ipercritica e pseudocultura

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canerraggiatu
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ipercritica e pseudocultura

Messaggio da canerraggiatu »

ho letto con attenzione e interesse tutto quello che fino ad ora é stato scritto circa la notte della taranta...
vorrei aggiungere qualcosa, o meglio vorrei capire fino a che punto l'avversione all'evento sia giustificata da motivi culturali...
il problema é che la parola cultura spesso diventa sinonimo di conoscenza, altre volte di intelligenza, altre ancora di notorietà ...
penso, invece, che ci si dimentichi che la cultura é una forma di ricchezza, e come tale si arricchisce di tutto, anche di ciò che a me non piace, ma ad altri probabilmente sì...o forse, si confonde la cultura popolare, che come tale é condivisa con tutto il popolo che abita una terra, con la cultura propria, quella che ciascuno costruisce nel modo che ritiene più opportuno...rischio di diventare filosofo e sofista, ma ritengo sia necessario osservare che sarebbe bene non distinguere tra più colti e meno colti, e considerare invece che si é tutti "diversamente" colti...
detto questo..ripeto che non comprendo l'avversione totale e incondizionata all'evento notte della taranta...
mi sforzo di costruire una motivazione partendo dagli interventi nel forum, e rischiando di semplificare troppo, mi sembra che il motivo stia nel fatto che quello che propone la notte della taranta e dietro ad essa tutto il movimento salento-pizzica-sule-mare-ientu-ricchitelle, non sia autentico, ma un pò formattato, troppo spettacolarizzato, talmente influenzato, commercializzato e post-prodotto da diventare alla fine vuoto e rachitico...
bhò, non saprei...
certo, non esiste oggigiorno una manifestazione di rappresentazione della cultura popolare alla pari della notte della taranta, eppure l'italia é così ricca di tradizione, cultura, storia, che riesce difficile capire come solo il Salento stia diventando quella puttana con le gambe aperte che qualcuno (evidentemente molto sicuro di sé) ha definito, offendendo in questo modo quasi un milione di figli che abitano questa terra...lasciamo stare...
dove sta il problema? forse che siamo troppo ingenui? e che ci lasciamo strappare il patrimonio culturale dalle mani di chi vuole mercificarlo e farci i soldi?...nuovamente non saprei...
cioé potrei capire se la critica venisse fatta da uno che viene da fuori provincia, da fuori regione, da qualsiasi altro posto, o da qualcuno che viene dal passato, ma non da chi invece per lo stesso motivo ci fa i soldi anche lui, solo che lo fa in maniera pulita, cioé rispettando la tradizione, la purezza e la adesione alla storia...
ad ogni modo, salire in cattedra, che sia per presentare una lezione innovativa, contaminata, blasfema, su una materia maltrattata, stuprata, troppo manipolata, o salire su una cattedra diversa per presentare una lezione pura, immacolata, canonica, su una materia vera, ma farlo criticando chi diversamente agisce, non fa per me differenza...
é come dire che al mercato c'é chi vende la cozza nera in un cofanetto di palissandro rivestito e la piazza a dieci euro il pezzo...e poi invece c'é chi la vende urlando come un pazzo, sporco ancora di mare e di alghe e la piazza a un euro al chilo...in un modo o nell'altro, la cozza é sempre stata venduta, e ci si é sempre speculato sopra...
che dobbiamo fare? dobbiamo dire che la tradizione vera deve essere venduta ad un prezzo abbordabile, più contenuto, più "giusto"?
...mah!...il problema, secondo me, é che troppi si sentono padroni della tradizione, e molti si permettono di giudicare...
noi che oggi ci affanniamo a dire ciò che é bene e ciò che é male, siamo figli, allo stesso modo, della stessa terra...e mi fa un pò specie vedere che c'é qualcuno che si definisce comunista, di sinistra, idealista e poi "classifica", "codifica", definisce linee di confine tra ciò che é tradizione e ciò che non lo é...nessuno mi può investire della capacità  di guidizio, e soprattutto non mi posso autoinvestire di essere il detentore della cultura, perché in questo modo non solo dimostro di essere ignorante, ma rischio di rimanere inascoltato per sempre...e questo non lo posso fare neanche se ho studiato tutto lo scibile umano e tuttociò che c'é da sapere sulla tradizione popolare...non lo posso fare...perché la cultura, quella vera, e non la pseudoconoscenza di cui troppi in questo forum si vestono, ha i confini talmente labili che nessuno, neanche essa stessa, può conoscere...
concludo dicendo che piuttosto che scaldarsi tanto a difendere un patrimonio che in realtà  tutti svendiamo e sputtaniamo, piuttosto che romperci le palle (come dice qualche volpe che non arriva più all'uva), piuttosto che impugnare il verdetto definitivo della più subdola riproposizione del vecchio tribunale dell' inquisizione, sarebbe più giusto continuare a fare il proprio lavoro...e farlo con passione e umiltà , anche quando chi lo fa peggio di noi ci fa il doppio di soldi...
a ci fatia na sarda, a ci nu fatia na sarda e menza...
aspetto le scuse di chi ha definito la MIA terra una puttana con le gambe aperte...
saluti a tutti..
stambali
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Iscritto il: 1 giugno 2006, 0:21

