lo stesso spazio a tutte, quindi ci sono stati dei brani - alcuni particolarmente importanti - interpretati da persone che non erano in grado di farlo correttamente. Inoltre, gli scorsi anni in molti brani c'era l'intervento di uno stridente coretto, spesso inascoltabile (vi ricordate il coretto in "Cecilia"? oppure nella "Pizzica di Galatone" cantata insieme ai Sud Sound System?).
Quest'anno invece la maggioranza dei brani sono stati affidati ad Enza Pagliara - che nonostante la voce affaticata da una stagione piena di concerti, é sempre eccezionalmente brava - e ad Alessandra Caiulo, e questa scelta, insieme a quella di eliminare quasi del tutto i coretti, ha favorito la migliore qualità  del concerto. Bravissima come sempre la piccola, grande Alessia Tondo, che merita veramente di aprire (con "Sia Benedettu ci fice lu mundu") e chiudere (con "Pizzicarella") il concertone conclusivo. Un po' troppo in ombra a mio avviso le due importanti new entry, come Stefania Morciano e Maria Mazzotta; Maria si é anche trovata costretta a cantare un pezzo con una tonalità  che non gli apparteneva, e questa é un errore che un maestro concertatore avrebbe dovuto individuare ed evitare . Anche Stefania - che ha creato tanto clamore con la sua scelta di abbandonare Aramiré per salire sul palco di Melpignano, scelta che rispetto per amore della libertà  indivuduale, pur non condividendola affatto - é passata in maniera, mi dispiace dirlo, abbastanza anonima.

Mi fermo qui, per il resto aspetto di rivedere la registrazione del concerto. Comunque noto che tutti quanti stiamo assumendo un aspetto abbastanza abbottonato: evidentemente tutti vogliamo rivedere il concerto prima di affrontare il discorso degli arrangiamenti musicali e degli ospiti di quest'anno. Sinceramente questo mi fa piacere, perché quando si aprirà  il discorso sugli arrangiamenti, si farà  in maniera ragionata e non influenzata da preconcetti o emozioni del momento. Personalmente penso che gli arrangiamenti di quest'anno, nel complesso meno casinisti e più "in minore" rispetto agli anni passati, presentino sicuramente dei miglioramenti, ma ancora una volta molte cose discutibili, a partire da alcune "marcette" che mi hanno lasciato un po' perplesso. Inoltre, la quasi totalità  dei brani presentava una "coda" lunghissima, nella quale si ripetevano in continuazione le ultime strofe del brano: perfino in "Ferma Zitella", interpretata da Lucilla Galeazzi (inchino) alla fine Lucilla ha accompagnato la lunghissima coda con continue ripetizioni dell'ultima strofa. Nonostante le capacità  indiscutibili di Lucilla e il grande rispetto dovuto alla sua persona, alla fine una scelta del genere scoccia e rovina tutta l'esecuzione. Ma per forza il brano deve durare oltre i sette minuti portando allo sfinimento chi lo ascolta? Oppure é per accontentare i migliaia di pogatori presenti sottopalco?
articolo6
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Iscritto il: 7 maggio 2006, 21:06

Messaggio da articolo6 »

Carlo la discussione sulle politiche culturali e di marketing é la naturale discussione che la stampa é portata a fare.
Altra domanda, ma voi avete mai visto un quotidiano parlare delle capacità  sopraffine di questo o quell'artista o della voce rauca o stanca o altro di quest'altro artista? (qualche volta lo fa solo per fini gossip)
Questi discorsi sono propri di una piccola elité di studiosi/accademici, sono loro che debbono fare questo tipo di critiche e di confronti. Qui stiamo parlando della NdT, un megaconcerto.
Un megaconcerto dal quale si pretende che tutto sia ok, fino al punto di squisire se sia opportuno o meno il coretto.

Frag ha ragione, se si vuole ascoltare la musica popolare, si deve andare (ormai, solo) a casa dei vecchietti.

Se poi si pretende di ascoltare qualcosa di simile allora vi chiedo se erano stanche, strazianti, rauche, stonate quelle voci registrate da Lomax o da De Martino o da Carpitella. Non mi sembra che questi studiosi siano andati alla Scala a registrare le ugole eccelse.
Permettetemi un paragone atletico, l'atleta che va alle olimpiadi non si preoccupa di fare il nuovo record o di fare la gara perfetta, ma si preoccupa solo di vincerle le olimpiadi. Ecco chi sale su un palco di un megaconcerto secondo voi, che sia Uccio Aloisi oppure Vasco Rossi o Ligabue o il Boss, in quel momento si preoccupa di cantare bene oppure la sua preoccupazione é quella di fare la "cosa media" che possa soddisfare tutti i 100.000 mila spettatori.
Dalla NdT non si possono e si debbono pretendere la migliore esecuzione possibile, non é ne il luogo ne il momento giusto. La NdT é l'evento marketing che può mettere in moto un circuito virtuoso che porti a nuove ricerche, a nuove pubblicazioni, a nuove sperimentazioni, a nuove contaminazioni, quindi a nuovi lavori, a nuovi gruppi, a nuovi artisti. Ritornando al mio intervento precedente vi dico che é sulla base di quelle domande che bisogna stabilire se la NdT é stata un successo oppure meno.