Messaggio da stambali »

Hai scritto un trattato sul "significato" della parola cultura per poi chiudere dicendo che chi oggi opera ricavando (secondo me ci rimette) poco e in modo pulito é, utilizzo le tue parole nobili, "qualche volpe che non arriva più a l uva".
Di come va il mondo (purtroppo) hai capito tutto, bravo.
montemaranese
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Località: irpinia

Messaggio da montemaranese »

Caro Cane arraggiato(Mi rifiuto di scrivere in una lingua che non é mia, quindi traduco in irpino)..la definizione che si é data alla tua terra,purtroppo é frutto della REALE VISIONE delle cose..purtroppo l'eccessiva propaganda e mera mercatizzazione della musica salentina non ha fatto altro, a mio modesto avviso, di impoverire la tradizione del suo aspetto autentico: la spontaneità . Mio caro amico capisco la tua indignazione, ma credimi, quello che mi porta a schifare il tutto é che dietro la pizzica c'é solo ormai artifizio e non naturalezza. Capisco che la tua musica e la tua terra sia generosa ed ospitale, ma quando é troppo, é troppo. COME é possibile che un calabrese moltro probabilmente di Villa San Giovanni con il suo MARCATISSIMO ED EVIDENTISSIMO accento si ostini a cantare che il suo tamburo "vinne de Roma"(no'n saccio comme se scrive e comme se parla-perdonneme-).Questo mio caro é il colpo di grazia della mercatizzazione e sponsorizzazione su larga scala della musica salentina. NON TOLLEREREI CHE NELLA MIA TERRA SI METTESSE IN SECONDO PIANO LA TARANTELLA PER LA PIZZICA, cosa che evidentemente é avvenuta laddove qualcuno invece di suonare una bella tarantella alla ciaramella e zampogna, si mette a suonare la pizzica e cantare con il suo accento orribile. quindi per l'ennesima volta AD OGNUNO IL SUO. Vuoi un esempio???? Il fatto che alcuni componenti di Ariacorte siano calabresi..mi ha fatto a dir poco INORRIDIRE...MA COME PERMETTETE COSE DEL GENERE?????A UN PINCO PALLINO QUALSIASI...per non offendere a nessuno vado nell'assurdo...AD UN VALDOSTANO ;) CHE SUONA LA MONTEMARANESE, NON PER SE'(Che ad uso familiare potrebbe anche accettarsi-per un musicista curioso, naturalmente) MA IN PUBBLICO, TE COSA FARESTI???!!! ed é lo stesso per la musica salentina...ma RIDIMENSIONIAMOCI, PER FAVORE!!!! Uno zampognaro del Pollino non può RIFIUTARE la sua SPLENDIDA tradizione musicale per suonare la Pizzica, che dovrebbe essere SPLENDIDAMENTE suonata dai Salentini...E in questo si vede la commercializzazione della Ndt...Perciò chi ha dato la definizione, forse eccessiva di Puttana, ha in sé colto il fatto che la tradizione musicale di un luogo preciso quale il SAlento, permettendo tali blasfemie, se NE STA ANDANDO A PUTTANE!!! ciao caro amico....e non offenderti!!!!
Giorgio
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Messaggio da Giorgio »

Tornerà  un altro inverno
Cadranno mille petali di rose
La neve coprirà  tutte le cose
E forse un po' di pace tornerà !
federico.capone
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La cutlura

Messaggio da federico.capone »