In merito a quanto affermato da Raheli se siano o meno realizzabili entrambe le cose, la NdT e la pubblicazione di nuovi Cd o libri, cosa volete che risponda?
Il politicamente corretto si?
Va bene lo faccio, ma permettetemi un'altro esempio sacrilego, se il Parlamento Italiano dovesse decidere di non andare in Libano voi pensate che i finanziamenti gia individuati dal governo sarebbero indirizzati per risolvere il problema della fame nel mondo?
stambali
Messaggi: 80
Iscritto il: 1 giugno 2006, 0:21

Messaggio da stambali »

Saluto articolo6, cerco di dare qualche risposta alle sue domande e magari pongo anche io qualche domanda. Il rischio che corro é quello di non essere proprio in tema con i propositi della discussione iniziale.
Ritengo che si stia facendo confusione e forse anche noi, presi dalla forza dei numeri, i famosi centomila del concertone, e dalla buona esibizione (mi é piaciuto molto Emanuele Licci), iniziamo a stare dietro alle favole che qualche noto politico ci propina.
Oramai é di moda dire che la Notte della Taranta é uno strumento di marketing territoriale e il frutto delle nuove politiche culturali.
Mi soffermo sul concetto di marketing territoriale che ha come presupposto la presa di coscienza, da parte degli abitanti, dei politici e delle imprese, che la valorizzazione delle peculiarità  presenti nel proprio territorio possa migliorare la capacità  competitiva e attrattiva dello stesso e il cui fine é quello di catturare l interesse di imprese o di intercettare flussi turistici nella propria area ottenendo benefici, sia dal punto di vista economico (maggiore investimenti, maggiore occupazione, maggiori consumi, maggior reddito), che sociale (maggiore vivibilità  dell area, maggiore benessere, maggiori infrastrutture). Allora se l obiettivo del marketing territoriale é quello appena esposto non ho ancora capito cosa centra il concertone finale della NTD con il marketing territoriale.
Siamo veramente convinti che le imprese investiranno nel salento perchà© facciamo un concertone dove sono presenti centomila spettatori?
Articolo6 hai detto che non hai mai visto che un ente pubblico finanzia la ricerca ma sei proprio sicuro (attraverso la costituzione di appositi organismi questo é possibile)?
Sei proprio sicuro che la finalità  di un ente pubblico sia quella di produrre un megaconcerto (faccio riferimento al concertone finale perchà© dei concerti itineranti non ne parla nessuno, neanche noi)?
"Evento", tra l altro, dove, purtroppo, l osservanza delle regole, secondo il TAR e anche secondo le tue convinzioni (Princigalli monopolista), non é stata rispettata. Almeno per quello che si é deciso sino a questo momento, poi si vedrà .
Sei sicuro che il megaconcerto sta creando economia per il territorio?
Siamo sicuri che la realizzazione della metropolitana di superficie (infrastrutture) si possa sperimentare in concomitanza di un evento eccezionale (concertone NTD) e non in condizioni di non eccezionalità ?
Iniziamo a contare i giorni per vederla realizzata e soprattutto, una volta realizzata, auguriamoci che riesca a soddisfare, in modo efficente, i bisogni degli utenti.
A Lecce i soliti politici, cavalcando la "sperimentazione del sistema trasporti" legata alla NTD, stanno incentrando la loro campagna elettorale delle primarie anche su quest'argomento, senza dirci come intendono realizzarla in concreto.
Un azione di marketing territoriale presuppone anche una seria analisi costi-benefici, che per quanto seria non sempre produce gli effetti sperati.
Conosciamo i costi del megaevento? Riusciamo a percepire i benefici?
Se basta il fatto che centomila persone assistano all evento per legittimare la politica culturale e il marketing che si fa in un territorio allora duecentomila la legittimerebbero ancora di più.
Per aumentare il numero dei partecipanti basterebbe organizzare lo stesso servizio di trasporti (treno e bus navetta) anche per i residenti delle province di Brindisi e Taranto.
Visto che si parla di marketing territoriale perchà© non vengono coinvolte le piccole e medie imprese presenti sul territorio?
Già  la NTD non deve diventare "bottino privato" come dice Blasi, ma fortino politico si?
C é una legge dello stato che consente alle imprese di partecipare alla produzione di un evento culturale permettendo alle stesse di avere consistenti deduzioni fiscali (a Roma Veltroni non si scandalizza se le imprese private finanziano gli eventi).
Hai detto che l evento può mettere in moto un circuito virtuoso che porti a nuove ricerche, a nuove pubblicazioni, a nuove sperimentazioni, purtroppo si rischia, a volte, di parlare di un evento che evidentemente non conosciamo abbastanza (é questo va a vantaggio dell inganno politico che subiamo in continuazione).
La Notte della Taranta nasce, per opera di Maurizio Agamennone e Gianfranco Salvatore, esclusivamente come progetto di sperimentazione.
Non c ero all incontro del 19 agosto organizzato da pizzicata, ma sarebbe interessante sapere cosa ha detto Maurizio Agamennone al riguardo. Lo ripeto, ritengo fondamentale che l intervento di Maurizio Agamennone venga messo a disposizione del forum perché può aiutarci a discutere con più cognizione.
La cosa certa, a proposito di ricadute economiche , é che oggi l orchestra della Notte della Taranta é l orchestra i cui musicisti sono i più precari d Italia. E strano al riguardo il silenzio dei sindacati e dei politici di sinistra. Praticamente il loro é un lavoro a chiamata (se e quando é da vedere). Lo stesso non si può dire di Sparagna e di Princigalli che operano in un regime economico (con riferimento alla NTD) in cui non esiste il rischio imprenditoriale.
Sarebbe interessante misurare le loro capacità  artistiche e soprattutto imprenditoriali di fronte ad una situazione in cui gli stessi si assumono il rischio d impresa.
Ma pensate se un imprenditore del salento (giusto per stare nel territorio interessato) volesse investire nel settore dello spettacolo e facesse un investimento in beni che la Princigalli Produzioni fornisce alla NDT. Che speranza avrebbe di far fruttare l investimento realizzato (magari partecipando ad una gara di evidenza pubblica)? Per come sono andate le cose fino al 2005, per il 2006 ancora non si sa nulla, nessuna.
Credo che sia nelle cose che i musicisti salentini partecipino all evento, é il loro mestiere e lo fanno anche bene, ma quella passata era la nona edizione della NTD e il ruolo assegnatogli é sempre quello di orchestrali (precari), non sarebbe ora che qualcuno di loro (visto anche il livello e le capacità ) fosse investito di ruoli un pochino più importanti?
Non é opportuno che gli operatori culturali presenti sul territorio, visto che si fanno i tavoli di concertazione anche per discutere su come bisogna andare in bagno, siano messi nelle condizioni di dire la loro sull uso delle risorse pubbliche investite nel settore culturale?
La Notte della Taranta ha creato un indotto economico che consenta ai musicisti salentini di vivere e di formarsi una famiglia? Visto che si sostiene con assoluta certezza che "l'evento" é oggetto e causa del nostro sviluppo economico e che i musicisti, sempre secondo Blasi, sono "il patrimonio culturale del terzo millennio".
Ho l'impressione che questo patrimonio culturale, per ora, costituisca una rendita solo per pochi.

E di questi giorni la notizia che Adriana Poli Bortone sulla richiesta di collaborazione invocata dal Presidente Pellegrino ha detto "Lecce é disponibile ad ospitare l orchestra della NTD", Sergio Blasi gli ha risposto che lui non era contrario e ha invitato la Sindaca a fare una domandina scritta all Unione dei Comuni della Grecìa Salentina. Oggi (31 agosto) la Poli ha fatto sapere che lei é disponibile ad ospitare il megaconcerto ma a spese della Provincia di Lecce.
Il fatto che in molti casi il concertone é stato portato in giro a spese della Provincia di Lecce autorizza la Poli Bortone a fare una richiesta del genere?
L immaginate se tutti i sindaci d Italia facessero una richiesta simile?
Il rappresentante della provincia invita, il Sindaco di Lecce coglie, il Sindaco di Melpignano indica a chi fare la domanda, l'Unione dei Comuni della Grecìa acconsente e la Provincia di Lecce finanzia (no comment, non riesco a non fare commenti: si tratta degli effetti collaterali causati dagli aromi e odori che c'erano nell'aria la sera del cooncertone, col tempo passano, ...penso).
A parte le conferenze stampa permanenti in giro vedo che c é molta confusione anche sul concetto di marketing territoriale.
saluti
march
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Messaggio da march »

Caro Stambali, mi prendi per la gola parlando di queste cose. Sento spesso parlare su pizzicata di marketing territoriale con accezioni fortemente negative di svendita del territorio a moltitudini di turisti che vengono distruggono e ripartono.
Mi fa piacere sentirne parlare in senso più autentico come strumento che possa realmente guidare le scelte politiche di un coerente sistema territoriale.