Questa é la mia definizione di cultura, mutuata fra l'altro dal mondo del calcio e riferita aquanto avviene nella casa dei baroni, ovvero l'università . La riporto così come é apparsa su un quotidiano locale
"Il fatto é che la "cultura", al giorno d'oggi, ha perso il proprio significato originale. Si parla spesso di salentinità , di cultura salentina, in riferimento ad un marchio o ad una politica econimica. Non credo che ci sia più cultura in Salento di quanta ce ne sia da qualche altra parte del mondo, il fatto é che la "cultura che sta da qualche altra parte del mondo" non appare, non é supportata da interessi politici ed economici forti come nelle aree che si stanno sviluppando. Gli esperti di marketing esistono perchà© si trovano in un territorio che consente loro di esistere. In centro africa non caverebbero, dalla "cultura", un ragno dal buco.
Il fatto é dietro (e anche molto spesso davanti) la "cultura" si celano interessi economici non indifferenti, case discografiche, case editrici, intrecci fra politici e imprenditori dei più svariati.
A fare "cultura" dovrebbe pensarci l'università . Ma tutti sappiamo cos'é, per l'università , la cultura. E' creare, in nome del progresso, nuove cattedre che poi, guardacaso, andranno a finire al figlio del rettore o del docente di turno. Fa bene Oronzo Limone a dire che nell'università  ci sono troppi servi sciocchi; Ma i servi sciocchi ci sono dove ci sono i baroni potenti, dove ci sono i rettori con i figli al seguito, per intenderci.
La cultura, quella vera, é fuori dall'economia e dalla politica.
La cultura, quella vera, non può morire per un semplice motivo, perchà© ogni giorno ci sono centinaia di autori che pubblicano con piccole case editrici, centinaia di ricercatori extraccademici che, questi sì in nome della scienza, non si piegano ai grandi interessi che girano attorno alla cultura, non si piegano alla prepotenza dei baroni, degli assessori, dei politici.
Ecco perchà©, credo, che la cultura cninuerà  ad esistere, anche al di fuori degli uffici finanziari e delle lobby di potere".
raheli
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Messaggio da raheli »

Caro cane rraggiatu,
dici di aver letto con interesse e attenzione.
Almeno per quello che ho scritto io ti posso dire che dovresti leggere con attenzione ancora maggiore.
Se ne hai voglia fallo, così dopo possiamo cominciare a discuterne.
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lapo
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Messaggio da lapo »

carissimi,

[...] non distinguere tra più colti e meno colti, e considerare invece che si é tutti "diversamente" colti...

questo e' il genere di frasi che mi fa saltare la mosca al naso: ma che vuol dire? che qualsiasi esperienza umana porta alla cultura, che l'eroinomane, il teledipendente, l'analfabeta, il menefreghista, sono tutti portatori di una cultura, solamente differente dalla mia?

la nostra cultura, ogni cultura, poggia su quello che ci hanno lasciato questo genere di stili di vita o su chi si e' dedicato con amore e fatica a costruire qualcosa?

il problema della notte della taranta non e' che propone una cultura diversa del salento.
il problema e'che semplifica i contenuti della cultura musicale salentina, elimina le peculiarita', smussa le differenze, standardizza le caratteristiche.

una cultura e'tale in quanto e'la manifestazione peculiare, particolare, differente, dell'attivita'intellettuale degli uomini e delle donne che abitano una certa terra. l'uomo in quella terra ha sviluppato un insieme di comportamenti legati ai riti, allo svago alla socializzazione, che sono diversi da quelli di altri luoghi,à© la diversita'che conferisce valore ad una cultura.

se si interviene a semplificare le peculiarita'di una cultura la si distrugge.
perche' rappresenta tutto cio'che una cultura e'.

ps
e' portatore di una cultura chiunque ne abbia compresi i principi, imparate le regole e le pratiche. non mescoliamo questioni juris sanguinis e juris solis, vi prego.
federico.capone
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la cultura non esiste

Messaggio da federico.capone »