Il problema della confusione sull argomento secondo me é assolutamente da risolvere se si vuole in qualche modo fare politica in modo serio. Ormai la politica delle grandi ideologie e delle opposizioni di classe é sempre meno efficace in un mondo dove le classi sono state polverizzate e dove la globalizzazione dematerializza i centri di potere.

La mia opinione "organizzativa" quando si parla di marketing territoriale é che bisogna creare una distinzione fra componente "politica" e componente "manageriale" nella gestione del territorio. Distinzione equivalente in una grossa impresa a quella fra top management e management di linea (operativo).

Se oggi i politici salentini non sono bravi a fare marketing territoriale come si dovrebbe, questo é in parte giustificabile con il fatto che al politico non é richiesta un "competenza tecnica" di marketing del territorio, che il loro lavoro dovrebbe essere semplicemente quello di rappresentare i cittadini che gli hanno votati, operando delle scelte di massima sull indirizzo strategico del territorio, il suo posizionamento nei confronti degli altri territori con cui si compete, la definizione delle priorità  su cui investire i propri budget chiaramente limitati ed inferiori a quanto sarebbe necessario per investire in tutti i campi in cui ci sarebbe bisogno.
Il loro lavoro di "scegliere le priorità " dovrebbe quindi appoggiarsi al lavoro di specialisti e manager del territorio, i soli, secondo me che dovrebbe scendere nei dettagli dell analisi del territorio e della realizzazione operativa degli interventi.

Secondo me la componente manageriale di questa struttura organizzativa (interna all ente territoriale e assolutamente non consulenziale) dovrebbe avere tutte le competenze e motivazioni per mappare l intero territorio ed individuarne problemi, aree di miglioramento e possibili interventi senza campanilismi, ma con l ottica del sistema unico e con la capacità  di vedere specializzazioni complementari per diverse aree del sistema.

Andando nello specifico, la NDT non é un buono strumento di marketing territoriale (almeno finchà© sarà  così). Non lo é perchà© non é organica con un progetto che coinvolge l intero territorio salentino. L organizzazione delle varie manifestazioni culturali nel mio modellino non dovrebbe stare nelle mani della parte politica ma della componente manageriale, e non dovrebbero essere fine a se stessa, ma leva operativa di una strategia complessiva (come può essere la scelta di prezzo o di distribuzione nel marketing tradizionale).

Che produce la NDT? Pubblicità  (forse ingannevole) ad un Salento mitico (da cartolina)? Un aumento di presenze di giovani disposti (anche ben disposti) ad ammassarsi in un estenuante concertone? E che portano questi giovani al territorio?

Proviamo a essere un po più lucidi calcolatori. Una strategia di marketing territoriale, come dice Stendali, deve portare a dei benefici superiori ai costi impiegati. E i benefici devono essere soprattutto per quella parte di soggetti che appartengono al territorio in modo forte e indissolubile: i cittadini del Salento e tutti i suoi emigrati.

Qual é la sfida del marketing territoriale nel Salento? Che ne pensate di un miglioramento della qualità  della vita nel Salento grazie ad una maggiore possibilità  di lavoro? E ad un rientro di una parte di tutti quegli emigrati magari che nel tempo hanno acquisito competenze che potrebbero realmente dare una ventata di fresco al Salento (professori, artigiani, medici, manager!)? Che ne pensate di politiche di riqualificazione ambientale? E di rilancio dell artigianato? E di miglioramento qualitativo dell offerta turistica e delle infrastrutture di trasporto pubblico?

A me non sembra che la NTD vada incontro a questi obiettivi (a prescindere adesso dalla qualità  del concerto).
Attirare una massa di gente sotto pagante é una strategia che per al piccolissimo Salento fa malissimo. Cercare di esportare pezzi vendibili di Salento (artigianato, prodotti alimentari) che non danneggino il suo fragile equilibrio invece farebbe bene, e potrebbe essere effettivamente aiutato dalla creazione di una immagine positiva del territorio.

Insomma basta perchà© sennò scrivo troppo, se accendiamo un fiammifero dobbiamo avere pronta una miccia e poi della legna da ardere, altrimenti il fiammifero si spegne e non riusciamo più ad accenderlo!e fra l altro non ci siamo neanche riscaldati!!

March
articolo6
Messaggi: 72
Iscritto il: 7 maggio 2006, 21:06

Messaggio da articolo6 »

Allora ...uhm
Devo dire che Stambali, e a seguire March, hanno messo veramente molta carne a fuoco.
Premetto che con questo intervento darò parziali e brevi risposte alla maggior parte dei quesiti che mi vengono posti, mentre il resto dell'intervento voglio dedicarlo al Mercato, il vero grande assente.

Parto da una contraddizione che Stambali ha all'interno del proprio inconscio. Leggendo il tuo intervento si capisce subito che ce l'hai a morte con il carozzone (é la rovina del Salento) senonché poi ti rammarichi che la Bortoni voglia spostarlo, attenzione da Melpignano a Lecce o in altri posti, ho sentito il sindaco di Bari dire la stessa cosa e l'anno scorso di questi tempi lo sentito dire anche da Cofferati a Bologna. Io spero che rimanga dove é nato perche é giusto cosi, ma soprattutto mi auguro che non esca dal Salento per nessuna ragione al mondo (ma che caz.. andiamo a fare in Cina o in Giordania o a Rimini o a Roma, in proposito ho gia scritto altri articoli e di solito non mi piace ripetermi).

Altra questione la NdT e i suoi 100.000 spettatori. Caro Stambali mi dai una difinizione di Marketing Territoriale eccelente é poi non capisci, ma sono convinto che fingi, che la ndT altro non é che l'apice di quel progetto che vuole attrarre e intercettare que flussi turistici che facciano del Salento, ma allargo gli orizzonti, e della Puglia il traino che porti l'Italia di nuovo al vertice del primato turistico in Europa ?

Sulla ricerca e i finanziamenti pubblici, io non ho detto che il pubblico non finanzia la ricerca, ho detto che non é opportuno che lo faccia e ho citato Bobbio non a caso. Ma, mi ripeto, perché la regione deve finanziare la ricerca attraverso la NdT o la sua Fondazione? Stambali mettiamoci insieme, costituiamo un apposito organismo e facciamo finanziare le ricerche. Possibile che ci chiediamo sempre cosa debbono fare loro per noi e mai cosa noi possiamo fare per loro (Kennedy)?

La questione degli artisti precari: qui mi rifaccio a quanto gia detto a Raheli. Gli artisti che si chiamino tali non vogliono essere subordinati a niente e a nessuno. E poi perché questo problema deve essere risolto dalla Ndt o dalla sua fondazione? Ma cosa vi siete messi in testa. Pensate forse che il mondo gira intorno alla taranta e che la NdT deve risolvere tutti i suoi problemi? Ma ditemi voi la Ndt deve risolvere il problema dei musicisti salentini di mettere su famiglia?

Sull'economia per il territorio, Stambali mi rigira la frittata. Nooo, ditemelo voi, io non lo so, il megaconcerto sta creando economia per il mercato ?
Secondo il mio punto di vista é chiaro che la produzione culturale può dimostrarsi un potente volano di sviluppo economico del territorio; é altrettanto chiaro che l enfasi sull impatto monetario della produzione culturale finisce per restringere l orizzonte analitico e politico a una parte soltanto, per quanto importante, del benessere che la cultura é capace di generare sulla società . Anche soltanto facendo riferimento alla comunità  residente in un territorio circoscritto, e dunque evitando di amplificare la rilevanza di beneficà® importanti ma nebulosi (come la trasmissione dei valori nazionali, o il benessere dell umanità ), si deve osservare che la cultura produce un impatto notevole tanto in termini dimensionali quanto in termini qualitativi.

Questione collegata: i benefici della NdT sono superiori/uguali ai costi? Questa domanda non é nuova, ma é condizionata da una debolezza metodologica: considerare separatamente l attività  di produzione culturale (in tutte le sue possibili sfaccettature, dalla conservazione alla promozione) e l azione pubblica. In questo senso, il finanziamento pubblico alla produzione culturale sarebbe giustificato esclusivamente a fronte di visibili beneficà® le cui
dimensioni siano superiori rispetto allo sforzo richiesto dall azione di sostegno. Voglio far osservare però che in nessun altro settore dell attività  pubblica si ipotizza la necessità  che le imposte pagate dai contribuenti debbano "generare" un reddito maggiore. Ditemi un solo ministero o un solo assessorato che con la propria attività  produca un utile o quantomeno raggiunga il pareggio di bilancio. Il Pubblico, per informazione di tutti, esiste perché il mercato non vuole e non può esercitare attivita a priori negative.

Adesso rispondo in maniera esaustiva, e un po accademica, sul vero grande assente alla NdT: il mercato e le imprese che lo compongono.
Stambali giustamente pone la questione dell piccole e medie imprese e si chiede come mai non vengono coinvolte e come mai esse stesse non fanno sentire il loro peso, monetario, dato che hanno a disposizione lo strumento delle deduzioni fiscali. Questa secondo me é una bella questione.
Allora la prendo alla larga, ma devo giocoforza essere lungo.
L esenzione fiscale é ritenuta da tempo uno degli strumenti più rilevanti ai fini dell incentivazione del finanziamento privato della cultura. Al di qua delle possibili (e molteplici) forme che essa può assumere, e dei meccanismi della sua determinazione e applicazione, l esenzione fiscale per le imprese che conferiscano un contributo finanziario a un istituzione culturale risponde a finalità  pubbliche in modo potenzialmente efficace.