Quando sento dare una definizione di cultura, qualsiasi essa sia, onestamente rabbrividisco per la paura.
Se qualcuno dovesse domandari cos'é la cultura non saprei cosa rispondere, eppure ho in mente cos'é, per me, la cultura.
Una definizione che non mi fa rabbrividire é la seguente: "la cultura si esprime attraverso processi di autoevidenza". Penso sia la definizione più relativista e "larga" possibile.
Qualcuno chiedeva se un tossico esprime cultura. Suppongo di sì, come la esprime qualsiasi individuo. Se poi vogliamo intenderla alla maniera dei sociologi, che affermano che la cultura esiste dove c'é dialogo, ben venga anche quella.
Per dialogo non bisogna intendere per forza di cose un dialogo fra esseri della stessa specie. Ci può essere anche (anzi c'é sempre) un dialogo interiore, quello che fa venire in mente le idee.
Per quanto riguarda il dialogo fra umani... non credo che ci sia e questo forse ci spiazza un po'.
In Salento, ad esempio, non vi é dialogo, non vi é scontro di idee, eppure la cultura si nutre dello scontro d'idee.
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lapo
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Messaggio da lapo »

é chiaro che esiste anche una "cultura" della tossicodipendenza
nessuno giudica il valore intrinseco delle persone, qualsiasi cosa facciano o dicano.

i comprtamenti si, quelli li giudico

i comportamenti distruttivi non conservano le culture
in ogni modo essi siano distruttivi

la NdT é un comportamento distruttivo

a meno che non si voglia considerare la distruzione di usi, costumi, tradizioni, come una cultura.
svincen
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Messaggio da svincen »

Devo confessare che, al di là  del merito, mi suggestiona il problema concettuale, così foriero di sviluppi demenziali (già  evidenziati nel dibattito, siamo già  arrivati alla cultura della tossicodipendenza).

Esempio paradossale (ma non troppo): in un caldo pomeriggio romano (come quello di oggi, sono tornato al lavoro...), un tipo esperto di bombolette di vernice spray decide che é arrivato il momento di produrre cultura, e per questo di "contaminare" la meravigliosa "Madonna dei Pellegrini" del Caravaggio - che sta nella Chiesa di Sant'Agostino, a cui si può accedere più o meno liberamente - con una bella strisciata colorata curvilinea a tanto trendy. Naturalmente per arricchire il capolavoro caravaggesco, che forse giudica prodotto di un'idea estetica un tantino arretrata (ecco il "diversamente colto"). Anzi, affinchà© la cultura si produca dal dialogo, chiama ad aiutarlo un suo amico sempre esperto di spray, per cui le strisciate curvilinee e tanto trendy diventano due, magari di colori diversi.

Che ne dice il nostro sapente amico CANERRAGGIATU? Come la giudichiamo la cultura prodotta dai due spraytari (che chiaramente hanno pensato di "produrla nel modo che più ritenevano giusto"...)? Gesto ineccepibile sul piano "concettuale", mi sembra, ma criminale su tutto il resto dei piani. O mi sbaglio? Oppure lo dobbiamo comunque rispettare in quanto "qualcosa che a me non piace, ma ad altri probabilmente si"?

Fammi sapere (se sali in cattedra - come peraltro hai già  fatto - non mi infastidisco, lo giuro!), la querelle estiva mi intriga.

Vincenzo Santoro
federico.capone
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Grazie ovviamente, ovviamente grazie

Messaggio da federico.capone »

Ovviamente ringrazio XXXXXXXXXX per la demenza attribuita ad una mia opinione, é un termine dolce, rispetto a quello che altri suoi amici mi scrivono.

Per quanto riguarda il giudizio penso non possa esprimerlo un essere umano, quello lo lascerei a Dio.
A meno che, ovviamente, non ci si senta signoreddomine.
Ultima modifica di federico.capone il 22 agosto 2006, 19:53, modificato 2 volte in totale.
svincen
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Messaggio da svincen »

Guarda Federico che ti stai proprio sbagliando, io non volevo attribuire a nessuno patenti di demenza. Intendevo stigmatizzare questo uso, che ogni tanto riappare su pizzicata, di ricorrere a sofismi per delegittimare le critiche. Per cui dato che tutto é "cultura", in quanto tale va accettato e non é criticabile. "Demenziali" erano, nel mio post, le implicazioni possibili di questi ragionamenti (perciò facevo l'esempio caravaggesco). E quando accennavo alla "cultura della tossicodipendenza", mi riferivo chiaramente a una possibile variante appunto "demenziale" di questo ragionamento, che subito era emersa nella discussione, non certo al fatto che qualcuno sia portatore di essa. Se mi sono espresso male scusami, ma ti pregherei di rileggere con attenzione le cose che ho scritto, che - devo dire la verità  - mi sembrano difficilmente fraintendibili, soprattutto nel modo in cui lo hai fatto tu.