La teoria economica giustifica pienamente questo strumento: fornendo un sostegno alle entrate dell istituzione culturale beneficiaria, l impresa non fa che "sostituirsi" almeno in parte al settore pubblico nelle sue varie articolazioni territoriali, contribuendo a perseguire un obiettivo della società ; pertanto essa va compensata con una riduzione del carico tributario specifico. Il sacrificio di gettito per il settore pubblico é anch esso giustificato sulla base della riflessione che l assenza di contributi provenienti dalle imprese finirebbe per aggravare la necessità  di intervento finanziario pubblico a sostegno del settore culturale.

La limpidezza astratta di questo strumento di incentivazione fiscale appare tuttavia resa
complessa e a volte contraddittoria da una serie di aspetti (riferiti al paradigma strettamente economico, ma anche a fenomeni metaeconomici) che in qualche misura ne revocano in dubbio l efficacia. Introducendo la legge n. 342/2000 il nostro Paese ha accolto l esenzione fiscale integrale per le imprese che sostengano la cultura. Da all'introduzione il dibattito sull argomento si é cullato sul convincimento che la mancanza di un adeguato incentivo fiscale fosse la causa principale della stasi imprenditoriale rispetto al settore culturale.

I risultati iniziali del nuovo regime di esenzione fiscale integrale, tuttavia, non inducono a incondizionati ottimismi; al contrario, richiedono un analisi capace di toccare una molteplicità  di aspetti per capire i motivi di un successo fin qui piuttosto parziale.

Quando la legge n. 342/2000 fu presentata e approvata, si discusse animatamente sulla congruità  del tetto ammesso all esenzione fiscale: per il primo anno la legge prevedeva l esenzione integrale per i contributi delle imprese private a istituzioni culturali fino al limite complessivo di 139,5 milioni di euro, ossia 270 miliardi di vecchie lire. Le critiche a questo tetto riguardavano la sua asserita esiguità  rispetto al presumibile scatto di un intervento privato troppo a lungo compresso da leggi imperfette e parziali e finalmente capace di esprimersi al massimo.

La scelta del tetto era dovuta anche all esigenza di evitare l ennesima lista di beneficiari ammessi, il che avrebbe immediatamente generato l elenco non scritto (ma chiaramente percettibile) dei beneficiari esclusi, con tutti gli strascichi polemici che si possono immaginare. Per una volta, il legislatore sceglieva un principio generale e non un contenuto specifico, lasciando alla determinazione delle imprese in vena di mecenatismo l identificazione dei beneficiari, fossero essi importanti e blasonati o, al contrario, piccoli e di rilevanza locale.

In ogni caso, l applicazione della legge non ha mostrato finora quel diffuso entusiasmo che forse più d uno si aspettava da parte delle imprese: la massa delle donazioni destinate a istituzioni culturali si é fermata ad appena il 12% del tetto previsto, circa 17 milioni di euro. Certo, si tratta di una legge nuova che va messa a regime; i dati, inoltre, riguardano soltanto sei mesi dell anno; detto questo, il dato rimane piuttosto sconfortante.

Prevedere un esenzione fiscale per le donazioni alla cultura é certamente una condizione necessaria per liberare risorse provenienti dal settore privato. Ma non é affatto una condizione sufficiente. Ne é una prova la selezione dei destinatari, fatta liberamente e legittimamente dalle stesse imprese donatrici: nel periodo considerato i contributi privati si sono concentrati su istituzioni di prima grandezza, spesso già  premiate da un abbondante finanziamento statale e da previsioni ulteriori di sostegno come i proventi del lotto infrasettimanale.

Infatti, una quota rilevante dei contributi é piovuta sul Teatro alla Scala, sulla "Fenice" ancora da ricostruire, sull "Accademia di Santa Cecilia", tutte istituzioni di rilevanza nazionale incluse nel settore dello spettacolo dal vivo, la lista dei tredici enti lirici da qualche anno trasformati in fondazioni di diritto privato; un altra quota é stata invece destinata a istituzioni culturali caratterizzate da un forte radicamento nel territorio, come il Teatro "Verdi" di Trieste (un altra fondazione lirica), la Fondazione Toscanini di Parma, il Teatro Stabile di Catania.
Si deve registrare un difetto di trasmissione tra il settore culturale e le imprese, se in definitiva i contributi privati hanno riguardato per lo più istituzioni già  forti e consolidate.

Qual é, allora, la differenza tra una banale sponsorizzazione pubblicitaria e il contributo liberale delle imprese, dal momento che entrambe le forme di impiego del reddito societario sono assistite (l una per opinione dominante, l altra per esplicita disposizione legislativa) dall esenzione integrale dall onere impositivo? Ci si potrebbe accorgere che lo strumento dell esenzione fiscale, nel caso specifico qui in esame, é piuttosto irrilevante
anche in quanto non sufficientemente selettivo.