Per quanto riguarda il problema dei "giudizi" e alle conseguenze pratiche di una lettura così radicale del "relativismo", rimando sempre all'esempio caravaggesco, che, alla luce delle tue ulteriori considerazioni mi sembra ancora più appropriato.


Vincenzo Santoro
vanilla

Re: La cutlura

Messaggio da vanilla »

[quote:164b7446ce="federico.capone"]
La cultura, quella vera, non può morire per un semplice motivo, perchà© ogni giorno ci sono centinaia di autori che pubblicano con piccole case editrici, centinaia di ricercatori extraccademici che, questi sì in nome della scienza, non si piegano ai grandi interessi che girano attorno alla cultura, non si piegano alla prepotenza dei baroni, degli assessori, dei politici.
Ecco perchà©, credo, che la cultura cninuerà  ad esistere, anche al di fuori degli uffici finanziari e delle lobby di potere".[/quote:164b7446ce]

Caro Federico,
non credo che in questo settore sia utile procedere a colpi d'accetta. I ricercatori conigli stanno dentro e fuori l'Accademia. Per quanto mi riguarda non credo che io abbia mai avuto peli sulla lingua.
Certamente chi opera in una istituzione ha la vita meno facile. Se non l'hai letto ti accludo l'articolo che é uscito su Quotidiano di Domenica.
un saluto G.S.

Di Litigioso Anonimo Salentino

Avviso al lettore: il testo che segue, se letto ad alta voce, funziona anche come scongiuro

Dacchà© Alcuno decise che nati non fummo per il pacifico e nullafacente viluppo, ma anco noi dovevamo entrare nell arena a battagliar per lo sviluppo attraverso l intrapresa turistica, ci ritrovammo ad esser servi dei servi della pleba.
Noi, che nel giochicchio divino del nascere, rotolammo nel tallone d Enotria, a finibus terrae, per uscir "come numeri dalla faccia di un dado";
noi, che cogli occhi ancora semichiusi e movendoci insicuri carponi, indossammo la corona dei "Privilegi del povero";
noi, che c ingegnammo a tessere il mito orizzontale della taranta – nel perimetro incerto di un bianco lenzuolo ci giocavamo tutto - per evitare di scalare i cieli e gl inferni della vita;
noi, che ci fingemmo idioti per continuare a vivere di nulla e fra gli stracci d ombra degli ulivi per preservare una dignitosa povertà ;
ora, come sussurrava il poeta maledetto, Vittorio Pagano:
"E noi, furtivi, avari, come ladri,
pazzi di malavoglia e di tristezza,
rimuginando un perfido tesoro
che non ci sfama, che nessuno apprezza!"
siamo ridotti a mendicare un ritaglio di rena catramosa ricetto di plastiche e rifiuti.
O a vendere tarante ammaestrate che non danzano di giorno ma di notte; cubiste discinte sui palchi dei concerti traboccanti di sindaci, assessori e presidenti con scodinzolanti limacciosi portaborse.
Di giorno dormono, avviluppate in lenzuola di vergogna, con la dentiera a bagno sul comodino zoppo. Non pizzicano più.
Fiere di volgarità  illuminate con sfacciati proiettori, amplificate con casse ruttanti, moltiplicate su itterici schermi sempre accesi, frasucce costrette a blobloggare in un recesso d internet.
E per gli scontenti, quelli con la puzza sotto il naso, o che molto semplicemente non ce la fanno più a prendere il caffé al bar a suon di pizzica, a farsi uno spaghetto alle cozze al risuon di pizzica, a farsi due passi sul lungomare a strasuon di pizzica, c é il ricatto del riscatto: vogliono fermare il progresso, cancellare le tradizioni, impedire il riscatto del popolo salentino!
Ma se mai siamo stati così schiavi!
E pensare che i nostri antenati fecero anche guerra per sfuggire alla tenaglia di un pensiero diviso tra la follia dionisiaca e la ragion d Apollo! E non vestirono la Taranta con sembianze umane di donna bella o di giovane prestante e non ne fecero statue, n੠la imprigionarono in templi custoditi da sacerdoti guardiani – guardoni.
La lasciarono invece dondolare nei sogni profumati delle spighe e dei grappoli riparati da muri sbrecciati. Quando voleva poteva nuotare lenta nelle vene e salire fino al cuore dove la vita, battendo un ritmo strano, faceva danzare all unisono i pensieri coi palpiti disforici del mondo.

Tarante svergognate, vendute, prostituite. I loro ‘pappa hanno insegne di partito e secernono ‘pro . Roba concreta: pro-getti, pro-grammi, pro-messe, pro-mozioni, pro-gresso, pro-positi, pro-spettive, pro-duzioni!e, soprattutto, pro-fitto
Roba concreta. A pro di che, di chi? Dello sviluppo del territorio, dei giovani, dei bambini, degli anziani, delle monache, dei venditori ambulanti, degli organizzatori di sagre, dei sagrestani, dei parcheggiatori abusivi! Insomma, Pro-ipso.
E chi é e dove abita questo signor ‘Proipso ? Di sicuro é un uomo d Onore e di Potere. Lui e i suoi compagnucci di merenda sanno che se si riesce a far commercio del mito di un popolo, tutto può essere venduto: le coste e gli alberi d ulivo, i muri a secco e le masserie, i figli e il futuro. Perchà© un popolo che svende il suo mito di fondazione é un albero senza radici. Ubriachezza di democrazia mediatica iniettata di infamilismo umorale.
Ecco perchà© a differenza del Poeta maledetto che si avvicinava al regno della taranta in ginocchio e col cappello in mano:
"Come tarantolati, a capofitto,
scenderemo più giù, verso la polla
d ogni scienza possibile, più giù,
luminoso delitto,
a conoscere il segno in cui tracolla
la nostra schiavitù?!"
il signor Proipso, liberto uomo d onore, con laica laida disinvoltura, ricostruisce il regno della taranta a sembianze di bordello e invita tutti: giovani e vecchi, autoctoni e turisti, fanciulle scosciate e settantenni incasciate a perdersi nella libidine della musica che guarnisce, nel delirio del ballo sudorificatore. Questa, dice il signor Proipso, é cultura che diventa impresa e produce pro-fitto.
Non c é che dire é un apprezzabile intrapresa, un impresa che ha un prezzo. Ma la taranta ha memoria lunga e il suo veleno non ha prezzo, é disprezzo.
Per finire, l esiliate parole del Poeta Maledetto:
In questo limbo d addii ch é la vita
mi riuscirà  qualche volta d andare
come un vecchio deluso
a leggere le cabale
d un mio sogno sconfitto
E venderle al passante per un obolo.
federico.capone
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per g.s.

Messaggio da federico.capone »

La stima che ho per Lei, G. S., non mi consente neppure di pensare di criticarla!
Sappiamo bene, tuttavia, e io ne pago le conseguenze sulla mia pelle (come fra l'altro tanti altri giovani, anche se io ho la fortuna di svolgere un lavoro che mi piace), che se si é figli di rettori, di docenti etc, si riesce con più facilità  ad insegnare nell'Università  (luogo che dovrebbe essere deputato a sfornare nuove intellettualità  e che, purtroppo, molto spesso diviene ufficio di collocamento), come sappiamo bene che se si hanno idee diverse, ma forse anche solo se si hanno idee, molto spesso si viene esclusi.
Sappiamo tutti lo schifo che c'é nel mondo accademico ma, per fortuna, e questo mi consente di andare avanti e di sperare, ci sono anche persone per bene, fuori dai giochi di potere (come Lei), ma sono fin troppo poche.
Se vuole, ma non é questo il luogo per parlarne (perchà© interessa a pochi), Le faccio la lista di tutti i docenti, i ricercatori, etc che si trovano in università  grazie a rapporti di parentela, di amicizia, e grazie a tessere di partito. Non é un caso solo leccese, parlo di Lecce perchà© conosco fin troppo bene l'Accademia salentina, avendo lottato, da studente, da solo, senza avere un aiuto da nessuno, per combattere le ingiustizie che si commettevano (e si continuano a commettere) nei confronti degli studenti, fra il silenzio dei docenti e quello delle associazioni studentesche, vedi caso Di Cagno o quello di Scolozzi o ... altro ancora.
Mi scuso con i lettori di pizzicata per quanto ho scritto sopra, che potrebbe anche non interessare a nessuno, e mi scuso anche con G. S., persona che stimo, sul piano professionale e umano.
LUMAURIZIU
Messaggi: 167
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Località: Lecce

Messaggio da LUMAURIZIU »

Scusate, una curiosità  "tecnica": come si fa a postare in qualità  di visitatore, senza registrarsi con un profilo, come sembrerebbe aver fatto G.S. ?