Sono in molti che ritengono che l efficacia dello strumento fiscale é legata a una serie di circostanze che dipendono dal contesto istituzionale e normativo, ma anche dalla percezione corretta delle opportunità  che scaturiscono dall associazione operativa tra impresa e cultura, nonchà© dall esistenza di una relazione fertile tra l impresa e il proprio territorio di riferimento.
Va detto che, in Italia come nel resto del mondo, una quota notevole degli interventi finanziari delle imprese a sostegno del settore culturale scaturisce dall interesse o dalla passione individuale dei manager piuttosto che da una precisa strategia imprenditoriale.

E il mecenate, pertanto, a intervenire a sostegno della cultura, e non l amministratore interessato a gestire l impresa come un polo multidimensionale di attività . E la buona volontà , l affetto, la memoria individuale a generare quella che non sembra più che una forma di nobile elemosina societaria, convogliandola verso un settore amato per motivi personali. Inevitabilmente questo comprime le relazioni tra impresa e cultura a poche briciole (nessun imprenditore asservirebbe alle proprie passioni individuali somme rilevanti del reddito societario) e, soprattutto, rende precario e fortemente variabile il
sostegno alla cultura, che può cambiare o addirittura estinguersi nel corso del tempo, anche senza motivi.

Si deve osservare, d altra parte, che se é vero che l impresa ha la delicata responsabilità  di comprendere i mutamenti e le tendenze di un mondo complesso, anticipandone accortamente gli indirizzi, é altrettanto innegabile che il mercato della cultura non appare oggi granchà© invitante per alcuna possibile strategia imprenditoriale. Si registra ancora lo sconfortante dato che identifica nel 15-20% della popolazione italiana la proporzione di consumatori anche occasionali di spettacoli e mostre. E quell altro 80%? E chiaro che un mercato funzionante in piccola parte come questo dello spettacolo e del patrimonio,
mostrandosi incapace di attrarre il pubblico, non può riservare un grande appeal per i finanziatori privati (e potrebbe finire per sconcertare anche il finanziatore pubblico).

Il problema é complesso, come si vede, e richiede uno sforzo interpretativo e operativo da parte di tutte le istituzioni coinvolte, il settore pubblico con la sua attività  legislativa e regolamentare, i produttori del settore culturale con l organizzazione e la promozione delle proprie iniziative, le imprese private con la loro capacità  progettuale e con i loro contributi finanziari. Una gran parte delle complesse responsabilità  che ancora limitano
lo spazio per relazioni fertili tra impresa e cultura é da ascrivere a una percezione del tutto obsoleta del patrimonio e delle attività  culturali.

Invece, cosa succede ? le istituzioni pubbliche, il dibattito teorico, la ricerca empirica e gli stessi operatori del settore culturale continuano a navigare scomodamente tra dilemmi centenari (la cultura é elitaria? può diventare di massa? come può produrre reddito? é necessario renderla spettacolare? ! e così di seguito, con l unico limite della fantasia).
Scusate la lungaggine
stambali
Messaggi: 80
Iscritto il: 1 giugno 2006, 0:21

Messaggio da stambali »

Articolo6 ti informo che all interno del mio inconscio le contraddizioni possono essere più di una (per fortuna), comunque ti prometto che da questo momento in poi farò alcuni esercizi di introspezione, però, nell attesa che i miei esercizi producano qualche effetto, lasciamo al mio inconscio le contraddizioni e alla parte conscia di Stambali le sue affermazioni.
Siccome é mia intenzione dare un contributo al forum di pizzicata, al fine di evitare inutili polemiche, non rispondo ad alcune tue affermazioni, vista la tua sicurezza quando dici "sono convinto che fingi", se ti fossi fermato al "e poi non capisci" non mi sarei mica offeso, oppure quando sostieni che "leggendo il tuo post si capisce subito che ce l hai a morte con il carrozzone (é la rovina del Salento)".
Riporto alcune mie affermazioni per tentare di capire se il mio non é solo un problema di inconscio o se devo iniziare a preoccuparmi anche per i processi mentali che fino a ieri pensavo di controllare (anche se con molta difficoltà ).
Nel post precedente ho scritto:

"E di questi giorni la notizia che Adriana Poli Bortone sulla richiesta di collaborazione invocata dal Presidente Pellegrino ha detto "Lecce é disponibile ad ospitare l orchestra della NTD", Sergio Blasi gli ha risposto che lui non era contrario e ha invitato la Sindaca a fare una domandina scritta all Unione dei Comuni della Grecìa Salentina. Oggi (31 agosto) la Poli ha fatto sapere che lei é disponibile ad ospitare il megaconcerto ma a spese della Provincia di Lecce.
Il fatto che in molti casi il concertone é stato portato in giro a spese della Provincia di Lecce autorizza la Poli Bortone a fare una richiesta del genere?
L immaginate se tutti i sindaci d Italia facessero una richiesta simile?
Il rappresentante della provincia invita, il Sindaco di Lecce coglie, il Sindaco di Melpignano indica a chi fare la domanda, l'Unione dei Comuni della Grecìa acconsente e la Provincia di Lecce finanzia (no comment, non riesco a non fare commenti: si tratta degli effetti collaterali causati dagli aromi e odori che c'erano nell'aria la sera del cooncertone, col tempo passano, ...penso).

Mi spieghi da cosa deduci che la Poli Bortone voglia spostare a Lecce la serata finale del Concertone della NTD? Motivo, tra l altro, del mio presunto rammarico. Ho semplicemente riportato una sintesi di ciò che era apparso ieri sui giornali locali da cui si evince che la Poli Bortone, accogliendo l invito del Presidente Pellegrino, si é detta disponibile ad ospitare una tappa del concertone finale della NTD, con formazione ridotta, a Lecce.
Facendo riferimento alla notizia ho voluto mettere in evidenza come i nostri politici, pur di essere sempre e comunque protagonisti, utilizzano la NTD facendo non poche confusioni, però l'ho già  detto, non dobbiamo preoccuparci, la stato modificato é temporaneo.
Solo a titolo informativo ti dico che non ce l ho a morte con la Notte della Taranta, anzi proprio a morte non ce l ho con nessuno, per fortuna l odio é un sentimento di cui faccio volentieri a meno.
Per la NTD mi auguro che in futuro ci siano regole di funzionamento e di gestione differenti, magari legate sempre meno alle fortune/sfortune politiche di qualcuno. Il desiderio é che diventi una risorsa per chi l operatore culturale lo fa di mestiere, e perchà© no, anche un utile strumento di marketing territoriale, ferma restando che la NTD non deve essere l'evento a cui vengono destinate la gran parte delle risorse pubbliche che si investono nel settore culturale.
Con riferimento al tema delle sponsorizzazioni ed erogazioni liberali, condivido solo in parte l'analisi che hai fatto, non so se é opportuno continuare in discorsi tecnico-giuridici, se lo desideri apriamo una discussione apposita e approfondiamo i diversi punti di vista.
Sulla proposta di metterci insieme per costituire un apposito organismo, senza scomodare Kennedy, ti informo che sto valutando seriamente la tua idea, sappi però che se decidiamo di portare avanti le nostre buone intenzioni, il frutto del nostro accordo sarà  un'attività  d'impresa o professionale le cui prestazioni, per legge, devono essere remunerate.
Sulle economie presunte del territorio hai detto che ti ho rigettato la frittata, é vero. Speravo che mi dicessi che alla domanda non si poteva rispondere per la ragione, molto semplice, che per dare una risposta alla domanda bisogna fare una analisi, decidere quali potrebbero essere le variabili significative (formali e non) e poi tentare di fare una valutazione.
Ritengo che quando si parla di Marketing Territoriale non si possono dare dei giudizi solo con gli elementi che ci forniscono i media o per il fatto che ci siano 100.000 persone ad un concerto, anzi tali elementi ai fini di un'analisi potrebbero non avere rilevanza.
Cerchiamo di non banalizzare procedure complesse con risposte non attinenti, altrimenti corriamo il rischio di scambiare una cosa per un'altra come ha fatto simpaticamente un nostro amico del forum quando ha confuso le sigle G.S. (Prof. Gino Santoro) con un supermercato.
Rischio ancora più grave é quello di dare ragione a chi utilizza questo termine a sproposito (Proipso e dintorni).
Articolo6 veramente credi che oggi, in qualsiasi campo, anche in quello della musica e tradizioni popolari la ricerca con conseguente archiviazione, si possa fare con poche risorse e con la buona volontà ?
Ritengo che la buona volontà  sia una delle condizioni necessarie, e per il lavoro volontario che si fà  tanto di cappello, ma mi spieghi come mai Ernesto De Martino per condurre una ricerca sul campo ha avuto bisogno di mezzi economici, tecnici e di una Equipe multiprofessionale'?
Infine, non pretendo che la NDT risolva tutti i problemi del mondo o i problemi economici dei musicisti, ho solo detto che oggi é sicuramente l'orchestra più precaria d'Italia. Ricordati però, che l'orchestra più precaria d'Italia viene presa come riferimento per lo sviluppo economico di un territorio.
saluti.
Ultima modifica di stambali il 2 settembre 2006, 10:41, modificato 2 volte in totale.
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