Poi un'altra cosa: Signor/Signora G.S., ma perché non hai voluto farti riconoscere anche dai poveri ignoranti rozzi leccesi come me, che non conoscono gli ambienti accademici cittadini (nemmeno di altre città ), che non leggono abitualmente Quotidiano e per i quali G.S. é fondamentalmente una catena di supermercati ? Comunque complimenti per il tuo post, davvero molto bello, e scusa se per ora ti dò semplicemente del tu.
CarloTrono
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Località: Copertino (Lecce)
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Messaggio da CarloTrono »

[quote:97b058f15d="LUMAURIZIU"]Scusate, una curiosità  "tecnica": come si fa a postare in qualità  di visitatore, senza registrarsi con un profilo, come sembrerebbe aver fatto G.S. ?
[/quote:97b058f15d]

rispondo subito
mi ero dimenticato di chiudere la funzione agli utenti non registrati per questo nuovo forum (non so se avete notato, ma ho creato il nuovo forum "Notte della Taranta" dedicato unicamente a questo argomento).
Adesso ho chiuso il nuovo forum, e quindi anche in questo come gli altri é possibile scrivere solo dopo essersi registrati. So che questa limite ci può privare di alcuni, rari e importanti contributi (come quello di Luigi Antonio Santoro, alias G.S., che ha riportato il suo articolo apparso sul Quotidiano di Lecce) da parte di chi non vuole registrarsi al sito, ma é una limitazione necessaria per evitare di essere invasi da interventi-spazzatura da parte di utenti anonimi.

Ne approfitto per dire un'altra cosa
MAURIZIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
riduci il tuo avatar altrimenti mi sfasi la graficaaaaaaaaa
Ultima modifica di CarloTrono il 23 agosto 2006, 14:32, modificato 1 volta in totale.
stambali
Messaggi: 80
Iscritto il: 1 giugno 2006, 0:21

Messaggio da stambali »

Era mia intenzione riportare sul forum l'articolo del Prof. Luigi Antonio Santoro, vedo con piacere che ha fare ciò ha provveduto lo stesso autore.
Non sono uno che fa molti complimenti ma ritengo che l'articolo del Professore sia una delle cose più belle scritte sul "fenomeno" Notte Della Taranta.
E' straordinaria la descrizione del signor Proipso.
saluti e grazie.
lasanto
Messaggi: 1
Iscritto il: 1 gennaio 1970, 2:00

Messaggio da lasanto »

[quote:c9676386e9="LUMAURIZIU"]
Poi un'altra cosa: Signor/Signora G.S., ma perché non hai voluto farti riconoscere anche dai poveri ignoranti rozzi leccesi come me, che non conoscono gli ambienti accademici cittadini (nemmeno di altre città ), che non leggono abitualmente Quotidiano e per i quali G.S. é fondamentalmente una catena di supermercati ? Comunque complimenti per il tuo post, davvero molto bello, e scusa se per ora ti dò semplicemente del tu.[/quote:c9676386e9]

Sono io a scusarmi. Ma poiché su questo argomento ho scritto decine di articoli a cominciare dalla prima edizione della N.d.T. , anzi da quando mi sono dimesso dal primo comitato scientifico dell'Istituto Carpitella, insieme al collega Pagliara... forse andrebbe ricostruita la storia 'vera' della Notte della taranta...comunque mi ha divertito molto l'idea di essere diventato la sigla di un supermercato. Spero di poter dare altre contributi al dibattito.
Luigi Antonio Santoro alias Gino Santoro
LUMAURIZIU
Messaggi: 167
Iscritto il: 28 agosto 2003, 18:30
Località: Lecce

Messaggio da LUMAURIZIU »

No, no ... mi devo scusare io ... che figura da scemo ...

Grazie ! Di tutto, intendo.
stambali
Messaggi: 80
Iscritto il: 1 giugno 2006, 0:21

Messaggio da stambali »

ho spostato il post
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